to del valore commerciale dei prodotti, 15 milioni per la promozione delle produzioni fresche e trasformate, 14,6 milioni per le misure ambientali, 6,4 milioni destinati alla prevenzione e gestione delle crisi. Per quanto concerne quest'ultimo aspetto, l'annata 2011 ha purtroppo confermato che gli strumenti ordinari hanno un'e cacia limitata di fronte a gravi crisi di mercato». «Apo Conerpo – continua Vernocchi – si è quindi attivata a nché vengano introdotte altre misure di difesa del reddito degli agricoltori, rendendo operative polizze assicurative e fondi mutualistici gestiti direttamente dalle op. Contemporaneamente, è auspicabile che in ambito di revisione del regolamento comunitario vengano individuati anche strumenti straordinari per la difesa dei prodotti oggetto di gravi crisi sull'esempio di quanto realizzato per arginare i danni provocati dall'emergenza Escherichia coli». Un fenomeno che nel 2011 ha condizionato negativamente i consumi di ortofrutta fresca in tutta Europa, appesantendo un mercato già molto di cile per e etto della crisi economica che ha ridotto l'occupazione e la capacità di spesa delle famiglie. Un anno a due facce «In questo contesto – a erma il direttore generale Gabriele Chiesa – appare interessante analizzare le di erenze registrate da Apo Conerpo nella prima e nella seconda parte dell'anno. Nei primi cinque mesi, a fronte di una lieve diminuzione dei volumi venduti (–3,3%), il fatturato è aumentato sensibilmente (+22%) rispetto all'anno precedente». «Al contrario, – continua Chiesa – da giugno a dicembre il volume d'a ari è calato dell'11% nonostante l'incremento (+4,8%) dei quantitativi commercializzati. La prima e più grave conseguenza di una campagna così di cile è stata la contrazione del fatturato del Gruppo nel segmento del fresco, che nel complesso non ha consentito anche al nostro Gruppo di garantire una adeguata redditività alle aziende agricole». «Di fronte a questa situazione – ricorda Chiesa – sono state avviate diverse iniziative quali la riduzione dei costi di funzionamento, l'aumento degli investimenti nella ricerca e innovazione, l'incremento delle vendite alle industrie di trasformazione e la ricerca di nuovi mercati, la promozione di aggregazioni e sinergie per creare reti con le altre imprese del settore». Più aggregati, più competitivi «Crediamo che proprio quest'ultimo aspetto – concludono Vernocchi e Chiesa – sia in grado di aumentare l'e cacia dell'azione commerciale e organizzativa. Si inserisce in quest'ottica l'avvio del processo per la costituzione di una Organizzazione interprofessionale territoriale per le pere alla quale si auspica possano partecipare tutte le organizzazioni di produttori, le organizzazioni professionali e le imprese commerciali. È stato, inoltre, completato il percorso aggregativo promosso nel 2011 con l ' incorporazione nella Aop Finaf della Aop Gruppo Mediterraneo, che ha dato vita all'Associazione di organizzazioni di produttori ortofrutticoli più grande d'Europa». «Di fronte a uno scenario – aggiungono Vernocchi e Chiesa – che vede una globalizzazione dei mercati sempre più spinta, una grande distribuzione organizzata sempre più concentrata e una crisi economica che riduce i consumi di ortofrutta in tutta Europa, si è ritenuto necessario e strategico accelerare questo processo di aggregazione dell'offerta per aumentare la competitività e la capacità di investimento. La fusione tra le due Aop consentirà infatti di ottenere importanti economie di scala e di de nire strategie produttive e commerciali comuni per valorizzare al meglio le produzioni ortofrutticole dei soci e sviluppare nuovi interventi volti a tutelare i produttori dalle crisi di mercato e a ridurre la volatilità dei prezzi». • Apo Conerpo cresce nonostante la crisi I l 2011 si è chiuso con un sensibile in-cremento dei volumi di vendita per il Gruppo Apo Conerpo nonostan-te il di cile scenario economico e l'anomalo andamento climatico. La stagione estiva, infatti, è risultata particolarmente siccitosa in Italia, con notevoli problemi per la tenuta del prodotto raccolto, mentre nel resto d'Europa è stata caratterizzata da brevi periodi di bel tempo, che non hanno favorito i consumi. I numeri del bilancio «In questo contesto certamente non favorevole – sottolinea il presidente, Davide Vernocchi – Apo Conerpo insieme alle sue liali Alegra, Naturitalia e Valfrutta Fresco ha comunque collocato sul mercato 1.100.000 tonnellate di prodotti, con un incremento del 18% rispetto all'anno precedente. Il volume d'a ari aggregato del Gruppo ha raggiunto i 702 milioni di euro, registrando un aumento del 4,6% rispetto ai 671 milioni del 2010, mentre il patrimonio netto ha mostrato un lieve incremento attestandosi sui 26,6 milioni di euro». «Sul fronte degli investimenti speci ci destinati allo sviluppo delle imprese associate – dichiara Vernocchi – nel 2011 Apo Conerpo ha ulteriormente potenziato l'apposito Programma operativo investendo complessivamente quasi 63 milioni di euro: 5,5 milioni destinati alla piani cazione della produzione e dell'o erta, 14,4 milioni indirizzati al miglioramento della qualità dei prodotti, 6,8 milioni destinati all'incremenNEL 2011 AUMENTATI VOLUME DI VENDITA E FATTURATO Collocate sul mercato 1,1 milioni di tonnellate di ortofrutta fresca. In aumento gli investimenti operativi e i ristorni ai soci Il presidente di Apo Conerpo, Davide Vernocchi AGRO INDUSTRIA 6925/2012 • L'Informatore Agrario
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Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO Statistica descrittiva: prime informazioni dai dati sperimentali. Pubblicato su L'Informatore Agrario n. 20/2012 a pag. 33. Capire facilmente l'analisi statistica in agricoltura. Pubblicato su L'Informatore Agrario n. 17/2012 a pag. 36. www.informatoreagrario.it/bdo • • Asimmetria. In una distribuzione di dati di una popolazione o di un campione indica che i dati maggiori della media sono distribuiti in modo diverso da quelli minori della media. Campione. Insieme di individui facenti parte di una popolazione ed estratti da essa allo scopo di studiarne le caratteristiche o le proprietà. Casuale o random. Dicesi di una variabile o un fenomeno che non può essere prevedibile con certezza. Deviazione standard del campione. Deviazione standard dei dati che compongono il campione (si indica in statistica con «s»). Deviazione standard della popolazione. Deviazione standard di tutti gli individui che compongono la popolazione (si indica in statistica con «σ»). Distribuzione normale. Distribuzione dei dati di un campione o di una popolazione secondo la curva a campana di Gauss (curva normale). Errore standard. Deviazione standard di una distribuzione di medie campionarie, cioè di medie di diversi campioni estratti da una popolazione (si indica in statistica con «σ×»). Frequenza. Numerosità di un determinato valore rilevato in una prova sperimentale o delle classi all'uopo formate. Gradi di libertà. In un insieme di osservazioni o in un campione: numero di dati veramente indipendenti, pari al numero totale di dati meno uno. Intervallo fi duciale o di confi denza. In statistica inferenziale, campo di valori in cui può ricadere la media della popolazione in base a un determinato valore di probabilità. Livello di probabilità P. Livello standard di probabilità de nito dalla comunità scienti ca, che consente di scartare o accettare un'ipotesi sperimentale. Media campionaria. Media dei dati che compongono il campione (si indica in statistica con «m»). Media della popolazione. Media di tutti gli individui che compongono la popolazione (si indica in statistica con «µ»). Popolazione. Insieme completo di individui o entità caratterizzate da determinate proprietà, alle quali è associato un valore (variabile). Probabilità. Riferita a un esperimento, è il rapporto tra il numero di osservazioni di un valore o favorevoli a un determinato evento e il totale di osservazioni fatte. Randomizzazione. Distribuzione casuale di individui usata nella sperimentazione allo scopo di far sì che la probabilità del veri carsi di un determinato evento tenda a essere uguale per tutti. Rappresentatività del campione. Caratteristica secondo la quale un insieme di individui estratto da una popolazione è in grado di rappresentarne le caratteristiche. Ripetizioni. Numero di volte in cui una parcella viene trattata nello stesso modo all'interno di una prova sperimentale. Statistica descrittiva. Branca della statistica che studia le caratteristiche delle popolazioni e dei campioni in base alla distribuzione dei dati raccolti. Statistica inferenziale. Branca della statistica che, partendo dallo studio dei campioni, determina la probabilità associata a determinate ipotesi sperimentali fatte sulla popolazione. Test delle ipotesi. Complesso di operazioni matematiche atto a valutare le probabilità associata a una determinata ipotesi sperimentale. • GLOSSARIO DEI TERMINI UTILIZZATI NEL TESTO bile che si sta osservando, la di erenza fra le medie di due gruppi di individui è dovuta al fatto che i due gruppi appartengono a popolazioni diverse, con medie diverse, oppure le due medie sono solo la stima di una unica media della stessa popolazione e la di erenza che si rileva è dovuta alla casualità del campionamento? Ad esempio questa domanda potrebbe essere fatta nel seguente caso pratico. È stata rilevata la produzione annua di latte di due gruppi di bovine di razza Frisona appartenenti a due grosse stalle i cui sistemi di alimentazione di eriscono per determinate caratteristiche: 80 q in un caso e 90 q nell'altro. Questa di erenza è dovuta veramente al sistema di alimentazione oppure le due medie sono diverse solo per la casualità del campionamento? Spesso in statistica si pone la domanda utilizzando la seguente espressione: la di erenza tra le due medie è signi cativa oppure no? Il motivo del fatto che non si possa concludere subito che la di erenza di 10 quintali di latte all'anno, per stare all'esempio precedente, sia dovuta alla differenza di alimentazione, anche se sembrerebbe così, è che ogni media (stimata) si porta dietro un «alone» di incertezza, de nito come abbiamo visto prima dall'intervallo di con denza. Due sono gli aspetti che vengono considerati per la valutazione statistica della signi catività della di erenza fra due medie. Più le medie sono distanti fra di loro, più è probabile che esse siano signi cativamente diverse. Per contro più è ampio l'errore standard delle due medie, e quindi più elevata è la variabilità dei dati, più diminuisce la probabilità che le di erenze osservate siano signi cative. Questi due aspetti sono stati utilizzati per de nire il cosiddetto test di t, utilizzato per confrontare statisticamente due medie. Finora abbiamo parlato di di erenza tra due medie, ma nella ricerca agraria gli esperimenti prevedono spesso il confronto tra più di due medie, seguendo schemi sperimentali piuttosto rigidi, dettati dalla teoria dell'analisi statistica. Si pensi ad esempio ai confronti varietali, ai confronti tra l'e cacia di diversi prodotti tosanitari, ecc. Uno dei test più usati per il confronto tra più medie è l'Analisi della varianza (acronimo inglese ANOVA), del quale si parlerà in un prossimo numero di questa rivista. Marco Delaiti Mario Baldessari Fondazione E. Mach Istituto agrario S. Michele all'Adige Trento Massimiliano Pasini Agrea - Centro studi Verona 58 25/2012L'Informatore Agrario • SPERIMENTAZIONE E STATISTICA
più esposto a fenomeni di deserti cazione, impoverimento dei suoli e perdita di competitività aziendale. La giornata in campo ha avuto luogo proprio in una delle aziende sperimentali che la Regione ha dedicato, ormai da un decennio, a testare gli e etti delle coltivazioni senza aratura. La giornata ha avuto anche un altro motivo ispiratore: dare merito e visibilità agli agricoltori foggiani che, coraggiosamente e pionieristicamente, hanno de nitivamente convertito al «sodo» le proprie aziende. Sono stati proprio gli agricoltori, infatti, i protagonisti della giornata in quanto è spettato loro raccontare in campo i vantaggi, i fattori di successo e i «segreti» della semina su sodo. A loro spetta l'importante compito di favorire processi di informazione «orizzontale» che coinvolgano gli altri agricoltori ancora inesperti e titubanti nei confronti di un sistema agronomico così diverso da quello convenzionale. Dopo una fase «seminariale» che ha visto l'intervento di rappresentanti istituzionali e del mondo accademico, la parola è stata così a data agli agricoltori di Aipas, Associazione italiana produttori amici del suolo, un'associazione attiva da molti anni nelle aree interne del Centrosud nella di usione e sperimentazione della semina su sodo. È a loro che va il merito di aver allestito in campo un vero e proprio percorso tematico lungo il quale sono stati accompagnati gli oltre 400 agricoltori, tecnici e simpatizzanti intervenuti alla giornata. Cosa accade nel terreno Seguendo una struttura organizzativa ormai consolidata, gli agricoltori di Aipas hanno così allestito una serie di postazioni tematiche nalizzate a trattare diversi aspetti del coltivare su sodo. La prima postazione è stata dedicata all'osservazione di cosa accade sotto la super cie di un terreno non lavorato (foto 1). Grazie a uno scavo appositamente realizzato è stato così possibile commentare e raccontare le dinamiche che portano un suolo non lavorato ad assumere nel corso del tempo una struttura e una porosità «semi-naturale». Un ruolo chiave in questo processo è svolto dagli apparati radicali delle colture in avvicendamento, dal tipo di avvicendamento, dal rilascio di materiale organico residuale, dalla coltivazione di colture di copertura miglioratrici e dalla presenza di lombrichi. Su queste tematiche è stato fondamentale il contributo di informazione degli agricoltori esperti di Aipas che si sono adoperati per spiegare quanto sia importante realizzare degli avvicendamenti non più solo in considerazione delle produzioni che da essi si posLa semina su sodo spiegata in campo di Danilo Marandola L o scorso 26 maggio a Castel-luccio dei Sauri, in provincia di Foggia, si è svolta una gior-nata in campo nalizzata a diffondere tra gli agricoltori la « loso a» della semina su sodo, un modo di fare agricoltura conservativa che oggi si pone al centro di un ritrovato interesse sia da parte delle istituzioni sia da parte degli agricoltori. Il ruolo della Regione Un evento, quello di Castelluccio, fortemente voluto dal settore Servizi di sviluppo agricolo dell'U cio agricoltura di Foggia per due ragioni: fare il punto sulla di usione della semina su sodo in Capitanata; a rontare la questione dell'attivazione sul Psr regionale di una misura agroambientale dedicata a favorire la diffusione di questo sistema agronomico a bassa impronta ambientale. Da molti anni, infatti, la Regione e gli enti di ricerca attivi nel territorio foggiano sperimentano l'agricoltura conservativa e si dedicano ad attività di informazione volte ad avvicinare gli agricoltori a queste tecniche. Il Cra – Centro di ricerca per la cerealicoltura di Foggia, ad esempio, è impegnato da diversi anni in attività di ricerca e di trasferimento agli utilizzatori dei risultati. L'Ufficio provinciale, inoltre, conduce da diversi anni prove di campo nelle proprie aziende sperimentali in quanto crede che la di usione di questo modo di fare agricoltura sia fortemente strategico in un areale, come quello della provincia di Foggia, fortemente vocato alla cerealicoltura e sempre GIORNATA DIMOSTRATIVA A CASTELLUCCIO DEI SAURI Una iniziativa promossa dalla Regione Puglia e da Aipas per diffondere la «fi losofi a» della semina su sodo in provincia di Foggia: tra esperienze in corso e prospettive di sostegno dal Psr Foto 1 La postazione dedicata all'osservazione del profi lo del suolo non lavorato da 10 anni Foto 2 Erosione: confronto tra terreno nudo-lavorato e pacciamato-sodo EVENTI CONVEGNI 72 25/2012L'Informatore Agrario •
altri Paesi produttori. È evidente come la liberalizzazione del mercato europeo dello zucchero e gli e etti che ciò determina sul mercato e sul livello dei prezzi interni risulteranno destabilizzanti anche nei confronti dei Paesi che bene ciano dell'entrata preferenziale. Questi, in particolare, temono un allineamento del prezzo europeo dello zucchero a quello internazionale e, dunque, la perdita del vantaggio di posizionare di cui oggi bene ciano e minori introiti per le loro vendite. La proposta di nuova ocm La nuova organizzazione comune di mercato proposta dalla Commissione riduce ai minimi termini l'intervento pubblico nel settore dello zucchero e prospetta una situazione di sostanziale libero mercato, con qualche residua rete di sicurezza (ammasso stabilità e sia tale da comportare un'ulteriore contrazione del potenziale produttivo europeo e da aumentare in maniera considerevole l'importazione dello zucchero dal mercato mondiale. Per tali ragioni, gli organismi di rappresentanza stanno lavorando per il mantenimento dello status quo no al 2020, in modo da consentire che il processo di adattamento strutturale e di miglioramento della competitività, che già in parte si è realizzato negli ultimi anni, possa consolidarsi ulteriormente. Il nuovo regime dei pagamenti diretti Come è stato brevemente accennato in precedenza, i produttori di zucchero si trovano in una situazione critica per quanto riguarda il capitolo dei pagamenti diretti. Oggi, com'è noto, i bieticoltori bene ciano di un aiuto disaccoppiato che risulta più elevato rispetto a molte altre produzioni vegetali, complementari e alternative rispetto alla bietola. Le operazioni di scomposizione dell'attuale regime del pagamento unico, in più componenti (greening, ecc.), cumulandosi, peraltro, con la diversa ripartizione delle risorse nanziarie tra Paesi membri e all'interno dello stesso Paese, incideranno sicuramente sul livello complessivo dei trasferimenti a favore dei bieticoltori storici, contribuendo così ad aggiungere un altro elemento critico che potrebbe far venir meno l'interesse nei confronti della coltura. Allo stesso modo la componente ecologica dei pagamenti diretti (greening) non comporterà certamente un e etto favoreTABELLA 2 - Ocm unica: le proposte specifi che per il settore bieticolo-saccarifero Tipologia di misura Contenuto della proposta • Prezzo minimo della barbabietola di quota; • disposizioni normative sulle forniture tramite contratti di accordi interprofessionali e contratti individuali con prezzo minimo per le bietole; • strumenti di mercato legati al regime delle quote (ritiro di zucchero dal mercato, tassa sulla produzione, riporto dello zucchero eccedente, ecc.) Eliminati Campagna di commercializzazione (articolo 6) Inizia il 1° ottobre e fi nisce il 30 settembre dell'anno successivo Prezzi di riferimento (articolo 7) Per lo zucchero sfuso della qualità tipo: • per lo zucchero bianco 404,4 euro/t; • per lo zucchero greggio 335,2 euro/t Aiuto all'ammasso privato di zucchero bianco (articolo 16) La proposta della Commissione conferma l'ammasso privato per lo zucchero bianco, di tipo facoltativo e quindi c'è bisogno di un atto delegato della Commissione per l'avvio delle operazioni di ammasso Quota zucchero Secondo quanto indicato nell'articolo 163 comma 1 lettera a) le quote zucchero si applicano fi no alla fi ne della campagna di commercializzazione 2014-2015, ovvero fi no al 30-9-2015 Accordi nel settore dello zucchero • Le condizioni di acquisto delle barbabietole da zucchero e della canna da zucchero, inclusi i contratti di fornitura prima della semina, sono disciplinate da accordi interprofessionali scritti stipulati tra i produttori di barbabietole da zucchero dell'Unione; • tenendo conto delle peculiarità del settore dello zucchero, è conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati per quanto riguarda le condizioni degli accordi di cui sopra privato), con un sistema di relazione interno alla liera indebolito e con la presenza di qualche strumento per intervenire nei casi di turbativa e di grave crisi. Per il resto i classici interventi che hanno regolato il funzionamento del mercato europeo dello zucchero per diversi decenni sono soppressi. In particolare il regime delle quote rimarrà in funzione no al 30-9-2015, portando così a termine il processo di abolizione abbozzato durante la riforma del 2006 e confermato con il negoziato health check del 2008. Altro punto centrale della proposta della Commissione è la soppressione del sistema contrattuale tra bieticoltori e zuccheri ci, basato sul prezzo minimo da corrispondere. Gli operatori economici, agricoltori e industriali, ritengono che la nuova ocm non garantisca condizioni di equilibrio e Il miglioramento delle rese produttive è determinante per la competitività della coltura NUOVA PAC ANALISI 22 25/2012L'Informatore Agrario •
sono ottenere, ma anche e soprattutto in considerazione della funzione agronomica che le diverse colture possono svolgere in regime di sodo (caratteristiche degli apparati radicali, quantità-qualità dei residui colturali, attitudine a contrastare l'emergenza delle infestanti, ecc.). L'erosione Una seconda postazione tematica è stata poi dedicata al tema dell'erosione del terreno (foto 2) dove si è simulato l'e etto di una pioggia battente in un confronto fra terreno sodo e terreno lavorato. Dopo la simulazione, le acque di percolazione sono state raccolte in due diversi contenitori di vetro che hanno testimoniato come un terreno sodo coperto di residui colturali sia in grado di trattenere più acqua e di resistere meglio all'e etto erosivo della pioggia rispetto a un terreno nudo e nemente lavorato. Le macchine per la semina L'ultima postazione allestita da Aipas ha previsto la messa in campo delle diverse tipologie di seminatrici utilizzate quotidianamente in azienda dai soci dell'associazione. La dimostrazione dinamica delle macchine è stata realizzata per e ettuare una semina di copertura di favino e di pisello proteico. Un'occasione per discutere dell'importanza, specie in aree molto siccitose, di realizzare colture di copertura miglioratrici che siano in grado, con costi molto contenuti, di proteggere il suolo dall'erosione idrica ed eolica e di migliorare lo stato sico degli strati sotto-super ciali di terreno. Il successo della giornata in campo di Castelluccio dei Sauri è stato una dimostrazione del grande interesse che c'è per l'agricoltura conservativa in un territorio a forte vocazione cerealicola. Interesse che la Regione sembra intenzionata a sostenere attraverso il lancio di una misura agroambientale dedicata del Psr. La speranza da parte degli agricoltori che ciò possa avvenire è forte, così come forti sembrano essere le competenze che l'agricoltura del territorio sta sviluppando in tema di semina su sodo. In attesa che le opportunità del Psr diventino una realtà anche in Puglia, Aipas ha già in programma una nuova giornata in campo in Campania. L'appuntamento è ssato per l'11 agosto 2012 in provincia di Benevento a San Giorgio la Molara (info@aipas.eu). Danilo Marandola brosini, ha stilato la classi ca nale. «È stata un'esperienza impegnativa, ma grati cante» osserva il dirigente scolastico del Mendel, Gian Mario Mercante, che con lo sta della scuola si è attivato n dallo scorso mese di ottobre per la buona riuscita della manifestazione. «Il dato più signi cativo è sicuramente il grande coinvolgimento del territorio - attraverso enti, aziende e associazioni - nella Gara nazionale, indice del fatto che un istituto come il nostro è fortemente legato all'area in cui nasce e cresce». Anche la Banca di Credito Cooperativo di Busto Garolfo e Buguggiate ha voluto infatti essere al anco dell'istituto Mendel. La Gara nazionale è stata inoltre l'occasione per gli istituti agrari d'Italia di potersi incontrare e confrontare. «C'è la possibilità – aggiunge il dirigente scolastico del Mendel – di mettere in comune esperienze di erenti. Ma è proprio in occasioni come queste che ci si accorge che il coordinamento non sempre c'è». Punto focale della Gara nazionale è la preparazione delle prove «che – prosegue Mercante – deve tenere conto dei programmi didattici che vengono sviluppati nei vari istituti». «Per far emergere le eccellenze a livello nazionale, occorre che nelle prove della Gara ci sia il maggior numero di elementi comparabili e confrontabili. Purtroppo non è semplice e ci si accorge che la realtà oggi è abbastanza disomogenea». Dalla Gara nazionale 2012 emerge, quindi, lo stimolo a un maggiore confronto tra scuole. «Il confronto e lo scambio di esperienze – conclude –sono tra i pochi strumenti che la scuola ha oggi per poter dare delle risposte al cambiamento e per migliorare». La «palla» passa ora all'istituto agrario «Fabio Bocchialini» di Parma: sarà questa scuola ad organizzare la Gara nazionale degli istituti agrari nel 2013. • Istituti tecnici agrari: il bello della gara È Michele Trevisan dell'istituto agrario «Fabio Bocchialini» di Parma il vincitore dell'edizio-ne 2012 della Gara nazionale degli istituti tecnici agrari promossa dal Ministero dell'istruzione. Al secondo posto si è classi cato Andrea Pilenga dell'Itas «Cantoni» di Treviglio (Bergamo); terzo, Giacomo Rossi dell'istituto «Ciuffelli-Einaudi» di Todi (Perugia). La gara, che ha visto protagonisti i migliori alunni di quarta superiore degli istituti agrari, si è disputata a Villa Cortese (Milano) ed è stata organizzata dall'istituto superiore «Mendel», in quanto scuola vincitrice, con la propria alunna Martina Colombo, dell'edizione 2011. Il 3 e 4 maggio gli studenti, provenienti da 16 regioni diverse in rappresentanza di 42 scuole, hanno dovuto a rontare due prove: una scritta per accertare le conoscenze e le capacità di sintesi nelle discipline di biologia applicata, chimica agraria, tecnica di produzione animale, tecniche di produzione vegetale, tecnica di gestione aziendale, topogra a ed elementi di costruzioni rurali; e una prova pratica per misurare abilità tecniche e competenze nel campo della chimica agraria, della biologia applicata e della tecnica di produzione vegetale. I lavori sono stati esaminati da una commissione che, alla presenza del presidente del Collegio dei periti agrari della provincia di Milano, Valerio Russello, e del rappresentante del collegio interprovinciale di Milano degli agrotecnici, Andrea AmLA COMPETIZIONE AL «MENDEL» DI VILLA CORTESE (MI) I migliori studenti delle scuole italiane si sono confrontati nella Gara nazionale: ha vinto Michele Trevisan Il vincitore Michele Trevisan (a destra) con il docente Giovanni Del Bono EVENTI CONVEGNI 7325/2012 • L'Informatore Agrario
cio della precedente campagna, che ha provocato in Puglia una drastica riduzione degli investimenti, secondo alcuni stimata no al 20-25% rispetto al 2011. Buona la qualità media del prodotto per l'ottimo andamento climatico di giugno, che ha compensato i capricci di maggio, mese in cui le basse temperature registrate hanno di fatto annullato il previsto anticipo di maturazione. Sul piano delle scelte varietali, confermato anche quest'anno il trend in atto da qualche stagione, che vede preDomanda sostenuta per i cocomeri di Giuseppe Lamacchia A vvio favorevole per la cam-pagna di commercializza-zione dei cocomeri pugliesi di pieno campo. Grazie all'eccezionale ondata di caldo causata dall'anticiclone «Scipione», a partire dalla seconda metà giugno si è assistito a un netto incremento della domanda sia nazionale sia internazionale, con ri essi positivi sulle quotazioni. Del resto, specie nei giorni di emergenza da caldo che hanno interessato non solo molte città italiane, ma anche europee, no alla Finlandia, i consumi delle angurie sono promossi e raccomandati proprio dagli esperti per meglio a rontare, insieme ad altri ortaggi, le eccezionali temperature. Il signi cativo incremento degli ordini provenienti dal mercato nazionale e da quello estero è coinciso con l'avvio della raccolta del prodotto pugliese di pieno campo, consentendo la sua rapida collocazione nei circuiti commerciali. I ritmi della domanda si sono rivelati tanto sostenuti da attenuare anche gli e etti negativi costituiti dalla tradizionale presenza, nel periodo, della concorrenza greca. Quotazioni I prezzi, infatti, hanno subìto addirittura un incremento di alcuni centesimi di euro/kg, che hanno reso meno competitivo il prodotto ellenico, scoraggiando gli arrivi dalla Grecia a tutto vantaggio della produzione locale e dei listini alla produzione, che hanno arrestato la loro siologica caduta, registrando in alcuni casi una gradita inversione di tendenza. Attualmente i prezzi alla produzione si sono attestati intorno a 0,15-0,20 euro/kg per le vendite a blocco e a 0,20–0,22 per il prodotto acquistato a peso con raccolta a carico del produttore. Questo andamento del mercato risulta particolarmente interessante, anche in considerazione del deludente bilanIL GRANDE CALDO FAVORISCE I CONSUMI valere la tipologia striata oblunga tipo Dumara su quella sferica tipo Crimson Sweet, ormai vicini al rapporto 9:1, un ra orzamento della categoria baby anguria e una situazione di stallo e comunque di limitata crescita della tipologia senza semi. Mini angurie A proposito di baby angurie, vale la pena di sottolineare che nella categoria delle baby o mini angurie, quest'anno, a causa di una minore allegagione, si registrano alcuni casi di pezzature medie superiori a quelle attese (1,5-3 kg), che stanno comportando qualche disagio risolto con un diverso impiego commerciale rispetto al previsto, specie per quanto riguarda le destinazioni. I prezzi, per il prodotto destinato al mercato interno, oscillano, tra 0,22 e 0,25 euro/kg franco partenza, a seconda del calibro medio delle partite. Superiori le quotazioni del prodotto destinato ai mercati esteri che, se confezionato in bins, quota da 0,27 a 0,30 euro/kg. Maggiormente interessati alle angurie pugliesi sono Germania e Francia tra i Paesi dell'Europa nord-occidentale e Polonia e Ungheria tra quelli dell'Est. Buona la richiesta del prodotto confezionato in imballaggi 40 × 60 cm, in numero di 5-7 pezzi, che spuntano prezzi oscillanti tra 0,25 e 0,35 euro/kg franco partenza. Leggermente più interessante il mercato delle baby angurie, con circa 0,380,40 euro/kg riconosciuti per il prodotto in confezione da 7-8 pezzi, e 0,320,35 euro/kg per il 5 e il 6 pezzi. In deciso rialzo, all'inizio della terza decade di giugno, i prezzi spuntati dalle angurie su tutte le principali piazze italiane. Le angurie di provenienza nazionale (Sicilia, Puglia, Lombardia) quotano mediamente da 0,40 a 0,50 euro/kg in vendita, con punte anche di 0,60 su talune piazze, contro 0,30-0,40 delle angurie di origine greca. Una volta tanto, quindi, assistiamo ai bene ci e etti di una felice congiuntura che, secondo le previsioni, dovrebbe durare almeno no a tutto giugno. Ovviamente, sarà necessario che gli operatori sappiano gestire al meglio l'opportunità che si è presentata, operando con professionalità ed evitando di cedere alle facili tentazioni, con l'immissione nei circuiti commerciali di prodotto non perfettamente maturo. • Il prodotto di pieno campo pugliese trova ottima collocazione sui mercati nazionali ed esteri. Buona la qualità media 0,5 0,4 0,3 0,2 0,1 0 Eu ro /k g 28-5/1-6 4-9/6 11-16/6 18-23/6 Settimane Coltura protetta Pieno campo Prezzo minimo Prezzo massimo Prezzo alla produzione dei cocomeri pugliesi striati sferici e oblunghi (*) (*) Quotazioni franco azienda produttrice con raccolta a carico del produttore. La forte domanda ha attenuato gli effetti negativi della concorrenza del prodotto greco. AGROMERCATI 32 25/2012L'Informatore Agrario •
Diritti di impianto del vigneto sinonimo di qualità PRESENTATA A ROMA UN'ANALISI DELL'INEA di Michela Di Carlo L a liberalizzazione dei dirit-ti d'impianto in Europa? Una misura ancora scomoda.Secondo un'analisi dell'Inea (Istituto nazionale di economia agraria) presentata a Roma lo scorso 14 giugno presso la sede nazionale di Confagricoltura, occorre prima rinnovare il sistema con nuove regole tecniche per lo scambio dei diritti di impianto in modo da prevenire eventuali fenomeni di speculazione. «È necessario de nire l'identità degli acquirenti e dei venditori – ha evidenziato Roberta Sardone, presentando la sua ricerca – evitare rischi di frode, limitare l'eccessiva di erenziazione dei prezzi e ridurre i costi per le spese di intermediazione. Insomma, bisogna eliminare le ine cienze e garantire una migliore essibilità in modo che il nuovo regime (previsto dall'ocm vino dal 2015) possa basarsi su un mercato con nuove regole e su una valutazione periodica che consenta di modi care il volume aggregato del potenziale di produzione Ue». Produttori contrari alla liberalizzazione Per il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, la liberalizzazione dei vigneti, qualora fosse concretizzata, porterebbe in particolare alla destabilizzazione del settore vitivinicolo. A costituire la maggioranza contro la cancellazione della legge ci sono 14 Paesi a grande vocazione vitivinicola, con in testa l'Italia. «Il 98% dei produttori europei – ha detto il presidente di Confagricoltura – è contrario alla liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti perché mette a rischio il valore della produzione. Liberalizzarli signi ca mettere a rischio il Secondo il presidente di Confagricoltura Guidi la liberalizzazione degli impianti porterebbe alla destabilizzazione del settore, metterebbe a rischio la qualità dei vini e avrebbe conseguenze sociali pesanti per il Paese valore del made in Italy, basato su territorio, ambiente e tipicità, ovvero sulla qualità; i diritti sono uno strumento che ha accompagnato la crescita del comparto, contribuendo a mantenere l'equilibrio tra domanda e o erta. Non servono tanto a controllare la produzione, quanto a esprimere al meglio il nostro modello basato sulla qualità». «Nel tempo – ha ricordato il presidente – il sistema dei diritti ha contribuito a preservare l'azienda viticola legata al territorio. Ha permesso l'insediamento dei giovani dando loro la possibilità di bene ciare di criteri di priorità nella ripartizione, senza contropartita nanziaria. Eliminarlo comporterebbe conseguenze economiche e sociali gravissime per il nostro Paese: eccedenze di produzione, delocalizzazione in zone a più alta resa per ettaro, anche da parte di operatori esterni al settore agricolo, competizione basata su prezzi al ribasso. Con il rischio di un progressivo abbandono del nostro modello tradizionale di viticoltura, che valorizza il territorio, l'ambiente, la tipicità». Più certezza sull'impatto della liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti e maggiore coerenza tra le misure a sostegno del settore vino. Sono le raccomandazioni della Corte dei conti europea, che ha esaminato gli interventi che rappresentano i due capitoli di spesa più importanti della riforma dell'ocm vino del 2008: l'estirpazione e la ristrutturazione dei vigneti. Costate rispettivamente 1,024 miliardi tra il 2008 e il 2011 e 4,2 miliardi tra il 2001 e il 2010 le due misure sono giudicate «contraddittorie» in quanto «gli incrementi delle rese derivanti da una ristrutturazione senza alcun impatto percepibile sul consumo complessivo hanno parzialmente compensato gli effetti dell'estirpazione». Risultato: troppa differenza tra risultati attesi e conseguiti, con il permanere di eccedenze produttive strutturali. Una critica che la Commissione rispedisce al mittente. L'Esecutivo «non condivide l'analisi della Corte», rivendicando che secondo gli ultimi dati disponibili, del luglio 2011, non esiste alcuna «eccedenza strutturale». Per quanto riguarda l'aiuto all'estirpazione, se la Corte ritiene «che i tassi di aiuto siano stati fi ssati a livelli troppo elevati», la Commissione ricorda come le risorse impiegate nel programma avessero l'obiettivo di incentivare l'estirpazione in tempi rapidi, offrendo incentivi più alti nella prima fase, e ne sottolinea l'effi cacia nella riduzione della produzione. Infi ne, la questione diritti di impianto. Il collegio degli auditori raccomanda una valutazione di impatto sulla dismissione del sistema, sottolineando che a oggi «non c'è stata ricerca suffi ciente». Qui la spiegazione della Commissione è meno convincente: «Non c'è stato bisogno di valutazione di impatto perché la decisione di smantellare i diritti era già stata presa nel 1999». Dopo oltre 10 anni non è arrivato il momento? «Prima della fi ne del 2012 – spiegano fonti di Bruxelles – pubblicheremo un'analisi dell'impatto della riforma», e la questione dei diritti di impianto «sarà affrontata dal Gruppo di alto livello che abbiamo appositamente convocato». A.D.M. L'ocm vino non piace alla Corte BOTTA E RISPOSTA TRA CORTE DEI CONTI E COMMISSIONE ATTUALITÀ 14 25/2012L'Informatore Agrario •
Cosa è cambiato nella Ue negli ultimi 20 anni Per rendersi conto di com'è cambiata la politica dello zucchero in questi ultimi anni è su ciente ricordare come l'Unione Europea oggi importi mediamente dal resto del mondo il 15% del proprio consumo interno. Prima della riforma l'Europa era il secondo esportatore mondiale di zucchero. Il processo di ristrutturazione che c'è stato ha comportato la chiusura di 83 impianti saccariferi e l'uscita dal settore delle bietole di 140.000 agricoltori, i quali in precedenza facevano a damento su tale coltura come pilastro dell'ordinamento produttivo e del bilancio economico aziendale. Le proposte di riforma della Commissione, secondo il parere espresso dalle organizzazioni di settore, metterebbero a rischio ciò che rimane della liera dello zucchero e spingerebbero il settore verso una situazione di sostanziale liberalizzazione, con l'abolizione di tutti i più incisivi strumenti di mercato oggi presenti nell'ambito della ocm unica. Qualche preoccupazione destano tra gli addetti ai lavori anche le proposte in materia di pagamenti diretti, con le manovre del riequilibrio e dell'allineamento dell'aiuto disaccoppiato di base ( at rate). Per e etto di tali operazioni, i bieticoltori perderebbero una parte cospicua dei pagamenti diretti che hanno nora intercettato. Per tali ragioni il negoziato sulla riforma della pac per il settore dello zucchero assume un'importanza determinante e i protagonisti della liera con dano nella possibilità di correggere la rotta e di introdurre i cambiamenti ritenuti necessari per dare stabilità e per assicurare un futuro alle produzioni di bietole e di zucchero nel continente europeo. Le proposte per la prossima pac Illustriamo ora i contenuti settoriali del pacchetto di riforma della pac 2014-2020, iniziando con una breve descrizione dell'attuale politica di sostegno riservata dall'Unione Europea allo zucchero, per poi esaminare le proposte di riforma in riferiBietole e zucchero, il futuro è a rischio di Ermanno Comegna P er il settore delle bietole e dello zucchero la proposta di riforma della pac presentata dalla Com-missione europea a ne 2011 si presenta decisamente critica. Tant'è che le organizzazioni rappresentative dei bieticoltori e dell'industria saccarifera europea stanno cercando in ogni modo di incidere sul Parlamento europeo e sul Consiglio dei ministri per modi care in maniera sostanziale il pacchetto oggi in discussione. Il settore dello zucchero è reduce da una riforma dell'organizzazione comune di mercato decisa a livello comunitario nel 2006, con la quale sono stati cambiati radicalmente i connotati del settore e ha sacri cato una parte consistente della liera con particolare riferimento alle aree meno competitive. Sotto tale aspetto l'Italia ha pagato uno scotto assai importante, perdendo quasi i 2/3 del suo potenziale produttivo storico. LA PROPOSTA DI RIFORMA VA CORRETTA PER DARE STABILITÀ AL SETTORE La sostanziale liberalizzazione del mercato che si prefi gura e la riduzione cospicua dei pagamenti diretti ai bieticoltori fanno temere che l'adeguamento competitivo della fi liera possa non arrivare a compimento NUOVA PAC ANALISI 20 25/2012L'Informatore Agrario •
Il presidente di Confagricoltura ha ricordato poi che il vino «è un ore all'occhiello del commercio agroalimentare italiano con 4,4 miliardi di euro l'anno, un fatturato di 10,7 miliardi di euro e 1,2 milioni di addetti». Senza contare che «le aziende vitivinicole sono le meno dipendenti dai pagamenti della pac perché i viticoltori riescono a remunerare la loro attività principalmente con i ricavi del mercato». «Per questo − ha concluso Guidi − occorre mantenere un regime europeo che disciplini gli impianti per tutti i tipi di vino dop e igp e per quelli senza indicazione geogra ca. La criticità della liberalizzazione è ancora più marcata per i vini senza indicazione, in particolare quelli varietali ai quali non è possibile applicare strumenti aggiuntivi di regolamentazione». De Castro sereno Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Commissione agricoltura del Parlamento Ue, Paolo De Castro, che si è detto sereno. «Il Parlamento europeo – ha a ermato De Castro – ha già votato a larghissima maggioranza contro la liberalizzazione e i Paesi favorevoli al mantenimento del sistema rappresentano praticamente la totalità di quelli produttori di vino». A livello di Consiglio sono infatti 16 gli Stati membri che hanno espresso u cialmente la loro posizione a favore del mantenimento del sistema dei diritti di impianto: Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Grecia, Germania, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Repubblica Slovacca, Spagna e Slovenia. Ma mancano ancora 33 voti per ottenere la maggioranza quali cata del 65%. «La Commissione – ha concluso De Castro – ha già esaurito il suo compito. Ora la decisione spetta al Consiglio e al Parlamento. Io sono ducioso, dato che è in atto una discussione ampia sul tema; secondo il Parlamento bisogna avere più tempo per decidere. Insomma, è necessario guadagnare tempo». Michela Di Carlo Concianti mais, una nuova proroga in arrivo? IL 30 GIUGNO SCADE LA SOSPENSIONE CAUTELATIVA I l 30 giugno scadrà il divieto di im-piego degli insetticidi neonicotinoi-di (clotianidin, imidacloprid e tia-metoxam) e pronil per la concia del mais. Una sospensione cautelativa, giunta alla sua quarta proroga, istituita nel settembre del 2008 per veri care il ruolo di questi prodotti sulla sindrome da spopolamento degli alveari (Colony collapse disorder). Nonostante non siano ancora trapelate indiscrezioni su quale sarà la decisione che verrà presa dal Ministero della salute di concerto con il Ministero delle politiche agricole agroalimentari e forestali, l'avvicinarsi della scadenza e la pubblicazione di nuovi studi su riviste internazionali hanno acceso il dibattito tra i diversi portatori di interesse. Tra gli agricoltori, che ne chiedono una riammissione in quanto ritenuti un utile strumento nella lotta alla diabrotica e agli elateridi del mais; tra gli apicoltori che, invece, puntano a una de nitiva revoca attribuendone un ruolo di primo piano sulla mortalità delle api. Gli studi europei in arrivo alla fi ne del 2012 Di una cosa siamo però certi. La decisione dovrà basarsi, come più volte annunciato dai rappresentanti del Ministero della salute italiano, anche su quello che emergerà dagli studi condotti dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) a cui la Commissione europea ha dato mandato di veri care in modo approfondito il fenomeno, anche in virtù di quanto recentemente pubblicato sulla rivista Science. L'Agenzia, infatti, è stata chiamata a fornire un'analisi dettagliata degli e etti delle sostanze attive neonicotinoidi tiametoxam, clotianidin, imidacloprid (lo studio prende in considerazione anche acetamiprid e tiacloprid, non direttamente coinvolti nella concia del mais), valutandone gli e etti acuti e cronici sulla sopravvivenza e lo sviluppo delle colonie di api, tenendo in considerazione gli e etti sulle larve, nonché sul loro comportamento. In tale contesto potrà essere presa in considerazione una valutazione degli effetti delle dosi sub letali sulla sopravvivenza e sul comportamento delle api e dell'impiego della tecnologia RFID (identi cazione a radio frequenza) per seguire con precisione il comportamento dei pronubi in campo. Unico problema, la pubblicazione degli studi Efsa è in programma per la ne di dicembre. Tutto fa perciò pensare che in attesa dei risultati l'Italia opti ancora una volta per una non decisione e proroghi ulteriormente la sospensione, no a quella data. G.A. A fi ne mese scade il divieto d'impiego degli insetticidi neonicotinoidi e di fi pronil. Possibile una nuova proroga in attesa dei risultati condotti dall'Efsa per una decisione armonizzata a livello europeo 1525/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ
Po ste Ita lian e sp a - S pe d. in A. P. D. L. 35 3/2 00 3 (C on v. in L. 27 2-2 00 4 n . 4 6) A rt. 1, Co m m a 1, DC B V er on a An no 68 - I SS N 00 20 06 89 - C on tie ne I.P . e/o I.R . C. P. 52 0 37 10 0 V er on a – SE TT IM AN AL E – U na c op ia € 3 ,00 www.informatoreagrario.itL'agricoltura nel decreto sviluppo Bietole e zucchero a rischio SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI Cosa cambia con la direttiva 128/2009 Meno sprechi se l'irroratrice è tarata bene • • 25 22/28 giugno 2012 Per operare da protagonisti nel mondo agricolo che cambia Finanziamenti: i bandi aperti Conoscere il terreno per una gestione mirata dei campi Le varietà di carota per il biologico Ossido di rame contro la peronospora della vite Ramularia eucalypti segnalata su pere in Piemonte SUPPLEMENTO ENERGIA RINNOVABILE
SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI Direttiva 128/2009: cosa cambia per l'agricoltore di Cristiano Baldoin L a valutazione della «qualità» di un trattamento tosanitario per molti anni si è basata sul pa-rametro dell'e cacia del controllo delle avversità, mentre non sempre si è prestata la stessa attenzione al numero di interventi e al contenimento delle dispersioni durante la distribuzione degli agrofarmaci; le ragioni di tale scarso interesse vanno ricercate un po' nel costo non eccessivo dei prodotti tosanitari (almeno no a qualche tempo fa, oggi le cose stanno cambiando), ma − soprattutto − nella poca formazione degli operatori sugli aspetti tecnici della distribuzione. In tempi più recenti l'approccio è cambiato e ci si è resi conto che in e etti la distribuzione degli agrofarmaci è un problema: secondo le stime, il consuUSO SOSTENIBILE DEI PRODOTTI FITOSANITARI L'entrata in vigore della direttiva 128/2009 sull'uso sostenibile degli agrofarmaci porta una serie di importanti cambiamenti per l'agricoltore: obbligo di effettuare controlli funzionali periodici sulle irroratrici, proteggere l'ambiente acquatico con l'introduzione delle fasce di rispetto, ridurre l'inquinamento puntiforme, ecc. mo annuo di prodotti tosanitari in Italia, anche se in diminuzione, ammonta ancora a oltre 100.000 t, quantità che comporta il rischio consistente che notevoli quantità di sostanze tossiche vengano disperse nell'ambiente se la distribuzione non è e ettuata con le opportune cautele. Migliorare l'effi cienza della distribuzione Oggi l'atteggiamento dell'opinione pubblica nei riguardi della difesa antiparassitaria è caratterizzato da un'attenzione talvolta eccessiva verso i trattamenti in agricoltura, tanto che spesso ci si trova di fronte a una sorta di criminalizzazione delle attività di difesa tosanitaria da parte di fonti certamente in buona fede, ma non sempre informate sui termini reali del problema. Non sarebbe giusto, infatti, negare che in tempi non troppo lontani si è spesso assistito a un abuso dei mezzi chimici nella difesa tosanitaria delle colture, ma non si deve neppure dimenticare che una quota della produzione agricola mondiale che, secondo alcune stime, può raggiungere il 40% viene ogni anno distrutta da patogeni e parassiti. Per questo è evidente che ipotizzare un'agricoltura in grado di far fronte alle necessità alimentari di una popolazione mondiale di sette miliardi di persone che aumenta al ritmo di quasi 200.000 unità al giorno senza l'aiuto di agrofarmaci è quanto meno utopistico; tuttavia, è altrettanto evidente la necessità imprescindibile di migliorare l'e cienza della distribuzione dei prodotti tosanitari. La direttiva 128/2009 La «vita» di un agrofarmaco è sottoposta a rigide normative nelle fasi di immissione sul mercato e di smaltimento dei residui (imballaggi e acque contaminate) dopo l'uso, ma no a due anni fa mancava qualsiasi riferimento normativo al delicatissimo momento della distribuzione, che è proprio l'anello debole della catena in termini di potenziale rischio ambientale. Sulla base di tale considerazione, nel corso degli ultimi anni il legislatore ha lavorato alla messa a punto di un nuovo quadro normativo, 42 25/2012L'Informatore Agrario •
Conoscere i terreni ottimizza le rese e riduce gli sprechi di Giannantonio Armentano L a conoscenza della variabilità spaziale del terreno ha acqui-sito negli ultimi anni un cre-scente interesse in agricoltura, non solo per le opportunità o erte ai ni produttivi sia in termini quantitativi sia qualitativi, ma anche per le positive I VANTAGGI DI UNA GESTIONE SITO-SPECIFICA DELL'AZIENDA Da un'attenta analisi delle caratteristiche dei terreni è possibile gestire i campi in modo differenziato massimizzando le risposte produttive e limitando al contempo gli sprechi di mezzi tecnici nell'ambiente tilizzanti, prodotti tosanitari che non tiene conto delle di erenti condizioni del terreno, la gestione sito-speci ca permette di massimizzare le risposte colturali limitando al contempo lo spreco di mezzi tecnici nell'ambiente. L'azienda agricola Porto Felloni a Lagosanto (Ferrara) ha intrapreso questa strada da oltre 10 anni, un percorso lungo che proprio da un'attenta fase conoscitiva oggi è in grado di gestire in modo di erenziato tutte le fasi del ciclo produttivo nei 450 ha coltivati a mais, grano, soia, pisello, fagiolino, pomodoro. Si parte con la mappatura delle rese «Nel 1997 – ci ha dichiarato Massimo Salvagnin, titolare dell'azienda assieme al padre Luciano e al fratello Cristiano – ci siamo avvicinati a questa tecnologia grazie al supporto di Luigi Gaspardo della Technofarming. Dal 2000 abbiamo iniziato a mappare le produzioni, per andare a individuare le diverse zone all'interno dei singoli appezzamenti e cercando di capire quali siano le peculiarità e le diversità che caratterizzano ciascuno di questi». Sulla base delle mappe produttive si è passati tra il 2004 e il 2008 a un'analisi dei terreni georeferenziata, circa 280 punti, che ha permesso di caratterizzare i suoli. Ma non è nita. Per approfondire ulteriormente la conoscenza dei propri terreni e massimizzare l'e cienza d'uso dei mezzi tecnici, i titolari dell'azienda Porto Felloni hanno fatto ricorso a una nuova tecnica di analisi ampiamente utilizzata nel settore archeologico, la tomogra a. Con la semina a dosaggio variabile l'aziende Porto Felloni è in grado di raggiungere una densità di 90.000 piante/ha ricadute sugli aspetti ambientali. Rappresenta, infatti, il punto di partenza per una gestione del campo secondo i principi dell'agricoltura di precisione che, attuando interventi mirati, consente di soddisfare le reali esigenze delle colture. A di erenza di una distribuzione uniforme nel campo di acqua, sementi, ferIl sistema per l'analisi tramite tomografi a consente di analizzare 3 livelli di terreno: 0-50, 0-100 e 0-200 cm. Le mappe ottenute possono essere sovrapposte con quelle aziendali REPORTAGE 52 25/2012L'Informatore Agrario •
Foto 2 Campo sperimentale dove si sono svolte le prove. Si notino i cartelli posizionati sul fi lare per evidenziare il numero della tesi in cui si sta entrando 60 50 40 30 20 10 0 Ge rm o gl i c ol pi ti (% ) No n tra tta to 1.3 00 L/ ha ; do se pi en a 90 0 L /ha ; do se –3 1% 37 0 L /ha ; do se –2 9% 54 0 L /ha ; do se pi en a 54 0 L /ha ; do se pi en a (an tid eri va) 2009 2010 2011 a a a a a GRAFICO 1 - Germogli colpiti da ticchiolatura a fi ne infezione primaria (2009-2011) A lettere diverse corrisponde una differenza statistica per P < 0,05. Tra le tesi in prova non è stata osservata nessuna differenza statisticamente signifi cativa, escludendo il testimone non trattato. * * * 50 40 30 20 10 0 Ge rm o gl i c ol pi ti (% ) 1.300 L/ha; dose piena 900 L/ha; dose –31% 370 L/ha; dose –29% 540 L/ha; dose piena 540 L/ha; dose piena (antideriva) Golden B Mariri Red GRAFICO 2 - Germogli colpiti da afi de lanigero (28 luglio 2011) Le barre indicano l'errore standard. * indica che esiste una differenza signifi cativa rispetto alla tesi con volume pari a 1.300 L/ha e dose di agrofarmaco piena. Nella tesi con un volume di distribuzione molto basso (370 L/ha) e una riduzione della dose dell'agrofarmaco del 29% non è stato possibile contrastare in maniera ottimale l'afi de lanigero. l'a de verde, la cui incidenza è risultata inferiore al 4%, e l'a de grigio, osservato solamente nel testimone non trattato e risultato assente nelle tesi. Afi de lanigero. L'infestazione da a de lanigero è risultata particolarmente evidente nella tesi 3 (370 L/ha, –29% di dose di agrofarmaco per Golden; 300 L/ha, –42% di dose di agrofarmaco per Mariri Red), il cui volume d'acqua molto ridotto potrebbe non essere su ciente a determinare una bagnatura adeguata per il contenimento di questa avversità (gra co 2). In particolare, su Mariri Red l'infestazione osservata nelle tesi 2, 3 e 5 è risultata signi cativamente di erente dalla tesi 1, tesi di riferimento nella quale sono applicati dose di etichetta e volume elevato. Su Golden, l'infestazione da a de lanigero era molto elevata in una ripetizione della tesi 3, dove sono state conteggiate 86 colonie su 100 germogli, ma assente sulle altre ripetizioni e su questa varietà non sono state rilevate di erenze signi cative tra le tesi. Cemiostoma. Nello stesso rilievo è stata osservata, isolatamente alle tesi 2 e 3 della varietà Golden (rispettivamente volume 900 L/ha con –31% di dose di agrofarmaco e 370 L/ha con –29% di dose di agrofarmaco), la presenza sporadica di mine di cemiostoma sulla vegetazione. Appena un paio di settimane dopo, a ne luglio, queste stesse tesi erano interessate da un'importante infestazione di questo lepidottero, e oltre il 90% dei germogli presentava 3 o più mine per foglia (gra co 3). Su Mariri Red l'infestazione da cemiostoma si è mantenuta a livelli più bassi rispetto a quanto osservato su Golden, ma l'andamento è stato analogo, con danno maggiore nelle tesi caratterizzate da volumi e dosaggi molto ridotti. Carpocapsa. La prima settimana di settembre è stata rilevata la presenza di danno da carpocapsa su entrambe le cultivar, con punte massime osservate su Mariri Red e pari a 34,1% di frutti colpiti. In questo caso, tuttavia, il danno non sembra essere correlato alle tesi bensì alla posizione dei blocchi stessi nell'appezzamento e sebbene tra alcune tesi siano emerse di erenze numeriche talvolta evidenti, in nessun caso sono state evidenziate di erenze statistiche. 50 25/2012L'Informatore Agrario • SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI
patogeni ipogei si è fatto in passato ampio ricorso alla fumigazione del terreno con bromuro di metile, un fumigante ad ampio spettro d'azione eliminato ai sensi del Protocollo di Montreal in quanto responsabile della distruzione dell'ozono stratosferico. L'evoluzione della lotta Il comparto orticolo italiano si è adattato all'eliminazione del bromuro di metile mettendo in pratica strategie integrate di difesa contro le principali topatie del suolo utilizzando diversi mezzi chimici, sici e agronomici. Il Ministero dell'ambiente ha sostenuto gli agricoltori italiani nella fase di cambiamento, in stretta collaborazione con Agroinnova, per l'identi cazione e la sperimentazione di alternative sostenibili. La lotta ai parassiti terricoli è un segmento della difesa delle produzioni agrarie con ampie e diversi cate possibilità di intervento in relazione a molteplici fattori, dei quali i più rilevanti sono il tipo di coltura su cui si agisce (pieno campo e ambiente protetto), la specie vegetale, il parassita o i parassiti «bersaglio», le condizioni pedologiche (terreni pesanti o sabbiosi) e climatiche. Allo stato attuale la disinfestazione del suolo comprende tecniche che utilizzano mezzi sici (impiego di vapore surriscaldato e solarizzazione), mezzi biologici e genetici (impiego di cultivar resistenti, innesto, uso di piante biocide) o interventi con prodotti chimici. Al centro del dibattito proprio l'evoluzione del quadro normativo che disciplina l'impiego dei prodotti chimici: l'attuazione del Protocollo di Montreal è stata infatti parallela, ma indipendente, rispetto a quella del programma europeo di attuazione e revisione della normativa tosanitaria, che ha contemplato una serie di misure indirizzate a limitare l'impiego dei prodotti tosanitari, con un impatto diretto sulla disponibilità dei prodotti fumiganti alternativi al bromuro di metile, quali cloropicrina, 1,3-dicloropropene, metam sodio e potassio. Un'analisi dell'impatto della normativa sulla disponibilità di agrofarmaci è stata presentata da Donato Rotundo di Confagricoltura. Ai produttori viene richiesto di produrre di più su super ci minori, utilizzando minori quantitativi di acqua, di mezzi chimici e di energia e allo stesso tempo garantire la pro ttabilità dell'agricoltura, avendo cura dell'ambiente e soddisfacendo le aspettative della società. Nel settore orticolo, nell'era post-bromuro di metile, restano poi aperte alcune problematiche nel settore della disinfestazione del suolo: mentre il programma di revisione europeo delle sostanze attive ha fortemente compromesso il panorama delle alternative disponibili al bromuro di metile, il regolamento 1107/2009 introduce ulteriori requisiti di sicurezza che risultano sempre più stringenti e poco incentivanti per le ditte produttrici di agrofarmaci. L'Italia è leader mondiale per molti comparti ortofrutticoli e oricoli e Confagricoltura ritiene fondamentale continuare ad autorizzare l'uso di alcuni principi attivi essenziali per rendere praticabili produzioni agricole fondamentali per la sopravvivenza stessa dell'agricoltura italiana, spesso in zone sensibili come il Mezzogiorno. L'esperienza del progetto Life è stata portata in luce negli interventi di Maria Lodovica Gullino, direttore di Agroinnova, e di Eligio Malusa, rappresentante del partner polacco JWC. Uno dei principali risultati del progetto è stato la messa a punto di strategie di difesa adatte alle topatie del suolo nelle 9 aree orticole identi cate. L'uso sostenibile degli agrofarmaci richiede un salto di qualità in termini di ricerca, assistenza e formazione dei produttori e, nel settore della disinfestazione del suolo, può essere reso possibile solo da un approccio basato sull'analisi preliminare delle condizioni tosanitarie e, frequentemente, da un'integrazione dei vari metodi di difesa. • Fumigazione del suolo, una tecnica che cambia di Paola Colla S i è tenuto lo scorso 21 mag-gio a Roma, presso la sede di Confagricoltura, con la presen-za del ministro dell'ambiente Corrado Clini, il convegno «Uso sostenibile dei fumiganti per il contenimento dei patogeni tellurici in orticoltura» promosso dal Centro di competenza per l'innovazione in campo agroambientale Agroinnova dell'Università di Torino, in collaborazione con Confagricoltura e Ministero dell'ambiente. Tema dell'evento, moderato da Angelo Garibaldi, presidente di Agroinnova, la disinfestazione del suolo, una tecnica di lotta ai parassiti terricoli di grande rilievo per il settore produttivo orticolo. Il convegno si è svolto in occasione del 20° anniversario del programma comunitario Life, lo strumento utilizzato dall'Unione Europea per nanziare progetti ambientali che contribuiscano all'attuazione, all'aggiornamento e allo sviluppo della politica comunitaria in materia. Come è stato evidenziato da Giuliana Gasparrini del Ministero dell'ambiente, l'Italia è stato il Paese Ue con il numero più elevato di progetti selezionati dal Programma, pari a 164 nel periodo 2007-2010 e corrispondenti a un contributo comunitario complessivo di oltre 160 milioni di euro. Il ministro Corrado Clini ha ricordato che per contenere i danni provocati dai CONVEGNO A ROMA PROMOSSO DA AGROINNOVA La continua evoluzione delle normative in materia di disinfestazione del terreno, in particolare nel settore orticolo, pone sempre nuove sfi de alla ricerca La lotta ai parassiti terricoli è molto importante per l'orticoltura EVENTI CONVEGNI 74 25/2012L'Informatore Agrario •
ziata da un errore (per esempio perché l'apparecchio non è perfettamente funzionante). Di conseguenza, il concetto di variabilità della misura è diverso dal concetto di precisione della stima. Per quanto detto sopra, la precisione della stima dipende sia dalla variabilità della misura sia dal numero di repliche che e ettuiamo. Possiamo a questo punto de nire un indice molto importante, che misura la precisione della stima: l'errore standard. Intervalli di confi denza della media In statistica esiste un teorema molto importante che, al di là della sua de nizione matematica, in buona sostanza dice che se si estrae da una popolazione normale con media µ e deviazione standard σ, una serie di campioni di ampiezza pari a n, le medie di questi campioni hanno una distribuzione normale (gra co 1), una media pari a e una deDalla misurazione del peso di un campione di 100 ciliegie otteniamo i seguenti valori: media campionaria 21,6 g e scarto quadratico medio 5,1. Volendo calcolare l'intervallo di con denza con grado di ducia 95% otterremmo che la media della popolazione è compresa tra: 21,6 − 1,96 × 5,1 100 ( )e 21,6 +1,96 × 5,1100( ) cioè tra 20,6 e 22,6. Questo campione può anche non contenere la media , ma abbiamo 95 possibilità su 100 che lo contenga. L'ampiezza dell'intervallo di con denza dipende da tre fattori: la numerosità del campione (al crescere di n – ampiezza del campione – la larghezza dell'intervallo diminuisce, quindi la stima è più precisa); il grado di ducia richiesto (al suo aumentare la lunghezza dell'intervallo si espande); la deviazione standard, che ri ette la variabilità del campione. Normalmente solo la numerosità del campione e il grado di ducia richiesto possono essere controllati, mentre la deviazione standard dipende dalla popolazione osservata. Nella pratica non è sempre facile trovare il compromesso tra grado di ducia e numerosità del campione, le esperienze precedenti e la conoscenza del problema possono comunque essere di supporto nella scelta più opportuna. Molto spesso, soprattutto per quanto concerne le prove certi cate o di registrazione di agrofarmaci, esistono delle linee guida che riportano la tipologia e la numerosità del campionamento. • APPROFONDIMENTO Calcolare l'intervallo di confi denza viazione standard pari al rapporto tra σ e la radice quadrata di n. Questa deviazione standard viene chiamata errore standard (σx) e può essere assunto come un errore di stima associato alla determinazione della media. Esso aumenta all'aumentare della deviazione standard e diminuisce all'aumentare dell'ampiezza del campione e può essere utilizzato per la costruzione degli intervalli di con denza della media. Dato che la media del campione rappresenta la migliore stima della media della popolazione, quando si estrae un campione da una popolazione si può determinare l'intervallo di con denza nel quale, con una certa probabilità, ricade la media vera della popolazione. Ricordando infatti che nell'intervallo compreso tra + 1,96σ e – 1,96σ ricade il 95% degli individui della popolazione e che tra + 2,58σ e – 2,58σ è compreso il 99% degli individui, per quanto sopra detto si possono anche de nire, riferendosi alla popolazione di medie campionarie estratte dalla popolazione, i seguenti intervalli: s ± 1,96σx e s ± 2,58σx , dove s è la deviazione standard del campione (vedi riquadro a anco). L'intervallo di con denza è quindi l'intervallo di valori entro i quali si stima che cada, con un livello di probabilità scelto a piacere, il valore vero della media della popolazione. In realtà si sceglie quasi sempre un livello di probabilità di 0,95 o 0,99, ottenendo rispettivamente l'intervallo di con denza al 95% o al 99%. Per quanto riguarda i due livelli (0,95 e 0,99) di probabilità, si può dire che essi sono adottati per convenzione e rappresentano uno standard nel campo sperimentale. Dopo quanto detto sopra, appare chiara la di erenza tra la deviazione standard e l'errore standard: la prima descrive la variabilità di una serie di misure effettuate su un campione o su una popolazione, mentre l'errore standard descrive l'incertezza nella stima di un valore statistico. Confronto tra due medie Finora ci siamo occupati della statistica inferenziale solo come stima dei parametri di una sola popolazione partendo da un campione rappresentativo di essa. In realtà spesso in una ricerca, e in particolare nella sperimentazione agraria, si vuole studiare la di erenza fra le medie di due gruppi distinti di individui. Siamo cioè interessati a rispondere a quesiti come questo: per una determinata varia95% 99% µ − 2,58 µ + 2,58µ − 1,96 µ + 1,96µ − µ + µ GRAFICO 1 - Distribuzione normale e limiti di confi denza La distribuzione normale si caratterizza per la classica forma a campana. Nel grafi co si notano anche gli intervalli di confi denza al 95 e 99%. 5725/2012 • L'Informatore Agrario SPERIMENTAZIONE E STATISTICA
SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI Per limitare l'inquinamento puntiforme è utile pulire la macchina irroratrice in uno spazio dedicato all'interno dell'azienda, dove sia previsto il riciclo delle acque di lavaggio La deriva, o inquinamento diffuso, va limitata attraverso l'uso di ugelli antideriva non devono esistere alternative praticabili all'irrorazione aerea o questa deve presentare evidenti vantaggi in termini di impatto ridotto sulla salute umana e sull'ambiente rispetto all'applicazione di pesticidi da terra; i pesticidi utilizzati devono essere esplicitamente approvati dagli Stati membri per l'impiego nell'irrorazione aerea a seguito di un'analisi speci ca dei rischi che la stessa comporta;» (paragrafo 2) In pratica, tale divieto costituirà nei prossimi anni una s da per la ricerca di soluzioni nuove per le zone dove questo tipo di difesa tosanitaria è tuttora in uso, come in molti ambienti viticoli collinari e pedemontani (come le zone del Prosecco docg). Protezione ambiente acquatico e aree vulnerabili L'articolo 11 prescrive l'istituzione di «misure speci che per la tutela dell'ambiente acquatico e dell'acqua non potabile». Precisamente, il paragrafo 1 prevede che «gli Stati membri assicurano che siano adottate misure appropriate per tutelare l'ambiente acquatico e le fonti di approvvigionamento di acqua potabile dall'impatto dei pesticidi» anche mediante il «ricorso a misure di mitigazione che riducano al minimo i rischi di inquinamento al di fuori del sito causato da dispersione dei prodotti irrorati, drenaggio e ruscellamento. Esse includono la creazione di aree di rispetto di dimensioni appropriate […] nelle quali sia vietato applicare o stoccare pesticidi». In pratica vengono introdotte le fasce di rispetto, note anche come bu er zone. Si tratta, come noto, di aree ai bordi dei campi dove non è consentito e ettua re trattamenti in quanto prossime a siti sensibili come ad esempio corpi idrici o prese d'acqua. L'ampiezza di queste fasce non trattate, che possono essere vegetate o meno, varia in funzione di diversi fattori tra i quali la classi cazione delle irroratrici in funzione della deriva da loro generata, tale da assegnare a ciascuna macchina un punteggio su cui stabilire di volta in volta la fascia di rispetto adeguata. La prescrizione della direttiva riguarda esplicitamente solo la tutela della vita acquatica; tuttavia, soprattutto nei trattamenti su frutteti e vigneti, vi sono siti sensibili che non sono corpi idrici, ma zone frequentate dall'uomo (abitazioni, scuole, strade, ecc). Per queste situazioni non è prescritta esplicitamente una vera e propria zona di rispetto non trattata, ma è presente nel testo un riferimento generico all'informazione da divulgare presso gli operatori per minimizzare i rischi. In risposta alle pressioni delle popolazioni, diverse amministrazioni hanno stilato regolamenti di polizia locale con prescrizioni speci che per la distribuzione di tofarmaci in prossimità di tali siti sensibili, sulla base del principio che la miscela toiatrica distribuita dall'irroratrice e non intercettata dalla vegetazione non deve in alcun modo uscire dall'appezzamento trattato. In genere tali regolamenti locali stabiliscono «fasce di rispetto» (di ampiezza indicativa intorno ai 30 m dal con ne) in prossimità di abitazioni, orti familiari, edi ci e strade aperte al pubblico al cui interno la distribuzione deve avvenire esclusivamente verso l'interno della coltura. L'ampiezza di tale fascia può variare a seconda dello sviluppo della parete fogliare, della presenza di barriere quali siepi e, talora, in funzione della tipologia di irroratrice − in termini di capacità di contenimento della deriva − analogamente a quanto avviene nel caso delle bu er zone vere e proprie relative ai corpi idrici. Anche in assenza di regolamenti speci ci, comunque in prossimità di aree frequentate dall'uomo i trattamenti, a meno di disporre di irroratrici a tunnel, dovrebbero essere e ettuati irrorando verso l'interno dell'appezzamento; nei primi due lari il ventilatore va disinserito, a meno che la macchina non sia dotata di paratia laterale mobile per la chiusura dell'uscita dell'aria verso l'esterno. Il lare di con ne non dovrebbe essere trattato, se non irrorando verso l'interno e comunque senza attivare il ventilatore. Ridurre l'inquinamento puntiforme La direttiva all'articolo 13 si occupa di «manipolazione e stoccaggio dei pesticidi e trattamento dei relativi imballaggi e delle rimanenze», prescrivendo che: «Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per assicurare che le operazioni elencate di seguito, eseguite da utilizzatori professionali e, ove applicabile, da distributori, non rappresentino un pericolo per la salute delle persone o per l'ambiente: stoccaggio, manipolazione, diluizione e miscela di pesticidi prima dell'applicazione; manipolazione degli imballaggi e dei resti di pesticidi; smaltimento dopo l'applicazione delle miscele rimanenti nei serbatoi; pulizia dopo l'applicazione delle attrezzature impiegate; 4525/2012 • L'Informatore Agrario
Italico maturo n.p. n.p. Taleggio fresco fuori sale n.p. n.p. Taleggio maturo n.p. n.p. Quartirolo n.p. n.p. Crescenza matura n.p. n.p. Mozzarella (125 g) n.p. n.p. Mascarpone n.p. n.p. PESCARA Lunedì 18/6 Burro extra – – Parmigiano-Reggiano scelto 12,40 12,90 Grana Padano scelto 8,70 9,30 Pecorino nostrano 10,00 10,20 Pecorino sardo (8-10 mesi) 9,50 10,00 Provolone dolce 6,00 6,30 Provolone stagionato oltre 6 mesi 7,50 8,00 PIACENZA Sabato 16/6 Burro di affioramento 1,90 2,00 Zangolato di creme fresche 1,80 2,00 Grana Padano (frazione di partita): stagionato 12-15 mesi 8,20 8,50 stagionato 9 mesi 7,29 7,49 Provolone Valpadana: dolce (stag. minimo 30 gg) 5,05 5,20 piccante (stag. minimo 90 gg) 5,20 5,50 Provolone: fresco (6 settimane fuori sale) 4,95 5,15 stagionato (3 mesi) 5,20 5,45 OLIO D'OLIVA Prezzi per kg, all'ingrosso, alla produzione, in fusti o cisterne, pronta consegna e pagamento. Escluse: Iva e provvigioni. BARI Martedì 19/6 Extravergine Ogliarola ac. 0,5% 2,40 2,50 Extravergine ac. 0,5% 2,30 2,40 Extravergine biologico 3,00 3,00 Extravergine dop Terra di Bari 2,65 2,65 Vergine ac. 2% 1,75 1,85 Lampante ac. 3-5% 1,51 1,51 Di sansa di oliva raffinato 1,76 1,76 FIRENZE Venerdì 15/6 (Prezzi per 1.000 kg) Extrav. toscano atto a div. igp 6100,00 6800,00 Produzione Puglia (franco arrivo in cisterna): extravergine ac. 0,8% 2350,00 300,00 d'oliva vergine ac. 2% 1700,00 1800,00 Altre provenienze nazionali: extravergine ac. 0,8% Abruzzo 2500,00 3000,00 Di oliva raffinato 1760,00 1780,00 Di sansa raffinato 1220,00 1240,00 IMPERIA Martedì 19/6 Produzione locale Taggiasco: extravergine dop ac. 0,5% 9,50 12,00 extravergine ac. max 0,8% 5,00 8,00 Produzione nazionale: extravergine ac. max 0,8% 2,52 2,93 vergine ac. max 2% 2,00 2,20 di oliva raffinato ac. max 0,5% 1,79 1,82 di oliva lampante ac. 3-5% 1,52 1,57 di oliva lampante ac. 5-8% 1,46 1,52 di sansa e oliva 1,27 1,29 PESCARA Lunedì 18/6 (Prezzi per 100 kg, da produttore a grossista) Extravergine locale ac. 0,6% – – Aprutino-Pescarese dop 550,00 650,00 Extravergine altre zone ac. 0,6% – – Extravergine altre zone ac. 0,8% – – Di oliva rettificato A 175,00 178,00 Di sansa d'oliva rettificato B 118,00 120,00 VINI E MOSTI Prezzi a ettogrado (grado ettolitro), alla produzione, pronta consegna e pagamento. Escluse Iva e provv. ASTI dai 6/10/11 al 18/1/12 (Al litro) Barbera d'Asti doc Sup. 1,50 2,00 Barbera d'Asti docg 0,75 1,05 Barbera Monferrato doc 0,65 0,85 Piemonte Barbera doc 0,50 0,80 Brachetto d'Acqui docg – – Piemonte Brachetto doc – – Dolcetto d'Asti doc 0,70 0,85 Monferrato Dolcetto doc 0,65 0,75 Freisa d'Asti doc 0,90 1,20 Monferrato Rosso doc 0,70 1,25 Monferrato Freisa doc – – Grignolino d'Asti doc 1,15 1,30 Piemonte Grignolino doc 0,90 1,10 Rosso da tavola 11-12° 0,40 0,60 Malvasia di Casorzo doc 1,10 1,40 Malvasia di Cast. D. B. doc 1,10 1,40 Piemonte Bonarda doc 1,10 1,60 Mosto atto Asti docg (kg) – 1,48 Mosto atto moscato d'Asti docg (kg) – 1,48 Cortese Alto Monferrato doc 0,60 0,70 Piemonte Cortese doc 0,50 0,65 Piemonte Chardonnay doc 0,80 1,20 BARI Giovedì 14/6 Vini da tavola: Rosso 11-12° 4,00 4,20 Rosso 12-13° 4,10 4,30 Rosso 13-14° 4,20 4,50 Rosato 11-12° 4,00 4,20 Rosato 12-13° 4,10 4,40 Bianco 9-10° 4,00 4,20 Bianco 10-11° 4,10 4,30 Vini igt (bianco, rosato, rosso, Moscato) (a ettolitro) Puglia 65,00 70,00 Murgia 65,00 70,00 Valle d'Itria 65,00 70,00 Vini doc (a ettolitro) Castel del Monte: bianchi 75,00 85,00 rosati 75,00 85,00 rossi 80,00 90,00 Gravina – – Locorotondo 70,00 80,00 Moscato di Trani dolce nat. 180,00 200,00 BRESCIA Sabato 16/6 (Vini doc, f.c. produttore in bottiglie da 0,75 L): Botticino 3,20 4,80 Terre di Franciacorta: Rosso 4,70 5,70 Bianco 4,50 5,50 Cellatica 3,50 4,00 Lugana 4,50 5,00 Lugana spumante classico 4,50 6,50 S. Martino della Battaglia 4,50 5,50 Garda classico: Bianco 4,50 6,00 Rosso superiore 5,00 6,50 Chiaretto 4,50 6,00 Capriano del Colle: Rosso 3,50 4,80 Bianco Trebbiano 3,30 4,50 Riviera del Garda Bresciano: Novello 4,00 6,00 FIRENZE Venerdì 15/6 (A ettolitro) Chianti 2009 110,00 135,00 Chianti 2010 90,00 125,00 Chianti 2011 80,00 110,00 Chianti classico 2009 150,00 180,00 Chianti classico 2010 140,00 170,00 Da tavola rosso 11-12° – – Rosso toscano: 12° (anno 2011) 48,00 58,00 11-12° (anno 2010) – – Bianco toscano 12° ( anno 2011) 50,00 60,00 Toscano Sangiovese: 12° (anno 2011) 55,00 68,00 FOGGIA 3-16/6 Bianco S. Severo 10,5-11,5° 4,20 4,40 Bianco comune 10-11° 4,20 4,40 Rosato Ortanova 11-12,5° 4,00 4,20 Rosso Ortanova 11-12,5° 4,00 4,20 Rosso Cerignola 11-12,5° 4,00 4,20 Vini S. Severo doc: Bianco 11,5° 4,70 4,90 Rosso 12° 4,70 4,90 Rosato 12° 4,70 4,90 FORLÌ Lunedì 18/6 Bianco comune 9-10° 4,00 4,50 Rosso comune 9-10° 3,80 4,50 Rosato comune 9-10° 3,90 4,10 Bianco 10-11° igt 3,90 4,50 Rosso e rosato 10-11° igt 3,90 4,50 Albana di Romagna docg 4,50 5,00 Sangiovese di Romagna doc 4,50 6,00 Trebbiano di Romagna doc 4,50 4,80 LECCE Mese Aprile 2012 Salice Salentino doc (fino a 12% vol.) Rosso 3,60 4,00 Bianco 3,90 4,00 Riserva (oltre 12,5% vol.) Rosato 5,00 6,00 Salento igt (sino a 12% vol.) Rosato 2,70 2,90 Rosso 2,60 3,00 Bianco 3,15 3,25 Primitivo (oltre i 13% vol.) 5,00 5,70 MODENA Lunedì 18/6 (Vini sfusi all'ingrosso) Lambrusco dop: Sorbara 6,00 6,50 Salamino S. Croce 4,70 5,00 Grasparossa di Castelvetro 5,00 5,50 Pignoletto bianco igp 6,00 6,50 Lambrusco di Modena dop 4,60 4,90 Lambrusco di Modena rosato dop 4,70 4,90 Rossissimo 1a desolforato 5,30 5,60 Bianco di Castelfranco igp 4,70 4,90 Trebbiano di Modena – – Mosto muto rossissimo (°Bé) – – PAVIA (Broni) Venerdì 8/6 Vini da tavola: Rosso igt 11-12° – – Vini doc Oltrepò Pavese (al litro): Riesling 1,00 1,10 Pinot nero (in rosso) 1,00 1,10 Pinot grigio 1,10 1,20 Moscato 1,80 2,00 Malvasia 0,90 1,00 Chardonnay 1,10 1,20 Barbera 0,60 0,70 Bonarda 0,70 0,90 Sangue di Giuda 1,00 1,10 PESCARA Lunedì 18/6 (A grado/100 kg, franco grossista) Montepulciano d'Abruzzo: doc 12-12,5° 4,80 4,90 doc 13-14° 4,90 5,10 Cerasuolo: doc 12-13° 4,70 4,80 doc 13,5-14° 4,80 5,00 Trebbiano doc 11,5-12° 4,20 4,70 Vini da tavola: Bianco 10-10,50° 3,80 3,90 Bianco 10,50-11,50° 3,90 4,00 Bianco termocond. 11,5-12° 4,20 4,50 Rosso 12-13° 4,20 4,40 Rosato 11-11,5° 3,80 4,00 Rosso Sangiovese 11-11,5° 3,90 4,00 REGGIO E. Martedì 12/6 Filtrato di Lancellotta 6,20 6,50 Lambrusco Emilia 4,50 4,80 Lambrusco Bianco Emilia 4,40 4,90 Lambrusco fino bottiglia – – Lambrusco reggiano doc 4,60 4,90 Rossissimo desolf. 5,30 5,50 Malvasia doc Colli S.C. 59,00 60,00 Bianco di Scandiano doc (100 kg): dolce 59,00 60,00 secco 59,00 60,00 Mosto muto di Lancellotta 4,90 5,20 Mosto muto di Lambrusco 4,90 5,20 Mosto desolfolf. rossissimo 5,50 5,80 S. BENEDETTO/T. (AP) Venerdì 15/6 (A grado) Rosso 10,5-11,5 4,00 4,20 Rosso 11,5-12,5° 4,20 4,40 Rosso 12,5-13,5° 4,40 4,80 Rosso Piceno dop (*) 2,00 2,70 Rosso Piceno Sup. dop (*) 2,80 3,50 Falerio Colli Ascolani dop (*) 2,20 2,90 Bianco 10-11° – – Bianco 11-12° 4,40 4,80 Bianco 12-13° 4,80 5,20 (*) In bottiglie da 0,75 L. SIENA Mercoledì 6/6 (Da produttore al grossista franco-partenza - prezzo a ettolitro) Nobile di Montepulciano docg: produzione 2010 250,00 260,00 produzione 2011 230,00 250,00 Brunello di Montalcino docg: produzione 2010 390,00 440,00 produzione 2011 400,00 450,00 Rosso di Montalcino doc: produzione 2010 240,00 270,00 produzione 2011 230,00 250,00 Rosso di Montepulciano doc: produzione 2010 90,00 120,00 produzione 2011 90,00 120,00 TREVISO Martedì 19/6 Rossi di pianura: Merlot del Piave doc 5,20 5,50 Cabernet del Piave doc 5,50 6,00 Pinot n. igt marca trev. 10,5-12° 0,80 0,90 Raboso rosso igt marca trev. 9-11° 5,00 5,50 Raboso rosato igt marca trev. 9,5-11° 5,50 6,00 Rossi di collina: Merlot Colli Asolani doc 0,65 0,80 Cabernet Colli Asolani doc 0,70 0,85 Bianchi di pianura: Chardonnay igt marca trev. 9,5-12,5° 6,30 6,50 Tai del Veneto igt marca trev. 4,50 5,00 Verduzzo igt marca trev. 10-12° 5,80 6,20 Verduzzo del Piave doc – – Pinot b. igt marca trev. 9,5-12,5° 6,50 7,00 Pinot grigio marca trev. 12-12,5° (L) 1,00 1,10 Prosecco Veneto doc (L) – – Prosecchi di collina: Colli Trevigiani 10° (L) – – Conegliano-Valdobb. docg (L) – – Superiore di Cartizze docg (L) – – Asolo docg (L) – – VERONA Lunedì 18/6 Vini da tavola: rosso – – bianco 4,40 4,70 Bardolino doc 7,10 7,30 Amarone e recioto 2009 - doc Bardolino doc chiaretto 7,20 7,40 Valpolicella doc (litro) – – Valpolicella doc classico (litro) – – Soave doc 6,20 6,70 Soave doc classico 0,90 1,00 Custoza doc 5,40 5,80 Durello doc – – Arcole bianco doc 4,10 4,60 Valdadige: rosso doc – – Vini igt: Rosso veronese 10-12° 4,70 5,00 Bianco veronese 10-12° 4,70 5,00 Garganega 4,70 5,50 Merlot 4,70 5,00 L'I n fo rm at o re A gr ar io • 25/201 2 LI ST IN I 81 La rivista di agricoltura professionale con la maggior diffusione pagata in Italia (certifi cazione ADS) Accertamento Diffusione Stampa Certificato n. 7148 del 14-12-2011 Unione Stampa Periodica Italiana www.informatoreagrario.it Fondato nel 1945 da Alberto Rizzotti Direttore responsabile: Antonio Boschetti Condirettore: Elena Rizzotti Comitato scientifico: Osvaldo Failla, Aldo Ferrero, Andrea Formigoni, Vittorio Alessandro Gallerani, Ivan Ponti, Luigi Sartori, Cristos Xiloyannis Redazione: Nicola Castellani (capo servizio), Lorenzo Andreotti, Alberto Andrioli, Giannantonio Armentano, Clementina Palese, Stefano Rama Redazione: Via Bencivenga-Biondani, 16 - 37133 Verona Tel. 045.8057547 - Fax 045.597510 E-mail: informatoreagrario@informatoreagrario.it Roma: Via in Lucina, 15 - Tel. 06.6871185 - Fax 06.6871275 Internet: www.informatoreagrario.it Edizioni L'Informatore Agrario Srl Presidente onorario: Alberto Rizzotti Presidente: Elena Rizzotti Amministratore delegato: Giuseppe Reali Direttore commerciale: Luciano Grilli Direzione, Amministrazione: Via Bencivenga-Biondani, 16 - 37133 Verona Tel. 045.8057511 - Fax 045.8012980 Pubblicità: Tel. 045.8057523 - Fax 045.8009378 E-mail: pubblicita@informatoreagrario.it Progetto grafico: Claudio Burlando - curiositas.it Stampa: Mediagraf spa - Noventa Padovana Registrazione Tribunale di Verona n. 46 del 19-9-1952 ISSN 0020-0689 - Copyright © 2012 L'Informatore Agrario di Edizioni L'Informatore Agrario srl Poste Italiane spa - Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-2-2004 n. 46) Art. 1, Comma 1, DCB Verona Vietata la riproduzione parziale o totale di testi e illustrazioni a termini di legge. 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SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI La scelta del corretto ugello deve essere fatta tenendo conto della coltura che si tratta, del tipo di prodotto fi tosanitario e delle esigenze agronomiche Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it I prodotti fi tosanitari devono essere gestiti (movimentazione, stoccaggio, ecc.) in maniera da evitare problemi di contaminazione per l'operatore e l'ambiente recupero o smaltimento delle rimanenze dei pesticidi e dei relativi imballaggi conformemente alla normativa comunitaria in materia di ri uti». Si parla quindi del cosiddetto inquinamento puntiforme, ossia quello che si genera durante le operazioni di preparazione della miscela, il rifornimento, il lavaggio dell'irroratrice, lo smaltimento delle acque residue; sono tutte operazioni che, per quanto coinvolgano prodotti tosanitari molto diluiti, per il fatto di succedersi sulla stessa area di pochi metri quadri niscono per determinare quantità importanti di sostanze attive che niscono sul terreno e quindi possono inquinare le acque super ciali. Come si vede, nei prossimi anni chiunque utilizzi macchine irroratrici dovrà imparare a gestirle in maniera molto più «professionale» rispetto al passato; in particolare, dovrà essere in grado di provvedere a tutte le operazioni necessarie a prevenire e minimizzare i rischi di dispersione di prodotti tosanitari, sia in relazione all'inquinamento puntiforme sia a quello di uso meglio noto come deriva. Come ci si deve comportare? Con l'entrata in vigore delle nuove regole tutti coloro che si occupano della distribuzione in campo degli agrofarmaci dovranno acquisire nuove conoscenze sule macchine per poter attuare scelte operative oculate e conseguentemente regolare le macchine secondo le esigenze della coltura. Diventa allora primario il ruolo dell'utilizzatore professionale, che deve quindi conoscere a fondo le caratteristiche costruttive e funzionali dei mezzi a sua disposizione, nonché il loro rapporto con l'ambiente in cui va a interagire; altresì l'utilizzatore deve sapere su quali parametri operativi intervenire. L'inquinamento puntiforme L'inquinamento puntiforme deriva dalle fasi che precedono e seguono la distribuzione in campo, ossia il trasporto e lo stoccaggio dei prodotti, la preparazione della miscela e il lavaggio dell'irroratrice. Si calcola che circa la metà della contaminazione delle acque super ciali è dovuta a una non corretta gestione dei prodotti re ui del trattamento, le operazioni di lavaggio delle irroratrici avvengono generalmente sempre sulla stessa area di pochi metri quadrati. È possibile ridurre l'inquinamento puntiforme in modo abbastanza semplice (Buone Pratiche Agricole): durante le fasi di trasporto e stoccaggio occorre adottare tutti gli accorgimenti per evitare le perdite di prodotto tosanitario (es., attenzione a come si trasportano i contenitori di agrofarmaci in campo, evitare il contatto con spigoli, ecc.); tenere i contenitori in locali sicuri e chiusi a chiave, conservare i contenitori di agrofarmaci vuoti in uno spazio apposito al riparo dalla pioggia; al termine del trattamento, si deve effettuare la pulizia esterna dell'irroratrice e distribuire in campo la miscela residua nel serbatoio dopo averla diluita con acqua; la pulizia dell'irroratrice non va e ettuata in prossimità di un corpo idrico, e la miscela residua non va smaltita direttamente nel suolo, mentre sarebbe opportuno predisporre un'area attrezzata per il lavaggio. L'inquinamento diffuso (deriva) La deriva, ossia secondo la definizione contenuta nella norma ISO 22866 «il movimento del tofarmaco nell'atmosfera dall'area trattata verso qualsivoglia sito non bersaglio, nel momento in cui viene operata la distribuzione», si genera secondo modalità diverse a seconda della tipologia dell'irroratrice (per colture erbacee o arboree), ma il meccanismo di base dipende sempre dalla presenza nella nube di gocce emessa dalle macchine di goccioline molto ni che, una volta rilasciate nell'atmosfera, a causa della loro limitata velocità di caduta, sono soggette a essere trasportate dal vento a distanze che possono raggiungere centinaia di metri dal punto di emissione. Per questo motivo è fondamentale regolare le macchine in modo da minimizzare la produzione di gocce molto piccole, scegliere un volume adeguato per consentire una bagnatura completa del bersaglio evitando il gocciolamento e, nel caso delle colture arboree, provvedere a un'accurata gestione della corrente d'aria, che deve essere della giusta portata in relazione alla vegetazione da trattare e direzionata in modo da concentrare l'emissione entro la parete. In pratica, la regolazione della macchina consiste nel determinare il volume da distribuire e il grado di polverizzazione, la velocità di avanzamento, la portata degli ugelli, il tipo e la pressione di esercizio degli ugelli (vedi nota pratica a pag. 43). Tutto ciò deve essere e ettuato sulla base di alcune scelte preliminari che dipendono dal tipo di coltura. Cristiano Baldoin Dipartimento territorio e sistemi agroforestali Università di Padova 46 25/2012L'Informatore Agrario •
2011 il fatturato dell'azienda indiana è stato di 1,12 miliardi di dollari. Il comparto agricolo ha registrato vendite pari a 280 milioni di dollari, contro i 420 ottenuti sia dall'industriale sia dal movimento terra. L'obiettivo per il 2014 è quello di raggiungere una quota pari al 10% del mercato totale e un fatturato di 1,36 miliardi di dollari. Secondo il numero uno di BKT, Arvind Poddar, le migliori prospettive di crescita provengono dal settore primario. Grande ducia anche per l'introduzione di nuovi modelli di pneumatici studiati per la movimentazione portuale e l'uso militare. L'ottimismo non deriva esclusivamente dallo sviluppo economico dei Paesi asiatici: lo scorso anno il 50% del fatturato è stato realizzato dal Gruppo indiano in Europa e, grazie soprattutto alla di erenziazione dell'o erta, le vendite nel Vecchio continente sono in costante crescita. Vicina l'inaugurazione del 4° sito produttivo Oggi gli stabilimenti produttivi BKT sono tre, tutti localizzati nel Nord-ovest dell'India: Aurangabad (dove iniziò l'attività nel 1987), Bhiwadi e Chopanki. Quasi pronto il quarto sito produttivo a Bhuji, nella regione del Gujarat. Per il nuovo stabilimento sono stati investiti circa 365 milioni di dollari (285 milioni di euro). Con una super cie di 121 ettari, il nuovo complesso industriale prevede, oltre al reparto produttivo, un ampio magazzino e una speciale area dedicata a ricerca e sviluppo. Il centro comprenderà anche una vasta zona di prova per gli pneumatici sia indoor sia outdoor per il testing completo di tutto il portafoglio prodotti. Nel sito di Bhuj lavoreranno, una volta a regime, oltre 4.000 persone. L'inizio della produzione è previsto per il terzo trimestre del 2012: il team BKT, considerando lo stato di avanzamento dei lavori in loco, con da di rispettare questa scadenza. Il nuovo stabilimento sarà caratterizzato da un'elevata capacità produttiva. A regime raggiungerà le 120.000 tonnellate annue di «gomma» che andranno a sommarsi alle 180.000 lavorate nei tre attuali stabilimenti. L'output di produzione di Bhuj sarà del 25% rispetto alla capacità a regime nei primi 12 mesi, del 75% entro i 24 mesi, no ad arrivare a esprimere tutta la potenzialità entro marzo 2015. • Per ulteriori informazioni: www.bkt-tires.com BKT taglia il nastro d'argento di Diego Vagnini I l 5 giugno scorso a Düsseldorf (Ger-mania) l'azienda indiana BKT, con sede legale a Mumbai, specializzata nella produzione di pneumatici o highway (industriale, agricolo, forestale, movimento terra, trasporti, giardinaggio) ha festeggiato il 25° anniversario dall'inizio della sua attività. L'evento, celebrato durante lo svolgimento della era tedesca di settore Reifen Essen, ha rappresentato l'occasione per far conoscere alla stampa internazionale i risultati raggiunti dall'azienda e i prossimi obiettivi. C'è più di un motivo per festeggiare L'attuale produzione di pneumatici BKT copre tutti i segmenti di mercato a esclusione di quello automobilistico. La quota di mercato raggiunta è pari al 5% del totale mondiale o -highway; nel EVENTO A DÜSSELDORF (GERMANIA) L'azienda indiana specializzata nella produzione di pneumatici festeggia i 25 anni di attività e confi da di raddoppiare la quota di mercato entro il 2014 1. Bkt fa parte del gruppo SPG (Siyaram Poddar Group), avente interessi anche nel settore energetico e tessile. Nella foto, Arvind Poddar, il numero uno del Gruppo. 2. Lucia Salmaso, direttore marketing e amministratore delegato della fi liale BKT Europe fondata nel 2006 a Seregno (Monza e Brianza) 1 2 Ai tre siti produttivi di Aurangabad, Bhiwadi e Chopanki, entro la fi ne del 2012 si aggiungerà il nuovo stabilimento di Bhuj nell'Ovest dell'India AGRO INDUSTRIA 70 25/2012L'Informatore Agrario •
SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI Controlli funzionali L'art. 8 della direttiva estende a tutto il territorio dell'Unione Europea l'obbligo − già da tempo vigente in molti Stati soprattutto del Nord − di provvedere all'ispezione periodica delle attrezzature in uso. In particolare (comma 1), «gli Stati membri assicurano che le attrezzature per l'applicazione dei prodotti tosanitari impiegate per uso professionale siano sottoposte a ispezioni periodiche. L'intervallo tra le ispezioni non supera cinque anni no al 2020 e non supera tre anni successivamente». Entro il 25 novembre 2016 «gli Stati membri fanno in modo che le attrezzature per l'applicazione di pesticidi siano state ispezionate almeno una volta. […] Le attrezzature nuove sono ispezionate almeno una volta entro cinque anni dall'acquisto» (comma 2). In ne, «gli utilizzatori professionali e ettuano tarature e controlli tecnici periodici delle attrezzature per l'applicazione di prodotti tosanitari conformemente alla formazione adeguata ricevuta secondo quanto previsto dall'articolo 5» (comma 5). In pratica, ogni Regione deve attivare un servizio di veri ca funzionale delle irroratrici mediante la messa in funzione di appositi Centri Prova (o cine sse o mobili) autorizzati in cui operi personale che abbia seguito un corso di formazione e superato un esame teorico e pratico. È importante sottolineare che i controlli funzionali costituiranno per gli operatori un importante momento di formazione e apprendimento sulla funzionalità delle loro macchine e per questo tale obbligo non dovrebbe essere visto come un ulteriore balzello, bensì come una opportunità da sfruttare. Particolare attenzione merita il comma 5, in quanto la regolazione delle macchine è un aspetto fondamentale del miglioramento dell'e cienza della distribuzione. Tale operazione è strettamente legata alla coltura oggetto del trattamento e quindi deve essere e ettuata dall'operatore stesso, il quale deve disporre di un mezzo e ciente e avere le conoscenze tecniche per intervenire sui parametri operativi. Di qui l'importanza da un lato, del controllo funzionale che è alla base del funzionamento ottimale dell'irroratrice, dall'altro la necessità di organizzare corsi di formazione speci ci per gli operatori. Divieto di irrorazione con mezzi aerei L'articolo 9 della direttiva stabilisce che «gli Stati membri assicurano che l'irrorazione aerea sia vietata» (paragrafo 1) e che «in deroga al paragrafo 1, l'irrorazione aerea può essere consentita solo in casi speciali e purché sussistano le seguenti condizioni: Per gli atomizzatori che operano nelle arboree dovrebbe essere eseguito il controllo funzionale con il banco prova verticale. Nel dettaglio un profi lo di distribuzione non ottimale Controllo funzionale per le barre irroratrici. Nel dettaglio si noti una non uniforme erogazione della miscela dagli ugelli 44 25/2012L'Informatore Agrario •
La fi liera suinicola aspetta il via al Piano zootecnico SI PROLUNGA L'ATTESA PER RILANCIARE IL SETTORE di Anna Mossini I ncentivare l'export, abbattere le bar-riere veterinarie, sfruttare quel Pia-no zootecnico nazionale che a breve il Mipaaf dovrebbe rendere operativo a tutti gli e etti. Di questo si è parlato al convegno sulla liera suinicola organizzato da Assica (Associazione industriali delle carni e dei salumi) svoltosi di recente a Parma. Un incontro che si è focalizzato proprio sugli andamenti economici e sulle azioni di supporto che il comparto richiede per un rilancio atteso ormai da anni. «Nonostante una pur modesta essione produttiva – ha spiegato Aldo Radice, condirettore di Assica – legata anche al calo dei consumi (–1,9%), nel 2011 il fatturato dei salumi ha messo a segno un +0,3%, all'interno del quale va segnalato il dato legato all'export con il record storico in valore di 1 miliardo e 40 milioni di euro (+6,8% sul 2010), pari a un totale di 138.000 tonnellate di prodotto (+10,5%)». Via le barriere veterinarie Numeri e percentuali di tutto rispetto, che potrebbero però essere ancora migliori se si abbattessero le barriere veterinarie che impediscono ai salumi a breve e media stagionatura, alla carne e ad altri prodotti freschi di conquistare quote di mercato in Usa, Australia, Cina, Singapore, Argentina e Corea del Sud. «In base alle nostre stime – ha sottolineato Radice – il valore di questa mancaTra gli interventi previsti dal Piano spicca il fondo di garanzia da 250 milioni di euro che consentirà alle imprese di ottenere agevolazioni fi nanziarie per investimenti a medio-lungo termine ta commercializzazione s ora i 250 milioni di euro. Una cifra che si potrebbe realizzare già nel primo anno se si liberalizzassero gli scambi. Su questo fronte il Mipaaf è già impegnato e non è escluso che in tempi ragionevoli si possa portare a casa un risultato positivo». Il comparto suinicolo nazionale, però, per garantire ai componenti della liera una redditività costante persa da tempo ha bisogno di molto altro ancora. Una risposta potrebbe arrivare dal Piano zootecnico nazionale, voluto dal Ministero delle politiche agricole e realizzato dalla Borsa merci telematica italiana (Bmti). «Cinque sono gli assi di intervento su cui si svilupperà questa iniziativa – ha spiegato Riccardo Cuomo direttore di Bmti – si va dal supporto al credito alla creazione di un sistema di qualità nazionale per l'intero settore zootecnico, ma si è pensato anche alla realizzazione di una e cace campagna di promozione e comunicazione, alla trasparenza del mercato e alla sempli cazione burocratica e amministrativa». Un sostegno al credito Per il primo asse, quello cioè del supporto al credito, Ismea e Sgfa (Società gestione fondi per l'agroalimentare) hanno messo a disposizione un fondo di garanzia della portata di 250 milioni di euro che permetterà di ottenere agevolazioni nanziarie per investimenti a medio-lungo termine a tassi vantaggiosi. È anche previsto un fondo per il credito che dovrebbe essere messo a disposizione a breve per garantire le transazioni commerciali. Importanti la promozione e la comunicazione, vero viatico per incrementare la quota dell'export. A questo proposito, a favore del Prosciutto di Parma e di San Daniele dop sono stati stanziati 550.000 euro, che verranno utilizzati a partire dal prossimo mese di settembre in Germania per incentivare il consumo di queste eccellenze della salumeria italiana. In ne un accenno alla Cun (Commissione unica nazionale) scaturita dal Tavolo della liera suinicola, istituita nell'ormai lontano 2007, e partita in via sperimentale per i suini da macello a Reggio Emilia il 22-1-2009. All'epoca la percentuale dei cosiddetti «non quotati» arrivava al 54%. Oggi, con la Cun trasferita a Mantova dal 30-9-2010, la percentuale si è ridotta drasticamente a un più modesto 16%. • Il funzionamento della Commissione unica nazionale per i prezzi dei suini da macello ha permesso di ridurre dal 54% al 16% il fenomeno dei «non quotati» ATTUALITÀ 16 25/2012L'Informatore Agrario •
Ridurre deriva, inquinamento e costi Opportune scelte tecniche, quali la determinazione del dosaggio di agrofarmaco e del volume di miscela in funzione della massa vegetativa da proteggere, permettono di intervenire solo dove necessario, riducendo le perdite a terra e le derive nell'ambiente, con un minore impatto ambientale e minori costi per l'agricoltore. Lo scopo della ricerca Dal 2008 il Deiafa - Meccanica agraria dell'Università di Torino, il Consorzio di Il metodo del Tree row volume (Trv) consente di determinare il volume di distribuzione e la dose di agrofarmaco in funzione della dimensione delle piante presenti in frutteto. Per il calcolo del Trv è necessario misurare: l'altezza totale della pianta e l'altezza della prima foglia da terra, in modo da ottenere l'altezza della massa fogliare; la profondità della chioma. Le medie delle altezze e delle profondità moltiplicate per i metri quadri a ettaro e divise per la distanza tra le le determinano il valore del Trv. Questo valore consente di calcolare la percentuale della dose di prodotto da distribuire applicando la formula: [50 + Trv × (50/X)]/100, dove X rappresenta il volume fogliare di riferimento. Per ottenere una riduzione della dose signi cativa ai ni sperimentali, è stato utilizzato come volume fogliare di riferimento 15.000 m3. Esempio di calcolo del Trv: altezza della massa fogliare (A): 3,5 m profondità della chioma (L): 1,6 m distanza tra le le (D): 4,0 m volume fogliare (Trv) = (A × L × 10.000 m2)/D volume fogliare (Trv) = (3,5 m × 1,6 m × 10.000 m2)/4 m = 14.000 m3/ha. • APPROFONDIMENTO Calcolo del Trv ricerca, sperimentazione e divulgazione per l'ortofrutticoltura piemontese (Creso) e l'Agenzia 4A di Coldiretti Cuneo in collaborazione con Syngenta Crop Protection hanno avviato una sperimentazione volta al miglioramento della qualità della distribuzione degli agrofarmaci in frutteto. In particolare, sono state portate avanti due linee sperimentali parallele: la valutazione della qualità della distribuzione, in termini di prodotto sul bersaglio e perdite a terra, impiegando di erenti volumi di distribuzione e velocità dell'aria; la valutazione dell'e cacia biologica del trattamento impiegando di erenti volumi di distribuzione e dosaggi di agrofarmaco, alcuni dei quali calcolati sulla base delle caratteristiche dimensionali del frutteto, secondo il metodo del Trv (Tree row volume - vedi approfondimento in alto). La macchina utilizzata Per l'esecuzione della distribuzione con parcelle randomizzate è stata utilizzata una macchina irroratrice appositamente assemblata dal Deiafa, che permette di e ettuare il passaggio fra le diverse tesi senza dover arrestare il trattore e scendere dallo stesso (foto 1). La macchina utilizzata risulta costituita da: 2 serbatoi per le 2 concentrazioni di miscela da distribuire; 2 circuiti idraulici completamente indipendenti; 2 valvole di regolazione della pressione per ogni circuito; 3 raggiere portaugelli per ogni lato di erogazione, ognuna controllata da un'elettrovalvola; dispositivo pre-miscelatore per l'introduzione dei tofarmaci; pannello di controllo; attuatore elettrico per la gestione remota del cambio di velocità del ventilatore. Tutti i comandi della macchina sono gestibili elettricamente dalla cabina di guida del trattore tramite l'apposito pannello di controllo. La macchina è in grado di gestire 2 diverse miscele di tofarmaco contenute in 2 diversi serbatoi dotati di circuito idraulico indipendente. Ogni circuito è dotato di 2 valvole di regolazione della pressione per poter erogare la stessa Foto 1 Irroratrice multiserbatoio per prove parcellari con la quale è possibile variare i parametri operativi senza scendere dal trattore 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 5 10 Velocità dell'aria (m/s) 6,7 5,8 Al te zz a p ian ta (m ) 0 FIGURA 1 - Velocità dell'aria alle diverse quote ottenibile con il ventilatore impiegato nella prova Il ventilatore assiale a due rapporti è ancora molto diffuso nelle campagne italiane, tuttavia non è la situazione ottimale in quanto presenta una velocità dell'aria elevata nella parte mediana della pianta e molto bassa nella parte apicale. SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI
100 80 60 40 20 0Ef fic ac ia Ab bo tt (% ) 100 99 98 97 96 95Ef fic ac ia Ab bo tt (% ) Penetranti e rame ossido (100 g/hL) Penetranti e rame ossido (60 g/hL) Penetranti e rame idrossido Rame idrossido Foglia Grappolo GRAFICO 3 - 2011 pianura - Effi cacia delle strategie di lotta Per la specifi ca delle tesi vedi tabella 3. 100 99 98 97 96 95Ef fic ac ia Ab bo tt (% ) 100 80 60 40 20 0Ef fic ac ia Ab bo tt (% ) Penetranti e rame ossido (100 g/hL) Penetranti e rame ossido (60 g/hL) Penetranti e rame idrossido Rame idrossido Foglia Grappolo GRAFICO 2 - 2010 pianura - Effi cacia delle strategie di lotta Per la specifi ca delle tesi vedi tabella 3. Foto 3 Aloni bluastri su foglie di Merlot trattate con rame ossido 2011 Pianura. Sul testimone non trattato le prime macchie di peronospora (non sporulate) sono state osservate il 30 maggio (foto 2) e il 10 giugno sono stati notati i primi grappoli colpiti in forma palese. I focolai infettivi si sono successivamente propagati e, a ne giugno, sono comparsi di usi attacchi di peronospora larvata su grappolo. Nello stesso periodo sulle foglie delle tesi trattate in sequenza integrata i valori degli indici di malattia erano alquanto contenuti e più elevati nella tesi di confronto con uso continuativo del solo rame. Al rilievo nale si è osservato un incremento degli indici di malattia, con valori signi cativamente più consistenti nella tesi trattata col solo rame idrossido. I livelli più contenuti sono stati osservati nelle tesi trattate con rame ossido, senza di erenza statistica tra le tesi integrate. Sui grappoli gli indici di malattia a giugno sono risultati molto lievi in tutte le tesi trattate. Ad agosto è stato osservato un incremento delle infezioni nella sola tesi di confronto senza impiego di prodotti penetranti. Nelle tesi integrate si è osservata una leggera contrazione dei valori rispetto al rilievo precedente, imputabile al disseccamento e alla caduta degli acini precedentemente colpiti. L'analisi statistica ha evidenziato differenze signi cative, solo relativamente all'indice di di usione nale, tra le tesi rameiche trattate in modo integrato e quella con impiego di solo rame. L'adozione di due diversi livelli di dosaggio per il rame ossido (60 e 100 g/ hL) non ha prodotto di erenze signi cative nell'e cacia protettiva (tabella 3 e gra co 3). Fitotossicità In enbrambi gli anni, a ne luglio, è stata osservata la comparsa di una colorazione bluastra su parte delle foglie trattate con ossido rameoso, una senza fenomeni di totossicità (foto 3). Effi cacia paragonabile agli standard Nel complesso la sperimentazione realizzata nella pianura e nella collina trevigiana su due cultivar rappresentative di ciascuna zona ha permesso di valutare, nelle condizioni e coi limiti di una prova parcellare, il piano di lotta adottato e l'e cacia del prodotto saggiato. L'ambiente di pianura, molto favorevole allo sviluppo di P. viticola (Zanzotto et al., 2010), e la sensibilità del vitigno hanno contribuito alla comparsa delle infezioni che, nelle due annate di prova, hanno completamente compromesso la produzione di uva Merlot nei testimoni non trattati. Nel vigneto di collina (cultivar Glera), invece, l'andamento epidemico è risultato contenuto e con una scarsa severità di attacchi. In tali condizioni il prodotto a base di ossido rameoso, utilizzato in modo preventivo, da solo (collina) o in sequenza a prodotti penetranti (pianura), ha dimostrato una buona e cacia nel contenimento delle infezioni peronosporiche, con un livello di protezione in linea con quello del prodotto rameico di riferimento. Alessandro Zanzotto, arco Morroni Cra - Centro di ricerca per la viticoltura Conegliano (Treviso) 6525/2012 • L'Informatore Agrario DIFESA DELLE COLTURE Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it Per consultare gli approfondimenti e/o la bibliografi a: www.informatoreagrario.it/rdLia/ 12ia25_6400_web ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO Fitotossicità e miscibilità dei prodotti rameici per la vite. Pubblicato su L'Informatore Agrario n. 24/2011 a pag. 61. www.informatoreagrario.it/bdo •
ranzia che il campione sarà rappresentativo della popolazione stessa, ossia ne ri etterà le caratteristiche con una approssimazione accettabile. Ampiezza. Inoltre un campione deve avere una su ciente ampiezza, vale a dire che per essere rappresentativo della popolazione da cui è estratto il numero degli individui che lo compone deve essere su cientemente grande. Ripetizioni. Come accennato in precedenza, dovrebbe essere oramai chiaro che ogni misura e ettuata in natura è soggetta a errore, per le cause più disparate, che vanno dall'imprecisione di misura o di conteggio agli e etti di cause perturbatrici esterne. Questo ci obbliga, ogni volta che dobbiamo eseguire una misura o leggere un dato, a ripetere la determinazione più volte (ripetizioni), in modo da minimizzare l'impatto delle possibili fonti di errore. Ad esempio, se contiamo il numero di macchie di ticchiolatura su foglie di melo, si potrà commettere un errore nel conteggio, oltre al fatto che potrebbe essere determinante la presenza concomitante di macchie necrotiche di alternaria o aree colpite da oidio, che potrebbero confondere il rilevatore. Media campionaria. È intuitivo pensare che, se immaginiamo di estrarre a caso un campione di individui da una popolazione, è probabile che la media del campione sia simile alla media della popolazione da cui questo è stato estratto. Infatti, come riportato nel lavoro precedente (vedi articolo pubblicato su L'Informatore Agrario n. 20/2012), parlando dell'importanza della distribuzione normale, può essere stimata la probabilità di estrarre un individuo da una popolazione normalmente distribuita. Questa osservazione intuitiva ci consente di a ermare che, dato un campione estratto casualmente da una popolazione normalmente distribuita, la media (media campionaria) e la deviazione standard del campione sono con buona probabilità una stima della media e della deviazione standard della popolazione di origine (vedi riquadro in alto) La precisione della stima A questo punto dobbiamo fare una distinzione tra variabilità della misura ed errore di stima. La variabilità della misura tiene conto di tutte le possibili fonti di variabilità che alterano il valore della misura e quindi trasformano la misura stessa in una distribuzione di frequenza delle misure possibili (che spesso risulta essere normale). Richiamiamo il concetto di popolazione normale (vedi articolo pubblicato su L'Informatore Agrario n. 20/2012): la misura più probabile (cioè quella con la frequenza più alta se facessimo un in nito numero di determinazioni) corrisponde alla media delle misure e ettuate, mentre la deviazione standard è una misura della variabilità stessa. Se avessimo fatto un in nito numero di misure avremmo ottenuto una stima perfetta della misura e ettuata e della sua variabilità (che è ineliminabile). Quindi, in sostanza, la stima può essere perfetta anche se la misura è viDato un campione di 5 misurazioni della produzione di uva per ceppo di vite in kg: 3,16 - 2,01 - 2,85 - 2,77 - 2,24 si devono trovare le stime corrette ed e cienti per la media e la varianza della popolazione. La stima corretta ed e ciente per la media della popolazione è la media del campione (media campionaria): (3,16 + 2,01 + 2,85 + 2,77 + 2,24) / 5 = 2,406 kg Anche per la varianza la stima corretta ed e ciente è la varianza campionaria: (3,16 – 2,406) + (2,01 – 2,406) + + (2,85 – 2,406) + (2,77 – 2,406) + + (2,24 – 2,406) / 4 = 0,14363 Nel calcolo della varianza campionaria la sommatoria dei quadrati degli scarti è stata divisa per 4 e non per il numero delle osservazioni (5). Questo perché, in questo esempio, trattandosi di un campione si sono utilizzati i gradi di libertà pari al numero totale dei dati meno uno. Essi esprimono il numero di dati e ettivamente disponibili per valutare la quantità di informazione contenuta nella statistica. Infatti, quando un dato non è indipendente, l'informazione che esso fornisce è già contenuta implicitamente negli altri. È possibile quindi calcolare le statistiche utilizzando soltanto il numero di osservazioni indipendenti, consentendo in questo modo di ottenere una maggiore precisione nei risultati. Poiché non ci si può aspettare che una stima puntuale coincida esattamente con la quantità che essa deve stimare, è spesso preferibile usare una stima per intervallo, ossia un intervallo per il quale si può a ermare con un certo grado di ducia che conterrà il parametro della popolazione che si vuole stimare. Tali stime per intervallo vengono comunemente chiamate intervalli di con denza. • APPROFONDIMENTO Stima della media della popolazione e della varianza Per delineare le differenti tesi è utile utilizzare dei metodi (come le fascette colorate nella foto) per evitare di scambiare i dati raccolti e aggiungere errori 56 25/2012L'Informatore Agrario • SPERIMENTAZIONE E STATISTICA
La sperimentazione si è svolta nel biennio 2010-2011 in un vigneto coltivato a Merlot a Spresiano (Treviso) di pianura e, nel 2011, in un vigneto di Glera a Collalto di Susegana (Treviso) di collina (tabella A). I vigneti, inerbiti, sono stati sottoposti a diserbo chimico del sotto la e trinciatura periodica dell'erba nell'inter la. Sulle viti è stata e ettuata la palizzatura e la cimatura dei tralci per il contenimento della vegetazione. Lo schema sperimentale è stato quello parcellare, a blocchi randomizzati ripetuti 4 volte, con parcelle di 12-14 viti nel vigneto di pianura e di 10 viti in collina. PROVA DI PIANURA. Sono stati impiegati prodotti penetranti no alla post-allegagione, per garantire la migliore protezione da Plasmopara viticola nelle fasi di maggior rischio infettivo, mentre in una tesi è stato impiegato unicamente idrossido di rame. PROVA DI COLLINA. I prodotti rameici sono stati usati continuativamente per tutta la durata della prova. In entrambi gli anni i trattamenti sono iniziati in base alla regola dei «tre 10», utilizzando l'indice Goidanich per il calcolo dei tempi di incubazione di P. viticola. Le irrorazioni sono state eseguite con lancia a mano, azionata da motopompa carrellata. TRATTAMENTI ANTI OIDIO. Contro l'oidio si sono usati zolfo bagnabile (160-400 g/hL), spiroxamina (30 g/hL) o penconazolo (5 g/hL), miscelati agli antiperonosporici. RILIEVI. I rilievi sulla presenza di peronospora sono stati e ettuati osservando 200 foglie e 150 grappoli per ciascuna parcella, calcolando quindi gli indici percentuali di di usione e di infezione (Townsend e Heuberger, 1943) della malattia. Relativamente ai dati del rilievo nale, è stato calcolato l'indice di e cacia esplicato dai prodotti in prova (formula di Abbott). È stata quindi svolta l'analisi della varianza (ANOVA) e un test di confronto tra le medie (Duncan). • Come sono state impostate le prove TABELLA 1 - Sostanze attive e prodotti usati durante le prove Sostanza attiva (%) e formulazione (1) Prodotto commerciale Classe tossicologica (2) Dose (g/hL) Rame ossido (75) WG Cobre Nordox Super 75WG n.c. 60, 80, 100 Rame idrossido (15) DF Kocide 3000 Xi 300 Rame ossicloruro (37) WG Iperion n.c. 250 (2010), 300 (2011) Folpet (80) WDG Folpan 80 Xn 150 Dimetomorf (50) WP Forum 50 n.c. 50 Dimetomorf (9) + mancozeb (60) WG Acrobat Mz Xn 220 Fosetil-Al (80) WG Kelly (2010), Prodeo (2011) n.c. 250 Metalaxil (3,9) + mancozeb (64) WP Ridomil Gold MZ Xn 250 Ciazofamid (25 g/L) SC Mildicut n.c. 450 Fluopicolide (4,4) + fosetil-Al (66,7) WG R6 Erresei Albis Xi 300 (1) WG = granuli idrodispersibili; DF = granuli idrodispersibili; WDG = granuli idrodispersibili; WP = polveri bagnabili; SC = sospensione concentrata. (2) Xi = irritante; Xn = nocivo; n.c. = non classifi cato. TABELLA A - Caratteristiche dei vigneti in prova Giacitura Terreno Anni in prova Cultivar Anno d'impianto Sesto (m) Forma di allevamento Pianura Alluvionale e ricco di scheletro 2010-2011 Merlot 1997 1,5 x 3 Sylvoz Collina Medio impasto 2010 Glera 1985 3 x 3 Sono stati scelti due vigneti rappresentativi della zona collinare e della pianura dove l'incidenza della peronospora è elevata. comparse il 20 maggio e i primi grappolini colpiti sono stati rinvenuti il 10 giugno. La pressione epidemica è rimasta stazionaria a luglio, mentre è stato osservato un incremento nel rilievo di agosto. Gli indici di malattia non hanno comunque raggiunto livelli particolarmente elevati (tabella 3). Sulle tesi trattate, al rilievo di luglio i valori di infezione su foglia erano prossimi a zero, con un lieve incremento al successivo rilievo di agosto. L'analisi statistica non ha evidenziato di erenze signi cative tra le tesi trattate. Sui grappoli gli indici di malattia sul testimone non trattato sono risultati superiori a quelli rilevati su foglie. Nelle tesi trattate essi sono stati molto contenuti e sostanzialmente simili fra loro. Al rilievo di agosto la riduzione dell'indice di di usione rispetto al rilievo precedente – quando osservata – è stata favorita dalla scarsa incidenza della malattia e dal disseccamento e caduta di parte degli acini colpiti. I valori più contenuti, sia dell'indice di di usione sia di infezione, sono stati osservati nella tesi trattata con rame ossido, con più elevato apporto di rame metallo (gra co 1). 2010 pianura. Nel vigneto di pianura P. viticola è comparsa il 17 maggio (macchie d'olio non sporulate) su foglie di viti non trattate e già tre giorni dopo sono stati rinvenuti i primi grappolini colpiti. Dopo l'allegagione sono apparse diffuse sporulazioni di peronospora su acini non trattati (foto 1); gli attacchi so100 80 60 40 20 0Ef fic ac ia Ab bo tt (% ) 100 98 96 94 92Ef fic ac ia Ab bo tt (% ) Rame ossido (80 mL/hL) Rame idrossido Foglia Grappolo GRAFICO 1 - 2010 collina - Effi cacia delle strategie di lotta Per la specifi ca delle tesi vedi tabella 3. 6325/2012 • L'Informatore Agrario
Nel 2011 si è verifi cato un ulteriore aumento del 3% delle importazioni di olio di oliva dall'estero che sono quasi triplicate negli ultimi 20 anni, sommergendo di fatto la produzione italiana che sarebbe peraltro suffi ciente a coprire i consumi nazionali. L'Italia è infatti il primo importatore mondiale di olio, proveniente per circa tre quarti dalla Spagna, seguita da Grecia (15%) e Tunisia (7%). Purtroppo gli oli di oliva importati in Italia vengono sovente miscelati con quelli nazionali per acquisire una immagine di italianità sfruttata poi sui mercati nazionali ed esteri dove sono state esportate poco più di 360.000 tonnellate nel 2011. Puglia protagonista In questo contesto la Puglia ha un ruolo di primaria importanza essendo, con il 35%, la regione leader nella produzione nazionale di olio d'oliva; e proprio in Puglia nel corso dell'ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva sono cresciute più rapidamente delle esportazioni, confermando il sostanziale deterioramento della competitività della fi liera regionale sui mercati esteri: ammontano a circa 87.000 tonnellate le importazioni in media di oli di oliva, mentre le esportazioni si aggirano sulle 38.000 tonnellate. Sempre in Puglia – nonostante il riconoscimento comunitario di ben 5 oli a denominazione d'origine protetta (Terra di Bari, Terra d'Otranto, Dauno, Collina di Brindisi, Terre Tarentine) e una produzione di 11 milioni di quintali di olive e oltre 2,2 milioni di quintali di olio (con un'incidenza della produzione olivicola regionale pari al 12% di quella mondiale) – è proprio quello oleario il comparto a essere maggiormente colpito dal fenomeno delle sofi sticazioni. Di tutto ciò si è parlato l'11 giugno scorso a Foggia nel convegno organizzato da Coldiretti sul tema «Qualità e trasparenza nella fi liera dell'olio di oliva: una grande opportunità per l'economia del Sud». «La crisi di mercato dell'olio di oliva – ha affermato il presidente nazionale della Coldiretti, Sergio Marini – è una realtà le cui motivazioni per l'Italia vanno cercate anche nella mancanza di trasparenza sulla provenienza dell'olio di oliva in vendita, e in questo contesto si inserisce e diviene determinante la proposta di legge “salva-olio made in Italy“ sottoscritta da numerosi parlamentari e che vede come primi fi rmatari la senatrice Colomba Mongiello (Pd) e il senatore Paolo Scarpa Buora (Pdl), a dimostrazione di un vasto consenso che ci si augura conduca a un iter rapido». «Una legge che si rende necessaria perché incredibilmente – ha denunciato Marini – si assiste a un crollo dei prezzi alla produzione nonostante un forte calo dei raccolti nazionali. Sotto accusa, come sempre, la prevalente mancanza di trasparenza per le scritte dovute e attestanti le miscele di oli di oliva di varia natura, obbligatorie per legge nelle etichette dell'olio di oliva». Mercato e frodi L'andamento di mercato dell'olio extravergine in Puglia lo esplicita in maniera inequivocabile: la campagna olearia è partita sotto i migliori auspici con prezzi che hanno superato i 50 euro/q e in soli 15 giorni sono crollati fi no a 30 euro/q. Sarà un caso, ma secondo Coldiretti l'andamento drammatico del mercato è coinciso con l'arrivo in Puglia di ingenti quantitativi di olive provenienti proprio da Spagna, Tunisia e Grecia. Che il comparto olivicolo-oleario sia il più colpito dal fenomeno delle sofi sticazioni lo dimostrano anche le frequenti operazioni dei Carabinieri dei Nas che scoprono truffe deleterie anche per l'economia sana, alimentata da produttori seri e coscienziosi, che in Italia equivale a un fatturato di circa 2 miliardi di euro l'anno, per complessive 50 milioni di giornate lavorative. L'ultima operazione dei Nas ha portato al sequestro di circa 2.500 litri di olio di oliva privi di rintracciabilità e anche di 5.000 litri di olio contraffatto contenuti in silos, oltre a ingenti quantitativi di clorofi lla e di betacarotene suffi cienti per camuffare un'ingente quantità di olio di semi o di scarsa qualità in olio di altissimo pregio, oltre a varie attrezzature e documentazioni. «La nostra regione – ha spiegato il presidente di Coldiretti Puglia, Pietro Salcuni – è crocevia di traffi ci e triangolazioni, il che fa capire meglio perché siano in tanti a opporsi al disegno di legge e questo dimostra come ci siano fortissimi interessi di chi fa affari vendendo l'immagine e la qualità italiana, sicché per effetto degli inganni e delle frodi il prezzo pagato agli agricoltori per il vero olio di oliva è crollato del 30%. Non sono pertanto più rinviabili tutte quelle azioni necessarie a proteggere la qualità degli oli nazionali». Giovanni Tamburrano L'olio d'oliva ha bisogno di trasparenza COLDIRETTI SOSTIENE LA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE cato, come quella che si sta attraversando da qualche tempo a questa parte. Pochi dati bastano a illustrare e cacemente la situazione. Oggi il prezzo alla produzione dell'olio extravergine di oliva in Italia si attesta attorno a 2,4 euro/kg, con una riduzione superiore al 30% rispetto ai 12 mesi precedenti, come indicano i dati Ismea. Nonostante la di cile situazione non ci sono le condizioni per avviare lo stoccaggio privato, essendo il prezzo di riferimento per tale operazione ssato dall'Unione Europea a 1,779 euro/kg. Cosa succede in Spagna In Spagna la situazione è di erente, in quanto la quotazione dell'olio è al di sotto della soglia stabilita a livello comunitario e ciò rende possibile l'utilizzo dello strumento dello stoccaggio privato. Bisogna tuttavia ricordare come il costo di produzione dell'olio di oliva nel Paese iberico risulti sensibilmente inferiore rispetto a quello italiano. Da una speci ca indagine realizzata dal Ministero agricolo e ambientale spagnolo è emerso che l'intervallo di variazione del costo per le aziende olivicole va da un minimo di 1,782 euro/kg a un massimo di 2,552, con un valore medio ponderato di 2,23 euro. C'è una di erenza strutturale notevole tra l'olivicoltura italiana e quella spagnola: noi facciamo i conti con una situazione degli impianti di cile e puntiamo sulla qualità, gli iberici lavorano sulla e cienza dei costi e la produttività e ora stanno lavorando intensamente anche sul marketing e la valorizzazione. C.Di. ATTUALITÀ 12 25/2012L'Informatore Agrario •
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di L. Giordani, S. Grosso, G. Vittone, L. Nari L a pomicoltura costituisce in Piemonte un'importante real-tà produttiva, principalmente la coltivazione del melo, con produzioni che nel 2011 hanno raggiunto il quantitativo di circa 1.400.000 q interessando una superficie di circa 3.900 ha. Un rilievo minore, comunque non trascurabile, presenta la coltivazione del pero, la cui produzione nel corso dello stesso anno è ammontata a circa 135.000 quintali, su di una super cie di circa 900 ha. In Piemonte sono presenti diverse aree di pomicoltura, la principale delle quali è senz'altro costituita dalla fascia continua pedemontana che, estendendosi dalle estreme propaggini meridionali della provincia di Torino (Cavourese) alla contigua provincia di Cuneo, no ai con ni del Monregalese, interessa una super cie di circa 4.450 ha (3.650 a melo, 800 a pero), con una produzione pomicola pari complessivamente a circa 1.320.000 q (dei quali 1.200.000 di mele, 120.000 di pere). Altre aree di coltivazione, di importanza decisamente secondaria, seppure caratterizzate talora da produzioni di elevata qualità, sono localizzate in zone collinari delle province di Asti (San Marzano Oliveto) e di Alessandria (Val Curone), nonché in provincia di Vercelli (Borgo d'Ale). Le diverse produzioni, dopo la raccolta, sono generalmente destinate alla frigoconservazione in magazzini specializzati, situati prevalentemente in provincia di Cuneo. Nel corso o al termine di tale conservazione, possono talora manifestarsi alterazioni di origine crittogamica in grado di causare perdite economiche anche rilevanti. Alle alterazioni abitualmente riscontrabili in Piemonte durante la conservazione, nel 2011 se ne è aggiunta una non segnalata precedentemente, causata dal deuteromicete Ramularia eucalypti, specie di recente istituzione (Crous et al., 2007). Tale specie induce sulle mele un marciume lenticellare sostanzialmente asciutto, cioè non accompagnato, in genere, da un'alterazione apprezzabile della consistenza dei frutti (Gianetti et al., 2012). Poiché nell'autunno 2011 il fungo è stato isolato anche da macchie fogliari, è stato ipotizzato che l'infezione dei frutti avvenga già in campo a partire dalle foglie infette (che, una volta cadute a terra, potrebbero costituire il sito di svernamento del patogeno, dal quale, nel corso della stagione successiva, si originerebbero nuovi cicli infettivi). Nel presente lavoro, oltre a dar conto di nuove segnalazioni su frutti di melo, si riporta la notizia dei primi rinvenimenti del fungo anche su pere frigoconservate. Rinvenuta in Piemonte su pere frigoconservate Ramularia eucalypti IL PARASSITA Ramularia eucalypti Crous specie fungina recentemente classifi cata sulla base di isolati ottenuti da macchie riscontrate su foglie di eucalipto. DOVE Frutti di cultivar Conference frigoconservati provenienti da pereti situati nei comuni di Saluzzo, Savigliano e Scarnafi gi (Cuneo). QUANDO Nel corso dei primi mesi del 2012 sono conferiti dei campioni di pere frigoconservate al Creso. SINTOMI Sui frutti tacche un poco depresse, solo leggermente rammollite, di forma circolare e dimensioni di 0,1-0,9 cm, maggiori però quando originate dalla confl uenza di più macchie, di colore da bruno a quasi nero, con alterazione poco approfondita della polpa sottostante. CARATTERISTICHE Tra le ipotesi circa la comparsa improvvisa su una cv di pero coltivata da diverso tempo in Piemonte, c'è il progressivo abbandono dell'impiego di fungicidi a largo spettro, che ha probabilmente permesso il manifestarsi di questo fungo, presente forse da tempo nei pereti. Foto 1 Sintomi di Ramularia eucalypti su pera della cultivar Conference frigoconservata DIFESA DELLE COLTURE 66 25/2011L'Informatore Agrario •
BILANCIO AL 31-12-2011 STATO PATRIMONIALE ATTIVITÀ 31.12.2011 31.12.2010 A) Crediti v/Soci per versamenti ancora dovuti 0 0 B) Immobilizzazioni: I-- Immobilizz. immateriali: 0 0 1) Costi di impianto e di ampliam. 61.620 82.323 2) Costi di ricerca, sviluppo e di pubblicità 0 0 3) Diritti di brevetto industriali e diritti di utilizzazione delle opere d'ingegno 23.888 29.797 4) Concessioni, licenze, marchi e diritti simili 6.267 6.428 5) Avviamento 1.658.976 3.317.952 6) Immobilizzazioni in corso e acconti 0 0 7) Altre 29.613 20.477 Totale I 1.780.634 3.456.977 II-- Immobilizzazioni materiali: 1) Terreni e fabbricati 4.303.950 4.454.200 2) Impianti e macchinari 56.250 49.802 3) Attrezzature ind.li e commerciali 2.943 397 4) Altri beni 199.485 207.822 5) Immobilizz. in corso e acconti 0 0 Totale II 4.562.628 4.712.221 III - Immobilizzazioni finanziarie: 1) Partecipazioni in: a) imprese controllate 0 0 b) imprese collegate 0 0 c) altre imprese 0 0 2) Crediti: a) verso imprese controllate 0 0 b) verso imprese collegate 0 0 c) verso controllanti 0 0 d) verso altri 3.259 3.259 3) Altri titoli 0 0 4) Azioni proprie 0 0 Totale III 3.259 3.259 Totale immobilizzazioni B) 6.346.251 8.172.457 C) Attivo circolante: I - Rimanenze: 1) Materie prime, sussidiarie e di consumo 37.333 42.647 2) Prodotti in corso di lavoraz. e semilavorati 0 0 3) Lavori in corso su ordinazione 0 0 4) Prodotti finiti e merci 128.052 159.869 5) Acconti 0 0 Totale I 165.385 202.516 II - Crediti 1) Verso clienti: 1.313.080 1.286.907 di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 0 0 2) Verso imprese controllate 0 0 di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 0 0 3) Verso imprese collegate 0 0 di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 0 0 4) Verso controllanti per forn. 0 0 di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 0 0 4bis) Crediti tributari 45.599 57.995 di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 0 0 4ter) Imposte anticipate 89.178 92.044 di cui esigibili oltre l'esercizio successivo 0 0 5) Verso altri: 335.827 149.418 di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 6.476 6.476 Totale II 1.783.684 1.586.364 III - Attività finanz. che non costituiscono immobilizz.: 1) Partecipazioni in imprese controllate 0 0 2) Partecipazioni in imprese collegate 0 0 3) Partecipazioni in imprese controllanti 0 0 4) Altre partecipazioni 0 0 5) Azioni proprie 0 0 6) Altri titoli 593.305 1.168.176 Totale III 593.305 1.168.176 IV - Disponibilità liquide: 1) Depositi bancari e postali 1.333.862 1.246.551 2) Assegni 0 0 3) Cassa 1.115 3.589 Totale IV 1.334.977 1.250.140 Totale attivo circolante (C) 3.877.351 4.207.196 D) RATEI E RISCONTI ATTIVI 21.058 19.349 Totale ratei e risconti (D) 21.058 19.349 TOTALE ATTIVO (A+B+C+D) 10.244.660 12.399.002 PASSIVITÀ A) Patrimonio netto: I - Capitale sociale 510.000 510.000 II - Riserva da sopraprezzo delle azioni 0 0 III - Riserve di rivalutazione 0 3.508.876 IV - Riserva legale 102.000 102.000 V - Riserve statutarie 0 0 VI - Ris. per azioni proprie in portafoglio 0 0 VII - Altre riserve, distint. indicate: 4.684.799 2.589.638 - avanzo di fusione 1.970.520 1.970.520 - riserva disponibile 619.116 619.116 - riserva arrotondamenti 2 2 VIII - Utili (perdite) portati a nuovo 1 0 IX - Utile (perdita) dell'esercizio (1.353.804) (1.413.714) Totale patrimonio netto (A) 3.942.995 5.296.800 B) Fondi per rischi ed oneri: 1) Per trattamento di quiescenza e obblighi simili 176.180 170.453 2) Per imposte, anche differite 0 0 3) Altri 0 0 Totale fondi per rischi e oneri (B) 176.180 170.453 C) Trattamento fine rapporto 898.004 877.307 D) Debiti 1) Obbligazioni 0 0 2) Obbligazioni convertibili 0 0 3) Debiti verso soci: 0 0 4) Debiti verso banche: 0 0 5) Debiti verso altri finanziatori 0 0 6) Acconti 1.402.921 1.439.264 di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 109.875 114.431 7) Debiti verso fornitori: 1.627.028 1.390.352 di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 0 0 8) Debiti rappresentati da titoli di credito 0 0 9) Debiti verso imprese control. 0 0 10) Debiti verso imprese colleg. 0 0 11) Debiti verso controllanti 0 0 12) Debiti tributari 188.955 175.734 di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 0 0 13) Debito verso istituti Previd. 253.819 265.320 di cui esigibili oltre l'eserc. successivo 0 0 14) Altri debiti 331.114 1.374.512 di cui esigibili oltre l'esercizio success. 0 0 Totale debiti (D) 3.803.837 4.645.182 E) Ratei e risconti 1.423.644 1.409.260 Totale ratei e riscontri (E) 0 1.429.163 Totale passivo (A+B+C+D+E) 10.244.660 12.339.002 CONTO D'ORDINE: Fidejussioni prestate da terzi 24.049 1.066.900 Beni di terzi in conto deposito 62.583 56.733 CONTO ECONOMICO A) Valore della produzione: 1) Ricavi delle vend. e delle prestaz. 10.072.777 10.136.423 2) Variaz. delle rimanen. di prod. in corso di lavoraz. semilav. e finiti (31.817) (6.512) 3) Variaz. dei lavori in corso su ordinazione 0 0 4) Incrementi di immobilizz. per lavori interni 0 0 5) Altri ricavi e proventi 127.960 80.863 Totale (A) 10.168.920 10.210.774 B) Costi della produzione: 6) Mat. prime, sussid., di cons. 927.417 998.400 7) Per servizi 4.648.952 4.588.488 8) Per godimento di beni di terzi 436.583 459.966 9) Per il personale: a) salari e stipendi 2.290.946 2.379.058 b) oneri sociali 671.780 692.697 c) trattam. di fine rapp. 181.119 175.476 d) trattam. di quiescenza e simili 0 0 e) altri costi 7.825 0 10) Ammortamenti e svalutazioni: a) amm.to delle immobil. immateriali 1.721.609 1.722.083 b) amm.to delle immobil. materiali 230.893 230.744 c) altre svalutaz. delle immobiliz. 0 0 d) svalutaz. dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilità liquide 6.500 6.000 11) Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 5.314 54.999 12) Accantonamento per rischi 0 0 13) Altri accantonamenti 0 0 14) Oneri diversi di gestione 74.150 70.454 Totale B) 11.203.088 11.378.365 Differenza tra valore e costi della produzione (A - B) (1.034.168) (1.167.591) C) Proventi ed oneri finanziari: 15) Proventi da partecipazioni 0 0 16) Altri proventi finanziari: a) da crediti iscritti nelle immobilizz. 0 0 b) da titoli iscritti nelle immobilizz. 0 0 c) da titoli iscritti nell'attivo circol. 68.715 99.071 d) da proventi diversi dai preced. 10.568 3.125 17) Interessi e altri oneri finanz. 3.630 4.923 17bis) Utili e perdite su cambi 0 0 Totale (15+16 -17) (±17 bis) 75.653 97.273 D) Rettifiche di valore di attività finanziarie: 18) Rivalutazioni: a) di partecipazioni 0 0 b) di immobilizz. finanziarie 0 0 c) di titoli iscritti all'att. circolante 0 7.634 19) Svalutazioni: a) di partecipazioni 0 0 b) di immobilizz. finanzanziarie 0 0 c) di titoli iscritti nell'att. circolante 72.782 14.551 Totale delle rettifiche (18-19) (72.782) (6.917) E) Proventi ed oneri straordinari: 20) Proventi con separate indicazioni delle plusvalenze da alienazione 5.319 9.655 21) Oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazione e delle imposte relative ad esercizi precedenti 5.859 6.616 Oneri da alienazione immobliz. 0 0 Totale delle partite straordinarie (540) 3.039 Risultato prima delle imposte (1.031.837) (1.074.196) 22) Imposte sul reddito esercizio 321.967 339.518 di cui imposte correnti 319.1013 314.133 di cui imposte differite 0 0 di cui imposte anticipate 2.866 25.385 Utile (perdita) dell'esercizio (1.353.804) (1.413.714) Le risultanze del presente bilancio corrispondono ai saldi delle scritture contabili tenute in ottemperanza alle norme vigenti. (Rizzotti Elena) «EDIZIONI L'INFORMATORE AGRARIO SRL» - Sede Sociale: Verona - Via Bencivenga Biondani, 16 - Cod. Fisc. 00230010233 Pubblicazione del bilancio ai sensi della legge 23-12-1996 n. 650 e successive modifiche EDIZIONI L'INFORMATORE AGRARIO SRL Prospetto di dettaglio delle voci del bilancio di esercizio al 31.12.2011 RICAVI DELLE VENDITE E DELLE PRESTAZIONI: Ricavi della vendita di copie ...................................................... € 5.226.832 Ricavi della vendita di spazi pubblicitari ................... € 3.989.023 – di cui per abbonamenti ........................................................... € 5.206.359 Ricavi da altre attività .................................................. € 779.422
scelta delle orchidee da rinvasare e rinvaso delle medesime. Deduceva, altresì, di osservare un orario di lavoro di 40 ore settimanali (maggiore di un'ora rispetto a quello del contratto) e di percepire una somma lorda mensile inferiore ai minimi sanciti dalla contrattazione collettiva. In forza di queste premesse la lavoratrice chiedeva di essere inquadrata nella quali ca di operaia quali cata (3° livello). Il giudice di primo grado (tribunale) cui si era rivolta aveva respinto le sue richieste, reputando le sue incombenze come prestazioni manuali generiche di un operaio comune, che non richiedono speci ci requisiti professionali. Invece i giudici di secondo grado (Corte d'appello) avevano accolto le istanze della lavoratrice, sia per la pluralità e varietà delle mansioni svolte, sia per la speci cità delle stesse, alcune delle quali tendenti direttamente alla valorizzazione e commercializzazione dei prodotti oreali. A nulla è valso il ricorso dell'azienda in Cassazione, la quale ha confermato il giudizio di appello e condannato la ditta ricorrente alle spese di causa. Le motivazioni della sentenza Al di là del caso singolo, meritano un rapido riassunto le motivazioni della Suprema corte per i principi interpretativi delle norme in materia di trattamento salariale. La circostanza che la ditta non sia iscritta a qualcuna delle associazioni datoriali che stipulano le contrattazioni collettive di lavoro non è rilevante. La stessa Cassazione n dal 2008 ha stabilito che, nonostante la non adesione a una organizzazione sindacale rmataria del Ccnl, questo rappresenta il più adeguato strumento per il datore di lavoro, al ne di determinare il contenuto del diritto alla giusta retribuzione, sia pure con esclusione dei compensi aggiuntivi (quattordicesima mensilità, premi di produttività, ecc.). Partendo da questo presupposto la giusta retribuzione deve essere adeguata anche in proporzione all'anzianità di servizio acquisita, dal momento che la continuità lavorativa migliora qualitativamente per e etto dell'esperienza accumulata. Di conseguenza il giudice può attribuire gli scatti di anzianità, non per applicazione automatica della contrattazione collettiva (qui non esplicitamente vincolante), ma sulla base dell'arricchimento qualitativo della prestazione protratta nel tempo. La Corte ha altresì respinto le altre eccezioni sollevate dall'azienda sulle dif coltà di gestione derivanti dalla crisi strutturale, nazionale e locale, del settore agricolo e orovivaistico, in quanto l'impresa, nel periodo in contestazione, non risultava aver ridotto o mutato la propria produzione e aveva costantemente occupato in modo stabile nello stesso periodo oltre 60 dipendenti. In ne la riduzione della retribuzione al di sotto dei minimi previsti dal Ccnl contrasta con l'art. 36 della Costituzione, per il quale il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro e, in ogni caso, su ciente ad assicurare a sé e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa. • Contratto collettivo unico riferimento per la retribuzione di Marcello De Luigi I l datore di lavoro che corrisponde al dipendente una retribuzione non allineata al contratto collettivo di la-voro (Ccnl) del proprio settore, non può trincerarsi dietro la giusti cazione che egli non aderisce ad alcuna delle organizzazioni sindacali rmatarie del medesimo. Deve comunque conformarsi ai livelli economici indicati dalla contrattazione collettiva. Questo principio, se non rivoluzionario, quanto meno innovatore nella sua impostazione, è stato a ermato dalla Corte di cassazione civile, Sezione lavoro, con recente sentenza n. 153/2012. Il caso La questione riguarda nello speci co la dipendente di un'azienda agricola sarda, esercente attività orovivaistica, la quale riteneva di avere diritto all'inquadramento come operaia quali cata, secondo quanto previsto dal Ccnl degli operai agricoli e orovivaisti, chiedendo di conseguenza al giudice la condanna al pagamento della maggiore retribuzione, oltre alla rivalutazione monetaria e agli interessi legali dalla data di maturazione del credito. L'interessata aveva dichiarato di essere stata addetta allo svolgimento di determinate incombenze, come taglio, scelta e confezione di vari tipi di ori, oltre alla confezione di mazzi di ori misti mediante selezione e formazione dei mazzi con manipolazione di cellophane, nastri, carta lucida, nonché al controllo e alla segnalazione di malattie parassitarie, potatura e sbocciolatura delle fresie, SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE Il compenso al dipendente non cambia se il datore di lavoro non è iscritto ad alcuna delle organizzazioni sindacali fi rmatarie del Contratto collettivo nazionale La Costituzione afferma che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro 3525/2012 • L'Informatore Agrario LEGGI TRIBUTI
bito una contrazione di circa il 10%. Insomma, anche ipotizzando rese sugli stessi buoni livelli dello scorso anno (o anche in leggero calo) è probabile attendersi un incremento dell'o erta di frumento duro nazionale, sebbene con una certa disomogeneità tra le diverse aree del territorio. Vediamo qualche anticipazione. Prime impressioni dai campi Nord. Al Nord si prevedono buone rese, che in diversi casi potrebbero superare le 6 tonnellate per ettaro. Quello che più preoccupa i «durocoltori» del Nord è la sanità delle granelle, ma chi ha e ettuato i trattamenti contro il Fusarium nel moGrano duro 2012: prime anticipazioni su rese e qualità di Lorenzo Andreotti P untuale come ogni anno è partito il «toto grano duro». Da Nord a Sud si rincorrono previsioni sul-le rese e sulla qualità del raccolto 2012: se quest'ultima non sembra eccellente dal punto di vista del contenuto proteico, per le produzioni quest'annata sembra invece promettere decisamente bene. Le prime impressioni «sotto trebbia» parlano infatti di rese tendenzialmente buone nella maggior parte delle aree, confermando quindi la previsione di un raccolto abbondante di grano duro e ettuata da Ismea a metà marzo. Superfi ci e produzioni stimate in crescita Secondo Ismea le semine a frumento duro 2011-2012 avrebbero fatto segnare un incremento di circa 150.000 ettari, portando la super cie nazionale a circa 1,35 milioni di ettari (+13% rispetto alla campagna scorsa). Sempre secondo l'indagine le regioni che più hanno aumentato gli investimenti sono Puglia, Marche (+15% circa) e Sicilia (+20%). In controtendenza, invece, la Basilicata dove gli ettari avrebbero suAL SUD PREVISTE RESE ALTE MA DI QUALITÀ MEDIO-BASSA mento giusto non ha niente da temere. Unica nota dolente sarebbero i di usi allettamenti causati dal maltempo che ha imperversato nelle ultime due settimane di maggio da ovest a est. Centro. Per quanto riguarda il Centro si prevedono buoni risultati produttivi in Umbria e nelle Marche, dove si partirà a raccogliere tra pochissimi giorni. Notizie meno buone da Toscana e Lazio, dove a causa delle prolungata siccità invernale si temono produzioni inferiori alle medie con problemi di fusariosi e cariossidi striminzite. La speranza è che i prossimi giorni non siano piovosi, in modo da limitare anche possibili problemi di slavatura. Sud. In Puglia il raccolto è già partito da qualche giorno e la situazione attuale segnala al 50% un grano con rese elevate e l'altro 50% con rese più basse (ma con partite in alcuni casi di ottima qualità). Ovviamente per le rese molto alte (in alcuni casi anche di 55 q/ha) il livello proteico non è elevato. In Sicilia le trebbiature sono partite la terza settimana di maggio e le rese segnalate finora sono attorno alle 3-3,5 t/ha, in linea con le medie produttive classiche dell'areale. • Al Centro e al Sud si parla di produzioni consistenti, in linea con il previsto aumento delle superfi ci. A livello proteico la situazione è disomogenea IL TEMPO È PREZIOSO, OTTIMIZZA IL TUO LAVORO SPRAYMIST.SC3 Testata scavallante a tre calate La soluzione migliore per l'irrorazione in agricoltura ATOMIZZATORI FLORIDA di Mantovani Giuseppe e Antonio s.n.c. Viale del Lavoro, 14 - 37050 Belfiore (Vr) Italy Tel. 045 6149033 - 045 6149017 - Fax 045 6149065 www.atomizzatoriflorida.it - info@atomizzatoriflorida.it TRE FILARI IN UN UNICA PASSATA = TRIPLO RISPARMIO - TEMPO - GASOLIO + QUALITÀ AGROMERCATI 30 25/2012L'Informatore Agrario •
Irroratrici: ridurre i volumi nel frutteto è possibile di L. Asteggiano, G. Oggero, M. Tamagnone, G. Sabena, A. Armando, L. Giordani, A. Bevilacqua, L. Serre, G. Vittone, P. Balsari L a regolazione della macchina irro-ratrice, comunemente denomina-ta taratura, è un'operazione indi-spensabile per garantire il risultato ottimale del trattamento toiatrico. Una macchina correttamente funzionante, ma non accuratamente regolata, non potrà infatti fornire risultati soddisfacenti in termini di controllo del patogeno e/o parassita e, soprattutto, di sicurezza ambientale. La fase di regolazione delle irroratrici sta assumendo sempre maggiore importanza anche a livello normativo e la direttiva europea sull'uso sostenibile degli agrofarmaci (128/2009 Ce) la individua come elemento indispensabile nell'ambito della formazione del personale che utilizza professionalmente le macchine irroratrici. REGOLAZIONE DELLE MACCHINE IRRORATRICI Per limitare gli sprechi di prodotto fi tosanitario, diminuire i costi e l'inquinamento è necessario tarare al meglio la macchina irroratrice. Le prove svolte in Piemonte nel triennio 2009-2011 evidenziano come sia possibile dimezzare il volume di distribuzione sino al 50% rispetto agli standard attuali (circa 1.300 L/ha) e ridurre sensibilmente la dose di agrofarmaco del 17% senza incorrere in problemi fi tosanitari. Nel caso di riduzioni dei volumi troppo spinte, da 1.300 L/ha a 370, si possono verifi care danni rilevanti alle colture a causa della presenza eccessiva di fi tofagi come l'afi de lanigero, il cemiostoma e la carpocapsa. • Assicurarsi della corretta funzionalità della macchina irroratrice (controllo funzionale periodico) • Rispettare la dose a ettaro riportata in etichetta. Solo per i fungicidi di copertura, è possibile ridurre il quantitativo di agrofarmaco fi no al 20% • Dotare la macchina irroratrice di una ventola effi ciente che assicuri il trasporto del liquido sino alle parti più alte della pianta • Assicurarsi che gli ugelli siano disposti correttamente, con dimensione crescente dal basso verso l'alto • Mantenere la pressione di esercizio su valori non superiori a 15 bar • Ridurre il volume d'acqua distribuito a 600 L/ha con piante di massa vegetativa ridotta e a 800 L/ha con piante a massa vegetativa elevata (Trv > 12.000 m3/ha o altezza della pianta maggiore di 3,5 m) • Tenere sempre conto dell'effettivo volume della pianta da trattare (Trv) Cosa sapere per ridurre i volumi d'acqua da distribuire Nonostante ciò, questa operazione viene e ettuata solo in alcuni casi ed è spesso limitata a pochi aspetti, benché la sua importanza sia pari, se non superiore, al controllo funzionale. Parametri operativi dell'irroratrice Tra i parametri operativi dell'irroratrice, quelli che hanno maggiormente in uenza sulla buona riuscita di un trattamento toiatrico sono il volume di liquido da distribuire (legato a sua volta alla velocità di avanzamento e alla pressione di esercizio) e la velocità della corrente d'aria sul bersaglio. Si tratta, tuttavia, di parametri operativi per i quali non sono ancora stati de niti valori ottimali. Volume da distribuire Spesso in frutticoltura si utilizzano volumi molto elevati, al limite del gocciolamento e oltre (1.500 L/ha): la scelta del volume d'acqua e della dose di agrofarmaco da distribuire viene e ettuata indipendentemente da forma di allevamento, inter la, dimensioni della chioma e stadio vegetativo delle piante da trattare. Velocità dell'aria Per ciò che riguarda il parametro aria, spesso si utilizzano portate del ventilatore molto elevate (anche maggiori di 60.000 m/ora), che a seguito anche di una non corretta regolazione del usso si traducono in una velocità dell'aria non uniforme sul bersaglio, con conseguente variabilità dei depositi di tofarmaco sulla vegetazione. Sulle foglie più vicine all'irroratrice si ha una velocità dell'aria molto elevata (anche superiore a 20 m/s) che «trascina» via una parte del prodotto distribuito, mentre su quelle più lontane e in prossimità dell'apice della pianta si raggiungono valori molto bassi (< 4 m/s) che, spesso, non consentono al prodotto di penetrare nella vegetazione. 4725/2012 • L'Informatore Agrario SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI
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La seconda è che Coldiretti è riuscita a far rientrare anche il Fondo di rotazione per l'agricoltura (inizialmente non coinvolto) nel nanziamento di 100 milioni di euro previsto per i Fondi di rotazione delle imprese. «Il dato negativo – ha spiegato Ermacora – è che questi risultati positivi sono stati raggiunti percorrendo strade diverse da quelle dell'Assessorato all'agricoltura che continua a impostare le politiche agricole senza alcun confronto con le associazioni di categoria». A.D.F. TOSCANA Bilancio positivo per «Frutta nelle scuole» Sono state 279 le scuole primarie to-scane che hanno aderito al terzo anno di progetto «Frutta nelle scuole», per un totale di 42.910 bambini coinvolti; 287.000 chili di frutta sono stati distribuiti nel corso dell'anno scolastico 2011-2012 per mezzo di 230 giovani toscani assunti a questo scopo. Il risultato raggiunto è, per l'assessore Gianni Salvadori, rilevante, e testimonia la volontà della Regione di sensibilizzare i bambini al consumo di frutta e di verdura di stagione proveniente dal territorio. Per altro il progetto ben si abbina alla tematica della liera corta sulla quale la Regione punta molto già da alcuni anni. Il progetto ha previsto anche 68 visite in fattoria da parte degli alunni coinvolti, l'organizzazione di 22 giornate di festa con la realizzazione di spremute da parte dei bambini e in ne l'approntamento di 216 orti e lavoratori didattici per insegnare le origini della frutta e della verdura. La provincia più coinvolta nel progetto è stata quella di Firenze con ben 59 scuole partecipanti, seguita da Pisa con 46 scuole e Arezzo 28. P.C. MARCHE Verso una nuova legge per l'apicoltura I stituzione di un censimento degli apiari, divieti speci ci per alcuni agrofarmaci, costituzione di una commissione apistica, regole precise per distinguere l'autoconsumo dall'attività imprenditoriale. Sono alcune delle novità contenute nella proposta di legge sull'apicoltura presentata dalla Giunta regionale delle Marche. Il dispositivo va a recepire alcune normative nazionali con l'obiettivo di tutelare la biodiversità delle specie apistiche e gli ecotipi marchigiani. A livello organizzativo, la proposta di legge prevede l'individuazione degli organismi associativi maggiormente rappresentativi che potranno collaborare con gli enti pubblici (Assam in primis) alle varie attività di valorizzazione, consulenza, promozione. Un loro rappresentante farà parte della Commissione apistica regionale, mentre viene istituito anche un registro dei tecnici apistici. I possessori di apiari e alveari dovranno fare apposita denuncia alle strutture veterinarie dell'Asur, l'Azienda sanitaria unica, cui spetterà la vigilanza a livello sanitario. I dati raccolti con uiranno in una banca dati a livello regionale. Al momento della denuncia si dovrà speci care se l'attività è a ni commerciali o per autoconsumo. In quest'ultima categoria rientra chi possiede no a un massimo di 10 alveari. Chi intende spostare le proprie api al di fuori delle aziende (nomadismo) dovrà farne apposita comunicazione. Per prevenire il fenomeno della moria delle api durante il periodo di oritura sono vietati i trattamenti con prodotti tosanitari nocivi. M.P. Nuovo presidente per Terranostra È Paolo Mazzoni il nuovo presidente di Terranostra Marche, l'associazione agrituristica della Coldiretti. Titolare di un agriturismo a Porto San Giorgio e attuale presidente di Coldiretti Ascoli Fermo, Mazzoni è stato presentato nel corso di un'iniziativa svoltasi a Jesi, nella sede dell'Istituto marchigiano di tutela, alla quale hanno preso parte anche il presidente nazionale dell'associazione Tulio Marcelli, il presidente di Coldiretti Marche, Giannalberto Luzi, il sindaco Massimo Bacci e la dirigente del Servizio agricoltura della Regione Marche, Cristina Martellini. «Le imprese agrituristiche – spiega Mazzoni – sono state le prime a investire e scommettere sulla qualità, sulla vendita diretta e sul rapporto con il cittadino e si candidano a diventare protagoniste della rete. Tra l'altro, per l'estate le prime previsioni paiono positive, a conferma che la vacanza verde tiene nonostante la crisi». Nella carica di vicepresidente è stato scelto Federico Clementi, di Sirolo. M.P. UMBRIA Ancora ostacoli all'energia verde Non vi è ne alle manifestazioni di in-tolleranza verso ogni iniziativa del mondo agricolo per innovare e svilupparsi. Veti ad ogni livello e la forza di comitati locali mossi da motivazioni prive di fondamento, hanno a ossato il settore del biogas agricolo, un settore che conta in Pianura Padana decine di impianti per ogni provincia e che in Umbria resterà una esperienza relegata a poche unità. Ora l'opposizione popolare si sta concentrando a Valfabbrica (Perugia) dove si intende concretizzare un progetto che trova esempi nelle valli sudtirolesi e in Scandinavia, comunità che in quanto a scelte ecologiche non hanno nulla da imparare. Il progetto in procinto di realizzazione è una liera che, partendo dalla produzione boschiva regionale, andrà a rifornire una centrale a biomasse per la produzione di energia elettrica, della potenza di 1MWh, senza alcuna emissione inquinante in atmosfera. Verranno realizzate aree di stoccaggio della legna, sarà realizzato l'impianto all'interno di un opi cio esistente a Valfabbrica e da 1.600 ha di bosco verranno ricavate 8.000 t/anno di massa legnosa, seguendo un piano di gestione forestale che garantirà l'uso sostenibile dei boschi. La legna proverrà oltre che dal territorio circostante l'impianto, anche da Città di Castello, Spoleto e Campello sul Clitunno. L'intero impianto potrà funzionare solo ed esclusivamente a legna e grazie alla tecnologia adottata garantirà l'assenza di impatti negativi sull'ambiente. Sono previsti anche interventi di monitoraggio per garantire e mantenere informati i cittadini. In una movimentata assemblea pubblica, però, alcuni residenti hanno attaccato il progetto e l'amministrazione informando di aver avviato una sottoscrizione contro l'opera paventando rischi per la salute della popolazione. È auspicabile che coloro che hanno mandato di governo sappiano salvaguardare un progetto all'avanguardia, in grado di apportare sicuri bene ci alla cittadinanza e al sistema economico locale, con ricadute positive sotto il pro lo occupazionale, sociale e ambientale. Cr.C. ABRUZZO Biologico, arrivano gli acconti L'assessore regionale all 'agricoltu-ra Mauro Febbo ha annunciato che l'Agea sta per iniziare i pagamenti destinati alle aziende biologiche, che riceveranno un anticipo del 75% sull'importo dovuto, per un intervento complessivo di 2,5 milioni di euro. La centrale di Valfabbrica sarà alimentata con biomassa legnosa 2725/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ DALLE REGIONI
L'I n fo rm at o re A gr ar io • 25/201 2 PR O SS IM I A PP U N TA M E N T I 75 27 giugno Bologna CLASSIFICAZIONE DELLE CARCASSE SUINE L'Istituto Nord Est Qualità e l'Istituto Parma qualità organizzano una sessione di aggiornamento dedicata alla liera dei prodotti dop e igp della salumeria italiana. Mercoledì 27 giugno, con inizio alle ore 15, a Bologna presso il Novotel Bologna Fiera verranno presentati i più recenti aggiornamenti in materia di classi cazione delle carcasse suine, i cui esiti interagiscono con i piani di controllo delle dop; sarà inoltre fatta una panoramica sui controlli di conformità dei cosci freschi per il settore dei prosciutti stagionati. Per informazioni: Ineq tel. 0432.940349, info@ineq.it; Ipq tel. 0521.864077, ipqsegreteria@parmaqualita.it 29 giugno Caserta 10ª GIORNATA FRUTTICOLA Venerdì 29 giugno il Cra - Unità di ricerca per la frutticoltura di Caserta organizza la 10ª Giornata frutticola regionale, un appuntamento sso per tutti gli operatori campani del settore frutticolo, che si terrà in via Torrino 3 a Caserta. Elemento trainante della giornata sarà la Mostra pomologica, che verrà inaugurata alle ore 9, con le novità varietali più interessanti di maturazione precoce, soprattutto per le drupacee. Sarà abbinato alla Mostra un convegno dal titolo «Frutta dolce, frutta buona, cosa chiede oggi il consumatore». Per informazioni: Cra tel. 0823.256201. PROSSIMI APPUNTAMENTI 30 giugno Rotondella (Matera) INCONTRO TECNICO SULL'ALBICOCCO Nell'ambito della 16a edizione della Sagra dell'albicocca di Rotondella (Matera) (30 giugno-1 luglio), sabato 30 giugno alle ore 17 presso la Sala multimediale in via Aspromonte si terrà una Giornata di studio sull'albicocco con Mostra pomologica. Si a ronteranno i temi relativi a problematiche di produzione, materiale di propagazione, innovazioni varietali. Per informazioni: Azienda dimostrativa Pantanello tel. 0835.244400. 4 luglio Faenza (Ravenna) VITICOLTURA BIOLOGICA E BIODINAMICA Il Centro ricerche produzioni vegetali, con Astra, Università di Bologna e Associazione dei produttori biologici e biodinamici dell'Emilia-Romagna, organizza l'incontro «Tecniche colturali in viticoltura biologica e biodinamica». Appuntamento alle ore 9 presso la Sala biblioteca della Palazzina laboratori in via Tebano, 45 in loc. Tebano di Faenza (Ravenna). Alle ore 11 seguirà una visita guidata ai vigneti sperimentali del progetto biologico-biodinamico. Per informazioni: Giovanni Nigro tel. 0546.47039, gnigro@crpv.it. 6 luglio San Floriano (Verona) CONVEGNO SUL VINO BIOLOGICO Venerdì 6 luglio alle ore 15,30 Villa O. Lebrecht dell'Università di Verona, situata a San Floriano, fraz. di San Pietro in Cariano (Verona), ospiterà il convegno «Vino biologico: il nuovo regolamento europeo». Le relazioni riguarderanno aspetti agronomici e di mercato e il nuovo regolamento europeo per la vini cazione biologica. Modera l'incontro Giorgio Vincenzi, direttore di Vita in campagna. Per informazioni: Associazione veneta produttori biologici tel. 045.8731679. 10-12-17 e 18 luglio Potenza e Metaponto (Matera) LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AGRICOLTURA L'Alsia organizza una serie di incontri di approfondimento per operare all'interno del rischio in agricoltura, anche in vista della nuova pac 2014-2020. Nei 7 seminari, della durata di 2 ore ciascuno, si a ronteranno in particolare le assicurazioni agevolate, i fondi di mutualizzazione, le stime dei danni da calamità naturali in agricoltura. Gli incontri del 10-12 e 18 luglio si terranno presso la biblioteca provinciale di Potenza con inizio alle ore 9,30; il 17 luglio presso l'Azienda dimostrativa Pantanello di Metaponto (Matera). Per partecipare è obbligatoria la pre-adesione. Segreteria organizzativa: Azienda dimostrativa Pantano di Pignola tel. 0835.244640, michele.catalano@alsia.it 12 luglio Bari IL PAESAGGIO MEDITERRANEO: LA PUGLIA Giovedì 12 luglio alle ore 17,30, presso la Villa La Rocca, in via C. Ulpiani 27 a Bari, la Sezione Sud-Est dei Georgo li organizza un incontro su «Il paesaggio mediterraneo: la Puglia». Interventi di G. Miali, D. Giancane, A. Sigismondi. Per informazioni: tel .055.213360, accademia@georgo li.it, www.georgo li.it Per ulteriori informazioni: www.informatoreagrario.it/ita/Fiere
Per quanto riguarda il mercato mondiale dei cereali, la questione che tutti si pongono a giugno e che inquieta gli operatori è la seguente: la domanda mondiale continuerà a crescere altrettanto velocemente come ha fatto in questi ultimi anni? L'ultimo rapporto dell'Usda (il Dipartimento americano per l'agricoltura) pubblicato pochi giorni fa, il 12 giugno, rivede leggermente al ribasso le stime della produzione mondiale di grano per la campagna 2012-2013 (il prodotto che viene raccolto quest'anno e che verrà commercializzato fi no al 2013) rispetto a quanto ipotizzato nel maggio scorso: 672 milioni di tonnellate contro i 678 previsti. La stima della produzione Usa è rimasta sostanzialmente inalterata (60,8 milioni di tonnellate a giugno contro i 61,1 di maggio) e quella dell'Ue è stata rivista leggermente al ribasso: a maggio si stimavano 132 milioni di tonnellate e ora, a giugno, se ne prevedono poco di più di 131. In calo la produzione mondiale di mais Per quanto riguarda il mais, invece, per la campagna 2012-2013 a giugno la stima della produzione mondiale è sensibilmente inferiore a quella formulata a maggio: 900 milioni di tonnellate contro i 946 previsti a maggio, ma comunque sempre superiore al consuntivo della campagna 2011-2012. Per l'Ue, invece, le ultime previsioni danno un leggero incremento della produzione probabile di mais rispetto a quanto previsto il mese scorso. Tra aprile e fi ne maggio i corsi mondiali del prezzo del mais sono tutti in discesa, eccetto che per quello proveniente dal Mar Nero. I numeri aggiornati nell'Unione Europea Ma guardiamo un po' più da vicino la situazione europea per fare un piccolo focus sul grano duro. I volumi dei raccolti europei di cereali sono ancora oggetto di perplessità e incertezze da parte di operatori e analisti, anche se le prospettive per il debutto della campagna 20122013 sono abbastanza buone, grazie anche al relativo indebolimento dell'euro rispetto al dollaro, che dovrebbe favorire il fl usso delle esportazioni. Le diffi coltà di valutazione derivano soprattutto dagli andamenti climatici, così diversi da zona a zona all'interno dell'Unione, continuamente oscillanti tra siccità e gelo, con effetti che non è ancora possibile valutare appieno. Il nuovo raccolto di grano tenero, ad esempio, vede gli analisti prospettare una forbice tra 122 e 128,6 milioni di tonnellate: molto più stretta rispetto alle previsioni uffi ciali (127,5 per la campagna 2012-2013 contro i 129,5 della campagna precedente, ossia una riduzione dell'1,6%). Grano duro: calo generalizzato Nello specifi co del grano duro, le statistiche, ossia i numeri comunicati dagli Stati membri alla Commissione europea, indicano una produzione totale di 8,1 milioni di tonnellate contro gli 8,2 della campagna 2011-2012. Sempre secondo gli analisti indipendenti, la cifra per la campagna 20122013 appare sovrastimata, a causa delle cattive condizioni riscontrate in Spagna (Andalusia) e in Grecia. Nella prima, si prevede almeno un dimezzamento della produzione a causa del pesante defi cit idrico; nella seconda, dove il raccolto inizierà in questi giorni, vi sarà una minore fl essione della produzione, ma comunque sensibile e pari a una cifra tra il 7 e il 12%. Il bilancio del grano duro nell'Unione a oggi si confi gura quindi così: per il 2011-2012 la disponibilità totale è di 10,5 milioni di tonnellate, dei quali 8,2 di produzione, 1,8 milioni di tonnellate di importazioni e 0,5 di stock iniziali. La stima per la campagna 2012-2013 dà una disponibilità totale di 10,2 milioni di tonnellate, di cui 8,1 di produzione, 2 di importazioni e 0,1 di stock. La ripartizione degli impieghi, tra le due campagne, appare invariata. Per la Francia, il bilancio della campagna 2011-2012 del grano duro (abbastanza indicativo delle superfi ci coltivate e delle rese previste per la campagna 2012-2013) pubblicato il 14 giugno scorso riporta stime sostanzialmente invariate rispetto a quelle formulate a maggio, confermando comunque il forte calo di tutte le principali variabili (superfi ci coltivate, rese e produzioni) rispetto alla campagna 2010-2011, come già anticipato su L'Informatore Agrario n. 20 a pag. 26. La sola stima fortemente modifi cata rispetto a quella di maggio e quella sulle importazioni, di cui ora si prevede un calo di quasi il 18%. Vittorio Lombardi Ancora diverse incognite sulla prossima campagna cereali nell'Ue AGGIORNAMENTO SU PRODUZIONI E STOCK MONDIALI DEI CEREALI Il meteo variabile rende diffi cile stimare le produzioni in mezza Europa 3125/2012 • L'Informatore Agrario AGROMERCATI
Con la tomografi a un'analisi estesa dei terreni Si tratta di una tecnica che sfrutta la resistività elettrica del terreno, parametro strettamente correlato al contenuto idrico, al contenuto di argilla e di scheletro, al tenore di sostanza organica, alla salinità e al contenuto di calcare, ma anche alla porosità e alla capacità di scambio cationico. «Con questa tecnica – ci ha spiegato Salvagnin – ci interessava conoscere ancora più da vicino i nostri terreni. Oltre alla tessitura, in particolare volevamo analizzare i livelli di salinità, per individuare quelle aree dove i valori sono elevati, in cui sappiamo la produttività non potrà mai essere massimizzata». Il sistema, sviluppato e brevettato in Francia da Geocarta, spin o del Cnrs France (partner in Italia è la Soing - www.soing.eu), consente di risalire ai valori di resistività in modo contemporaneo su tre livelli (0-50, 0-100, 0-200 cm) permettendo così di risalire alla variabilità spaziale sia orizzontale sia lungo il pro lo del terreno. Le immagini georeferenziate così ottenute diventano poi sovrapponibili con le mappe di produzione e di analisi del terreno e ettuate nel corso degli anni, fornendo in questo modo informazioni ancora più dettagliate dei terreni. Punti di forza di questa tecnologia sono sicuramente la rapidità di esecuzione (l'elevata sensibilità dello strumento permette di analizzare, a una velocità di 30 km/ora, no a 100 ha di terreno al giorno), la stabilità della misura e l'indipendenza dai fattori esterni (temperatura dell'aria, ecc.). Dalla semina alla concimazione variabile «Nel corso degli anni – ha precisato Salvagnin – abbiamo allestito le nostre macchine con ricevitori satellitari di posizioni, sistema di guida automatico per le lavorazioni. Tali sistemi ci hanno permesso un risparmio sulle passate di circa il 10% (ogni 10 ettari abbiamo risparmiato 1 ettaro). Recentemente è stata introdotta una stazione ssa per la correzione di erenziale RTK del segnale per ottenere la massima precisione su tutto il territorio aziendale». L'elevata quantità di dati raccolti ha poi consentito di gestire in modo di erenziato i terreni grazie alla realizzazione di mappe di prescrizione dove vengono de nite aree omogenee di gestione. Inizialmente è stato allestito uno spandiconcime a dosaggio variabile per distribuire in modo mirato i fertilizzanti azotati in copertura di mais e frumento. Sulla base delle mappe di prescrizione lo spandiconcime distribuisce il concime per aree omogenee: viene così massimizzata la risposta produttiva della coltura e si evita di distribuire il fertilizzante dove non serve. Ultimo in ordine di tempo è l'allestimento di una seminatrice per semina a dosaggio variabile. «Grazie alla semina a dose variabile – ci ha spiegato Salvagnin – siamo in grado di incrementare la densità a ettaro dove non ci sono problemi di de cit idrico e dove sappiamo possiamo ottenere la massima risposta produttiva. Possiamo così di erenziare la densità di semina con possibilità di distribuire nelle aree a maggiore produttività no a 90.000 semi a ettaro (attualmente la media distribuita è di 75.000 piante a ettaro) con l'obiettivo di raggiungere le 10 piante/m. Giannantonio Armentano Recentemente l'azienda si è dotata di una stazione fi ssa per la correzione differenziale RTK che permette una precisione di 2 cm tra le passate contigue Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it I fi lmati delle fasi di semina a dosaggio variabile presso l'azienda «Porto Felloni» sono disponibili all' indirizzo: www.informatoreagrario. it/rdLia/12ia25_reportage oppure: www.youtube/ user/informatoreagrario e quindi cercare in Playlist in primo piano, Agricoltura di precisione. Tutte le operazioni colturali vengono effettuate secondo i principi dell'agricoltura di precisione, dalla distribuzione dei fertilizzanti azotati in copertura (a sinistra) alla sarchiatura (a destra) 5325/2012 • L'Informatore Agrario REPORTAGE
I prezzi dei prodotti agricoli riportati in questa pagina e in quelle seguenti sono quelli espressi dalle Borse merci di riferimento, internazionali e nazionali. Per i bovini da carne, inoltre, in questa pagina vengono proposte anche le quotazioni rilevate da due primarie strutture associative della produzione nazionale. CEREALI Bologna 7 giu 14 giu Frumento tenero di forza n.q. n.q. Frumento duro produzione nord 28,00 n.q. Frumento duro produzione centro 28,30 n.q. Foggia 5 giu 19 giu Frumento duro buono mercantile p.s. 79 n.q. 25,50 Milano 5 giu 19 giu Granoturco nazionale ibrido c.tto 103 20,80 19,60 RISONI Vercelli 1 giu 19 giu Arborio (t) 300,00 320,00 SEMI OLEOSI Milano 2 giu 20 giu Semi di soia nazionale 460,00 n.q. FIENI E PAGLIE Montichiari 1 giu 19 giu Fieno pressato in rot. 1° taglio 1a qualità 130,00 = 130,00 BESTIAME Modena 4 giu 18 giu Vitelloni maschi Charolaise e incroci francesi 2,61 2,57 Vitelloni femmine Charolaise e incroci francesi 2,55 = 2,55 Suini grassi (144-156 kg) 1,22 1,30 Cuneo 4 giu 18 giu Vitelloni Piemontesi della coscia maschi 3,20 = 3,20 Vitelloni forestieri della coscia maschi 3,15 = 3,15 Forlì 4 giu 18 giu Polli bianchi all. a terra pesanti 1,21 = 1,21 Tacchini maschi pesanti 1,34 1,36 LATTIERO-CASEARI Lodi 4 giu 18 giu Latte nazionale crudo spot 320,00 = 320,00 Milano 4 giu 18 giu Burro pastorizzato 1,85 n.q. Parmigiano-Reggiano stagionato 24 mesi 11,85 n.q. Cremona 6 giu 20 giu Grana Padano 9 mesi stagionatura 7,50 7,45 Provolone oltre 5 mesi stagionatura 5,50 = 5,50 OLIO D'OLIVA Bari 5 giu 19 giu Olio nazionale extravergine ac. 0,5% 2,45 2,40 MERCATI ITALIANI 18 giugno 11 giugno Variazione (%) 7 giorni FRUMENTO - CHICAGO BOARD OF TRADE Luglio '12 183,51 184,66 –0,62 Settembre '12 188,81 189,87 –0,56 Dicembre '12 195,80 196,72 –0,47 Marzo '13 201,28 203,11 –0,90 MAIS - CHICAGO BOARD OF TRADE Luglio '12 187,01 185,79 0,66 Settembre '12 167,54 169,60 –1,21 Dicembre '12 166,61 167,59 –0,59 Marzo '13 170,41 171,36 –0,55 SEMI DI SOIA - CHICAGO BOARD OF TRADE Luglio '12 403,08 417,29 –3,41 Agosto '12 399,00 409,79 –2,63 Settembre '12 393,24 398,66 –1,36 Novembre '12 389,98 389,93 0,01 FARINA DI SOIA - CHICAGO BOARD OF TRADE Luglio '12 359,59 374,94 –4,09 Agosto '12 356,81 365,48 –2,37 Settembre '12 353,67 354,53 –0,24 Ottobre '12 350,62 342,71 2,31 Dicembre '12 348,45 339,03 2,78 RISO GREZZO - CHICAGO BOARD OF TRADE Luglio '12 219,18 220,55 –0,62 Settembre '12 223,00 224,40 –0,62 Novembre '12 226,98 228,32 –0,59 Gennaio '13 230,88 232,71 –0,79 FRUMENTO TENERO - PARIGI Rouen Agosto '12 206,75 208,00 –0,60 Novembre '12 207,50 209,75 –1,07 Gennaio '13 206,25 209,00 –1,32 Marzo '13 206,25 209,25 –1,43 MAIS - PARIGI Cons. Bordeaux Agosto '12 209,00 211,00 –0,95 Novembre '12 188,25 192,00 –1,95 Gennaio '13 189,50 193,25 –1,94 MERCATI DEI FUTURES (*) in aumento = stazionario in ribasso n.p. = non pervenuti n.q. = non quotati I prezzi per i mercati italiani si intendono al kg o per 100 kg, salvo diversa indicazione. (*) Quotazioni in euro/t, resi, Iva e tasse escluse al cambio in vigore alla data di riferimento. Fonte: elaborazioni Assincer, per i mercati di Parigi e Chicago su dati rilevati da Il Sole 24 Ore. L'OSSERVATORIO SUI MERCATI AGRICOLI ISCRIVITI ALLE NEWSLETTER Approfondimenti, analisi e previsioni di mercato? Ogni settimana le newsletter di fi liera utili per la tua professione www.informatoreagrario.it/ita/Registrati/registra.asp Iscriviti, sono utili e... gratis! AREA NORD-EST(a cura di Azove) Ristalli (euro/kg) Charolaise maschi (350 kg) 3,25-3,35 Charolaise maschi (400 kg) 3,15-3,27 Charolaise maschi (450 kg) 3,00-3,10 Limousine maschi (300 kg) 3,35-3,45 Incroci Saler maschi (400 kg) 3,00-3,08 Incroci Irland. maschi (400 kg) 2,95-3,05 Charolaise femmine (300 kg) 2,70-2,79 Capi da macello (euro/kg) Limousine maschi (580-600 kg) 2,87-2,95 Charolaise maschi (700-740 kg) 2,60-2,67 Incroci Saler maschi (680-730 kg) 2,57-2,62 Incroci Irland. maschi (680-730 kg) 2,49-2,54 Charolaise fem. (500-550 kg) 2,52-2,60 MERCATO DEI BOVINI DA CARNE NAZIONALI AREA NORD-OVEST(a cura di Asprocarne Piemonte) Ristalli (euro/kg) Piemontese svezzato m. (200 kg) (1) 600-950 Blonde d'Aquitaine m. (200 kg) (1) 900-1.000 Limousine maschio (400 kg) 3,04-3,14 Charolaise maschio (450 kg) 2,94-3,04 Capi da macello (euro/kg) Piemontese m. (580-680 kg) 2,75-3,20 Piemontese fem. (380-480 kg) 3,17-3,54 Blonde d'A. m. leggero (550-650 kg) 2,90-3,00 Blonde d'A. m. pesante (650-750 kg) 2,80-2,90 Blonde d'A. fem. (420-520 kg) 2,95-3,10 Limousine m. leggero (550-620 kg) 2,80-2,90 Limousine m. pesante (650-750 kg) 2,75-2,85 Charolaise maschio (680-780 kg) 2,55-2,65 Le tendenze. L'offerta di broutards francesi resta contenuta. La qualità dei maschi Charolaise è migliore per l'uscita dei primi capi nati lo scorso autunno. La domanda italiana resta in eccesso e continua a tenere il mercato su prezzi al massimo storico. Il mercato nazionale dei capi grassi è debole anche se l'offerta è stabile. La pressione dei macelli per erodere i prezzi incontra una certa debolezza di una parte di allevatori costretti a far fronte alle scadenze fi nanziarie. Le tendenze. Il mercato del bovino da ristallo di razze francesi si mantiene in forte tensione con quotazioni che hanno rallentato il trend di aumento ma che si mantengono molto sostenute su tutte le razze e categorie. A fronte di un leggero calo delle quotazioni per la razze charolaise in generale il mercato del bovino da macello si mantiene su valori stabili in linea con la stagione. (1) prezzi in euro/capo a vista 25/201 2 L'I n fo rm at o re A gr ar io • LI ST IN I 78
tuale modi ca della classi cazione tripartita degli oli (vergine, extravergine, lampante), magari con la possibilità di far emergere il ruolo dell'olio di sansa nell'industria enoica. Per quanto riguarda l'etichetta, il piano prevede che le bottiglie d'olio d'oliva abbiano etichette chiare e leggibili, soprattutto riguardo le dimensioni dei caratteri, e che le informazioni in esse contenute siano sempre esposte, anche al ristorante o nelle mense. Le altre misure principali sono: stretta su alcuni parametri tradizionalmente legati al mascheramento delle frodi, come il contenuto di alchil esteri o stigmastadieni; facoltà data agli Stati membri di creare sottoprogrammi dello sviluppo rurale dedicati al settore con l'obiettivo di aumentare l'aggregazione dell'o erta; possibilità di utilizzare l'origine nazionale del prodotto per la promozione nei mercati dei Paesi terzi. «Molto soddisfatto – si è detto il ministro Catania – perché la Commissione mostra di condividere quelle che da sempre sono battaglie portate avanti dal nostro Paese: il mercato non remunera su cientemente la qualità, l'ammasso privato ha e cacia limitata, ma l'estirpazione non può essere la risposta». Il piano infatti non pre gura un aiuto all'estirpazione per abbassare la produzione, come fatto a suo tempo per il vino: «Sarebbe inutile perché colpirebbe gli oliveti estensivi – spiegano fonti di Bruxelles – con impatto minimo sui livelli produttivi e negativo dal punto di vista del paesaggio e dei beni ambientali». Il piano è stato presentato al Comitato di gestione, ora gli Stati membri devono discuterne e un dibattito pubblico tra i ministri agricoli potrebbe esserci già a luglio, nel primo vertice della presidenza di Cipro, direttamente coinvolto in quanto Paese produttore. Il commissario Ciolos sarà in Italia in occasione della conferenza economica della Cia che si terrà a Lecce il 28 e 29 giugno: c'è da scommettere che con il ministro parleranno ancora di olio. Benessere animale Per quanto riguarda le norme sul benessere animale, il Consiglio ha appoggiato la strategia 2012-2015 proposta della Commissione in autunno, per migliorare l'applicazione delle direttive già approvate, come quella sulle gabbie delle galline ovaiole, riguardo alla quale l'Italia è sotto procedura di infrazione insieme a molti altri Paesi Ue. «Per ciò che concerne la direttiva sulle ovaiole le cose vanno molto meglio – ha detto il commissario competente John Dalli – se L'Europa ha un piano anticrisi per l'olio di oliva di Angelo Di Mambro I l piano d'azione per l'olio di oliva presentato in anteprima ai mini-stri dei Paesi principali produttori si è guadagnato il centro della scena dell'ultimo Consiglio dei ministri agricoli a guida danese. Con malcelato disappunto della presidenza di turno, poiché il vertice ristretto in cui il commissario Dacian Ciolos ha illustrato un piano di interventi a lungo termine agli 8 Paesi principali produttori di olio di oliva non era all'ordine del giorno del meeting, ma ha fatto più notizia, soprattutto nel Sud Europa. Copenhagen avrebbe probabilmente preferito che si parlasse di più della relazione sullo stato dei lavori sulla riforma della pac (che L'Informatore Agrario ha già anticipato nel numero 24/2012, pag. 12) e che rappresenta uno sforzo notevole di mediazione. Proposte per l'olio Il piano d'azione sul settore olio contiene misure in ambiti diversi: etichettatura, organizzazione dei mercati, promozione. Tutte iniziative che in parte potrebbero con uire nella riforma della pac, nel regolamento sull'ocm unica. Un'altra porzione sarebbe inclusa nelle proposte di modi ca del sostegno alla promozione da approvare entro il 2013. Altre decisioni dipendono dal Coi (Consiglio oleicolo nazionale) e dallo stesso mondo produttivo, cui il commissario propone una ri essione su un'evenIN LUSSEMBURGO ULTIMO CONSIGLIO AGRICOLO DELLA PRESIDENZA DANESE Le misure illustrate dal commissario Ciolos potrebbero portare sollievo al mercato ma bisogna che si concretizzino in tempi brevi Il piano per rilanciare l'olivicoltura dovrebbe valorizzare le produzioni di qualità ATTUALITÀ 18 25/2012L'Informatore Agrario •
l'articolo 59 attiene a disposizioni urgenti per il settore agricolo che prevede uno stanziamento di 19,7 milioni di euro presenti sul bilancio dell'Agea, provenienti dal Fondo bieticolo e non ancora erogate; l'articolo 41 si riferisce alla razionalizzazione dell'organizzazione dell'Ice, agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, e dell'Enit, agenzia nazionale per il turismo all'estero; l'articolo 42 riguarda il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese e consorzi per l'internazionalizzazione; l'articolo 43 riguarda il potere sanzionatorio in materia di made in Italy; l'articolo 51 contiene disposizioni in materia di tracciabilità dei ri uti, con una sospensione del Sistri per dodici mesi. Soddisfatto il Mipaaf Il contenuto degli articoli è stato così sintetizzato dal Mipaaf, che con un comunicato ha reso nota anche la soddisfazione del ministro Mario Catania. Il ministro ha sottolineato che «i provvedimenti per l'agroalimentare, approvati… dal Consiglio dei ministri, costituiscono nuovi strumenti per la crescita del settore. Vista inoltre la situazione di grave crisi economica che stiamo a rontando e le sue conseguenze sulla parte più debole della società, abbiamo deciso di istituire un Fondo nazionale per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti». Precisa a questo riguardo il Ministero che il Fondo indigenti consentirà, mediante le organizzazioni no pro t, di assicurare gli aiuti grazie all'utilizzazione di risorse comunitarie e delle eccedenze alimentari rese disponibili dagli operatori della liera. Con le misure per le agroenergie si incentiva la produzione di energia da fonti rinnovabili legate alla rete delle opere irrigue e di boni ca. Per quanto riguarda il nuovo Ice, un rappresentante del Mipaaf è stato inserito nella cabina di regia in modo stabile. Altre misure riguardano la possibilità di etichettare, in modo volontario, l'origine del pescato in modo più preciso di quella obbligatoriamente prevista. Altre norme riguardano l'acquacoltura facilitando l'apertura di nuovi impianti per l'acquacoltura marina. Ci sono poi interventi mirati a ra orzare l'azione di tutela e promozione dei consorzi di tutela dei vini. Il decreto non ha per ora suscitato particolari reazioni da parte delle organizzazioni agricole. La Coldiretti, attraverso la sua associazione Impresa Pesca, ha commentato solo le norme sull'etichettatura del pesce sottolineandone la positività ma osservando quanto sarebbe opportuno «estendere l'obbligo dell'etichetta d'origine, già vigente per il prodotto che si acquista nelle pescherie o direttamente dagli imprenditori, anche ai menu della ristorazione». «Prendiamo atto – ha detto il presidente della Copagri Franco Verrascina – che si riprende a parlare di agricoltura. Emerge, rispetto a diversi anni a questa parte, una certa considerazione dell'importanza del settore per l'economia del Paese. Importanza che vorremmo si traducesse presto in vera e propria centralità». Nicola Motolese, presidente dell'Anga, ha suggerito che nella vendita degli asset pubblici si inizi dai beni demaniali dando la priorità d'acquisto agli imprenditori under 40. • Le misure per lo sviluppo non suscitano entusiasmi di Letizia Martirano A tteso da tempo, il cosiddet-to decreto sviluppo è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 15 giugno. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha affermato che i «motivi ispiratori» del decreto sono stati «la crescita e la riduzione della dimensione e del peso dello Stato». Si tratta – ha continuato – di «provvedimenti che vanno verso la dismissione di pezzi del patrimonio pubblico e molto incisivi quanto a snellimento delle strutture, anche di componenti storiche di attività dello Stato, soppresse come tali e con funzioni accorpate ad altre agenzie, e riduzioni di organici signi cative». In questo contesto si colloca la soppressione dell'Assi (ex Unire) e il contestuale trasferimento all'Agenzia delle dogane delle funzioni relative alle scommesse, mentre tutte le funzioni relative all'allevamento e allo spettacolo sportivo sono di competenza diretta del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Gli articoli del decreto che riguardano direttamente o indirettamente l'agricoltura e l'agroalimentare sono diversi: l'articolo 57 si riferisce a misure per lo sviluppo dell'occupazione giovanile nel settore della green economy; l'articolo 58 concerne il fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti; IL PROVVEDIMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI Il decreto contiene anche alcune misure che riguardano l'agricoltura ma, nonostante la soddisfazione del Mipaaf, non sembra al momento particolarmente incisivo Il presidente del Consiglio Mario Monti con il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera 8 25/2012L'Informatore Agrario • ATTUALITÀ
Una proposta più giusta, più semplice e più verde, ma realizzabile. Così l'eurodeputato Louis Capoulas Santos qualifi ca il suo rapporto sui pagamenti diretti della pac, a margine della presentazione in Commissione agricoltura del Parlamento europeo, delle relazioni parlamentari sulla riforma della politica agricola comune a Bruxelles. «Con la mia idea di redistribuzione – dice l'ex ministro portoghese – degli aiuti tra Paesi, vecchi Stati membri come Italia e Olanda ci rimetteranno di meno, altri come Germania e Francia di più. Ma i nuovi Stati membri non saranno penalizzati, anzi avranno un adeguamento più veloce ai livelli medi di aiuto dell'Ue». Giovanni La Via, relatore per il fi nanziamento, insiste sulla semplifi cazione, con la proposta di domande di pagamento unico aziendale «con valenza pluriennale», cioè la possibilità di fare domanda triennale o quinquennale e, se nulla è cambiato in azienda, rinnovarla di anno in anno con una semplice conferma. «Il mondo è cambiato» esordisce Michel Dantin, titolare del rapporto sulle misure di gestione dei mercati (ocm unica), che da solo ha proposto un pacchetto da quasi 400 emendamenti alla proposta della Commissione. Se il mondo è cambiato, secondo Dantin le tutele per gli agricoltori devono aumentare: più poteri alle organizzazioni dei produttori, estensione della contrattazione collettiva e della programmazione dell'offerta, mantenimento delle quote zucchero e dei diritti di impianto dei vigneti «fi no al 2030, ma avrei preferito oltre» ha raccontato il deputato popolare francese. Sono oltre 700 gli emendamenti proposti dagli eurodeputati all'impianto della proposta dell'Esecutivo comunitario. Tempi lunghi quindi: ce la faranno perché la riforma entri in vigore nel 2014? «Stiamo lavorando per rispettare i tempi – spiega il presidente della Commissione agricoltura Paolo De Castro – ma sarà fondamentale accogliere nel contributo del Parlamento già le modifi che proposte dagli Stati membri, altrimenti non ce la faremo mai». In termini procedurali nulla è ancora deciso uffi cialmente, ma anticipare il negoziato con il Consiglio è un'opzione praticabile. Entro il 10 luglio devono essere presentati gli emendamenti parlamentari, a novembre sarà votato in Commissione un testo con le modifi che e a quel punto potrebbe cominciare un negoziato informale con il Consiglio, in modo da arrivare all'inizio dell'anno prossimo con una parte del lavoro già fatto. A meno che l'accordo sul budget pluriennale non slitti ancora e allora tutto tornerebbe in discussione. A.D.M. L'Europarlamento dice la sua sulla pac PRESENTATI OLTRE 700 EMENDAMENTI continua così tutti gli Stati membri si saranno adeguati entro ne anno». Diversa la questione per le norme sulla stabulazione delle scrofe in gestazione. Oltre i 4 già in regola (Svezia, Gran Bretagna, Lettonia e Lussemburgo) 14 Stati assicurano che riusciranno a mettere a norma tutti gli allevamenti entro il 31 dicembre di quest'anno. Cinque contano di raggiungere la conformità nell'80% delle aziende interessate, Italia e Cipro al 90%, Francia e Portogallo non hanno fornito cifre: i due Paesi, insieme a Irlanda e Belgio, sono attualmente al 40%. Il commissario Dalli ne ha appro ttato anche per fare chiarezza circa le intenzioni dell'Esecutivo sulla campagna «8hrs», che chiede una durata massima di 8 ore per il trasporto degli animali e che ha raccolto oltre un milione di rme. Secondo quanto previsto dalle regole Ue, Dalli ha ricevuto le organizzazioni e gli eurodeputati che hanno sottoscritto l'appello, ma al momento «allo studio non c'è nessuna proposta legislativa in merito. Siamo sensibili alla questione del trasporto animale – ha aggiunto il Commissario maltese – ma 8 ore non è un numero magico. Bisogna tenere conto delle esigenze delle diverse specie, delle di erenti nalità del trasporto, ampliare il discorso andando a pre gurare una soluzione intelligente ed equilibrata». Che vada oltre, insomma, uno slogan di facile presa. La questione pac passa ai ciprioti In ne, la riforma della pac. I ministri hanno iniziato la discussione sulla proposta legislativa sullo sviluppo rurale. A ne giugno le consegne passano alla presidenza cipriota che avrà l'enorme responsabilità di dover portare avanti due dossier vitali per l'agricoltura europea: la riforma e la decisione sul quadro nanziario pluriennale, che per oltre un terzo è politica agricola. Sul primo capitolo i danesi lasciano ai ciprioti dopo aver fatto alcuni indiscutibili passi in avanti. I ministri giudicano in generale positiva la relazione sullo stato dei lavori presentata dalla presidenza danese, almeno perché dimostra che la proposta legislativa della Commissione e i suoi capisaldi, come il greening e l'agricoltore attivo, non sono intoccabili. Per quanto riguarda il secondo capitolo, il quadro nanziario 2014-2020, la questione è più complicata e potrebbero parlarne i capi di Stato al cruciale Consiglio europeo del 28 e 29 giugno. Angelo Di Mambro NUOVA PAC Soddisfatte le coop europee «Siamo lieti di constatare che molte delle richieste avanzate dalla cooperazione di Francia, Italia, Spagna e Portogallo sono state accolte nei testi di emendamenti del Parlamento europeo»: con queste parole il presidente di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini ha commentato, a nome anche di Legacoop agroalimentare e AgciAgrital, i rapporti sulla pac post-2013 presentati a Bruxelles. «Le richieste avanzate – ha proseguito Gardini – sono il frutto di un lungo lavoro di concertazione che le organizzazioni cooperative hanno svolto negli ultimi due anni e che sono state presentate uffi cialmente lo scorso 1° giugno a Roma. Siamo lieti di sapere che il Parlamento ha a cuore il tema dell'aggregazione dell'offerta e della gestione del mercato: sono stati infatti proposti, dai vari rapporteur del Parlamento, numerosi emendanti che rafforzano il ruolo delle op e delle aop, nonché gli strumenti di gestione del rischio come quelli assicurativi o di regolazione del mercato come l'«intervento, i diritti di impianto del vino e le quote zucchero». Nei prossimi mesi i testi andranno migliorati e messi a punto ed è per questo che le sei organizzazioni cooperative del Mediterraneo stanno già preparando un documento che invieranno a tutti i membri della Commissione agricoltura del Parlamento europeo. ••• 1925/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ

Coordinato da Giannantonio Armentano g.armentano@informatoreagrario.it SPECIALE AGGIORNAMENTO TECNICO Irroratrici più sostenibili con la direttiva 128/2009 Gli obblighi imposti dalla direttiva 128/2009 sull'uso sostenibile degli agrofarmaci agli agricoltori sono molteplici: controlli funzionali delle macchine irroratrici, limitazione dell'inquinamento puntiforme e da deriva, ecc. (vedi articolo a pag 42). Per essere preparati ai nuovi impegni legislativi è fondamentale conoscere come rendere meno impattante l'uso degli agrofarmaci: un primo passo è quello di ridurre il volume di distribuzione e la dose di prodotto fi tosanitario (vedi articolo a pag 47).
Il decreto applicativo sulla contrattualizzazione e i termini massimi di pagamento (articolo 62 della legge n. 27/2012) Argomento Contenuti Operazioni che non costituiscono cessioni e per le quali non si applicano i contratti obbligatori • Conferimenti a cooperative • Conferimenti a organizzazioni di produttori (op) Elementi essenziali, caratteristiche e contenuti dei contratti • Essere redatti in forma scritta • Prevedere la durata • Stabilire la quantità oggetto di cessione • Defi nire le caratteristiche del prodotto venduto • Precisare il prezzo di vendita • Specifi care le modalità di consegna • Indicare i termini per il pagamento Tipologie di cessioni alle quali si applica la forma scritta e la presenza degli elementi essenziali • Contratti quadro, contratti base, contratti tipo, accordi integrativi, accordi interprofessionali • Contratti tra l'organismo associativo cui aderisce l'impresa agricola (ad esempio op) e l'acquirente • Ordini di acquisto che fanno riferimento ad accordi già stipulati • Scambio di comunicazioni e di ordini antecedenti alla cessione • Scambi di comunicazioni e contrattazioni effettuate nell'ambito della Borsa merci telematica Individuazione delle pratiche sleali soggette a sanzioni • Le pratiche commerciali indicate nel comma 2 dell'articolo 62 della legge 27/2012 • Le pratiche commerciali identifi cate dalla Commissione europea e dai rappresentanti della fi liera agroalimentare con il documento del 29-11-2011 Termini di pagamento • Decorrono dall'ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura • La data di ricevimento della fattura è validamente certifi cata solo nel caso di consegna della fattura a mano, di invio a mezzo di raccomandata A.R., di posta elettronica certifi cata (PEC) o di impiego del sistema EDI (Electronic data interchange) o altro mezzo equivalente, come previsto dalla vigente normativa fi scale • In mancanza di certezza circa la data di ricevimento della fattura, il momento dal quale cominciano a decorrere i termini si assume essere quello della data di consegna dei prodotti Entrata in vigore • Dal 24-10-2012 • I contratti in essere alla data di entrata in vigore del regolamento devono essere adeguati non oltre la data del 31-12-2012 Applicazione dal 24 ottobre L'approvazione della bozza di decreto applicativo, di cui in tabella sono esposti i contenuti salienti, è l'ultimo ostacolo prima dell'applicazione degli strumenti del contratto obbligatorio, del contrasto alle pratiche commerciali sleali e della lotta ai ritardi nei pagamenti. Dal prossimo 24 ottobre le nuove disposizioni per una equilibrata concorrenza nel sistema agroalimentare saranno applicate. Nel caso, a quella data, vi fossero dei contratti in essere, le parti contraenti avranno tempo no al 31 dicembre successivo per eseguire i necessari adeguamenti e renderli conformi al nuovo contesto. Il Mipaaf ha recepito alcune osservazioni critiche avanzate dalle organizzazioni della liera, le quali temevano un eccessiva burocratizzazione. Ad esempio, è stato chiarito che non c'è bisogno di indicare gli elementi obbligatori contrattuali previsti ove vi siano ordini di acquisto che fanno seguito ad accordi già stipulati in forma scritta compatibili con la nuova legislazione. Probabilmente ci saranno ancora adattamenti e modi che al testo in lavorazione, ma il disordine nei mercati agricoli è destinato ad attenuarsi per e etto delle nuove regole. E le certezze per gli agricoltori ad aumentare. Ermanno Comegna Nei giorni scorsi nelle campagne della Sicilia e della Puglia si sono susseguiti inquietanti episodi, presumibilmente di origine malavitosa. Il 3 giugno un attentato ha distrutto circa sei ettari di agrumeto della Cooperativa «Beppe Montana Libera Terra». Un devastante incendio è infatti scoppiato in contrada Casabianca a Belpasso (Catania) e ha causato oltre 100.000 euro di danni distruggendo totalmente oltre 2.000 aranci e 100 olivi. Si tratta – spiega la Cia – di terreni confi scati al clan mafi oso della famiglia Riela e affi dati ai giovani dell'associazione presieduta da don Luigi Ciotti, che da anni si occupa di rivalutare i beni strappati alla criminalità organizzata. Pochi giorni dopo nel Foggiano, da Lucera a Cerignola, sono andati in fumo centinaia di ettari di grano duro ancora da raccogliere. Una sequenza da fi lm dell'orrore per i proprietari di quei fondi. Il forte vento ha in più favorito la progressione delle fi amme, complicando così le operazioni di spegnimento. Diffi cile credere nell'autocombustione, come peraltro fanno pensare anche i numerosi scempi subiti dal patrimonio ambientale della provincia. «Siamo molto preoccupati – ha commentato il presidente di Confagricoltura Foggia, Onofrio Giuliano – per ciò che è accaduto nelle nostre campagne. L'agricoltura foggiana ha già subìto numerosi attentati al suo benessere sociale che hanno messo a rischio la vita delle aziende. Questi incendi, laddove la matrice criminale venisse confermata, attentano alla produzione principale della nostra economia agricola». «Non voglio pensare a una regia dietro gli incendi – ha concluso Giuliano – tuttavia l'esperienza dei furti di rame insegna che solo attraverso un'azione di repressione effi cace si riescono a tenere a bada le bande che imperversano sul nostro territorio». • Incendi malavitosi in Sicilia e Puglia CRIMINALITÀ ALL'OPERA ATTUALITÀ 10 25/2012L'Informatore Agrario •
no andati aumentando e a luglio sono comparsi i primi sintomi di peronospora larvata. Al rilievo di luglio sulle foglie delle tesi trattate in sequenza con prodotti penetranti le infezioni risultavano ben controllate, con una di usione signi cativamente più elevata nella tesi di confronto con uso continuativo del solo rame. Al rilievo di agosto, mentre nelle tesi integrate si è osservato un lieve incremento delle infezioni, in quella trattata continuativamente con idrossido di rame si è veri cata una riduzione degli indici di malattia, determinata soprattutto dalla cimatura della vegetazione apicale più colpita. I valori più contenuti dell'indice di infezione sono stati osservati nella tesi trattata con rame ossido a dose alta TABELLA 2 - Tesi a confronto e date dei trattamenti nelle prove di pianura e di collina Tesi Date trattamenti 2010 collina Testimone – Rame ossido (80 g/hL) 28 apr.; 6, 11, 14, 20 e 27 mag.; 4, 11, 18 e 25 giu.; 2, 9, 16, 22 e 30 lug.Rame idrossido 2010 pianura (1) Testimone – Penetranti e rame ossido (100 g/hL) 18, 24 e 30 giu.; 7, 14, 20 e 27 lug. Penetranti e rame ossido (60 g/hL) Penetranti e rame idrossido Rame idrossido 3, 7, 12, 19 e 25 mag.; 1, 9, 17, 24 e 30 giu.; 7, 14, 20 e 27 lug. 2011 pianura (2) Testimone – Penetranti e rame ossido (100 g/hL) 17-23 e 29-giu. - 6,13,19 e 26-lug. Penetranti e rame ossido (60 g/hL) Penetranti e rame idrossido Rame idrossido 2, 10, 17, 24 e 31 mag.; 7, 10, 16, 23 e 29 giu.; 6, 13, 21 e 28 lug. (1) Per le tesi che prevedevano l'uso di penetranti: dimetomorf 50 + folpet 80 = 6-13 maggio; metalaxil 3,9 + mancozeb 64 = 21-27 maggio, 3 giugno; ciazofamid 25 = 11 giugno. Per tutte le tesi trattamento di chiusura: rame ossicloruro = 4 agosto. (2) Per le tesi che prevedevano l'uso di penetranti: dimetomorf 9 + mancozeb 60 = 3 maggio; fl uopicolide 4,4 + fosetil Al 66,7 = 11-20 maggio, 9 giugno; ciazofamid 25 = 31 maggio. Per tutte le tesi trattamento di chiusura: rame ossicloruro = 2 agosto. TABELLA 3 - Effi cacia dei prodotti in prova in collina e in pianura Tesi a confronto Peronospora foglia Peronospora grappolo diffusione (%) infezione (%) diffusione (%) infezione (%) 2010 collina 23-7 17-8 23-7 17-8 23-7 17-8 23-7 17-8 Testimone 10,3 a 28,9 a 2,6 a 7,3 a 23,1 a 33,5 a 6,7 a 11,9 a Rame ossido (80 g/hL) 2,1 b 6,1 b 0,4 b 1,3 b 0,7 b 1 b 0,1 b 0,2 b Rame idrossido 3,6 b 6,1 b 0,9 b 1,3 b 2,8 b 2,2 b 0,6 b 0,6 b 2010 pianura 1-7 9-8 1-7 9-8 1-7 9-8 1-7 9-8 Testimone 55,8 a 97,4 a 22,3 a 72,8 a 99,8 a 100 a 87,7 a 97,5 a Penetranti e rame ossido (100 g/hL) 5,5 c 7,8 b 1,1 b 1,9 b 0,4 c 2,2 c 0,1 c 0,4 c Penetranti e rame ossido (60 g/hL) 5 c 8,7 b 1 b 2,3 b 0 c 1,1 c 0 c 0,2 c Penetranti e rame idrossido 6,3 c 9,1 b 1,6 b 2,4 b 0 c 1,3 c 0 c 0,2 c Rame idrossido 12,5 b 7,6 b 3,3 b 2,1 b 31,4 b 49,1 b 8,9 b 17,2 b 2011 pianura 29-6 3-8 29-6 3-8 29-6 3-8 29-6 3-8 Testimone 58,1 a 94,7 a 36,8 a 86,8 a 77,7 a 100 a 45,3 a 97,5 a Penetranti e rame ossido (100 g/hL) 2,3 b 10,3 c 0,5 b 8,6 c 1,9 b 1 c 0,3 b 0,2 b Penetranti e rame ossido (60 g/hL) 1,2 b 10,3 c 0,2 b 8,1 c 2 b 1,2 c 0,4 b 0,2 b Penetranti e rame idrossido 3,1 b 13,7 c 1,4 b 10,2 c 2,6 b 2,5 c 0,4 b 0,4 b Rame idrossido 8,9 b 27,9 b 2,4 b 19,1 b 2 b 6,9 b 0,4 b 1,9 b A lettere uguali sulla stessa colonna corrispondono valori statisticamente non differenti al test di Duncan per P = 0,05. Per le specifi che delle tesi vedi tabella 3. Foto 2 Primi sintomi di peronospora su foglie non trattate della cultivar Merlot (100 g/hL), con più elevato apporto di rame metallo. Sui grappoli gli indici di malattia al rilievo di luglio erano prossimi o pari a zero nelle tesi trattate coi prodotti in sequenza integrata e nettamente più elevati nella tesi di confronto trattata con solo rame. Ciò a fronte di livelli elevatissimi degli indici di malattia sul testimone non trattato. Al rilievo di agosto è stato osservato un incremento dei valori in tutte le tesi, ma con percentuali molto contenute nelle tesi integrate. L'analisi statistica sui valori degli indici di malattia ha prodotto di erenze signi cative tra le tesi rameiche trattate in sequenza con prodotti penetranti e quella con impiego di solo rame (tabella 4 e gra co 2). 64 25/2012L'Informatore Agrario • DIFESA DELLE COLTURE
drò in vacanza» − secondo lo stesso sondaggio − si dividono fra mancanza di soldi (39%), preoccupazione per gli sviluppi della crisi (22%), peso delle tasse (10%). Per tutti, insomma, è decisiva l'ansia per la propria condizione economica, presente o dell'immediato futuro. Anche chi in vacanza dichiara di andarci, d'altra parte, tende ad adottare soluzioni al risparmio: prenota autonomamente tramite internet (45%); preferisce la sistemazione in appartamenti in modo da poter cucinare evitando il ristorante (32%). Le prenotazioni calano Di cile immaginare che l'agriturismo non risenta di queste tendenze generali. A confermarlo sono prima di tutto gli stessi imprenditori del settore: le prenotazioni degli italiani sono decisamente in calo e, solo in alcuni casi (circa il 20%), la crescita degli stranieri assicura presenze uguali o superiori a quelle dello scorso anno. Maggiormente penalizzate sono le aziende che non hanno organizzato tempestivamente la promozione verso i mercati esteri: iscrivendosi in guide on line ben visibili sui motori di ricerca anche all'estero, traducendo il proprio sito internet in più lingue, avvalendosi della collaborazione dei grandi siti internet di prenotazione turistica (booking.com, expedia, ecc.). Ancora più in di coltà si trova chi ha l'azienda in zone poco appetibili per la domanda proveniente da altri Paesi: in questi casi solo una puntuale e accattivante descrizione dei luoghi e dei servizi di ospitalità può rimediare all'handicap territoriale. Agriturist, l'associazione di settore di Confagricoltura, rileva che negli ultimi 30 giorni (rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) le visite al proprio sito internet, www.agriturist.it, si sono ridotte del 16,2%. Non mancano alcuni signi cativi casi di controtendenza: aumenta la ricerca di agriturismi con campeggio (+5,6%), di livello medio-alto (+ 4%) e soprattutto vicino al mare (+53,7%). Ciò signi ca che si sta anche veri cando un trasferimento di domanda dal turismo «tradizionale» verso l'agriturismo, alla ricerca di soluzioni più economiche. Sono invece nettamente in calo le ricerche di servizi che solitamente incidono in misura rilevante sulla tari a di soggiorno, come la piscina o l'equitazione. I dati raccolti da Agriturist confermano la crescita delle richieste di agriturismo da parte degli stranieri che intendono visitare l'Italia: più modesta da parte dei tedeschi (+3,2%), rilevante dai turisti provenienti dai Paesi anglosassoni (+13,9%), ancora più signi cativa dai francesi (+23,9%). • Estate diffi cile per gli agriturismi? di Giorgio Lo Surdo G li operatori turistici sono preoccupati: la crisi econo-mica sta tagliando pesante-mente le vacanze degli italiani e la crescita, pur confortante, degli ospiti stranieri non è su ciente per conservare i livelli di presenze dello scorso anno, peraltro già molto deludenti. Di questa tendenza negativa fa le spese anche il vasto indotto legato al turismo, fra cui l'agricoltura, coinvolta direttamente attraverso le circa 21.000 imprese che svolgono attività agrituristiche. Dati negativi Una recente ricerca di Federalberghi evidenzia come fra gennaio e maggio del 2012, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, gli ospiti stranieri siano cresciuti del 5,1%, mentre quelli italiani siano diminuiti del 4,7%. Risultato: crescita zero delle presenze e, quindi, recessione del settore ormai alle porte. Inoltre, per non scoraggiare la domanda, nella appena avviata stagione estiva si annuncia un calo medio del 6% delle tari e di ospitalità. Così, l'organizzazione di categoria degli albergatori ha scritto al presidente del Consiglio, Mario Monti, chiedendo incentivi scali che aiutino la ripresa del settore. Rincara la dose Confesercenti: un sondaggio commissionato a Swg arriva alla conclusione che gli italiani in vacanza nell'estate 2012 saranno solo 33,3 milioni, il 13% in meno rispetto al 2010. Va, peraltro, tenuto presente che molti di coloro che hanno dichiarato di andare in vacanza sono, in realtà, ospiti di se stessi nelle seconde case di proprietà: rinunceranno magari a qualche spesa voluttuaria sul posto, ma in vacanza ci vanno lo stesso. Ciò signi ca che la rinuncia alle vacanze incide sulle imprese ricettive per valori percentuali ben più rilevanti (più o meno doppi) del ricordato 13%. Le principali motivazioni del «non an LA CRISI INCIDE NEGATIVAMENTE SUL TURISMO All'inizio dell'estate gli operatori sono preoccupati per la possibile fl essione della presenza degli italiani in campagna. Cresce la richiesta dall'estero di vacanze in fattoria Secondo Federalberghi per la stagione estiva si annuncia un calo medio delle tariffe di ospitalità del 6% 1725/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ
vole per le aziende bieticole, in particolare per quanto riguarda la misura delle aree di interesse ecologico e, entro certi limiti, anche per l'obbligo della diversi cazione, con la presenza di tre diversi seminativi nell'ordinamento produttivo annuale. Un qualche sollievo per i bieticoltori potrebbe derivare dalla componente del sostegno accoppiato dei pagamenti diretti. La proposta della Commissione include le bietole tra le colture che possono essere ammesse a bene ciare di tale tipologia di sostegno. Al riguardo si evidenzia come oggi il settore bieticolo abbia a disposizione, tramite l'articolo 68, una dotazione di 19,7 milioni di euro e l'importo massimo dell'aiuto che può essere corrisposto ammonta a 400 euro/ha. Pertanto il settore delle bietole risulta piuttosto privilegiato ed è tutta da veri care la misura in cui tali condizioni possano essere confermate in futuro, considerando le tante aspettative di una moltitudine di settori produttivi nei confronti della misura del sostegno accoppiato. La nuova politica per lo sviluppo rurale La liera dello zucchero è oggetto da anni di un processo di adeguamento strutturale e competitivo che, a oggi, non è ancora del tutto compiuto. TABELLA 3 - Proposta della Commissione sui pagamenti diretti: aspetti sensibili per il settore bieticolo-saccarifero Proposte della Commissione Criticità e possibili soluzioni Pagamenti diretti: ridistribuzione tra Paesi, riequilibrio con livellamento all'interno del Paese, assegnazione regionale-nazionale, pagamenti per le zone soggette a vincoli naturali, regime per i giovani agricoltori, ecc. Il settore bieticolo-saccarifero è piuttosto sensibile alle proposte della Commissione per quanto riguarda il nuovo regime dei pagamenti diretti. I produttori di zucchero potrebbero perdere parte dei fondi fi no a oggi intercettati Greening Misure 1. Diversifi cazione delle colture, con almeno 3 colture diverse, per aziende con oltre 3 ettari di seminativi. Ogni coltura deve coprire almeno il 5% e non superare il 70% della superfi cie a seminativo 2. Prato permanente: è previsto il mantenimento di almeno il 95% degli ettari nel 2014; può essere convertito il 5% 3. Aree di interesse ecologico: il 7% degli ettari ammissibili deve essere destinato ad aree a carattere ecologico; ciò include i terreni lasciati a riposo, le terrazze, gli elementi caratteristici del paesaggio, le fasce tampone e le superfi ci oggetto di imboschimento Il greening impatta negativamente sulle aziende bieticole in particolare per quanto riguarda le aree di interesse ecologico e, in subordine, per la misura della diversifi cazione Sostegno accoppiato (articoli 38 e 39): sostituisce quanto oggi previsto dall'articolo 68. La proposta contiene un elenco di settori ammissibili, che comprende il settore bieticolo-saccarifero. Il sostegno è a carattere facoltativo e può essere concesso a favore di settori sensibili e di Regioni a rischio abbandono. Il sostegno è erogato attraverso un pagamento annuo concesso entro determinati limiti quantitativi e sulla base di superfi ci e rese fi sse o di un numero fi sso di capi. L'Italia può destinare al sostegno accoppiato fi no al 10 % della dotazione fi nanziaria complessiva per i pagamenti diretti. Il Copa-Cogeca ritiene sarebbe opportuno accordare agli Stati membri una maggiore fl essibilità nell'uso di tale misura e chiede che tale forma di sostegno dovrebbe evitare di creare distorsioni della concorrenza tra agricoltori Ad esempio in Italia c'è stata una forte riduzione degli stabilimenti produttivi e quelli rimasti hanno investito molte risorse per migliorare l'e cienza dell'impianto e per prolungare, per quanto possibile, il periodo di lavorazione. I coltivatori dal canto loro stanno lavorando intensamente per migliorare le rese produttive, aspetto questo che risulta determinante per la competitività della coltura. È evidente allora che la politica di sviluppo rurale, così come prospettata dalla Commissione, con una marcata attenzione nei confronti della competitività, dell'innovazione e dei progetti integrati e collettivi, potrebbe risultare assai utile all'intera liera per proseguire l'evoluzione in atto. Altresì potrebbe assumere un ruolo fondamentale per il settore delle bietole il pacchetto di strumenti di gestione del rischio introdotto dalla Commissione con la nuova proposta in discussione. Non bisogna dimenticare, infatti, che il settore dello zucchero è tipicamente uno tra i più volatili e instabili nell'ambito dell'intero comparto agroalimentare. Per tale ragione, le agevolazioni per le assicurazioni del raccolto, per i fondi di mutualizzazione e per lo strumento di stabilizzazione del reddito calzano in maniera interessante con le esigenze del settore. Ermanno Comegna Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it Le quote zucchero si applicano fi no al termine della campagna di commercializzazione 2014-2015 2325/2012 • L'Informatore Agrario NUOVA PAC ANALISI
MESE DI GIUGNO ••• 30 SABATO IVA Comunicazione mensile dati operazioni black list. I contribuenti Iva che dall'1-7-2010 hanno e ettuato e ricevuto cessioni di beni e prestazioni di servizi, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio nei Paesi a scalità privilegiata (cosiddetti «black list») sono obbligati, salvo qualche eccezione, a presentare entro oggi all'Agenzia delle entrate in via telematica gli elenchi mensili riferiti alle operazioni di maggio 2012 di importo superiore a 500 euro; tale limite minimo è stato introdotto con l'articolo 2, comma 8, del decreto legge n. 16 del 2-3-2012 convertito con modi cazione nella legge n. 44 del 26 aprile scorso (Gazzetta U ciale n. 99 del 28-4-2012). La periodicità degli elenchi, di norma trimestrale, diventa mensile per i soggetti che, negli ultimi quattro trimestri rispetto a quello di riferimento e per ciascuna categoria di operazioni, hanno realizzato un ammontare totale trimestrale superiore a 50.000 euro, anche per una sola delle categorie di operazioni interessate; si veda al riguardo il decreto ministeriale 30-3-2010 pubblicato sulla Gazzetta U ciale n. 88 del 16-4-2010. Il nuovo obbligo è stato introdotto per contrastare l'evasione scale operata nella forma dei cosiddetti «caroselli» e «cartiere», anche in applicazione delle nuove regole europee sulla fatturazione elettronica. Per ulteriori informazioni sull'argomento e sui Paesi interessati dal nuovo obbligo si vedano, oltre al già citato decreto 30-3-2010, il decreto 25-3-2010 n. 40, convertito con modi cazione nella legge 22-5-2010 n. 73, il decreto ministeriale 4-5-1999, il decreto ministeriale 21-11-2001 (modi cato con decreto ministeriale 27-7-2010) e il decreto ministeriale 5-8-2010. Si veda, oltre alla circolare Abi (Associazione bancaria italiana) n. 21 del 17-9-2010, quanto chiarito dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 121/E del 29-11-2010 e le circolari n. 53/E, 2/E e 28/E rispettivamente del 21-10-2010, 28-1-2011 e 21-6-2011. SCHEDA CARBURANTE MENSILE O TRIMESTRALE Annotazione chilometri. Le imprese soggette alla liquidazione Iva mensile o trimestrale che utilizzano mezzi di trasporto per lo svolgimento della loro attività devono annotare nella scheda carburante, entro la ne del mese o del trimestre, il numero complessivo dei chilometri percorsi nel periodo considerato. L'obbligo non è tassativo per le aziende agricole che operano nel regime speciale agricolo, in quanto la determinazione dell'imposta da versare avviene di norma sulla base delle fatture di vendita, come meglio speci cato nelle relative scadenze. Non sono obbligati alla tenuta della scheda carburante i soggetti passivi Iva che e ettuano gli acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o carte prepagate, come previsto dall'art. 7, comma 2 lettera p), del decreto legge n. 70 del 13-5-2011 (cosiddetto «decreto sviluppo»), in vigore dal 15-5-2011, convertito con modi cazione nella legge n. 106 del 12-7-2011 pubblicata lo stesso giorno nella Gazzetta U ciale n. 160. REVISIONE MEZZI DI TRASPORTO Oggi scade: la prima revisione degli autoveicoli immatricolati nel 2008 che hanno la carta di circolazione con data di rilascio compresa tra il 1° e il 30-6-2008; la revisione degli autoveicoli che hanno sostenuto l'ultimo controllo tra il 1° e il 30-6-2010; la prima revisione dei ciclomotori con carta di circolazione rilasciata tra il 1° e il 30-6-2008 e non ancora revisionati; la prima revisione dei motocicli in genere immatricolati tra il 1° e il 30-6-2008 e non ancora revisionati; la revisione dei ciclomotori e dei motocicli in genere revisionati entro il 30-6-2010. Per una panoramica più dettagliata delle scadenze si veda il riquadro pubblicato su L'Informatore Agrario n. 3/2012 a pagina 107. REGISTRO Contratti di locazione e affi tto. Scade il termine per e ettuare la registrazione, con versamento della relativa imposta, dei contratti di a tto e locazione di immobili che decorrono dal 1° giugno; per i contratti di locazione già registrati si deve versare l'imposta relativa all'annualità successiva che decorre dal 1° giugno. I contratti di a tto di fondi rustici stipulati nel corso del 2012 possono essere registrati cumulativamente entro il mese di febbraio 2013. Dal 28-1-2009 i contribuenti registrati a Fisconline, in possesso quindi del codice Pin, possono e ettuare la registrazione e il pagamento direttamente on line collegandosi al sito www.agenziaentrate.gov.it Tra le altre, si ricorda che: l'aliquota per le locazioni urbane da parte di privati è pari al 2%, mentre quella per gli a tti di fondi rustici (terreni ed eventuali fabbricati rurali) è dello 0,50% calcolata sul canone dovuto per l'intera durata del contratto; per le locazioni di fabbricati strumentali e ettuate da soggetti Iva a partire dal 4 luglio 2006 (sia nel caso di esenzione Iva sia di imponibilità) è dovuta la nuova aliquota dell'1% disposta con l'art. 35 del decreto legge n. 223 del 4-7-2006 convertito con modi cazioni nella legge n. 248 del 4-8-2006 (in Supplemento ordinario n. 183 alla Gazzetta U ciale n. 186 dell'11-8-2006); l'imposta dovuta non può essere inferiore alla misura ssa di 67 euro, salvo per le annualità successive alla prima; dall'1-7-2010 la richiesta di registrazione (modello 69) dei contratti di locazione o a tto di beni immobili (quindi anche dei terreni) deve contenere l'indicazione dei dati catastali degli immobili; per le cessioni, risoluzioni e proroghe di contratti di locazione o a tto già registrati all'1-7-2010 si deve presentare alla SCADENZARIO Le scadenze fi scali e previdenziali con versamenti e/o dichiarazioni che cadono di sabato o di giorno festivo possono essere differite al primo giorno lavorativo successivo. 76 25/201 2 L'I n fo rm at o re A gr ar io • SC A D E N Z A R IO
MILANO Martedì 19/6 Fieno: maggengo 120,00 130,00 agostano – – erba medica 141,00 153,00 Paglia pressata – – MONTICHIARI (BS) Venerdì 15/6 Fieno pressato in rotoballe: 1° taglio 1a qualità 120,00 130,00 1° taglio 2a qualità 90,00 100,00 medica 1° taglio 1a qualità 120,00 130,00 medica 2° taglio 1a qualità – – Paglia: in balloni per alimentazione 110,00 120,00 in balloni per lettiera 90,00 100,00 VERONA Lunedì 18/6 Fieno: maggengo imballato (f.co arr.) 90,00 100,00 Erba medica imballata (f.co arr.) 115,00 130,00 Paglia di frum. in rot. (f.co arr.) – – LEGUMI Prezzi per t, all'ingrosso, merce telata, f.m. grossista, pronta consegna e pagamento. Escluse: Iva e provv. BARI Martedì 19/6 (Franco arrivo) Ceci nazionali massa neri n.q. n.q. Lenticchie Canada Eston n.q. n.q. Fave intere n.q. n.q. Fagioli Cannellini esteri n.q. n.q. Lupini nazionali n.q. n.q. PERUGIA Martedì 19/6 (Prezzi al kg) Fagioli Cannellini 1,25 1,35 Lenticchie Canada n. 5-6 1,05 1,20 ORTOFRUTTICOLI Prezzi all'ingrosso al netto della tara al kg, salvo diversa indicazione (Iva esclusa) per merce di prima qualità. FONDI (LT) Lunedì 18/6 (Prezzi prevalenti) Verdure e ortaggi: bietole da costa n.p. n.p. carote n.p. n.p. cavolfiori bianchi n.p. n.p. cetrioli n.p. n.p. cipolle tonde bianche n.p. n.p. finocchi n.p. n.p. indivia n.p. n.p. lattuga cappuccio n.p. n.p. lattuga gentile n.p. n.p. melanzane ovali n.p. n.p. patate polpa gialla n.p. n.p. peperoni lunghi gialli n.p. n.p. pomodori ciliegino n.p. n.p. pomodori tondi lisci rossi n.p. n.p. prezzemolo n.p. n.p. ravanelli tondi rossi n.p. n.p. sedano da costa n.p. n.p. spinaci n.p. n.p. zucchine scure lunghe n.p. n.p. Frutta: actinidia n.p. n.p. arance n.p. n.p. clementine n.p. n.p. limoni n.p. n.p. mandarini n.p. n.p. mele Golden Delicious n.p. n.p. pere Abate Fetel n.p. n.p. VERONA Martedì 19/6 Verdure e ortaggi: aglio fresco 2,00 2,50 bietole da costa 0,60 0,80 carote 1,10 1,30 cavolfiori coronati – – cavoli cappuccio 0,20 0,30 cipolle tipo scalogno – – cipollotti bulbo 1,00 1,20 finocchi 0,55 0,65 lattuga cappuccia 0,70 0,85 lattuga gentile 0,60 0,85 melanzane ovali 0,35 0,45 patate – – ravanelli – – sedano verde da aroma 0,50 0,60 zucchine verdi scure 0,70 0,90 Frutta fresca: albicocche 1,00 1,50 ciliegie 1,50 2,00 fragole 1,50 2,20 mele Delicious Golden 1,08 1,20 meloni macigno 0,60 0,70 meloni talento – – pesche gialle 0,40 0,50 BESTIAME BOVINI Prezzi al kg, per bestiame a peso vivo, sul mercato di produzione. Escluse: Iva e provvigioni. BRESCIA Sabato 16/6 (Da produttore o grossista e dettagliante) Vitelli baliotti: extra 4,00 4,10 Baldo 275,00 315,00 Roma 265,00 305,00 Carnaroli 330,00 360,00 VERCELLI Martedì 19/6 Balilla 275,00 290,00 Loto e similari 275,00 310,00 S. Andrea 275,00 305,00 Thaibonnet e Gladio 270,00 290,00 Roma 290,00 320,00 Baldo e similari 290,00 325,00 Arborio e Volano 285,00 320,00 Selenio e similari 240,00 310,00 Carnaroli 350,00 390,00 VERONA Lunedì 18/6 Arborio e similari (*) 280,00 310,00 Ariete e Loto – – Carnaroli 320,00 370,00 Vialone Nano 360,00 400,00 (*) Il prezzo minimo si riferisce ai similari. SOTTOPRODOTTI DEI RISI Prezzi per t, all'ingrosso, f. p. riseria, tela per merce, pronta consegna e pagamento. Escluse: Iva e provvigioni. VERCELLI Martedì 19/6 Corpettone 355,00 390,00 Corpetto 345,00 380,00 Mezzagrana 325,00 370,00 Risina 275,00 300,00 Grana verde 220,00 240,00 Farinaccio – – Pula 103,00 105,00 SEMI OLEOSI Prezzi per t BOLOGNA Giovedì 14/6 (Umidità 14% e impurità max 2%) Soia nazionale 452,00 458,00 Soia estera 455,00 458,00 MILANO Martedì 19/6 (Per vagone o autotreno, o cisterna, pronta consegna e pagamento, esclusi imballaggio e Iva, merce resa franco Milano) Soia nazionale – – Soia integrale tostata 485,00 487,00 Girasole 945,00 950,00 Soia da agricoltura bio – – PADOVA Venerdì 15/6 (franco veicolo, Iva esclusa, alla rinfusa. Le merci di importazione si intendono nazionalizzate) Soia int. Nazionale n.q. n.q. TREVISO Mercoledì 20/6 (Umidità 14% e impurità max 2%) Soia nazionale – – UDINE Venerdì 15/6 (Umidità 14% e impurità max 2%) Soia nazionale 445,00 450,00 VERONA Lunedì 18/6 Soia nazionale – – PANELLI, FARINE DI ESTR. E GRASSI Prezzi per t, all'ingrosso, per merce franco tenimento produttore, posta sul veicolo, a pronta consegna e pagamento. Escluse: Iva e provvigioni. BOLOGNA Giovedì 14/6 Farine di estrazione: soia tostata int. nazionale 441,00 442,00 soia tostata int. naz. non ogm 449,00 450,00 Farine vegetali disidratate o essiccate: di erba medica prot. 16% 1a q. 230,00 232,00 Fieno di prato polifita: cubettato, prot. 8% – – Farine animali: di pesce in pellet (Perù o Cile) 1330,00 1350,00 MILANO Martedì 19/6 Panelli: di germe di mais 298,00 300,00 di lino 375,00 400,00 Farine di estrazione: di colza 304,00 310,00 di cotone – – di girasole integrale 210,00 212,00 di mais nazionale 298,00 300,00 di soia nazionale 448,00 449,00 di soia dec. nazionale 461,00 462,00 Farine animali proteiche: di pesce (Cile) 1310,00 1320,00 Grasso uso zootecnico 792,00 794,00 FIENI E PAGLIE Prezzi per t, alla produzione, pronta consegna e pagamento. Escluse: Iva, provvigioni, ecc. BOLOGNA Giovedì 14/6 Rotoballe di medica pianura: 1° taglio in cascina n.q. n.q. 2° taglio in cascina n.q. n.q. Paglia di grano pressata: in rotoballe n.q. n.q. in balloni n.q. n.q. MACERATA Mercoledì 20/6 (Merce pressata) Fieno 1° taglio 7,00 7,50 2° taglio – – Paglia di frumento – – Avena estera bianca 245,00 260,00 UDINE Venerdì 15/6 Frumento tenero: buono mercantile p.s. 77-78 – – mercantile p.s. 70-75 – – Granoturco: ibrido giallo um. 14% 182,00 184,00 ibrido giallo a stagione um. 25% – – Orzo nazionale p.s. 58/63 – – VERONA Lunedì 18/6 Frumento tenero: n. 3 (fino) – – n. 4 (buono mercantile) – – Northern Spring 304,00 307,00 Granoturco ibrido: base Verona um. 14% 186,00 187,00 Orzo: nazionale pesante – – comunitario vestito 210,00 212,00 SOTTOPRODOTTI E SFARINATI Prezzi per t, all'ingrosso, tela per merce, pronta consegna e pagamento. Escluse: Iva, provvigioni, ecc. BOLOGNA Giovedì 14/6 Crusca e cruschello di g. tenero 149,00 150,00 Tritello grano tenero 153,00 154,00 Farinaccio grano tenero 202,00 205,00 Cruschello grano duro (rinf.) 141,00 142,00 Tritello grano duro (rinf.) 141,00 142,00 Farinaccio grano duro (rinf.) 174,00 176,00 Farinetta grano duro (rinf.) 268,00 270,00 Semola grano duro (rinf.) 409,00 415,00 Farina int. granoturco uso zoot. 273,00 275,00 FOGGIA Mercoledì 20/6 Semola grano duro: ceneri 0,80-0,85% 450,00 460,00 ceneri 0,86-0,90% 405,00 410,00 Farinaccio grano duro 169,00 174,00 Tritello grano duro 156,00 160,00 Crusca e cruschello grano duro 156,00 160,00 Farinetta grano duro 250,00 255,00 MILANO Martedì 19/6 Farine di granoturco: bramata 39,70 40,20 glutinata 65,50 66,50 spezzato deger. ibrido 30,20 30,30 integrale per mangime 23,20 23,30 Farinetta di granoturco 18,70 18,80 Farinaccio grano tenero (*) – – Tritello grano tenero (*) – – Germe grano tenero 31,00 54,00 Crusca e cruschello grano t.(*) – – Farinetta grano duro 26,40 27,00 Farinaccio grano duro 17,40 17,60 Tritello e cruschello grano duro 14,70 14,90 (*) Sacco per merce. TORINO Giovedì 14/6 Farinaccio grano tenero 178,50 182,00 Tritello grano tenero 136,00 138,00 Crusca grano tenero 140,00 141,00 Farinaccio grano duro (rinfusa) 178,50 182,00 Tritello grano duro (rinfusa) 136,00 138,00 VERONA Lunedì 18/6 Crusca grano tenero 178,00 180,00 Cruschello grano tenero 178,00 180,00 Tritello grano tenero 185,00 187,00 Farinaccio grano tenero 232,00 234,00 Farine di granoturco: lusso/bramata 429,00 430,00 velata/stracciata 427,00 429,00 fioretto 418,00 419,00 Farinetta per uso zootecnico 169,00 171,00 Spezzati di granoturco rinf. 247,00 248,00 Glutine di mais 630,00 635,00 RISONI Prezzi per t, all'ingrosso, merce nuda al tenimento, pronta consegna e pagamento. Esclusi i diritti di contratto dovuti all'E.N.R. (fissati in 0,30 euro/100 kg) e Iva. MILANO Martedì 19/6 (Franco vagone o autocarro) Arborio 300,00 325,00 Baldo 275,00 320,00 Roma 270,00 310,00 Carnaroli 355,00 390,00 S. Andrea 290,00 310,00 Vialone Nano 380,00 400,00 Padano 290,00 310,00 Argo 290,00 310,00 Ariete 290,00 310,00 Lido 295,00 305,00 Thaibonnet 270,00 290,00 MORTARA Venerdì 15/6 Balilla 230,00 270,00 Selenio 220,00 290,00 Lido 260,00 290,00 Padano-Argo 280,00 300,00 Vialone Nano 360,00 390,00 S. Andrea 280,00 300,00 Loto e similari – – Ariete e similari 280,00 300,00 Augusto 270,00 300,00 Arborio e Volano 280,00 310,00 Thaibonnet 270,00 290,00 CEREALI Prezzi per t, all'ingrosso, per merce sana, leale e mercantile, alla rinfusa, pronta consegna e pagamento. Esclusi: imballaggio, provvigioni e Iva. BOLOGNA Giovedì 14/6 Frumento tenero nazionale: n. 1 - speciali di forza – – n. 2 - speciali p.s. 80 – – n. 3 - fino 79 – – Frumento naz. duro fino: produzione Nord – – produzione Centro – – Cereali da agricoltura biologica: frumento tenero – – frumento duro – – orzo – – Granoturco: nazionale comune um. 14% 197,00 198,00 Avena rossa – – Orzo: nazionale p.s. 62-64 – – nazionale p.s. 66-67 – – Sorgo bianco – – FIRENZE Venerdì 15/6 Frumento tenero: mercantile loc. p.s. 78-79 – – Frumento duro: buono merc. Toscana e Lazio – – Granoturco nazionale ibrido 154,00 160,00 Orzo: nazionale – – Avena toscana – – Sorgo – – FOGGIA Mercoledì 20/6 Frumento duro: fino p.s. 80 e oltre 260,00 265,00 buono mercantile p.s. 79 250,00 255,00 mercantile p.s. 77 245,00 250,00 Avena 200,00 210,00 Orzo: distico 190,00 195,00 nostrano 175,00 185,00 MILANO Martedì 19/6 Frumento: tenero di forza – – tenero panificabile – – tenero biscottiero – – tenero altri usi – – tenero da agricoltura bio – – duro da agricoltura bio – – naz. duro buono merc. Nord – – naz. duro buono merc. Centro – – Granoturco: nazionale ibrido c.tto 103 19,50 19,60 comunitario 20,00 20,10 da agricoltura bio 33,30 34,30 Orzo: nazionale pesante – – da agricoltura bio – – Avena nazionale – – Sorgo nazionale – – Triticale – – PADOVA Venerdì 15/6 Frumento: n. 1, p.s. 80 – – n. 3, p.s. 77 – – Granoturco giallo: ibrido farinoso Friuli 182,00 184,00 ibrido farinoso Veneto 185,00 189,00 Orzo p.s. 63/65 – – Avena: nazionale – – estera bianca 238,00 240,00 ROMA Mercoledì 20/6 Frumento (f. p. da magazzino venditore): tenero fino – – tenero buono mercantile – – tenero mercantile – – duro fino – – duro buono mercantile – – Granoturco (f. a. Roma): ibrido nazionale 214,00 215,00 Orzo: p.s. 60-63 172,00 176,00 p.s. 65-68 182,00 186,00 comunitario pesante – – Avena nazionale p.s. 47-50 – – TORINO Giovedì 14/6 Frumento: di forza 78-80 238,00 245,00 panif. superiore 76-79 233,00 235,00 Northern Spring 309,00 313,00 Granoturco: nazionale comune 203,00 204,00 Orzo nazionale – – Avena nazionale – – TREVISO Mercoledì 20/6 Frumento tenero: fino – – buono mercantile 225,00 227,00 Granoturco uso zootecnico: ibrido giallo Treviso-Venezia 192,00 194,00 ibrido giallo Friuli 189,00 191,00 Orzo nazionale p.s. sup. 62 – – L'I n fo rm at o re A gr ar io • 25/201 2 LI ST IN I 79
Risultati produttivi I risultati della prova di confronto varietale sono esposti in tabella 1. Le cultivar che hanno prodotto di più sono state VAC 59 F1 e Berlinkumer 2, seguite da Berlincum 2 e Nantese 2, della ditta La Semiorto Sementi; le restanti varietà hanno dato produzioni alquanto basse. Il diverso comportamento produttivo delle varietà in prova è fondamentalmente legato al diverso investimento di piante realmente realizzato, risultato più alto per VAC 59 F1 e Berlinkumer 2 (rispettivamente 49 e 52 piante/m2) e comunque dimezzato rispetto all'investimento teorico di 100 piante/m2. La resa in prodotto tolettato (prodotto cioè da cui sono state eliminate la terra e la parte verde della pianta è stata coerente con quella del prodotto commerciale. Riguardo i rilievi biometrici, le quattro varietà che hanno prodotto di più hanno fornito anche radici con un maggior peso medio unitario (da 17,3 a 23,8 g), mentre, dal punto di vista statistico, non si sono distinte tra loro e neanche rispetto alle altre varietà per quanto riguarda la lunghezza e il diametro delle radici. Le varietà in prova non si sono distinte per l'entità dei danni biotici e abiotici e la percentuale di radici deformate è oscillata dal 27,3 al 40,6%. Queste di erenze, comunque, non sono risultate statisticamente signi cative ed è bene anche far presente che, per il consumatore di prodotti bio, l'acquisto di carote biologiche deformate è ben accetto. Risultati qualitativi Circa i rilievi qualitativi sulla parte edule (tabella 2), tra le diverse cultivar non sono state registrate di erenze per l'integrità, mentre alcune differenze sono state registrate per la levigatura, la presenza di spaccature, la collettatura, il colore, la consistenza e l'omogeneità. Tra le quattro cultivar che hanno prodotto di più, la VAC 59 F1 e la BerOltre che di zuccheri, vitamine B1, B2 e C e di sali minerali, la carota è ricca del pigmento β-carotene, precursore della vitamina A, responsabile del tipico colore arancione della radice. Grazie a tutti questi costituenti e soprattutto grazie alla ricchezza di provitamina A, la carota è utile nella prevenzione di malattie degenerative e dell'invecchiamento, è protettrice della pelle e della vista, favorisce lo sviluppo del feto, è galattogena (stimola la produzione di latte), ha proprietà antianemiche e rivitalizzanti, è depurativa, diuretica, rinfrescante, antiemorragica, vermifuga, regolatrice dell'intestino, oltre che e cace contro le malattie dell'apparato respiratorio, i reumatismi, le insu cienze epatobiliari, l'arteriosclerosi e l'itterizia. • APPROFONDIMENTO Caratteristiche nutrizionali TABELLA 1 - Rilievi bio-produttivi eseguiti sulle carote raccolte nella prova di confronto varietale Varietà Densità reale di investimento (piante/m) Peso fresco prodotto Prodotto difettato Rilievi biometrici sulla radice alla raccolta (g/m) dopo tolettatura (1) (g/m) deformazione (%) danni biotici (%) danni abiotici (%) peso (g) lunghezza (cm) diametro (mm) Berlincum 2 34 abc 665 bcd 418 c 40,6 38,3 20,0 17,3 ab 9,8 17,1 Berlinkumer 2 52 a 1.068 bcd 765 ab 30,8 40,0 36,7 22,7 a 12,3 18,0 Flakee 2 21 abc 332 de 213 cd 22,8 41,0 26,7 9,3 b 9,4 17,8 Nantese 2 (O.S.) (2) 17 abc 573 cde 383 cd 30,7 18,0 28,0 19,8 ab 12,7 17,9 Nantese 2 (P.) (2) 16 abc 270 de 202 cd 27,8 40,0 50,0 9,3 b 7,7 16,2 Nantese 2 (S.S.) (2) 33 abc 680 bcd 530 bc 40,3 49,0 23,3 22,0 a 10,7 18,0 Nantese 3 11 bc 97 e 73 d 27,3 30,0 50,0 12,0 ab 11,0 13,6 VAC 59 F1 49 ab 1.166 ab 860 a 33,7 40,0 40,0 23,8 a 12,0 18,0 Media generale 49,0 1.166,0 860,0 33,7 40,0 40,0 23,8 12,0 18,0 Signifi catività (P = 0,05) * * * n.s. n.s. n.s. * n.s. n.s. (1) Tolettatura = eliminazione della terra e della parte verde della pianta. (2) O.S. = Orto del Sole; P. = Pagano; S.S. = La Semiorto Sementi. Le cultivar che hanno prodotto di più sono state VAC 59 F1 e Berlinkumer 2 grazie a un maggiore investimento di piante al metro quadro, rispettivamente 49 e 52. Le prove sono state condotte presso l'azienda agricola biologica Madre Natura di Squitieri Marialuisa, nel comune di Poggiomarino (Napoli). L'azienda è caratterizzata da un suolo franco-sabbioso (sabbia 74%, limo 16%, argilla 10%), con pH 8,03, contenuto in sostanza organica dell'1,15% e con 1,82 g/kg di azoto (N), 2,3 mg/kg di fosforo (PO) e 648 mg/kg di potassio (KO). Le cultivar di carota messe a confronto sono state: Berlincum 2 della ditta La Semiorto Sementi; Berlinkumer 2 di Garden Royal Sluis; Flakkee 2 Gigante Rossa di Bavicchi; la cultivar Nantese 2 fornita da parte di tre ditte Orto del Sole, Pagano, La Semiorto Sementi; Nantese 3 di Sementi Dotto; VAC 59 F1 di Vilmorin. Per la sola cultivar VAC 59 F1 si è provveduto a introdurre una tesi sperimentale consistente nell'ammendamento con 3 t/ha di compost da FORSU, impiegato tal quale (45% di umidità). Lo schema sperimentale adottato per ambedue le prove è stato a blocchi randomizzati con tre repliche, con parcelle elementari di 4 m; l'investimento adottato è stato di 100 semi/m, realizzato adottando una distanza di semina di 5 cm sulla la e 20 cm tra le le; la semina è avvenuta il 19 novembre 2009. La concimazione azotata è stata eseguita somministrando concimi commerciali organici consentiti in agricoltura biologica. La loro somministrazione è avvenuta sia prima della semina sia in copertura, così da apportare complessivamente 100 kg/ha di N, 80 kg/ha di PO e 200 kg/ha di KO. Durante il ciclo si è provveduto a mantenere pulite le parcelle dalle infestanti mediante interventi meccanici; nessun trattamento di difesa è stato attuato, in quanto non si sono manifestati particolari problemi tosanitari. La raccolta è avvenuta il 25 giugno 2010. • Come sono state impostate le prove 60 25/2012L'Informatore Agrario • ORTICOLTURA
Strength of Ideas, for a Record-Breaking Show. 2012 Bologna 2012 ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI MACCHINE PER L'AGRICOLTURA E IL GIARDINAGGIO INTERNATIONAL AGRICULTURAL AND GARDENING MACHINERY EXHIBITION / La forza delle idee, per un'edizione da primato. Organizzata da UNACOMA SERVICESurl con la collaborazione di BolognaFiere Spa Organized by UNACOMA SERVICE Surl in collaboration with BolognaFiere Spa Unacoma Service Italia - 00159 Roma - Via Venafro, 5 Tel. (+39) 06.432.981 - Fax (+39) 06.4076.370 eima@unacoma.it - www.eima.it www.eima.it 210.000 mq, 4 saloni tematici, 25.000 modelli, 1600 espositori, 200 convegni e workshop. 210,000 m2, 4 themed salons, 25,000 models,1600 exhibitors, 200 conferences and workshops.
Tutti i bandi per l'agricoltura sono visibili su www.informatoreagrario.it/infofi nagri Bandi aperti di prossima scadenza LIGURIA REGIME DI AIUTO Psr 2007-2013: Misura 123, Azione A - Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (settore agricolo) Benefi ciari e richiedenti. Microimprese e piccole e medie imprese che raccolgono, trasformano e/o commercializzano prodotti di base provenienti prevalentemente da aziende agricole ubicate in Liguria. Investimenti e operazioni agevolabili. Acquisto di macchine e attrezzature per la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli; investimenti necessari per l'adesione a sistemi di qualità certifi cata in base a norme comunitarie, nazionali e regionali; investimenti immateriali connessi agli investimenti precedenti (acquisto di software, creazione e/o ampliamento delle funzionalità di siti internet, acquisto di brevetti e licenze, onorari di professionisti e consulenti). Dotazione fi nanziaria. 361.576 euro. Ente a cui rivolgersi. Regione Liguria. Presentazione domande. 31-10-2012. Intensità e tipologia di aiuto e massimale. Aiuto in conto capitale pari al: 40% dell'investimento se il costo totale ammissibile non supera i 2 milioni di euro; 25% dell'investimento se il costo totale ammissibile supera i 2 milioni di euro. REGIME DI AIUTO Psr 2007-2013: Misura 123, Azione B - Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali (settore forestale) Benefi ciari e richiedenti. Microimprese che raccolgono, trasformano e/o commercializzano prodotti di base provenienti prevalentemente da superfi ci forestali ubicate in Liguria. Investimenti e operazioni agevolabili. Acquisto e/o sostituzione di macchine e attrezzature per gli interventi selvicolturali nonché per la prima lavorazione del legname; acquisto di attrezzature ed equipaggiamenti leggeri (motoseghe, decespugliatori, ecc.); investimenti in beni mobili e immobili per realizzazione, ampliamento e ammodernamento di aree per la raccolta, lo stoccaggio e la vendita del legname, ivi comprese le macchine e le attrezzature per la movimentazione del materiale; costruzione e ristrutturazione (o acquisto, qualora risulti meno costoso della costruzione) di fabbricati e relative pertinenze adibiti alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti forestali, escluso l'acquisto del terreno; acquisto di attrezzature per la raccolta dei prodotti forestali non legnosi. Sono inoltre ammissibili investimenti immateriali connessi agli interventi precedenti, tra cui l'ottenimento della certifi cazione della catena di custodia per i prodotti forestali secondo gli standard FSC e/o PEFC. Dotazione fi nanziaria. 361.577 euro. Ente a cui rivolgersi. Regione Liguria. Presentazione domande. 31-10-2012. Intensità e tipologia di aiuto e massimale. L'aiuto, concesso in conto capitale e in regime de minimis, è pari al 40% dell'investimento. PUGLIA REGIME DI AIUTO Psr 2007-2013: Misura 111 (I periodo) - Azioni nel campo della formazione professionale e dell'informazione, Azione 1 - Formazione Benefi ciari e richiedenti. Imprenditori e dipendenti delle aziende del settore agricolo, agroalimentare e forestale nonché i detentori di aree forestali. Investimenti e operazioni agevolabili. Partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento in aula, in campo e a distanza, compresi percorsi di formazione individuali, seminari, stage, workshop, e-learning. Il tutto fi nalizzato a favorire: il rispetto della normativa in materia di condizionalità, benessere degli animali, sanità pubblica e sicurezza sul lavoro; il rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente; la crescita delle capacità gestionali e manageriali degli imprenditori e delle capacità professionali dei dipendenti in materia di gestione tecnica, organizzativa ed economica dell'impresa. Dotazione fi nanziaria. 5 milioni di euro. Ente a cui rivolgersi. Regione Puglia. Presentazione domande. 31-7-2012, ma l'operatività del portale internet regiona le e del portale Sian (Sistema informativo agricolo nazionale) per la compilazione delle domande terminerà alle ore 12 rispettivamente del 27-7-2012 e del 28-7-2012. Intensità e tipologia di aiuto e massimale. L'aiuto è concesso attraverso un «voucher formativo» a copertura del 100% delle spese ammissibili sostenute per la partecipazione al corso di formazione. L'importo massimo del voucher è così defi nito: 1.000 euro per il corso di durata breve (sino a 40 ore); 1.800 euro per il corso di durata media (sino a 80 ore); 3.000 euro per il corso di durata lunga (150 ore). TOSCANA REGIME DI AIUTO Psr 2007-2013: Misura 223 (annualità 2013) - Imboschimento di superfi ci non agricole Beneficiari e richiedenti. Imprenditori agricoli e forestali e altre persone fi siche e giuridiche di diritto privato, siano essi proprietari o affi ttuari di terreni agricoli o non agricoli; cooperative agroforestali; consorzi forestali; enti pubblici e loro associazioni; aziende e società pubbliche di istituzione comunale e altre persone giuridiche di diritto pubblico. Investimenti e operazioni agevolabili. Primo imboschimento di superfi ci non agricole o superfi ci agricole incolte mediante la realizzazione delle seguenti tipologie di impianti: boschi permanenti; imboschimenti nelle aree periurbane di comuni con alta densità abitativa; impianti arborei con funzione di fi ltro antinquinamento e di schermatura (paesaggistica, antirumore, ecc.), in prossimità di canali, corsi d'acqua, infrastrutture lineari o aree industriali; impianti con piante micorrizate con tartufi . Dotazione fi nanziaria. Non specifi cata. Ente a cui rivolgersi. Regione Toscana. Presentazione domande. 31-10-2012. Intensità e tipologia di aiuto e massimale. Contributo a fondo perduto per le spese di impianto fi no a un massimo del 70% del costo totale ammissibile. Per interventi su terreni agricoli incolti è concedibile un premio annuale per ettaro per l'esecuzione delle cure colturali per un importo pari al 70% del costo totale ammissibile e per un periodo di 5 anni. Per imboschimenti realizzati su terreni agricoli di proprietà pubblica ed eseguiti da persone giuridiche di diritto pubblico, il sostegno è limitato esclusivamente alle spese di impianto. 36 25/2012L'Informatore Agrario • FINANZIAMENTI
Vicepresidenti sono stati eletti Enrico Scalerandi (vicario), Ernesto Balma e Tommaso Visca, quest'ultimo presidente dell'Associazione produttori latte Piemonte. E.Z. Cuneo: Igor Varrone direttore della Cia La Giunta provinciale della Cia di Cu-neo presieduta da Roberto Damonte, con l'intervento del presidente regionale Roberto Ercole e del direttore regionale Marzia Serasso, si è riunita il 14 giugno e ha provveduto al rinnovo degli incarichi direttivi, dopo la scomparsa del direttore provinciale Valentina Masante. Nuovo direttore è stato nominato Igor Varrone, che nei mesi scorsi aveva assunto la responsabilità dell'ufficio di Alba dell'organizzazione. Vicedirettore è stato nominato Silvio Chionetti: insieme a loro lavoreranno Yves Bernardi, chiamato a sovraintendere al bilancio provinciale, e Paolo Ambrogio, responsabile della zona di Cuneo. E.Z. LOMBARDIA Terremoto nel Mantovano: la Regione interviene Accesso al credito attraverso tre fondi, anticipo a luglio della pac, riapertura straordinaria con un nuovo bando della Misura 121 del Psr, proroga di adempimenti amministrativi. Dopo le proposte emerse venerdì 1 giugno al «Tavolo terremoto», al quale ha partecipato anche l'assessore regionale all'agricoltura Giulio De Capitani, e il passaggio tecnico-amministrativo nella conferenza di direzione dei dirigenti coordinata dal direttore della Dg agricoltura, Paolo Baccolo, la Giunta regionale della Lombardia ha de nito il pacchetto generale di misure di aiuto a fronte del sisma che ha colpito la provincia di Mantova. In particolare la cifra degli interventi ha raggiunto quota 43 milioni di euro. Risultano al momento 38 i comuni colpiti dal terremoto in provincia di Mantova censiti dalla Protezione civile e che hanno subito danni di vario genere dopo le due principali scosse. In quest'area operano 7.000 aziende agricole e 1.500 allevamenti. In particolare è grave la situazione nei casei ci, con migliaia di forme di Grana Padano e Parmigiano-Reggiano cadute dalle sca alature e irrimediabilmente danneggiate. Ma l'elenco dei danni si estende alle abitazioni rurali, alle strutture aziendali e agli impianti delle imprese vitivinicole. I danni per le scosse di terremoto hanno fatto salire a 705 milioni il computo dei danni nella zona del Mantovano. È ancora la provincia di Cuneo che riscuote il maggior successo (47,2% tra arrivi e presenze), seguita da Asti, con il 23,2%, e Alessandria, con il 17,8%. Nel capoluogo subalpino si fermano il 4,4% degli agrituristi che scelgono la campagna piemontese. Nel 2010 la regione subalpina poteva contare su 1.040 strutture agrituristiche con 3.908 camere per 9.105 posti letto: l'anno scorso le strutture sono salite a 1.129, con 4.084 camere per 9.489 posti letto (+ 4,2%). In aumento, nonostante la crisi, anche le presenze: da 242.608 del 2010 a 258.578 dell'anno scorso (+ 6,7%). L'attività agrituristica piemontese è regolamentata da una legge regionale del 1995, in fase di aggiornamento: la volontà è di andare verso una maggiore valorizzazione della tipicità dell'o erta gastronomica, attenuando i vincoli e le rigidità numeriche per i coperti. Secondo Rosanna Varese occorre inserire meglio le strutture agrituristiche nei circuiti promozionali, soprattutto le aziende più piccole, ancora lontane dall'essere presenti nelle o erte. Anche la Cia cuneese ha fatto il punto sull'agriturismo e sulla nuova legge regionale in corso di de nizione, con un convegno che si è tenuto all'Enoteca regionale di Canale di Alba l'11 giugno. Roberto Damonte, presidente della Cia di Cuneo e operatore agriturista ha evidenziato l'importante rivisitazione della normativa regionale in materia: «La normativa piemontese risale al 1995 – ha detto Damonte – e in questi 17 anni le condizioni dell'imprenditoria agricola e le esigenze degli ospiti sono notevolmente cambiate». Pierangelo Cena, presidente regionale di Turismo Verde (l'associazione agrituristica della Cia), ha dichiarato che «il nodo è dare valore all'azienda agricola incentivando chi lavora bene e usa prodotti locali. Ci sono poi aspetti pratici non secondari per tante aziende: se un agriturismo mette a disposizione meno di 10 coperti non ha alcun senso obbligarlo a dotarsi di una cucina a parte, simile a quella di un ristorante. Non è economicamente sostenibile e non è neppure ciò che il cliente desidera». E.Z. Paolo Dentis presidente della Confagricoltura di Torino A lla guida dell'Unione agricoltori di Torino, dopo 6 anni di presidenza di Vittorio Viora, non rieleggibile a termini di statuto, subentra Paolo Dentis, agronomo, 56 anni, conduttore di aziende agricole a None (Torino) e a Costanzana (Vercelli), consigliere del Consorzio agrario di Torino e del Laboratorio chimico della Camera di commercio torinese. Nel frattempo i soci del Consorzio di tutela del Grana Padano stanno svolgendo un'azione di solidarietà interna per attenuare i danni subiti dai casei ci terremotati, che verranno supportati dai colleghi non colpiti. Il Consorzio Grana sta gestendo il ritiro delle forme danneggiate dal terremoto, delle quali la maggior parte sarà destinata alla fusione, a usi alternativi o alla discarica. «Nel mese di luglio alcuni gruppi della grande distribuzione – ha spiegato Stefano Berni direttore del Consorzio – proporranno azioni mirate e particolari che prevedono la vendita di Grana Padano dop per sostenere in maniera forte e diretta i Comuni maggiormente colpiti dal terremoto. Un'azione che ha come obiettivo quello di raggiungere la cifra di un milione di euro. Hanno già dato la propria adesione Conad, Coop e Lidl, e altri gruppi ci stanno contattando interessati all'iniziativa». V.Po. Trattamenti obbligatori contro la cicalina I l Servizio tosanitario regionale ha pub-blicato la circolare per i trattamenti obbligatori contro la cicalina Scaphoideus titanus, vettore della avescenza dorata della vite, per la campagna 2012. I trattamenti, con insetticidi registrati per il controllo delle cicaline della vite, sono obbligatori su tutto il territorio regionale, nei vigneti e sulle piante di vite presenti nei vivai, negli orti e nelle collezioni botaniche. È obbligatorio un trattamento sul territorio delle province di Bergamo, Brescia e di parte delle province di Pavia e di Sondrio (per l'elenco dei Comuni si rimanda al sito internet www.agricoltura.regione.lombardia.it e www.ersaf.lombardia.it), mentre per il resto del territorio lombardo vige l'obbligo di e ettuare due trattamenti. In questo caso il primo intervento insetticida dovrebbe essere e ettuato, visto l'attuale andamento climatico, tra il 13 e il 23 giugno e il secondo intervento da ne giugno a metà luglio, periodo consigliato anche nel caso si debba e ettuare un solo trattamento. Il Servizio tosanitario ricorda inoltre che per garantire la massima e cacia degli interventi gli stessi devono essere e ettuaAdulto di Scaphoideus titanus 2525/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ DALLE REGIONI
Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO Ottimizzare la distribuzione riducendo la deriva. Pubblicato su L'Informatore Agrario n. 38/2011 a pag. 49. www.informatoreagrario.it/bdo • 100 80 60 40 20 0 Ge rm o gl i (% ) 1.300 L/ha; dose piena 900 L/ha; dose –31% 370 L/ha; dose –29% 540 L/ha; dose piena 540 L/ha; dose piena (antideriva) Germogli con < 3 mine/fogliaGermogli sani Germogli con > 3 mine/foglia GRAFICO 3 - Danno da cemiostoma su germogli (28 luglio 2011) La forte riduzione di agrofarmaco (−29% e −31%) nella miscela fi tosanitaria non ha permesso il contenimento del cemiostoma. Ridurre i volumi di distribuzione è possibile Nei primi tre anni di sperimentazione l'impiego di volumi d'acqua e dosi di agrofarmaco ridotti non ha determinato problemi tosanitari. Tutte le avversità sono state contenute e cacemente e, dal momento che sul testimone non trattato molte avversità erano presenti in percentuale non trascurabile, questo dato è da ricondurre all'azione degli interventi toiatrici eseguiti. Nel 2011, invece, è stata rilevata per alcune tesi una minore capacità di contenimento delle avversità. A fronte di un'e cacia ottimale nel contenimento delle principali patologie fungine, l'impiego di volumi di distribuzione e di dosi di agrofarmaco estremamente ridotti ha determinato di erenze notevoli per quanto riguarda la difesa da alcuni tofagi, quali a de lanigero, cemiostoma e carpocapsa. Nel caso dell'a de lanigero, si ritiene che un volume di 300 L/ha potrebbe non essere su ciente a determinare la bagnatura adeguata per il contenimento di questa avversità. L'importante presenza di cemiostoma e carpocapsa potrebbe essere stata favorita anche «dall'e etto accumulo» che la realizzazione di questa sperimentazione potrebbe aver determinato negli anni. Va ricordato a questo proposito che su Mariri Red sono stati mantenuti gli stessi volumi e le stesse dosi utilizzati negli anni precedenti, sebbene la massa vegetativa fosse aumentata notevolmente. Nel 2011 la dose di agrofarmaco distribuita era quindi estremamente contenuta, con riduzioni variabili dal 17 a oltre il 60%. I risultati biologici del quarto anno di prova, evidenziando problemi tosanitari soltanto nelle tesi caratterizzate da riduzioni estremamente elevate (300 L/ha circa e dose di agrofarmaco ridotta del 30% e oltre), confermano la possibilità di ridurre i volumi di miscela e, soltanto per i prodotti ad azione fungicida, i dosaggi di agrofarmaco, senza compromettere l'e cacia biologica dell'intervento. I risultati ottenuti confermano, inoltre, l'applicabilità di metodi (Trv) che tengano conto dell'e ettiva dimensione delle piante per la determinazione dei volumi e delle dosi ottimali. È chiaro che la riduzione dei volumi e la loro de nizione in funzione delle caratteristiche dimensionali del frutteto richiedono importanti accorgimenti tecnici, un'attenta valutazione della dimensione del frutteto, un accorto monitoraggio delle avversità in campo e la corretta funzionalità e regolazione della macchina irroratrice. Tuttavia, il raggiungimento di una maggior e cienza nella lotta tosanitaria in frutteto è oggi una priorità, al ne di garantire produzioni di primo piano, salvaguardando al tempo stesso la funzionalità e la salubrità dell'agroecosistema. Laura Asteggiano, Luca Giordani Alessandro Bevilacqua, Luca Serre Graziano Vittone Creso - Centro ricerche per la frutticoltura Cuneo Gianluca Oggero, Mario Tamagnone Paolo Balsari Deiafa - Università di Torino Giampiero Sabena Andrea Armando Agenzia 4A, Coldiretti Cuneo Si ringraziano: l'azienda Giraudo Osvaldo e Oreste di Tarantasca (Cuneo), la quale ha ospitato le operazioni di sperimentazione; la società Syngenta Crop Protection per la fornitura dei prodotti impiegati nella difesa e per il supporto tecnico (Roberto Bassi e Valerio Salgarolo); la ditta Nobili srl, per aver fornito la macchina irroratrice e la relativa componentistica. Attività di ricerca svolta grazie al contributo di Regione Piemonte (Progetto di ricerca Rica) e Camera di commercio di Cuneo. Campo sperimentale con lo schema delle parcelle a blocchi randomizzati 1 1 1 1 1 1 2 2 2 2 2 2 3 3 3 3 3 3 4 4 4 4 4 4 5 5 5 5 5 5 Ognuno dei blocchi interessa 4 segmenti di fi lare lunghi 26 m per una superfi cie di 468 m2 per Mariri Red e 478 m2 per Golden. 5125/2012 • L'Informatore Agrario SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI
ti utilizzando elevati volumi della miscela contenente l'insetticida, così da garantire la completa bagnatura delle vegetazione; inoltre ricorda il divieto di trattare in fase di oritura, anche della vegetazione sottostante, se non dopo la sua sfalciatura. E.F. Si farà la centrale a biomasse di Rodengo Saiano La recente decisione del Tribunale am-ministrativo della Lombardia, che ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da alcuni comitati locali, consentirà il completamento della centrale a biomasse legnose che sta sorgendo in provincia di Brescia, a Rodengo Saiano. L'iniziativa, sostenuta dalle rappresentanze locali degli operatori del verde, si concretizzerà nella realizzazione di un impianto all'avanguardia, di potenza pari a 1 MW, alimentato esclusivamente dal materiale proveniente dai lavori di manutenzione (tagli, potature, sfalci, ecc.) e ettuati nei parchi e nei giardini della provincia, senza ricorrere a materiale prelevato dai boschi e senza utilizzare biomasse coltivate su super ci agricole. Il quantitativo stimato di scarti vegetali che arriveranno alla centrale è di 13.000 tonnellate all'anno, cui corrisponderà una produzione di energia di circa 8.000 MW/ora all'anno, pari al fabbisogno di corrente elettrica di 4.000 famiglie, mentre l'acqua calda di risulta sarà destinata al riscaldamento di serre e ad altre attività. E.F. TRENTINO-ALTO ADIGE Prodotti assicurati per 280 milioni di euro Ammonta a 280 milioni di euro il va-lore dei prodotti agricoli assicurati in Trentino contro il rischio di danni da eventi meteorici e calo di reddito per la stagione 2012. I contratti stipulati sono oltre 11.000. Nel 2011 il valore assicurato si era fermato a 230 milioni di euro. I dati del Trentino sono in controtendenza rispetto all'ambito nazionale. S.F. Inaugurata la cantina ipogea più grande del Trentino Lo scorso 9 giugno è stata u cialmente inaugurata la più grande struttura enologica ipogea del Trentino: la cantina di Mori Colli Zugna. La struttura è infatti quasi completamente interrata, dei sui 100.000 m solo 1.500 sono visibili e, comunque, completamente armonizzati con il territorio. La nuova cantina, inaugurata dal presidente Flavio Chizzola e dalle molte autorità intervenute, è il risultato di un percorso nato nel 1997 quando, dopo la fusione delle due cantine (Mori e Colli Zugna), i soci hanno subito condiviso l'idea che non fosse sostenibile mantenere due strutture. Per questo nel 2007 si è dato il via ai lavori per la realizzazione della cantina ipogea e già nel 2011 si sono raccolte le uve degli oltre 600 soci nella cantina. Pi.Be. Distribuite le schede per la valutazione dei rischi in azienda Sono circa 7.000 le schede anagra che che i tecnici dell'Unità qualità e sicurezza delle liere agroalimentari della Fondazione Edmund Mach-Istituto agrario di S. Michele hanno distribuito ad altrettanti conduttori di azienda ortofrutticola e/o viticola con l'invito a segnare macchine, attrezzature e operazioni tecnico-colturali normalmente eseguite nelle singole unità produttive. Basandosi sulla descrizione delle singole realtà aziendali, i tecnici elaboreranno mediante programma computerizzato lo schema individuale da seguire nella compilazione del documento di valutazione dei rischi e delle misure di prevenzione durante l'intero anno solare. S.F. VENETO Prime valutazioni sul Psr 2012 Resta alto l'interesse degli agricoltori verso le proposte del Programma di sviluppo rurale (Psr); né potrebbe essere altrimenti, considerato che si tratta di gran lunga del più importante strumento disponibile a sostegno degli investimenti compiuti dalle imprese agricole. I dati ancora provvisori relativi ai Bandi 2012, infatti, parlano di quasi 8.000 domande presentate per una richiesta complessiva di aiuti intorno ai 173 milioni. Di questi, più di 119 riguardano la competitività del settore primario, a dimostrazione di come le imprese agricole non abbiano ancora rinunciato ad innovare nonostante la crisi. All'interno della partita competitività la misura più richiesta è la 121 sull'ammodernamento delle aziende, con una domanda complessiva di 71 milioni, mentre si conferma l'interesse per gli interventi diretti a favorire l'insediamento dei giovani agricoltori (oltre 35 milioni richiesti). Le cifre richieste per l'indennità nelle zone montane e per le domande agroambientali sono rispettivamente di quasi 14 milioni e circa 12 milioni. Ad.A. FRIULI VENEZIA GIULIA Coldiretti bacchetta la Regione «I ritardi nell'erogazione dei fondi del Psr penalizzano le imprese agricole che investono e rallentano il processo di evoluzione del sistema delle aziende che stanno aumentando nelle dimensioni e nei fatturati». La sua denuncia il presidente di Coldiretti Udine, Rosanna Clocchiati, l'ha fatta nel corso della recente assemblea ordinaria di Coldiretti che ha approvato i bilanci (provinciali) consuntivo e preventivo, illustrati nei dettagli dal direttore Angelo Corsetti. «Nel 2011 – ha detto ancora la Clocchiatti – sono venuti al pettine i nodi denunciati da Coldiretti nel 2009 e nel 2010 e che riguardano i ritardi nell'istruttoria e nella liquidazione delle domande. Eravamo i primi in Italia – ha detto ancora la Clocchiatti - ma ora siamo agli ultimi posti come capacità di spesa e questo pesa enormemente sulle imprese che vogliono investire e crescere, soprattutto su quelle gestite dai giovani». Nonostante le di coltà, continua il processo di crescita dimensionale delle imprese agricole friulane passate da 7 a 10 ettari, a fronte di una media nazionale di 8 ettari. Le aziende con più di 30 ettari rappresentano il 7% del totale (a ottobre 2010 erano 22.237 a livello regionale) contro il 5% della media nazionale. Parole fortemente critiche nei confronti della Direzione regionale alle risorse rurali anche nell'intervento del presidente di Coldiretti Fvg, Dario Ermacora, che ha portato all'assemblea due notizie positive ma che, paradossalmente, evidenziano ancora una volta i non buoni rapporti con l'Assessorato. La prima è che in sede di variazione di bilancio la Regione ha stanziato ulteriori 2 milioni di euro per l'agricoltura, soprattutto per nanziare i progetti presentati dai giovani imprenditori, che vanno ad aggiungersi ai 7 inizialmente previsti, ma in gran parte (oltre 4) destinati a nanziare attività di forestazione. La nuova cantina di Mori (TN) ATTUALITÀ DALLE REGIONI 26 25/2012L'Informatore Agrario •
in campo con successo Mini Seedliner tour prove in campo per otto cantieri di semina La Gamma Irroratrici Striger + Maxima accoppiata vincente - Cascina Scudo Bianco - Il Raccolto www.kuhn.it numero 1-2012 SPECIALE PRODOTTO TCS TESTIMONIAL DAL CAMPO MECCANIZZAZIONE AGRICOLA Pubblicato Kuhn Family Una fi nestra quotidiana sull'attività delle aziende agricole La rivista si chiama Kuhn Family, come la famiglia di attrezzature che, sempre più numerosa, copre le variegate necessità della meccanizzazione agricola. L'obiettivo di Kuhn Family, uscito in questi giorni con il suo primo numero, è infatti per Kuhn quello di sentirsi sempre più vicino all'utente fi nale, attraverso uno strumento attuale, duttile e mirato, che permetta un contatto diretto e un feedback costante con i professionisti dell'agricoltura. Partendo da questo concetto Kuhn Family si propone come una fi nestra quotidiana sull'attività delle aziende agricole, che diventano esempi, testimonial e opinion leader delle tecniche colturali e del migliore impiego delle attrezzature Kuhn. Attori del giornale sono dunque i clienti e i concessionari Kuhn, attraverso le esperienze dei quali l'azienda si propone di offrire una visione pratica e reale delle opportunità che il marchio offre per affrontare le sfi de del domani. Kuhn Family è disponibile presso tutti i concessionari Kuhn ed è inoltre scaricabile in versione pdf dal sito www.kuhn.it ••• Arvatec, azienda italiana leader nella produzione e nella vendita di sistemi GPS per l'agricoltura, propone il nuovissimo monitor touchscreen Versa, fi rmato AgLeader. Con la sua dimensione da 8.4” è il giusto compromesso che si colloca fra Edge 6.5” e Integra 12”. Versa è stato concepito per gestire con un solo display tutte le funzioni richieste dalla moderna agricoltura di precisione, ridurre i tempi di lavoro e ottimizzare la distribuzione dei prodotti (semi, concimi, antiparassitari, diserbanti). Versa permette di economizzare gli investimenti, ridurre gli ingombri in cabina, facilitare lo spostamento da un mezzo all'altro, semplifi care la gestione della macchine lavorando con un solo terminale. Infatti, oltre alle classiche operazioni di guida parallela manuale o automatica, permette il controllo diretto e la gestione delle macchine di semina, diserbo e concimazione, la mappatura delle produzioni, la regolazione dell'altezza da terra delle barre di distribuzione tramite sensori a ultrasuoni e la gestione di sistemi di iniezione chimica diretta, grazie a specifi ci kit da installare su macchine operatrici non predisposte. Versa, sfruttando la tecnologia Isobus 11783, può essere anche abilitato a Virtual Terminal Monitor per controllare e comandare direttamente le macchine operatrici «Isobus ready» di più recente costruzione senza dover apportare alcuna modifi ca. Tramite Versa è possibile registrare tutte le operazioni di campo per creare il quaderno di campagna direttamente sul trattore senza doversi più appuntare nulla sul classico taccuino. Per ulteriori informazioni: Arvatec srl - Viale dei Kennedy, 87/a 20027 Rescaldina (MI) tel. 0331.464840 www.arvatec.it Versa, monitor multifunzione per l'agricoltura di precisione GUIDA PARALLELA E CONTROLLO MACCHINE OPERATRICI AIUTI ALLE POPOLAZIONI COLPITE La solidarietà di Laverda per i terremotati Oltre a un contributo economico raccolti generi di prima necessità L'iniziativa di solidarietà promossa congiuntamente da Confi ndustria e dalle segreterie generali di Cgil, Cisl e Uil per aiutare le popolazioni, i lavoratori e il sistema produttivo dei territori dell'Emilia-Romagna e della provincia di Mantova danneggiati dai recenti eventi sismici è stata fatta propria da Laverda e dalle maestranze del sito produttivo Agco di Breganze (Vicenza). Tutti i lavoratori e le lavoratrici devolveranno il corrispondente di un'ora del proprio lavoro in segno di solidarietà e di sostegno alle popolazioni ripetutamente colpite dal terremoto. Dal canto suo Laverda parteciperà all'iniziativa di solidarietà con un contributo equivalente, da destinare a interventi di supporto per le popolazioni e ai fi ni della ricostruzione del tessuto produttivo di quelle aree, tanto duramente danneggiate. «Il sistema produttivo dell'Emilia-Romagna – ha dichiarato Francesco Quaranta, vicepresident e general manager harvesting Agco e amministratore delegato Laverda – deve essere sostenuto in un momento così delicato per il rilancio della nostra economia e del sistema-Paese». Fra le aziende lesionate dagli eventi sismici vi sono anche fornitori e partner commerciali di Laverda e questo accresce la sensibilità di lavoratori e lavoratrici dell'impianto produttivo di Breganze verso le diffi coltà delle popolazioni colpite. Ecco perché, oltre al contributo economico, le maestranze e le rappresentanze sindacali aziendali hanno istituito in azienda un punto di raccolta di generi di prima necessità che resterà attivo fi no al 16 giugno. Tutto il materiale accumulato sarà recapitato direttamente ai comuni delle zone terremotate, grazie alla collaborazione di Highway Truck Team di Thiene (VI), associazione di autotrasportatori, i quali effettueranno le consegne con i loro camion. «Ci auguriamo – ha concluso Quaranta – che la nostra solidarietà possa contribuire ad alleviare, almeno in parte, il momento drammatico che quelle popolazioni stanno vivendo». ••• AGRO INDUSTRIA 7125/2012 • L'Informatore Agrario
Il 15 maggio è stato l'ultimo giorno uti-le per la presentazione della domanda unica di pagamento della pac per il corrente anno 2012. Ora è possibile e ettuare la revoca, le modi che e altre comunicazioni. Mi risulta che anche in questo caso ci sono delle precise scadenze da tenere in considerazione, il cui mancato rispetto comporta delle penalità in termini di minori aiuti incassati. È possibile avere chiarimenti in merito? Marco Ranieri Per quanto riguarda la circolare annuale sulla pac dell'organismo pagatore Agea che si applica alle Regioni che sono sprovviste di uno proprio, le date di presentazione delle domande per la campagna 2012 sono le seguenti: • 15-5-2012 per le domande di conferma della domanda unica di pagamento 2011 e iniziali; • per il tabacco, la circolare prot. ACIU.2012.49, ha ssato al 15-6-2012 la stipula dei contratti di coltivazione del tabacco. Conseguentemente, l'organismo pagatore Agea dispone che i produttori che presentano domanda unica 2012, per richiedere il sostegno speci co per il miglioramento della qualità del tabacco, possono comunicare successivamente al 15-6-2012 gli estremi del contratto allo scrivente organismo pagatore; • le domande di modi ca rispetto alla versione iniziale andavano presentate entro il 31-5-2012; • le domande di revoca parziale e le domande di modi ca ai sensi dell'art. 73 del regolamento Ce n. 1122/2009 possono essere presentate no al momento della comunicazione dell'irregolarità da parte di Agea; • le comunicazioni relative alle cause di forza maggiore e circostanze eccezionali devono essere presentate entro i 10 giorL'ESPERTO RISPONDE Le scadenze per le domande della pac ni lavorativi a decorrere dal momento in cui sia possibile procedervi e, comunque, non oltre il 15-6-2013; • le comunicazioni ai sensi dell'art. 82 del regolamento Ce n. 1122/2009 (cessione di aziende) devono essere presentate non oltre il 15-6-2013. Per gli agricoltori la cui azienda fosse localizzata nelle regioni con propri organismi pagatori (Lombardia, Toscana, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, ecc.) suggeriamo di rivolgersi ai competenti uf ci e ai centri di assistenza specializzati. In linea di massima, però, le date di scadenza dovrebbero coincidere. E.C. La moratoria sui mutui bancari In questo momento uno dei problemi principali con i quali la mia azienda sta facendo i conti è la di coltà di accesso al credito. Le banche non danno ducia a noi imprenditori. La liquidità scarseggia, anche per le poco brillanti condizioni economiche e di mercato: prezzi bassi e costi crescenti. Ho letto su L'Informatore Agrario di un accordo sottoscritto tra le banche, il Governo e le associazioni imprenditoriali che prevede la sospensione della restituzione della quota capitale dei crediti per 12 mesi. È possibile avere ulteriori dettagli in merito? Pino Celebrano L'accordo è stato sottoscritto all'inizio del 2012 e segue un'analoga iniziativa del 3-8-2009. Il sistema bancario si è impegnato a mettere a disposizione una serie di strumenti a favore delle piccole e medie imprese con particolare riferimento alla nuova moratoria sui mutui. Tutte le linee di credito aperte dalle imprese bene ciano della sospensione, la quale si applica non solo ai mutui, ma anche al leasing. Sono ammessi a tale bene cio tutte le tipologie d'impresa, comprese quelle agricole. La condizione è di non avere so erenze o esposizioni nei confronti delle banche. L'accordo prevede tre tipologie di intervento. La prima è la sospensione per 12 o 6 mesi della restituzione della quota capitale delle rate di mutuo e dei canoni di leasing. Per accedere a tale agevolazione è necessario che le rate non siano scadute da oltre 90 giorni. Il secondo intervento è l'allungamento no a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine e no a 120 giorni per il credito agrario di conduzione. In ne l'accordo prevede l'intervento per capitalizzare le imprese. In pratica, nei casi di ra orzamento patrimoniale, con l'immissione di nuovi fondi da parte dell'imprenditore, le banche si attiveranno per la concessione di un nanziamento la cui entità è in linea con l'aumento dei mezzi propri. Da ultimo si segnala che le domande degli imprenditori interessati devono essere presentate entro il 31-12-2012 direttamente alle banche, le quali, in base all'accordo siglato, sono tenute a fornire una risposta entro 30 giorni. E.C. NEL PROSSIMO NUMERO 26 che uscirà il 29 giugno disponibile on line dal 28 giugno SPECIALE Gestione del suolo in vigneto Vantaggi dell'inerbimento Scelta delle essenze Nuove tendenze ORTICOLTURA Varietà di lattuga autunnale in prova MECCANICA John Deere 6210 R • • • • • 525/2012 • L'Informatore Agrario DIALOGO CON I LETTORI
ambientali puntando soprattutto sull'occupazione giovanile. La strategia futura, è stato sottolineato, è basata soprattutto sull'innovazione e sulla continua ricerca che gli agricoltori devono fare proprie per poter inaugurare una nuova fase di sviluppo del settore agricolo. Il punto focale sarà la creazione di una agricoltura così detta «attiva» basata sulla sostenibilità e sulla redditività delle produzioni. P.D.I. PUGLIA Allarme per il latte sottoprezzo I l gruppo di interesse economico per la zootecnia della Confederazione italiana agricoltori di Puglia ha esaminato nei giorni scorsi i problemi relativi al settore lattiero-caseario anche in riferimento al prezzo del latte alla stalla. Sotto accusa il fenomeno del cosiddetto «latte spot» che viene acquistato da alcuni casei ci pugliesi addirittura a 28 centesimi al litro, provenienti da Paesi comunitari dell'Est europeo e da Paesi terzi. Già il costo del trasporto non giusti ca assolutamente un prezzo così basso, il che lascia sorgere il dubbio che dietro questo latte di incerta provenienza operino delle vere e proprie organizzazioni poco trasparenti. Il risultato, preoccupante, è che sul mercato pugliese si trovano mozzarelle vendute sia a 4-5 euro sia a 7-8 euro al chilogrammo, innescando una prospettiva secondo la quale i casei ci che pagano correttamente il latte secondo il contratto interprofessionale rischiano di soccombere, mentre altri sopravvivono grazie a prodotti di dubbia provenienza e genuinità. È quindi urgente, secondo la Cia, che gli organi preposti controllino in modo mirato le provenienze del latte spot , accelerando l'applicazione del marchio Prodotti tipici di Puglia che a regime potrà signi care una sicura svolta in direzione della trasparenza per la commercializzazione del latte e suoi derivati. A questi problemi, secondo la Cia di Puglia, se ne aggiungono altri per la zootecnia pugliese, come il rimborso dei pagamenti legati allo splafonamento sulle quote latte, come i ritardi notevoli dei pagamenti agli allevatori da parte dei casei ci. G.T. SARDEGNA L'agriturismo perde colpi Calano le presenze negli agriturismo e per rilanciare il comparto Coldiretti, attraverso il proprio braccio operativo Terranostra Sardegna, promuove un importante mezzo di divulgazione: la guida «Agriturismo in Sardegna», un manuale che raccoglie indirizzi e scheda delle 130 strutture aderenti all'associazione sulle oltre 800 presenti in Sardegna. La guida è stata presentata alla stampa unitamente al report 2012 sull'andamento dell'agriturismo regionale, dal quale risulta che in appena due anni, dal 2010 a oggi, le prenotazioni negli agriturismi sardi sono diminuite oltre il 60%, con una netta essione dei visitatori italiani e una tenuta del mercato estero. «Tutte le province – ha spiegato Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna – hanno avuto dei cali importanti, anche se il maggior ribasso si è registrato in quella di Cagliari». La essione è confermata dai dati sulle prenotazioni presso il centro operativo dell'associazione: da 15.662 notti registrate nel giugno del 2010 si è passati a 5.700 notti dello stesso periodo di quest'anno. Un calo dovuto anche alla questione dei trasporti, dal momento che «quando non c'era il problema dei traghetti gli italiani la facevano da padroni. Quest'estate, le prenotazioni dei turisti stranieri hanno raggiunto quelle degli italiani. Segno che almeno i voli low cost funzionano» ha speci cato Saba. La guida, corredata di scheda dettagliata delle strutture aderenti, con l'indicazione del numero di camere e di coperti, dei servizi a disposizione e della vicinanza ai principali monumenti e luoghi di interesse dell'Isola, sarà di usa, per ora in 5.000 copie, anche nei circoli dei sardi all'estero e negli aeroporti. Ma.C. Parte il Piano contro la peste suina V ia libera al decreto attuativo del Piano di eradicazione della peste suina africana per il 2012. Il provvedimento, rmato dall'assessore della sanità Simona De Francisci, prevede gli interventi che riguardano gli animali (suini e cinghiali), gli allevamenti e gli stabilimenti che producono carni e insaccati. Gli obiettivi principali del provvedimento, approvato nei giorni scorsi anche dalla Commissione europea – si legge in una nota dell'Assessorato – sono la tutela sanitaria del patrimonio suinicolo, compreso quello selvatico, e la promozione del commercio di carni suine e dei loro derivati. Il Piano, concordato a suo tempo, potrà ora decollare e contare su 510.000 euro di fondi regionali, ai quali concorreranno risorse nanziarie dell'Unione Europea per un massimo di 100.000 euro. «Questo decreto – spiega l'assessore – mette in atto tutte quelle misure in campo sanitario previste dal Piano già esposto a Bruxelles ed è un'ulteriore tappa, dopo il recente protocollo d'intesa con le associazioni agricole e il decreto urgente del presidente della Regione, nel percorso che la Sardegna sta portando avanti per debellare la peste dal territorio isolano». Ma.C. SICILIA La doc Sicilia ha il suo Consorzio Una signi cativa accelerazione per l'uti-lizzazione, già a partire dalla prossima campagna, del vino a marchio doc Sicilia. Nei giorni scorsi, su iniziativa delle organizzazioni professionali agricole (Cia, Coldiretti e Confagricoltura), di quelle cooperativistiche (Lega, Confcooperative e Agci) e Assovini è stato costituito il Consorzio di tutela dei vini doc Sicilia. A presiedere il primo Consiglio di amministrazione, che dovrà provvedere alla formalizzazione di tutti gli adempimenti necessari per ottenere il riconoscimento ministeriale, è stato indicato il marsalese Antonio Rallo. Lo scopo dell'organismo è essenzialmente quello di tutelare, promuovere, valorizzare e informare il consumatore nonché di curare gli interessi generali della doc Sicilia. Il Consorzio ha come obiettivo quello di poter ottenere il riconoscimento ministeriale ai sensi del 4° comma dell'art. 17 del dlgs 61/2010 (erga omnes) per poter svolgere non solo le azioni di promozione, ma anche e soprattutto quelle di vigilanza nell'ambito commerciale, in collaborazione con l'U cio repressioni frodi, nei confronti di tutti coloro che hanno rivendicato i vini a doc Sicilia. Possono aderire al Consorzio tutti gli operatori, singoli o associati, che esercitano una o più attività tra quelle di produzione delle uve, vini cazione e imbottigliamento. Tra i compiti previsti dallo Statuto quello di istituire il marchio consortile garantendone l'uso, nel caso di riconoscimento erga omnes, a tutti i produttori inseriti nel sistema di controllo, anche se non aderenti al Consorzio. Sempre in tema di vino, il neoassessore alle risorse agricole, Francesco Aiello, ha comunicato che nella ripartizione dei fondi dell'ocm di settore alla Sicilia è stata assegnata una somma aggiuntiva rispetto al 2011. I nanziamenti complessivi per l'annualità in corso passano quindi a un totale di 56 milioni di euro (+1,5 milioni di euro). La quasi totalità di queste somme aggiuntive sarà destinata alla misura che riguarda la ristrutturazione e riconversione dei vigneti. G.Mo. Alla presidenza del Consorzio doc Sicilia è stato chiamato Antonio Rallo 2925/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ DALLE REGIONI
Buone notizie per la bietola italiana CRESCONO LE SUPERFICI NELLA CAMPAGNA 2012-2013 di Alberto AndrioliÈ dal 2006, l'anno della famige-rata ocm zucchero che ha por-tato al drastico ridimensiona-mento del settore bieticolosaccarifero italiano, che non si poteva dare una buona notizia per i bieticoltori italiani. In realtà le novità positive sono addirittura due: da un lato la sensibile crescita delle super ci investite a bietola quest'anno, dall'altro il compimento del progetto di integrazione tra le due maggiori organizzazioni del settore: Anb e Cnb, che hanno costituito la Cgbi, Confederazione generale dei bieticoltori italiani. Unità, dalle parole ai fatti Cominciamo proprio da quest'ultimo fatto, non solo per la sua oggettiva importanza ma anche per la «rarità» nel panorama italiano, caratterizzato più dalle divisioni che dalle alleanze. Come ci ha spiegato il direttore di Anb, Michele Di Stefano, non si tratta di una fusione ma di due realtà che d'ora in poi si presenteranno unite in una associazione di secondo livello. Un modo per garantire agli associati la migliore rappresentanza possibile e tutte le sinergie necessarie per a rontare al meglio un mercato che negli ultimi anni ha completamente cambiato faccia. Ma, sottolinea Di Stefano, è anche un segnale politico importante per tutto il mondo agricolo italiano, che di unità avrebbe disperato bisogno. Il primo presidente di Cgbi sarà Alessandro Mincone, attuale presidente di Cnb. Crescono le superfi ci L'altra buona notizia per il settore bieticolo-saccarifero italiano è l'aumento delle super ci seminate quest'anno: secondo i contratti raccolti si dovrebbe superare ampiamente quota 54.000 ettari (vedi tabella) con una crescita complessiva del 20%. E questo nonostante il dimezzamento delle super ci al Sud, causato dalla incerte prospettive dello Zuccheri cio del Molise di Termoli. La nascita della Confederazione generale dei bieticoltori italiani, che aggrega Anb e Cnb, è un segnale forte da un settore che sembra aver superato lo «choc ocm» La spiegazione di questo aumento è semplice. Dopo la scarsa chirezza dello scorso anno, ai bieticoltori sono state nalmente date garanzie precise sul prezzo, a un livello ritenuto soddisfacente: per zone tradizionali si è arrivati a 50 euro/tonnellata nell'accordo Eridania Sadam e a 49,50 per CoProB. Un livello raggiunto anche grazie alla valorizzazione energetica delle polpe, ritirate a un prezzo di 5,90 euro/ tonnellata. Aumentato anche l'acconto, che passa da 18,5 euro/t a 24 per Sadam e a 21 per CoProB. Attività sempre più diversifi cate Il ridimensionamento numerico del comparto bieticolo ha avuto però un altro risvolto: ha spinto le associazioni a diversi care la propria attività; Anb ha ampliato il proprio interesse verso i cereali e le colture oleaginose, offrendo agli agricoltori contratti molto vantaggiosi, e verso le agroenergie. Attualmente sono in fase di realizzazione 5 impianti a biogas (3 in Veneto, 1 in Lombardia e 1 in Emilia-Romagna) che verranno alimentati soprattutto con le polpe di bietola. Le attività saranno gestite da una speci ca società, Anb Holding, a cui faranno capo tutte le partecipate. Insomma, il mondo bieticolo si sta attrezzando alle nuove s de. • Confronto tra le superfi ci investite nell'annata 2011-12 e quelle contrattate nell'annata 2012-13. Dati riferiti al 3-4-2012 Società Stabilimenti Superfi cie coltivata annata 2011-12 (ha) Superfi cie coltivata annata 2012-13 (ha) Differenza (%) Eridania Sadam San Quirico (PR) 8.655,30 14.835 71 CoProB Pontelongo (PD) 25.555,94 33.860 32Minerbio (BO) Zucc. del Molise Termoli (CB) 11.331,91 6.000 47 Totale generale 45.543,15 54.695 20 Fonte: Anb. La forte crescita delle semine al Nord compensa ampiamente il calo nel Meridione. Il prezzo che verrà pagato ai bieticoltori del Nord arriverà a toccare 50 euro/t 1325/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ
Carota: superfi ci nel mondo e in Italia La coltivazione di carota in Europa risale a oltre 2000 anni fa. Oggi è coltivata un po' in tutto il mondo, per una super cie complessiva di 1.211.573 ha (FaoStat, 2009), con i due terzi della produzione concentrata in Europa e Asia. In Italia, insieme alla pastinaca (Daucus sativus), è coltivata su una super cie di 12.598 ha, per una produzione totale di 537.642 t (Istat, 2010). Le regioni italiane dove viene maggiormente coltivata sono Sicilia (3.575 ha), Emilia-Romagna (2.500 ha), Lazio (2.210 ha), Abruzzo (1.950 ha) e Puglia (1.120 ha). Sebbene l'Abruzzo sia la quarta regione italiana per super cie investita a carota, è la prima regione per produzione (156.000 t) seguita da Emilia-Romagna (137.500 t), Lazio (113.096 t), Sicilia (65.730) e Puglia (30.545) (Istat, 2010). In regime biologico la coltivazione di carota in Italia interessa 593 ha, a cui si aggiungono 160 ha da terreni in conversione (Sinab, 2009). Varietà oggi sul mercato Le varietà di carota attualmente disponibili sul mercato si di erenziano per il colore, la forma e la grandezza della radice. Per quest'ultima, le varietà si distinguono in: corte, con radici corte e coniche o sferoidali; semilunghe o medie, con radici di lunghezza media, coniche o fusiformi; lunghe, con ttoni lunghi e a usolati. Tra le varietà a radice corta si ricordano Rossa parigina o Mercato di Parigi, Rossa corta e Signal; tra le varietà a radice media le più pregiate sono Nantes, Chantenay, Amsterdam e Touchon; tra le varietà a radice lunga si ricorda Fiumicino, la più di usa in Italia. Oltre a varietà commerciali migliorate, in Italia esistono diverse varietà locali, tra le quali si ricordano quella di Zapponeta (Foggia) e quella di Tiggiano (Lecce), note in Puglia come Pastenaca de Santu Pati. In Sicilia Centro-orientale viene coltivata anche una carota igp, la Carota Novella di Ispica. Prove svolte Nel presente lavoro vengono esposti i risultati di un confronto varietale di carota condotto in un'azienda biologica del Sud Italia, precisamente in Campania, al ne di fornire delle prime indicazioni sulle varietà disponibili sul mercato più adatte a essere coltivate in regime biologico. Inoltre, per una sola varietà, vengono forniti i risultati dell'impiego di compost maturo ottenuto dalla frazione organica dei residui solidi urbani (FORSU) nell'ammendamento di questo ortaggio. Le varietà di carota più adatte alla coltivazione bio RISULTATI DI UNA PROVA SVOLTA NEL 2010 A POGGIOMARINO (NAPOLI) Dalla prova, su 6 diverse varietà di carota coltivate secondo il metodo biologico, è emerso che il fattore chiave per ottenere buone rese è la densità di semina: i risultati migliori si sono, infatti, ottenuti con circa 50 piante/m2. Inoltre, l'utilizzo di compost maturo poco prima della semina ha dato radici di colore arancione molto intenso, segno di un elevato contenuto in beta-carotene di M. Zaccardelli, D. Ronga, G. Ragosta, C. Pane, D. Perrone L a carota (Daucus carota L.) è un ortaggio da radice bienna-le appartenente alla famiglia delle ombrellifere, molto apprezzato dal punto di vista organolettico, nutrizionale e salutistico. Infatti, il suo sapore dolciastro, dovuto alla ricchezza in glucidi altamente digeribili, lo rende molto appetibile. Il consumo fresco di questo ortaggio è favorito dalla sua disponibilità in tutti i mesi dell'anno, visto che può essere seminato in diversi periodi a seconda degli ambienti di coltivazione. Campo di prova realizzato presso l'azienda agricola biologica Madre Natura sita in Poggiomarino (Napoli) 5925/2012 • L'Informatore Agrario ORTICOLTURA
Si tratta degli acconti del 2011 relativi al bando 2008 per la Misura 214 del Programma di sviluppo rurale riguardanti due Azioni speci che – agricoltura integrata (metodi di produzione agricola a minore impatto ambientale) e agricoltura biologica – che chiamano in causa ben 927 aziende agricole delle provincie di Chieti, Pescara e Teramo. I passaggi successivi riguarderanno il completamento dell'istruttoria delle domande e il saldo, mentre per la provincia aquilana si sta procedendo al pagamento dell'intero importo dei premi relativi all'annualità 2011 (Azione 1 e Azione 2). A.F. LAZIO Primo passo verso l'igp della patata dell'Alto Viterbese È stata pubblicata sulla Gazzetta U ciale del 31 maggio la proposta di riconoscimento della indicazione geogra ca protetta per la «Patata dell'Alto Viterbese», con il parere favorevole del Ministero delle politiche agricole. Da tale data, decorrono i 30 giorni per presentare al Ministero eventuali osservazioni in merito, quindi il disciplinare sarà trasmesso agli u ci competenti della Commissione europea, per proseguire il cammino verso il riconoscimento de nitivo. Con la denominazione «Patata dell'Alto Viterbese» si individua il tubero della specie Solanum tuberosum ottenuto dalle varietà Monalisa, Ambra, Agata, Vivaldi, Finka, Marabel, Universa, Chopin, Arizona e Agria, la cui coltivazione si concentra in provincia di Viterbo, nell'areale che ricade nei comuni di Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, S. Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno. Nell'areale di produzione considerato, la coltivazione della patata riveste un ruolo di fondamentale importanza dal punto di vista sociale ed economico, risultando senza dubbio il prodotto agroalimentare di maggiore rilevanza. Il conseguimento dell'igp, perseguito dal Copavit, il Consorzio di secondo grado che associa i produttori dell'areale, e da Arsial, che ha o erto l'assistenza tecnica per la preparazione della documentazione necessaria, rappresenterebbe un importante traguardo sulla strada della valorizzazione di una produzione tipica e di qualità che, oltre a coinvolgere un ampio numero di produttori, è presente sul mercato con volumi signi cativi. Annualmente, infatti, vengono coltivati a patata circa 1.000 ettari di terreno e risultano coinvolte circa 300 aziende agricole, per una produzione complessiva di oltre 40.000 tonnellate, corrispondente a un valore che supera gli 11 milioni di euro. G.Me. CAMPANIA Mozzarella di solidarietà Mozzarelle di bufala campana dop di solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto in Emilia. Il Consorzio di tutela invierà 100 chili al giorno di prodotto, tre volte a settimana per un mese, nelle tendopoli di Cavezzo e San Prospero in provincia di Modena, per contribuire ad alleviare le di coltà anche di approvvigionamento di generi alimentari freschi che si registrano nelle aree del sisma. Il consiglio di amministrazione ha proposto a tutti i soci l'iniziativa e la risposta dei consorziati è stata immediata. La distribuzione è a data ai volontari attivi nel Modenese. «Questa decisione vuole essere una concreta e sentita dimostrazione di vicinanza ai cittadini emiliani, duramente provati dal terremoto» spiega il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, che aggiunge: «Siccome gli emiliani sono anche dei buongustai, puntiamo a strappargli un sorriso mentre degustano la Mozzarella di bufala campana dop». «La nostra solidarietà – conclude il presidente – va anche agli altri Consorzi di tutela e a tutti gli operatori del settore agroalimentare che hanno subìto danni in quell'area. Rappresentano tanti prodotti di eccellenza del made in Italy a tavola e siamo sicuri che presto supereranno brillantemente le di coltà grazie alla loro tenacia». A.C. BASILICATA Pronta la riforma della bonifi ca La Giunta regionale della Basilicata ha approvato nei giorni scorsi una proposta per riformare la legge 33/2001 relativa ai Consorzi e alle attività di boni ca. Il provvedimento si propone la razionalizzazione degli enti consortili che operano sul territorio. Infatti dei tre attualmente esistenti ( Consorzio di boni ca di Bradano e Metaponto, Consorzio dell'Alta Val D'Agri e Consorzio del Vulture e dell'Alto Bradano) ne rimarrà uno soltanto. Il modello da seguire sarà orientato verso quello della gestione aziendale più snella, inoltre il provvedimento estende l'operatività del nuovo Consorzio che non opererà più solo per aree rurali ma amplia l'attività a tutto il territorio. Secondo il governatore Vito De Filippo la riforma tenderà a dare maggiore operatività alla struttura in una moderna visione di governance del settore primario. F.R. I vincitori dell'Olivarum È stato assegnato all'Olei cio Trisaia di Rotondella (Matera) il Premio regionale Olivarum, giunto quest'anno alla dodicesima edizione. Il Concorso, organizzato dal Dipartimento regionale agricoltura, ha premiato il miglior olio extravergine di oliva prodotto e imbottigliato in Basilicata nella campagna 2011-2012. Quest'anno la manifestazione si è tenuta a Matera, lo scorso 15 giugno, e ha visto la partecipazione di 67 aziende olivicole. Stefania D'Alessandro, che ha guidato il panel di assaggio, ha espresso una positiva valutazione sugli oli extravergini lucani che tendono sempre più a migliorare «E ciò lo si coglie – ha a ermato – anche dalla presenza delle note aromatiche tipiche degli oli extravergini lucani quali l'erba sfalciata, il pomodoro, il carciofo e le note oreali». Accanto al vincitore del Premio, sono state assegnate tre menzioni: all'azienda Candida Olearia di Ripacandida (Potenza) per la dop Vulture, alle Cantine del Notaio di Rionero (Potenza) per l'olio biologico e all'Olei cio Gaudiano di Miglionico ( Matera) per quanto riguarda il packaging. F.R. MOLISE Si discute del prossimo Psr È stato un seminario chiari catore quello promosso dall'Assessorato regionale all'agricoltura tenutosi a Riccia (Campobasso) riguardante la nuova programmazione del Piano di sviluppo rurale 2014-2020. Ha introdotto i lavori il direttore del Servizio regionale programmazione e ricerca Nicola Pavone e sono poi intervenuti, oltre all'assessore regionale all'agricoltura Angiolina Fusco Perrella e al rettore dell'Università del Molise Giovanni Cannata, numerosi altri importanti funzionari della Commissione europea e dei Ministeri competenti. In considerazione dell'attuale momento di crisi, si è considerato prioritario attuare un processo di crescita sostenibile dell'agricoltura e uno sviluppo degli obiettivi L'igp Patata dell'Alto Viterbese riguarderà circa 1.000 ettari di coltivazione ATTUALITÀ DALLE REGIONI 28 25/2012L'Informatore Agrario •
uando c'è una crisi c'è sempre la tentazione di trovare un colpevole. Così nell'opinione apparsa su L'Informatore Agrario n. 21/2012, l'amico e collega Corrado Giacomini attribuisce agli agricoltori la colpa delle diffi coltà che oggi vive l'agricoltura. Sono soprattutto le organizzazioni dei produttori che vengono criticate per non essere capaci di conquistare sul mercato margini di redditività, utilizzando gli strumenti organizzati nei solidi Pilastri della pac. Le politiche agricole non possono non risentire di un'ormai conclamata crisi della costruzione europea, che non è in grado (o non vuole) fornire adeguata protezione dalla concorrenza esterna e lesina la solidarietà all'interno. Oggi i Pilastri della pac appaiono come i ruderi rimasti in piedi di una casa ormai crollata. Sono le costruzioni di solerti e abili burocrati che tentano di mantenere nella misura massima possibile i fl ussi fi nanziari da gestire, ma ai quali la politica non ha fornito una visione strategica del futuro dell'agricoltura europea. Venendo poi alla situazione italiana, nella quale inevitabilmente è immersa la crisi agricola, la speranza che un Governo a guida tecnica possa facilmente risolvere i nostri problemi sta rapidamente svanendo. La soluzione Monti è legata a doppio fi lo al destino della costruzione europea e risente inevitabilmente delle incertezze di Bruxelles. È giusto puntare sull'Unione Europea, ma bisogna che l'Europa trovi gli strumenti per difendere il lavoro e i redditi dei cittadini. Finora non è stato così. Il perseguimento del rigore fi nanziario sta frenando i consumi e comprimendo il pil. Esemplari, a questo proposito, la recente introduzione dell'Imu e il probabile aumento dell'Iva al 23%. La prima imposta colpisce valori patrimoniali puramente nominali a cui spesso non corrispondono fl ussi di reddito adeguati a far fronte al pagamento delle imposte. I valori immobiliari calano, ma per il Fisco fanno fede gli statici valori catastali, aggiornati con coeffi cienti automatici, che risentono più delle esigenze del bilancio dello Stato che dell'andamento dei valori reali. Fisco che neppure vuole sentir parlare di affi ttuari morosi, di spese legali per sfratti, ecc. Se a questo e alla crescente disoccupazione si aggiunge l'inasprimento dell'Iva si sferra un ulteriore grave colpo ai consumi che anche nel settore dei beni primari (alimentazione e abbigliamento) stanno già rapidamente riducendosi. Per la crescita quasi solo parole, sia a livello europeo sia nazionale. DIFFICILE QUADRATURA DEL CERCHIO Servono interventi che allo stesso tempo aumentino la competitività delle nostre imprese e sollecitino la domanda interna. Gli strumenti sono noti: politiche monetarie espansive, incentivi alla produzione e ai consumi. Quello che nessuno sa è come conciliare queste politiche con il rigore fi nanziario e il rispetto delle regole di concorrenza sul mercato internazionale. Professori di economia ed eurocrati non hanno colpa della crisi che oggi investe l'intera Europa, ma non sono neanche in grado di risolverla. Le capacità di previsione e di intervento degli economisti, compresi gli economisti agrari, non sono superiori a quelle dei sismologi. Gli strumenti della scienza economica sono basati sull'osservazione del passato e non possono funzionare in momenti di shock come quello che stiamo vivendo. Ritornando alla diffi cile congiuntura agricola del nostro Paese, trovo ingeneroso, in un contesto tanto ampio e precario, bollare di vittimismo gli agricoltori. Le organizzazioni dei produttori hanno commesso e commettono errori, ma bisogna riconoscere anche le diffi coltà che incontrano nel gestire un grande numero di piccoli produttori, disponendo di strumenti deboli, poco più che armi giocattolo. Considerando colpe e meriti di politici, economisti e agricoltori, fi no a quando ci saranno uomini che con passione si dedicano alla coltivazione dei campi e all'allevamento del bestiame, io sarò schierato dalla loro parte. • Q Tra i ruderi della pac agricoltori «inermi» contro la crisi di Vittorio Alessandro Gallerani Università di Bologna 725/2012 • L'Informatore Agrario OPINIONE
Alti costi di gestione penalizzano gli oliveti italiani STUDIO ISMEA, UNAPROL E CNO I n base ai dati forniti di recente da Ismea, l'olio di oliva è il prodotto agricolo che ha subito la più acuta riduzione delle quotazioni rispetto al mese di maggio 2011. Il calo del prezzo incassato dai produttori è stato del 32,5%. Tra le altre produzioni vegetali solo il risone ha avuto un trend simile, anche se più attenuato, avendo subito una perdita pari al 27,6%. Agli attuali livelli di prezzo c'è da preoccuparsi sulla tenuta delle aziende in vista della prossima campagna di raccolta. Con il livello della remunerazione così basso in certi casi non vale la pena a rontare i costi della raccolta e della molitura, i quali insieme, come evidenzia lo studio Ismea, sono la componente più rappresentativa nel conto colturale. Gli aiuti dell'Ue Ecco perché si conta sull'intervento dell'Unione Europea (vedi anche l'articolo a pag. 18 di questo numero), la quale ha già attivato lo strumento dello stoccaggio privato per ben due volte dall'inizio del 2012, e continuano le sollecitazioni provenienti dal mondo professionale dei Paesi mediterranei a nché siano messe in campo risposte più e caci e immediate, anche con interventi eccezionali. L'aumento della spesa sostenuta dagli agricoltori per energia e fertilizzanti, unito all'alto costo di raccolta e al crollo dei prezzi di mercato, fa temere per il futuro della coltura Intanto si segnala una recente analisi condotta ad hoc da Ismea, in collaborazione con Unaprol e Cno, con la quale sono stati indagati la tecnica produttiva e i costi di produzione sostenuti da un campione di aziende olivicole italiane, evidenziando diversi aspetti interessanti. I costi di gestione dell'oliveto sono elevati e vengono generati da una serie di operazioni colturali come la potatura che comprende pure l'eliminazione dei residui e la potatura verde, il diserbo e le lavorazioni del terreno (diserbo chimico, trinciatura, altre lavorazioni del terreno), la concimazione, i trattamenti antiparassitari (occhio di pavone, tignola, mosca dell'olivo, cocciniglia, eventuali altri trattamenti), l'irrigazione, il raccolto con il successivo trasporto delle olive al frantoio e altre operazioni conto terzi, tra cui la molitura delle olive e il confezionamento dell'olio. Non tutte le aziende olivicole attuano le diverse fasi indicate, ma di certo quelle più specializzate e con forte orientamento al mercato tendono ad attuare una tecnica colturale completa e tale da ottimizzare la produttività e la qualità della produzione. Costi in crescita Insomma siamo di fronte a un ciclo produttivo articolato e complesso che prevede anche l'impiego di mezzi tecnici i cui costi continuano inesorabilmente a crescere negli ultimi anni, come ad esempio l'energia e i fertilizzanti. La raccolta, si legge nell'analisi Ismea, «è l'operazione più onerosa dell'intero ciclo produttivo, sia in termini di impiego di manodopera, sia come incidenza sui costi di produzione. Più della metà delle aziende del campione esaminato e ettua la raccolta agevolata, si avvale pertanto di macchine e attrezzature che agevolano il lavoro manuale senza sostituirlo; il 22% e ettua la raccolta meccanica con macchine operatrici portate o semoventi, munite di appositi dispositivi (vibratori o scuotitori) da applicare al fusto o alle branche della pianta ed esercitano delle sollecitazioni; solo il 19% delle aziende esegue la raccolta manuale». Il problema che il settore si trova ad affrontare in Italia in questa fase è di fronteggiare elevati costi di produzione (una indagine relativa alla Puglia ha quanti cato un intervallo che va da 2,5 a 4,2 euro/kg), dei prezzi di mercato non remunerativi e una politica europea di sostegno che non o re strumenti di stabilizzazione dei prezzi e una rete di sicurezza soddisfacente in caso di crisi di merLa raccolta è l'operazione più onerosa del ciclo produttivo dell'olivo, sia come impiego di manodopera sia come incidenza sui costi di produzione 1125/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ
Orticoltura Floricoltura Viticoltura Frutticoltura La Divisione COMPO Expert di COMPO Agro Specialities Srl distribuisce un'ampia gamma di prodotti idrosolubili di elevatissima qualità in 3 distinte linee commerciali: le linee Basaplant® e Hakaphos®, concimi in forma cristallina ottenuti con materie prime purissime, altamente solubili e a bassa salinità; l'innovativa linea NovaTec® Solub con l'inibitore della nitrificazione 3,4 DMPP con azoto ad elevata efficienza e a basso impatto ambientale. COMPO Expert, un team di esperti al servizio del cliente.Specialità fertilizzanti per la fertirrigazione info.compo-expert@compo.com EXPERTS FOR GROWTH COMPO EXPERT www.compoagro.it www.compo-expert.it
grassi 176-180 kg n.q. n.q. grassi oltre 180 kg n.q. n.q. (Prezzi circuito tutelato) grassi 144-152 kg – 1,26 grassi 152-160 kg – 1,29 grassi 160-176 kg – 1,35 BOLOGNA Giovedì 14/6 Capi da allevamento: lattonzoli da 15 kg – 3,75 lattonzoli da 25 kg – 3,02 lattonzoli da 30 kg – 2,89 lattonzoli da 40 kg – 2,52 magroni da 50 kg – 2,24 magroni da 65 kg – 1,87 magroni da 80 kg – 1,64 magroni da 100 kg – 1,55 Capi da macello: grassi 90-115 kg – 1,43 grassi 115-130 kg – 1,20 grassi 130-144 kg – 1,21 grassi 144-156 kg – 1,25 grassi 156-176 kg – 1,31 grassi 176-180 kg – 1,29 grassi 180-185 kg – 1,27 grassi oltre 185 kg – 1,22 scrofe 1a – 0,71 CREMONA Mercoledì 20/6 Capi da allevamento (dot): da 15 kg – 3,69 da 25 kg – 2,95 da 30 kg – 2,82 da 40 kg – 2,48 da 50 kg – 2,21 da 65 kg – 1,84 da 80 kg – 1,65 grassi da 100 kg Capi da macello (marchiati): grassi 130 kg – 1,27 grassi 145 kg – 1,30 grassi 166 kg – 1,36 grassi 176 kg – 1,36 grassi 180 kg – 1,36 grassi oltre 180 kg – 1,33 FOSSANO (CN) Mercoledì 20/6 Capi da allevamento (dot): da 15 kg – 3,72 da 25 kg – 2,98 da 30 kg – 2,84 da 40 kg – 2,51 da 50 kg – 2,17 Capi da macello: da 115 kg – 1,30 da 130 kg – 1,30 da 144 kg – 1,33 da 156 kg – 1,40 da 176 kg – 1,40 oltre 185 kg – – MANTOVA Giovedì 14/6 Capi da allevamento: da 15 kg – 3,72 da 25 kg – 2,95 da 30 kg – 2,79 da 40 kg – 2,44 da 50 kg – 2,17 da 100 kg – 1,79 Capi da macello: da 130 a 145 kg – – da 145 a 160 kg – – da 160 a 180 kg – – oltre 180 kg – – MILANO Lunedì 18/6 Capi da allevamento (franco allevamento) Lattonzoli locali: fino a 15 kg n.p. n.p. da 25 kg n.p. n.p. Magroncelli locali: da 30 kg n.p. n.p. da 40 kg n.p. n.p. Magroni locali: da 65 kg n.p. n.p. da 80 kg n.p. n.p. da 100 kg n.p. n.p. Capi da macello (a p.v. franco peso part.): da kg 115 n.p. n.p. da kg 130 n.p. n.p. da kg 156 n.p. n.p. MODENA Lunedì 18/6 Capi da macello: grassi 115-130 kg – 1,25 grassi 130-144 kg – 1,26 grassi 144-156 kg – 1,30 grassi 156-176 kg – 1,36 grassi 176-180 kg – 1,34 grassi 180-185 kg – 1,27 grassi oltre 185 kg – 1,27 Capi da allevamento: lattonzoli da 15 kg – 3,70 lattonzoli da 25 kg – 2,82 lattonzoli da 30 kg – 2,82 lattonzoli da 40 kg – 2,49 magroni da 50 kg – 2,23 magroni da 65 kg – 1,87 magroni da 80 kg – 1,65 magroni da 100 kg – 1,56 VERONA Lunedì 18/6 Capi da allevamento: lattonzoli da 25 kg – 3,07 magroncelli da 30 kg – 2,89 magroni da 40 kg – 2,50 magroni da 50 kg – 2,18 magroni da 65 kg – 1,79 Capi da macello: grassi da 131 a 145 kg n.q. n.q. grassi da 146 a 160 kg n.q. n.q. grassi da 161 a 180 kg n.q. n.q. grassi oltre 180 kg n.q. n.q. EQUINI Prezzi al kg, a peso vivo sul mercato di produzione. Escluse: Iva e provvigioni. PADOVA Martedì 19/6 Capi da macello: cavalli 1a 1,80 2,00 cavalli 2a 1,04 1,07 puledri oltre 1 anno 1,68 2,14 MONTICHIARI (BS) Venerdì 15/6 Puledri lattonzi 1a 2,05 2,15 Puledri lattonzi 2a 1,80 1,90 Puledri sopranno 1a 1,55 1,72 Cavalli macello 1a 1,83 1,97 Cavalli macello 2a – – Muli-Asini 1a 1,20 1,28 Muli-Asini 2a 0,83 0,90 OVINI E CAPRINI Prezzi al kg, a peso vivo, sul mercato di produzione. Escluse: provvigioni, Iva, ecc. FERRARA Lunedì 18/6 (Prezzi alla stalla) Agnelli da latte 3,00 3,20 Agnelloni 15-25 kg 2,80 3,00 Agnelloni 45-50 kg 1,80 2,00 Pecore da macello 1a 1,00 1,10 Pecore da macello 2a 0,80 0,90 Pecore da vita da carne cad. 160,00 170,00 Capre da vita cad. 100,00 110,00 PESCARA Lunedì 18/6 Agnelli 1a 3,91 4,20 Agnelli 2a 3,80 3,90 Pecore 1a 0,90 1,15 Pecore 2a 0,70 0,89 Montoni 1a 1,14 1,24 Montoni 2a 0,80 1,03 AVICUNICOLI Prezzi al kg, alla produzione, a peso vivo, da produttore a grossista, pronta consegna e pagamento. Esclusa Iva. CUNEO Martedì 19/6 (Prezzi medi 1a scelta Iva compresa) Galline: allevamento tradizionale – – allevamento batteria medie – – Polli: allevamento a terra gialli leggeri – 1,22 allevamento a terra gialli pesanti – 1,22 Galletti tipo Livornese – 2,54 Anatre mute maschi – 2,09 Anatre mute femmine – 2,04 Faraone all. intensivo – 2,19 Conigli da macello: leggeri – 1,83 medi – 1,88 pesanti – 1,93 Uova fresche (100 pezzi): XL (oltre 73 g) – 16,70 L (63-73 g) – 14,60 M (53-63 g) – 13,70 FORLÌ-CESENA Lunedì 18/6 Polli bianchi a terra pesanti 1,19 1,21 Galline: medie a terra 0,29 0,33 pesanti a terra 0,41 0,45 medie in batteria 0,32 0,34 Tacchine pesanti 1,23 1,25 Tacchini pesanti 1,34 1,36 Faraone all. tradizionale 2,28 2,42 Anatre mute maschi 2,05 2,09 Conigli: leggeri 1,75 1,79 pesanti 1,82 1,88 Piccioni 4,40 4,60 Uova nazionali fresche in natura (al kg): L (63-73 g) 1,33 1,37 M (53-63 g) 1,33 1,30 Uova nazionali fresche selez. (100 pezzi): L (63-73 g) 15,40 15,60 M (53-63) 14,60 14,80 ROVATO (BS) Lunedì 18/6 Pollastri nostrani 4,50 5,00 Pollastri da allevamento 3,00 3,50 Polli morti spennati 3,00 3,50 Oche 3,00 4,00 Galline nostrane – 2,92 Galline da batteria 0,70 0,90 Conigli 3,00 6,00 Faraone 4,00 4,50 Tacchini nostrani 5,50 6,00 Uova cad. – 0,13 ROVIGO Martedì 19/6 Polli da allevamento a terra 1,20 1,22 Tacchini maschi 1,32 1,34 Tacchini femmine 1,22 1,24 Faraone allevamento int. a terra 2,20 2,24 Conigli: fino 2,5 kg 1,70 1,76 oltre 2,5 kg 1,76 1,82 VERONA Venerdì 18/6 Polli allevamento int. a terra: pesanti pigmentazione bianca 1,20 1,22 leggeri pigmentazione gialla 1,20 1,22 pesanti pigmentazione gialla 1,20 1,22 Galline allevamento int. a terra: medie 0,27 0,29 pesanti 0,44 0,48 Galline allevamento int. batteria: leggere 0,27 0,29 medie 0,29 0,31 Anatre mute femmine 2,00 2,04 Anatre mute maschi 2,05 2,09 Faraone allevamento tradizionale 2,20 2,24 Tacchine pesanti 1,22 1,24 Tacchini pesanti 1,32 1,34 Galletti tipo Livornese 2,50 2,54 Conigli: fino a 2,5 kg 1,70 1,76 oltre 2,5 kg 1,76 1,82 Uova fresche cat. A (100 pezzi): XL (oltre 73 g) – 16,70 L (63-72 g) – 14,60 M (53-62 g) – 13,70 CASEARI Prezzi al kg, da produttore a commerciante, franco caseificio o magazzino stagionatore, per merce nuda, pronta consegna e pagamento. Iva esclusa. CREMONA Mercoledì 20/6 Burro pastorizzato 2,05 2,10 Zangolato di creme fresche – – Provolone: dolce 4,95 5,15 piccante 5,10 5,50 Grana Padano scelto: stagionato 9 mesi 7,20 7,45 stagionato 12-15 mesi 8,20 8,40 oltre 15 mesi 8,55 9,00 FIRENZE Venerdì 15/6 (Da grossista a dettagliante, f. m. grossista) Burro lombardo ed emiliano: in pacchetti 3,50 4,50 Parmigiano-Reggiano scelto 2011 13,00 13,50 Parmigiano-Reggiano scelto 2010 13,80 14,80 Grana Padano scelto 2009/2010 9,30 10,80 Formaggio gran fresco (retinato) 10,50 11,60 Pecorino fresco 8,10 8,50 Pecorino abbucciato 9,40 10,40 Misto pecora e vacca 5,80 7,30 Caciotta 5,90 6,70 Emmentaler svizzero 1/4 7,05 7,85 Emmental altre prov. Estere 4,80 5,60 Mozzarella fior di latte 5,30 6,80 Mozzarella mista 5,50 7,00 Provolone 4/4 (tutto burro) 6,60 7,60 Stracchino 1a 5,70 6,50 Stracchino 2a 4,80 5,40 Tipo italico qualità superiore 7,10 7,60 Tipo italico e similari 5,30 6,30 Gorgonzola 1a 8,35 9,50 Gorgonzola 2a 5,65 6,70 LODI Mese di giugno Latte (per t, franco arrivo): nazionale crudo 1-15 giugno 310,00 320,00 Burro pastorizzato 1,95 2,05 Crema di latte (grasso 40%) 1,30 1,34 Grana Padano: stagionato 9 mesi 7,15 7,35 stagionato 15 mesi 8,40 9,00 Gorgonzola maturo 4,95 5,15 Taleggio maturo 4,90 5,10 Crescenza 4,15 4,25 Mozzarella latte vaccino 4,15 4,25 Panerone 6,30 6,60 Provolone dolce 4,85 4,95 MILANO Lunedì 18/6 Burro pastorizzato n.p. n.p. Burro di centrifuga n.p. n.p. Zangolato di creme fresche n.p. n.p. Parmigiano-Reggiano: stagionato 24 mesi n.p. n.p. stagionato 18 mesi n.p. n.p. stagionato 12 mesi e oltre n.p. n.p. Grana Padano: 15 mesi e oltre n.p. n.p. stagionatura 9 mesi n.p. n.p. stagionatura 60-90 giorni n.p. n.p. Provolone Valpadana: fino 3 mesi stagionatura n.p. n.p. oltre 3 mesi stagionatura n.p. n.p. Asiago d'allevo 60-90 giorni n.p. n.p. Asiago pressato a latte intero n.p. n.p. Gorgonzola fresco n.p. n.p. Gorgonzola maturo n.p. n.p. Italico fresco n.p. n.p. incroci 2,60 2,80 Bruna 1,60 1,80 Pezzati Neri 1,80 2,00 Capi da macello: Vitelli carne bianca: Bruna 1a 2,20 2,40 Bruna 2a 2,05 2,15 Incrocio belga di 1a 4,00 4,20 Incrocio belga di 2a 3,20 3,40 Frisona italiana 1a 2,30 2,40 Frisona italiana 2a 2,15 2,25 Vitelloni e manzi: Bruna 1a 1,45 1,60 Bruna 2a 1,25 1,35 Charolaise e incroci 1a 2,55 2,65 Charolaise e incroci 2a 2,30 2,40 Frisona Italiana 1a 1,60 1,70 Frisona Italiana 2a 1,40 1,50 Limousine di 1a 2,70 2,85 Limousine di 2a 2,45 2,55 Polacco 1a 1,75 1,85 Polacco 2a 1,55 1,65 Vacche: Bruna 1a 1,45 1,55 Bruna 2a 1,15 1,25 Frisona Italiana 1a 1,45 1,55 Frisona Italiana 2a 1,15 1,25 CUNEO Lunedì 18/6 Sanati: Piemontesi della coscia 4,30 5,65 Forestieri normali 2,20 4,15 Forestieri della coscia 4,20 5,25 Blue Belga 3,55 5,40 Vitelloni Piemontesi: normali 1,90 2,10 tendenti alla coscia 2,25 2,75 della coscia maschi 2,80 3,20 della coscia femmine 3,05 3,60 Vitelloni forestieri: normali 1,60 1,80 tendenti alla coscia 1,80 2,50 della coscia maschi 2,35 3,15 Blu Belga maschi 2,20 2,95 Blu Belga femmine 2,40 3,30 Vacche grasse: da 2 fino a 6 denti 1,60 2,85 oltre i 6 denti 1,30 2,30 Vacche a uso industriale 0,60 1,30 Tori della coscia: da 2 a 6 denti 2,10 2,60 oltre i 6 denti 1,65 2,00 MODENA Lunedì 18/6 Vitelli baliotti da vita: razze pregiate da carne extra 4,81 5,95 Pezzati Neri 45-55 kg 2,75 3,90 Pezzati Neri 40-45 kg 1,90 2,20 Vitelli da macello: incroci da carne 6,43 6,78 Pezzati Neri nazionali 4,26 4,39 Vitelloni da macello maschi: Limousine extra kg 550-600 2,79 2,89 Charolaise e incroci fr. kg 700-750 2,47 2,57 incroci nazionali kg 600-650 2,01 2,14 Simmenthal 2,04 2,17 Pezzati Neri kg 580-630 1,80 1,93 Pezzati Neri kg 550-650 1,38 1,51 Vitelloni da macello femmine: razze pregiate da carne extra 2,70 2,85 Charolaise e incroci francesi 2,45 2,55 Simmenthal e incroci nazionali 1,89 2,04 PADOVA Martedì 19/6 Capi da macello: Vacche 1a 1,35 1,45 Vacche 2a 1,19 1,29 Vacche 3a 0,97 1,07 Vitelloni femmina: extra 2,75 3,00 Limousine 2,75 2,90 Charolaise 1a 2,49 2,59 Incroci irlandesi 1a 2,39 2,44 Simmenthal e incroci nazionali 2,25 2,35 Vitelloni: Garronesi 2,65 2,90 Limousine 2,72 2,90 Charollaise e inc. francesi 1a 1,56 2,63 Simmenthal 1a 2,31 2,35 Polacchi 2,03 2,17 Incroci nazionali 1a 2,27 2,32 Incroci nazionali 2a 2,17 2,22 Vitelli da latte 1a 3,32 3,62 Vitelli da latte 2a 2,55 3,10 SUINI Prezzi al kg, per bestiame a peso vivo, sul mercato di produzione. Escluse: provvigioni e Iva. CUN - Commissione Unica Nazionale 18-22/6 Capi da macello: (Prezzi circuito non tutelato) lattonzi o grassi 90-115 kg n.q. n.q. grassi 115-130 kg n.q. n.q. grassi 130-144 kg n.q. n.q. grassi 152-160 kg n.q. n.q. grassi 160-176 kg n.q. n.q.80 25/201 2 L'I n fo rm at o re A gr ar io • LI ST IN I
do a ne giugno, protrattosi no a metà luglio. Agosto è stato caratterizzato da una certa variabilità climatica e temperature miti. Pur con un andamento complessivamente simile, il sito collinare si è distinto per il clima asciutto, evidenziato anche durante i sopralluoghi dalla scarsa presenza di rugiada sul cotico erboso. Per quanto riguarda l'andamento vegetativo, il germogliamento delle viti si è avviato con leggero ritardo, ma è stato seguito da un rapido allungamento dei tralci. La oritura è iniziata il 27 maggio e l'allegagione si è completata nella prima decade di giugno; i primi acini invaiati sono stati osservati alla ne di luglio. 2011. Le piogge primaverili sono state scarse e contenute; nella prima metà di luglio e dopo la metà di agosto si sono veri cati dei periodi molto caldi, interrotti da piogge con conseguenti abbassamenti delle temperature. La stagione vegetativa ha preso avvio precocemente: la oritura delle viti è iniziata il 18 maggio e si è conclusa circa dieci giorni dopo, mentre l'invaiatura dei grappoli è iniziata il 12 luglio. In entrambi gli anni l'umidità relativa dell'aria è stata elevata nella prima parte del periodo estivo (giugno e luglio), con picchi superiori all'80-90% in concomitanza delle piogge più abbondanti. Infezioni da peronospora ed effi cacia 2010 collina. Sui controlli non trattati le macchie di peronospora (non sporulate) su foglia sono Strategie a base di rame ossido contro la peronospora della vite di Alessandro Zanzotto, Marco Morroni N el corso delle annate viticole 2010 e 2011 è stata condot-ta una sperimentazione in due vigneti dell'alta pianura e della collina trevigiana, zone caratterizzate da un andamento epidemico molto diverso tra loro, per valutare l'attività antiperonosporica di un formulato a base di rame ossido in granuli idrodispersibili (prodotto commerciale Cobre Nordox Super 75WG). La prova ha previsto il confronto tra la sostanza attiva, utilizzata a diverse dosi di impiego, in sequenza a prodotti penetranti nelle condizioni di elevato rischio epidemico e un prodotto rameico di riferimento (idrossido di rame, formulato commerciale Kocide 3000) utilizzato sia in sequenza a penetranti sia da solo. Andamento meteo e vegetativo 2010. Vi sono state piogge frequenti e abbondanti no a metà maggio, seguite da un periodo calEFFICACIA SU MERLOT E GLERA IN PIANURA E COLLINA La sostanza attiva rame ossido utilizzata in modo preventivo, da sola (collina) o in sequenza a prodotti penetranti (pianura), ha dimostrato un'effi cacia nel contenere le infezioni di Plasmopara viticola, paragonabile a quella ottenuta con i prodotti rameici di riferimento Foto 1 Grappolo di Merlot colpito da peronospora 62 25/2012L'Informatore Agrario • DIFESA DELLE COLTURE
Per quanto riguarda il mercato mondiale dei cereali, la questione che tutti si pongono a giugno e che inquieta gli operatori è la seguente: la domanda mondiale continuerà a crescere altrettanto velocemente come ha fatto in questi ultimi anni? L'ultimo rapporto dell'Usda (il Dipartimento americano per l'agricoltura) pubblicato pochi giorni fa, il 12 giugno, rivede leggermente al ribasso le stime della produzione mondiale di grano per la campagna 2012-2013 (il prodotto che viene raccolto quest'anno e che verrà commercializzato fi no al 2013) rispetto a quanto ipotizzato nel maggio scorso: 672 milioni di tonnellate contro i 678 previsti. La stima della produzione Usa è rimasta sostanzialmente inalterata (60,8 milioni di tonnellate a giugno contro i 61,1 di maggio) e quella dell'Ue è stata rivista leggermente al ribasso: a maggio si stimavano 132 milioni di tonnellate e ora, a giugno, se ne prevedono poco di più di 131. In calo la produzione mondiale di mais Per quanto riguarda il mais, invece, per la campagna 2012-2013 a giugno la stima della produzione mondiale è sensibilmente inferiore a quella formulata a maggio: 900 milioni di tonnellate contro i 946 previsti a maggio, ma comunque sempre superiore al consuntivo della campagna 2011-2012. Per l'Ue, invece, le ultime previsioni danno un leggero incremento della produzione probabile di mais rispetto a quanto previsto il mese scorso. Tra aprile e fi ne maggio i corsi mondiali del prezzo del mais sono tutti in discesa, eccetto che per quello proveniente dal Mar Nero. I numeri aggiornati nell'Unione Europea Ma guardiamo un po' più da vicino la situazione europea per fare un piccolo focus sul grano duro. I volumi dei raccolti europei di cereali sono ancora oggetto di perplessità e incertezze da parte di operatori e analisti, anche se le prospettive per il debutto della campagna 20122013 sono abbastanza buone, grazie anche al relativo indebolimento dell'euro rispetto al dollaro, che dovrebbe favorire il fl usso delle esportazioni. Le diffi coltà di valutazione derivano soprattutto dagli andamenti climatici, così diversi da zona a zona all'interno dell'Unione, continuamente oscillanti tra siccità e gelo, con effetti che non è ancora possibile valutare appieno. Il nuovo raccolto di grano tenero, ad esempio, vede gli analisti prospettare una forbice tra 122 e 128,6 milioni di tonnellate: molto più stretta rispetto alle previsioni uffi ciali (127,5 per la campagna 2012-2013 contro i 129,5 della campagna precedente, ossia una riduzione dell'1,6%). Grano duro: calo generalizzato Nello specifi co del grano duro, le statistiche, ossia i numeri comunicati dagli Stati membri alla Commissione europea, indicano una produzione totale di 8,1 milioni di tonnellate contro gli 8,2 della campagna 2011-2012. Sempre secondo gli analisti indipendenti, la cifra per la campagna 20122013 appare sovrastimata, a causa delle cattive condizioni riscontrate in Spagna (Andalusia) e in Grecia. Nella prima, si prevede almeno un dimezzamento della produzione a causa del pesante defi cit idrico; nella seconda, dove il raccolto inizierà in questi giorni, vi sarà una minore fl essione della produzione, ma comunque sensibile e pari a una cifra tra il 7 e il 12%. Il bilancio del grano duro nell'Unione a oggi si confi gura quindi così: per il 2011-2012 la disponibilità totale è di 10,5 milioni di tonnellate, dei quali 8,2 di produzione, 1,8 milioni di tonnellate di importazioni e 0,5 di stock iniziali. La stima per la campagna 2012-2013 dà una disponibilità totale di 10,2 milioni di tonnellate, di cui 8,1 di produzione, 2 di importazioni e 0,1 di stock. La ripartizione degli impieghi, tra le due campagne, appare invariata. Per la Francia, il bilancio della campagna 2011-2012 del grano duro (abbastanza indicativo delle superfi ci coltivate e delle rese previste per la campagna 2012-2013) pubblicato il 14 giugno scorso riporta stime sostanzialmente invariate rispetto a quelle formulate a maggio, confermando comunque il forte calo di tutte le principali variabili (superfi ci coltivate, rese e produzioni) rispetto alla campagna 2010-2011, come già anticipato su L'Informatore Agrario n. 20 a pag. 26. La sola stima fortemente modifi cata rispetto a quella di maggio e quella sulle importazioni, di cui ora si prevede un calo di quasi il 18%. Vittorio Lombardi Ancora diverse incognite sulla prossima campagna cereali in Ue AGGIORNAMENTO SU PRODUZIONI E STOCK MONDIALI DEI CEREALI Il meteo variabile rende diffi cile stimare le produzioni in mezza Europa 3125/2012 • L'Informatore Agrario AGROMERCATI
sull'autonomia dei giovani, l'Emilia-Romagna che prosegue il suo percorso sulla partecipazione giovanile e il rapporto tra giovani e comunità». Per quanto riguarda il settore agricolo in maniera particolare Giovanisì ha avuto il pregio di mettere in evidenza con forza la volontà dei giovani toscani di trovare, o ritrovare, lavoro in campagna, anche nelle tante zone marginali della regione, dove non è ancora arrivata la banda larga, cioè la possibilità di usare agevolmente internet. Ci sono gli under 40 che decidono di costruirsi un lavoro in agricoltura e anche quelli che scelgono di abbandonare le proprie attività per subentrare nell'azienda dei genitori. Un ricambio generazionale assolutamente necessario in Toscana, dove il 47,6% delle aziende è in mano agli ultrasessantacinquenni e soltanto l'8,63% risulta gestito da persone al di sotto dei 40 anni. Le ragioni del successo Ma quali sono le ragioni di tanto successo? In un incontro voluto dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi insieme all'assessore all'agricoltura Gianni Salvadori che si è tenuto a metà maggio a Firenze, all'Istituto degli Innocenti, Rossi le ha individuate anche nel momento storico che stiamo vivendo, nel quale l'agricoltura di qualità si impone come scelta di vita. I giovani toscani, in altre parole, sembrano ricercare nella terra quei valori che la nanza creativa ha distrutto senza fornire valide alternative. Salvadori, dal canto suo, è convinto che in una regione come la Toscana l'agricoltura possa tornare a essere un vero motore di sviluppo, perché a essa sono collegati l'ambiente, il turismo e le energie rinnovabili. Dunque un'agricoltura che va ben al di là del cibo, e non potrebbe essere altrimenti in una regione dove il 51% del territorio risulta boschivo e ricca di aree marginali che Giovanisì, come dare una mano a chi ha voglia di provarci di Patrizia Cantini I responsabili della Regione Toscana non si aspettavano certo che il ban-do per l'insediamento dei giovani in agricoltura riscuotesse tanto successo. L'attesa era per circa 300 domande di nanziamento e invece ne sono arrivate 634, tanto da convincere la Regione a ri nanziare il progetto passando dai 30 milioni di euro iniziali agli attuali 50, che metteranno in moto un totale di 112 milioni di euro di investimenti in agricoltura. Il bando rientra nel Progetto Giovanisì, operativo dal marzo 2011 allo scopo di ridare autonomia ai giovani toscani o rendo loro opportunità di studio, formazione, lavoro e casa. Finanziato con fondi regionali, nazionali e comunitari, Giovanisì dispone di 334 milioni di euro per il triennio 2011-2013 per misure che vengono via via modulate attraverso speci che delibere. Promosso un sito internet molto visitato (www.giovanisi.it), un numero verde e una pagina su Facebook, il progetto riesce ad avere un rapporto diretto con i giovani anche per mezzo dell'organizzazione di seminari, giornate informative e approfondimenti e in modo particolare di «giovanisìlab», il laboratorio permanente di partecipazione dei giovani alle loro politiche. Come spiega Carlo Andorlini, responsabile u cio Giovanisì, non esistono uguali iniziative in altre regioni e «la Toscana è stata la prima a costruire un progetto sull'autonomia dei giovani coinvolgendo trasversalmente tutte le politiche che possono potenzialmente essere utili, dall'istruzione alle università, dal lavoro alla formazione, dalla casa al credito. Altre Regioni ci stanno lavorando, come la Puglia con il progetto Bollenti Spiriti, il Friuli che ha da poco varato una legge regionale IL PROGETTO DELLA REGIONE TOSCANA È UN ESEMPIO DA SEGUIRE Giovanisì è uno strumento moderno per far conoscerere e sfruttare al meglio tutte le opportunità per i giovani, sia di fi nanziamento sia di formazione Chi ha partecipato al bando agricoltura Richiedenti n. % Fasce d'età 18-25 218 34 26-34 243 38 35-40 173 28 Totale 634 100 Maschi 417 66 Femmine 217 34 Secondo il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (nella foto) i giovani cercano nella terra quei valori che oggi spesso sono andati perduti 38 25/2012L'Informatore Agrario • SPAZIO GIOVANI
Nello speci co, il nuovo provvedimento individua le situazioni oggettive in presenza delle quali è consentito disapplicare le disposizioni sulle società in perdita sistemica (perdita scale per tre anni consecutivi), con decorrenza dall'esercizio 2012, ricomprendendo ora anche le società agricole. Ai ni di quanto sopra vengono integrate le cause di disapplicazione automatica della normativa sulle società di comodo, senza dover nemmeno prima presentare l'istanza di interpello, venendo ora ricomprese anche le società che svolgono l'esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all'articolo 2135 del Codice civile e rivestono la quali ca di società agricola. Per essere società agricola è necessario che l'oggetto sociale preveda l'esercizio Le società agricole non sono di comodo di Daniele Hoffer Q uesta settimana desidero il-lustrare brevemente tre ar-gomenti scali di particolare interesse. Il primo riguarda il fatto che l'Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 2012/87956 e la contemporanea circolare n. 23 del 11-6-2012, ha de nitivamente chiarito che le società agricole non possono essere considerate società di comodo. L'importante chiarimento risolve de nitivamente una questione che si protraeva da qualche anno (in particolare da quando sono stati innalzati i parametri di riferimento per il calcolo dell'operatività) e colpiva duramente soprattutto le imprese agricole (vedi L'Informatore Agrario n. 20/2012). IMPORTANTE CHIARIMENTO DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE Individuate le situazioni oggettive in presenza delle quali è consentito disapplicare le disposizioni sulle società in perdita sistemica con decorrenza dall'esercizio 2012 Con decreto del presidente del Consiglio dei ministri (dpcm) del 6 giugno scorso sono stati prorogati i termini per eseguire i versamenti delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi e Irap di quest'anno. Il provvedimento stabilisce che le persone fi siche e i soggetti (ad esempio società) che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore, possono effettuare il versamento entro il 9 luglio senza alcuna maggiorazione, oppure dal 10 luglio al 20-8-2012 maggiorando gli importi dovuti dello 0,40% (il precedente termine ultimo era il 16 luglio). La proroga interessa anche i soggetti che detengono partecipazioni in società interessate alla disposizione. D.H. Prorogata la dichiarazione dei redditi VERSAMENTI AL 9 LUGLIO esclusivo delle attività agricole e connesse di cui all'articolo 2135 del Codice civile, e che nella denominazione vengano riportate per intero le parole «società agricola». La sola presenza dei requisiti formali non è su ciente ma deve corrispondere anche l'attività di fatto esercitata. La disposizione favorisce in particolare tutte le società che nora dovevano rispettare i parametri per non essere considerate di comodo, mentre non interessa le società semplici e le cooperative già escluse dalle disposizioni sulle società non operative. Per bene ciare della disposizione è suf ciente il possesso della quali ca di società agricola, ma non è necessario che la società possieda anche la quali ca di iap (imprenditore agricolo professionale) e nemmeno che si sia optato per la determinazione catastale del reddito imponibile, che può quindi essere calcolato sulla base dei costi e ricavi d'esercizio. Non possono invece bene ciare dell'agevolazione (e quindi rimangono soggette alla disposizione sulle società di comodo) le aziende che non hanno i requisiti formali per essere quali cate società agricole, oppure le società che, pur Rimangono soggette alle disposizioni sulle società di comodo le società che, pur svolgendo attività agricole, conducono anche altre attività 3325/2012 • L'Informatore Agrario LEGGI TRIBUTI
Rinvenimenti su mele 2011. Nel 2011 i casi segnalati erano stati solo 2 e riguardavano entrambi frutti della cultivar Ambrosia, di recente introduzione in Piemonte, provenienti da meleti situati nel comune di Centallo (Cuneo). Alla luce di ciò si poteva pensare di trovarsi di fronte a un evento occasionale, imputabile probabilmente a una maggiore sensibilità varietale di questa cultivar, associata a situazioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli allo sviluppo della malattia. 2012. Nei primi mesi del 2012, tuttavia, pervenivano al Creso (Consorzio di ricerca, sperimentazione e divulgazione per l'ortofrutticoltura piemontese) nuovi campioni di mele frigoconservate con sintomi di marciume lenticellare, sempre di cv Ambrosia, provenienti questa volta dai comuni di Busca (Cuneo) e Cuneo. In laboratorio, previo lavaggio in ipoclorito al 2% per 3 minuti, da tali campioni veniva costantemente e pressoché esclusivamente isolato su PDA e WA un fungo inequivocabilmente riferibile, per le caratteristiche delle colture e per l'aspetto e le dimensioni delle frutti cazioni, alla specie R. eucalypti. Venivano inoltre segnalate nuove infezioni, seppure in percentuali limitate, anche tra le partite provenienti dai due frutteti di Centallo che avevano originato partite infette nell'annata precedente. Rinvenimento su pere cv Conference Su pere nel 2012. Nello stesso periodo pervenivano al Creso dei campioni di pere frigoconservate, tutti di cv Conference, presentanti tacche un poco depresse, solo leggermente rammollite, di forma approssimativamente circolare e dimensioni da piccole a medie (0,1-0,9 cm), maggiori però quando originate dalla con uenza di più macchie, di colore da bruno a bruno scuro quasi nero (foto 1), con alterazione poco approfondita (da 0,1 a 0,5 cm, per lo più 0,2-0,3) della polpa sottostante, molto simili per aspetto e dimensioni a macchie di stem liosi, salvo per il fatto che nessuna risultava mai bordata di rosso. Dagli espianti e ettuati al margine delle macchie veniva sempre ottenuto un fungo con caratteristiche perfettamente sovrapponibili a R. eucalypti. I campioni originavano da frutteti siti nei comuni di Saluzzo, Savigliano e Scarna gi, tutti in provincia di Cuneo, e la quantità di frutti alterati nelle partite variava dal 20 al 50%. Le partite infette di melo e di pero erano state conservate in cella frigo con atmosfera controllata con temperature comprese tra –0,7 e +0,5 °C per periodi variabili da 6 a 8 mesi. Alterazioni su frutti di pomacee da funghi del genere Ramularia (generalmente R. magnusiana) sono riportate in vecchi lavori degli anni 30 (Heald e Ruehle, 1931) e 60 (Goidanich, 1964). Questa però, per quanto ci risulta, costituisce la prima segnalazione di un danno indotto su pere da R. eucalypti. Ipotesi sull'instaurarsi dell'infezione su pere Il rinvenimento nel corso del 2012 di R. eucalypti in nuove località del Cuneese, anche abbastanza distanti tra di loro, sempre limitatamente a una speci ca varietà di melo e a una speci ca varietà di pero, da un lato pare confermare il ruolo rilevante svolto dalla suscettibilità varietale nell'instaurarsi dell'evento infettivo. Dall'altro sembra sminuire, almeno in parte, l'eventuale in uenza esercitata da localizzate situazioni pedoclimatiche, stante il fatto che i frutteti interessati dalle manifestazioni, anche se per ora in numero limitato, appaiono dislocati in modo abbastanza omogeneo sull'intera super cie frutticola provinciale destinata a pomicoltura. Se la comparsa di questa nuova patologia su una cultivar di melo di recente introduzione appare facilmente interpretabile con il solo argomento della suscettibilità varietale, non risulta altrettanto facile spiegare la sua improvvisa comparsa su una cultivar di pero, la Conference, coltivata da tempo sul territorio piemontese. Si possono avanzare al riguardo ipotesi diverse. 1ª ipotesi. La più facile, ma non necessariamente la più convincente, è che R. eucalypti, specie – come già accennato – istituita solo recentemente, rappresenti realmente un'entità sistematica nuova per il nostro territorio. 2ª ipotesi. La seconda ipotesi è che il fungo fosse già presente da tempo, ma in forma inapparente, con ceppi non patogeni per le pomacee, e che solo recentemente abbia di erenziato un ceppo virulento su di esse. 3ª ipotesi. In ne, e questa potrebbe forse essere l'ipotesi più attendibile, non va escluso che una popolazione virulenta del fungo, presente da tempo nei nostri frutteti, sia passata no a questi ultimi anni inosservata perché tenuta a bada da pratiche di lotta e/o agronomiche poi abbandonate in anni recenti. A questo riguardo si può citare il progressivo abbandono dell'impiego di fungicidi a largo spettro, quali i ditiocarbammati, in precedenza largamente impiegati nel settore frutticolo. Restano in ne ancora da chiarire alcuni importanti aspetti dell'epidemiologia del fungo: se i ceppi che si sviluppano su melo siano in grado di infettare pure il pero e viceversa; se anche su pero si evidenzino infezioni a livello fogliare; se esista una forma perfetta (R. eucalypti, come molte specie congeneri, potrebbe rivelarsi collegata a un eventuale teleomorfo del genere Mycosphaerella) e, in tal caso, che ruolo essa svolga nel ciclo infettivo. Un problema che necessita di ulteriori indagini Per concludere, si può a ermare che R. eucalypti rappresenta in Piemonte un problema emergente sulle pomacee in conservazione, quanto meno sulle due varietà, una di melo e una di pero, rivelatesi nora particolarmente suscettibili all'infezione. Occorrerà pertanto svolgere ulteriori indagini nalizzate sia a chiarire gli aspetti sopra riferiti sull'epidemiologia del fungo sia a individuare le cause che hanno consentito lo sviluppo di questa nuova patologia, per poter poi mettere a punto idonee misure di lotta e di prevenzione. Luca Giordani, Silvio Grosso Graziano Vittone, Luca Nari Creso Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it Per consultare gli approfondimenti e/o la bibliografi a: www.informatoreagrario.it/rdLia/ 12ia25_6438_web ALTRI ARTICOLI SULL'ARGOMENTO Segnalata in Piemonte Ramularia eucalypti su mele frigoconservate. Pubblicato su L'Informatore Agrario n. 9/2012 a pag. 72. www.informatoreagrario.it/bdo • 6725/2011 • L'Informatore Agrario DIFESA DELLE COLTURE
mento ai tre principali argomenti: la nuova ocm unica, il regime dei contributi al reddito, la politica di sviluppo rurale. L'attuale ocm zucchero La politica di sostegno del mercato dello zucchero in Europa è ancora oggi una delle più complesse e articolate, benché sia stata oggetto di un radicale processo di riforma nel 2006, quando tra le nalità strategiche a livello europeo c'era già la sempli cazione. Gli interventi di regolazione e di sostegno sono contenuti nell'ambito dell'organizzazione comune di mercato (regolamento Ce n. 1234/2007) e comprendono l'intero arsenale degli strumenti classici impiegati nella pac: l'ammasso privato facoltativo; un sistema di accordi interprofessionali e contratti di fornitura basati sul prezzo minimo della barbabietola da corrispondere ai coltivatori; una tassa sulla produzione incassata dall'Unione Europea direttamente dalle imprese saccarifere; un dispositivo per il ritiro di zucchero dal mercato in caso di sovrapproduzione; il regime delle quote zucchero che prevede alcune varianti e strumenti accessori in grado di regolare la produzione immessa sul mercato in funzione delle esigenze; un complesso sistema di regole per gli scambi con i Paesi terzi. L'insieme di tali misure di politica agraria consente un soddisfacente governo del mercato, sia in situazione di eccesso produttivo e bassi prezzi per lo zucchero sia nei casi opposti di carenza dell'o erta e prezzi di mercato elevati. In particolare i dispositivi del ritiro dal mercato, del riporto, dell'adattamento annuale della quota, dell'utilizzo delle produzioni fuori quota consentono di modulare la produzione presente sul mercato in funzione dei fabbisogni, conferendo in tal modo un certo equilibrio e una certa stabilità. Un ruolo determinante è ricoperto dal sistema di accordi interprofessionali e dei contratti di fornitura, i quali devono essere stipulati assicurando agli agricoltori un prezzo minimo per la barbabietola di quota pari a 26,29 euro/t. Sotto tale pro lo si può ben dire che al settore dello zucchero è stato applicato ante litteram il sistema della contrattazione obbligatoria, attraverso puntuali regole sancite nell'ambito dell'ocm, con l'aggiunta che, in pratica, il livello del prezzo è anch'esso ssato dall'Unione Europea. Non è il caso in questa sede di entrare nel merito del funzionamento dell'attuale ocm zucchero. L'unico elemento da evidenziare è che il sistema di sostegno ha dimostrato di funzionare in maniera soddisfacente in questi anni caratterizzati da un'accentuata volatilità dei prezzi e da un livello di perturbazione del mercato internazionale dello zucchero che non ha precedenti negli ultimi tre decenni. Basti ri ettere al riguardo sul fatto che, tra il 2010 e il 2011, la quotazione internazionale ha raggiunto livelli così elevati da superare il prezzo del mercato europeo, il quale tradizionalmente è uno dei più alti a livello mondiale. C'è un ultimo aspetto che è opportuno considerare, prima di analizzare contenuti e aspetti sensibili della proposta di riforma della pac per il settore dello zucchero. La politica europea non incide solo sul mercato interno, ma determina un impatto diretto su una moltitudine di Paesi a favore dei quali vige un sistema preferenziale di accesso. Negli anni scorsi infatti l'Unione Europea ha accordato delle concessioni ai Paesi meno sviluppati (Ldc) e a quelli africani, caraibici e del paci co (Acp), a favore dei quali vige oggi un sistema di accesso libero da dazi e da contingenti. In pratica questi partner commerciali esportano nel mercato europeo il loro zucchero (greggio o ra nato) senza subire le restrizioni che invece sono imposte ad TABELLA 1 - L'ocm zucchero oggi Titoli Descrizione Regime delle quote di produzione zucchero • Il regime delle quote si applica allo zucchero, all'isoglucosio e allo sciroppo di inulina; • l'Ue fi ssa quote nazionali che per l'Italia ammontano a 508.379 tonnellate di zucchero e a 32.493 tonnellate di isoglucosio Prezzo minimo di riferimento per le bietole • 26,29 euro/t per la bietola in quota della qualità tipo Prezzi di riferimento per lo zucchero • Zucchero bianco 404,4 euro/t; • zucchero greggio 335,2 euro/t; • i prezzi di riferimento per lo zucchero servono per l'attivazione dell'ammasso privato facoltativo Aiuto facoltativo all'ammasso privato • La commissione può decidere di attivare l'aiuto all'ammasso privato per lo zucchero bianco in quota, qualora il prezzo comunitario rappresentativo risultasse inferiore al prezzo di riferimento Accordi interprofessionali (articolo 50 reg. 1234/2007) • Gli accordi interprofessionali e i contratti di fornitura devono essere conformi alle condizioni stabilite dalla Commissione, in particolare per quanto riguarda l'acquisto, la fornitura, la presa in consegna e il pagamento delle barbabietole; • nei contratti di fornitura si fa una distinzione tra le barbabietole a seconda che siano destinate a produrre quantitativi di zucchero di quota o zucchero fuori quota; • le imprese produttrici di zucchero stipulano, prima della semina, contratti di fornitura per un quantitativo di barbabietole corrispondente al loro zucchero di quota, garantendo al coltivatore il prezzo minimo delle barbabietole di quota Tassa sulla produzione e ritiro dello zucchero dal mercato (articolo 51) • L'Unione Europea incassa ogni anno dalle imprese detentrici di quota, una tassa sulla produzione di 12 euro/t Regime degli scambi con i Paesi terzi • Nel settore dello zucchero è attivo un regime di importazioni preferenziali, in esenzione dai dazi e dalle quote, accordate a favore di Paesi meno sviluppati e degli Acp La proposta di riforma conferma l'ammasso privato per lo zucchero bianco 2125/2012 • L'Informatore Agrario NUOVA PAC ANALISI
Azienda specializzata nella nutrizione professionale e nella distribuzione di agrofarmaci cerca agenti per zone libere Si richiede esperienza nel settore nell'area concimi o agrofarmaci. Non sono di interesse fi gure professionali senza esperienza specifi ca. La ricerca è rivolta ad ambosessi (legge 903/77). Gli interessati possono inviare il curriculum, completo di autorizzazione dei dati personali in base al D.Lgs 196/03, al seguente indirizzo e-mail: info@agrisystem.net oppure al fax: 0968.464455 Ricerca di un Esperto prodotti SCAM spa, Azienda leader nel settore della produzione e vendita di fertilizzanti e agrofarmaci, cerca un laureato in scienze agrarie o cultura equipollente per la posizione di esperto prodotti. Il candidato si occuperà principalmente di Ricerca e Sviluppo Prodotti tramite impostazione campi dimostrativi, prove sperimentali di prodotti innovativi, contatto con le istituzioni; supporto alla vendita attraverso la messa a punto di materiale tecnico/pubblicitario, analisi del mercato, organizzazione riunioni e iniziative con la clientela. Il candidato ha un'età di circa 25/40 anni, una buona conoscenza della lingua inglese e propensione al lavoro in team. Costituirà titolo preferenziale una precedente esperienza nell'area agronomico/marketing dei prodotti per agricoltura, preferibilmente su agrofarmaci, e la residenza in Emilia Romagna. Gli interessati, ambosessi (L. 903/77) possono inviare dettagliato curriculum vitae autorizzato per il trattamento dei dati personali al seguente indirizzo mail: selezione@scam.it citando come riferimento l'annuncio su L'Informatore Agrario. Randstad è presente in Italia con la propria rete dal 1999, una direzione operativa a Milano e numerose divisioni tra cui Randstad Professionals, rivolta alla ricerca e selezione di profili middle, executive e senior management. La divisione Professionals sede di Padova, per Maisadour Semences è alla ricerca di un: Area Manager – zona Veneto e Friuli Venezia Giulia Riportando al Direttore Commerciale Italia, l'Area Manager gestirà autonomamente il portafoglio clienti esistente e si dedicherà allo sviluppo di new business sul segmento agricoltura, occupandosi di: • Sviluppo dell'attività commerciale in termini quantitativi e di fatturato; • Elaborazione ed applicazione del Piano Marketing Regionale; • Elaborazione del budget degli investimenti relativi al mercato di riferimento; • Management della forza vendita costituita da un team di agenti e promotori; • Selezione ed addestramento di nuovi venditori; • Monitoraggio costante delle richieste del cliente e del mercato. Si richiedono: • Esperienza nel settore; • Conoscenza del mondo agricolo; • Preferibilmente Laurea o Diploma in Scienze Agrarie; • Ottime capacità organizzative e relazionali; • Forte attitudine a lavorare in team; • Dimestichezza con i principali strumenti informatici. Sede di lavoro: Verona Le candidature dovranno pervenire al seguente indirizzo professionals.teching5@it.randstad.com Albo Agenzie per il Lavoro Sez. I, prot. n. 1102-SG del 26/11/2004. Informativa per il trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003 disponibile su www.randstad.it. La ricerca è riferita ad entrambi i sessi. Randstad Professionals Riviera dei Ponti Romani 38/b - Padova mail: professionals.teching5@it.randstad.com Progetto1_Layout 1 18/06/2012 10.10 Pagina 1 Ottimizzare le produzioni e ridurre i costi colturali per massimizzare la redditività della coltura mediante un approccio gestionale innovativo: questo, in altre parole, cosa significa oggi per l'azienda agricola «fare agricoltura di precisione». Un obiettivo importante, alla portata di più aziende di quanto si possa pensare, che rivede l'impostazione con cui gestire il campo. Ma per metterlo in pratica è necessario che l'azienda conosca i benefici e le problematiche che derivano dalla sua adozione. Il libro esamina tali aspetti per le più importanti operazioni (raccolta, lavorazione del terreno, semina, concimazione, difesa della coltura e irrigazione). AGRICOLTURA DI PRECISIONE Guida pratica all'introduzione in azienda di M. Bertocco 96 PAGINE 94 ILLUSTRAZIONI Prezzo di copertina € 16,00 Per i nostri abbonati € 14,40 EDIZIONI L'INFORMATORE AGRARIO AGRICOLTURA DI PRECISIONE di Matteo Bertocco Guida pratica all'introduzione in azienda AG RI CO LT UR A DI PR EC ISI ON E M a tt e o Be rt o c c o ISBN 978-887220-283-8 L'agricoltura di precisione offre oggi all'azienda agricola l'opportunità di ottimizzare le produzioni e ridurre i costi colturali in ogni porzione coltivata, per massimizzare la redditività della coltura. Questo sistema gestionale mirato sulle effettive esigenze del campo per avere successo richiede innanzitutto un nuovo modo di concepire la messa in atto degli interventi agronomici. Questo manuale scritto da Matteo Bertocco, agronomo esperto di agricoltura di precisione, rappresenta una guida completa e di pratica consultazione per approfondire benefi ci e problematiche, disporre di utili informazioni preliminari e chiarire le diffi coltà che si possono incontrare. Caratterizzata da ampi box esplicativi e da immagini, l'opera affronta le più importanti operazioni delle colture erbacee, con un approccio integrato che prevede: la comprensione della reale potenzialità produttiva della superfi cie coltivata; l'individuazione dei punti critici o dei fattori limitanti che impediscono alla coltura di rispondere con la massima resa; la scelta delle soluzioni e della tecnologia più adatte per raggiungere l'obiettivo. Il libro offre così una visione esaustiva su come utilizzare con vantaggio l'agricoltura di precisione per gli interventi agronomici, rendendola uno strumento competitivo per la gestione dell'azienda agricola. € 16,00 (Iva inclusa) Cop_completa def 1 25/01/2010 18.48.57 Edizioni L'Informatore Agrario Via Bencivenga Biondani, 16 - 37133 Verona Tel. 045 8057511 - Fax 045 8012980 - edizioni@informatoreagrario.it infolibri e ordini online: www.libreriaverde.it MECCANICA AGRARIA
Per ulteriori informazioni: www.informatoreagrario.it/ita/ Scadenzario competente Agenzia delle entrate, entro venti giorni dalla data di versamento dell'imposta dovuta, il nuovo modello 69 per comunicare i dati catastali dei beni immobili oggetto di cessione, risoluzione e proroga; l'art. 1, comma 346, della legge n. 311 del 30-12-2004, prescrive che «i contratti di locazione, o che comunque costituiscono diritti relativi di godimento, di unità immobiliari ovvero di loro porzioni, comunque stipulati, sono nulli, se ricorrendone i presupposti non sono registrati». Per quanto riguarda i contratti di locazione con canone concordato si vedano le novità apportate con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14-7-2004 pubblicato nella Gazzetta U ciale n. 266 del 12-11-2004. Per i contratti di locazione a uso abitativo di breve durata si veda il decreto ministeriale 10-3-2006 (pubblicato sulla Gazzetta U ciale n. 119 del 24-5-2006) in vigore dall'8-6-2006. Una rilevante novità introdotta nel 2011 è la possibilità di optare per il regime della cedolare secca relativamente ai canoni di locazione dei fabbricati a uso abitativo e relative pertinenze, senza il pagamento dell'imposta di registro e dell'eventuale imposta di bollo; per le modalità operative si rimanda alle circolari dell'Agenzia delle entrate n. 26/E dell'1-6-2011 e n. 20/E del 4-6-2012, consultabili sul sito www.agenziaentrate.gov.it, segnalando in particolare che: i nuovi contratti di locazione devono essere registrati, di norma, in via telematica con il modello Siria, ovvero presso qualsiasi Agenzia delle entrate con il nuovo modello 69; le proroghe e i rinnovi vanno segnalati con la presentazione del suddetto modello 69; per i contratti in corso non è dovuta l'imposta di registro annuale. È opportuno precisare che per le situazioni sopra evidenziate l'opzione per la cedolare secca deve, di norma, essere preventivamente comunicata agli inquilini con lettera raccomandata non a mano, come meglio speci cato nelle sopra richiamate circolari n. 26/E e 20/E, alle quali si rimanda per molte altre informazioni in merito alla nuova tassazione in base alla cedolare secca. INPS Invio telematico nuovo modello UniEMens. I datori di lavoro devono entro oggi presentare telematicamente il modello UniEMens individuale che sostituisce sia la denuncia contributiva (mod. DM10) sia la denuncia retributiva (mod. EMens) relative al mese di maggio; si vedano al riguardo il messaggio Inps n. 27172 e il comunicato Inps n. 27385, rispettivamente, del 25 e 27-11-2009 consultabili sul sito www.inps.it Contributi volontari. È in scadenza il termine per versare la rata dei contributi previdenziali volontari che si riferisce al 1° trimestre 2012, fatte salve le eventuali sospensioni dei termini di pagamento per alcune categorie di soggetti colpiti da particolari avversità. Per altre informazioni e per gli importi do vuti, diversi a seconda che si tratti di lavoratori dipendenti o di lavoratori autonomi (compresi i parasubordinati), si consiglia di visitare il sito www.inps.it; si veda in particolare la circolare Inps n. 79 dell'8-6-2011 per le nuove modalità di pagamento. PUBBLICITÀ Pagamento 3ª rata trimestrale anticipata dell'imposta comunale annuale. Scade il termine per e ettuare il pagamento dell'eventuale terza rata trimestrale anticipata dell'imposta comunale sulla pubblicità; il pagamento rateale è possibile solo se l'importo annuale dovuto è superiore a 1.549,37 euro. MOD. 730/2012 Trasmissione telematica dichiarazioni predisposte dai sostituti d'imposta. I datori di lavoro che entro il 16 maggio scorso hanno fornito assistenza scale diretta ai propri lavoratori dipendenti per l'elaborazione del modello 730/2012 devono entro oggi trasmettere in via telematica all'Agenzia delle entrate le dichiarazioni predisposte con i prospetti di liquidazione delle imposte. Si veda sull'argomento anche la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 15/E del 25 maggio scorso collegandosi al sito internet www.agenziaentrate.gov.it RAVVEDIMENTO OPEROSO Tardivo versamento imposta di registro entro un anno. Possono avvalersi entro oggi del ravvedimento operoso: i contribuenti che non hanno e ettuato entro il 30-6-2011 la registrazione, e conseguente versamento dell'imposta, dei nuovi contratti di locazione e a tto di immobili con decorrenza dall'1-6-2011; i contribuenti che non hanno e ettuato entro il 30-6-2011 il versamento dell'imposta annuale successiva alla prima per i contratti di locazione di immobili già registrati con decorrenza dell'annualità dall'1-6-2011. Tutti questi soggetti possono regolarizzare la situazione versando entro oggi l'imposta dovuta, la relativa sanzione e gli interessi di mora, registrando il contratto quando richiesto. Per quanto riguarda la regolarizzazione dei contratti di locazione di immobili a uso abitativo si veda il paragrafo 9 della circolare dell'Agenzia delle entrate n. 26/E dell '1- 6 -2 011 (que l l a s u l l a c e dol are secca) consultabile sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it TASSA AUTOMOBILISTICA E ADDIZIONALE ERARIALE Tardivo versamento entro 30 giorni. I proprietari di autoveicoli il cui bollo è scaduto ad aprile 2012, che non hanno pagato il rinnovo entro il 31 maggio scorso, possono regolarizzare la situazione versando entro oggi la tassa dovuta e la sanzione del 3% pari a un decimo della normale sanzione del 30%; sono inoltre dovuti, sempre entro oggi, gli interessi di mora del 2,5% annuo rapportati ai giorni di ritardato versamento rispetto al termine di scadenza originario. Conoscendo la targa del veicolo è possibile calcolare l'importo dovuto collegandosi ai siti internet www.agenziaentrate.gov.it e www.aci.it Si ricorda che il ravvedimento interessa anche, per alcuni autoveicoli di grossa cilindrata, la nuova addizionale erariale introdotta con l'art. 23, comma 21, del decreto 6-7-2011 n. 98 convertito con modi cazioni nella legge 15-7-2011 n. 111, così come modi cato con l'art. 16, comma 1, del decreto 6-12-2011 n. 201 convertito con modi cazioni nella legge 22-12-2011 n. 214. Per le modalità e i termini di versamento si rimanda al decreto ministeriale 7-10-2011 del Ministero dell'economia e delle nanze e alla circolare dell'Agenzia delle entrate n. 49/E dell'8-11-2011, per il codice tributo da indicare sul mod. F24 alla risoluzione ministeriale n. 101/E del 20-10-2011; i suddetti documenti sono consultabili sul sito www.agenziaentrate.gov.it dove è possibile utilizzare l'applicazione che consente di stampare il mod. F24 già compilato con i dati inseriti dall'utente. RAVVEDIMENTO OPEROSO Tardivo versamento imposte e correzione irregolarità. Possono avvalersi entro oggi del ravvedimento operoso i contribuenti persone siche, che presentano entro oggi tramite gli u ci postali il modello Unico 2012 cartaceo, anche nella versione «Mini», che non hanno versato, in tutto o in parte, il saldo delle imposte per l'anno 2010 e/o l'acconto delle imposte per l'anno 2011 dovuti in base al modello Unico 2011 ovvero hanno presentato il mod. Unico 2011 con dati infedeli. Tutti questi soggetti possono regolarizzare la situazione pagando entro oggi gli importi dovuti con la sanzione del 3,75% (un ottavo della sanzione normale del 30%) e con gli interessi di mora, rapportati ai giorni di ritardato versamento rispetto al termine di scadenza originario, calcolati all'1,5% per i giorni di ritardo no al 31-12-2011 e al 2,5% per i restanti giorni che cadono nel 2012. Tali interessi, salvo qualche eccezione, vanno esposti nel mod. F24 separatamente dalle imposte dovute a seguito dell'introduzione di nuovi codici tributo, istituiti dall'Agenzia delle entrate, consultabili sul sito www.agenziaentrate.it A ogni modo, i contribuenti che, per obbligo o per scelta, presentano il modello Unico 2012 in via telematica entro l'1-10-2012 (essendo il 30 settembre domenica) possono, sempre entro la stessa data, presentare on line senza sanzioni la dichiarazione integrativa a favore relativa all'anno d'imposta 2010. A cura di Paolo Martinelli L'I n fo rm at o re A gr ar io • 25/201 2 SC A D E N Z A R IO 77
DIALOGO CON I LETTORI 5 • L'esperto risponde OPINIONE 7 • Tra i ruderi della pac agricoltori «inermi» contro la crisi di V.A. Gallerani ATTUALITÀ 8 • Le misure per lo sviluppo non suscitano entusiasmi di L. Martirano 9 • Quasi pronte le norme applicative dell'art. 62 di E. Comegna 11 • Alti costi di gestione penalizzano gli oliveti italiani 12 • L'olio d'oliva ha bisogno di trasparenza di G. Tamburrano 13 • Buone notizie per la bietola italiana di A. Andrioli 14 • Diritti di impianto del vigneto sinonimo di qualità di M. Di Carlo 15 • Concianti mais, una nuova proroga in arrivo? 16 • La fi liera suinicola aspetta il via al Piano zootecnico di A. Mossini 17 • Estate diffi cile per gli agriturismi? di G. Lo Surdo 18 • L'Europa ha un piano anticrisi per l'olio di oliva di A. Di Mambro 19 • L'Europarlamento dice la sua sulla pac Nuova pac - Analisi 20 • Bietole e zucchero, il futuro è a rischio di E. Comegna Dalle regioni 24 • Emilia-Romagna: Primi interventi per il dopo terremoto MERCATI E CREDITO Agromercati 30 • Grano duro 2012: prime anticipazioni su rese e qualità di L. Andreotti 31 • Ancora diverse incognite sulla prossima campagna cereali nell'Ue di V. Lombardi 32 • Domanda sostenuta per i cocomeri di G. Lamacchia Finanziamenti 36 • InfoFinagri: bandi aperti per le aziende LEGGI E TRIBUTI 33 • Le società agricole non sono di comodo di D. Hoffer 35 • Contratto collettivo unico riferimento per la retribuzione di M. De Luigi RUBRICHE Agroindustria 69 • Apo Conerpo cresce nonostante la crisi 70 • BKT taglia il nastro d'argento di D. Vagnini 71 • Versa, monitor multifunzione per l'agricoltura di precisione Eventi e convegni 72 • La semina su sodo spiegata in campo di D. Marandola 73 • Istituti tecnici agrari: il bello della gara 74 • Fumigazione del suolo, una tecnica che cambia di P. Colla 75 • Prossimi appuntamenti 76 • Scadenzario 78 • Listini AGGIORNAMENTO TECNICO Speciale Uso sostenibile agrofarmaci 42 • Direttiva 128/2009: cosa cambia per l'agricoltore di C. Baldoin 47 • Irroratrici: ridurre i volumi nel frutteto è possibile di L. Asteggiano et al. Spazio giovani 38 • Giovanisì, come dare una mano a chi ha voglia di provarci di P. Cantini Reportage 52 • Conoscere i terreni ottimizza le rese e riduce gli sprechi di G. Armentano Sperimentazione e statistica 55 • Statistica inferenziale: osservare un campione per capire la popolazione di M. Delaiti et al. Orticoltura 59 • Le varietà di carota più adatte alla coltivazione bio di M. Zaccardelli et al. Difesa delle colture 62 • Strategie a base di rame ossido contro la peronospora della vite di A. Zanzotto, M. Morroni 66 • Rinvenuta in Piemonte su pere frigoconservate Ramularia eucalypti di L.Giordani et al. Il nuovo numero di sarà disponibile gratuitamente su internet per tutti gli abbonati a partire da giovedì 21 giugno SOMMARIO N° 25 22/28 giugno 2012 SUPPLEMENTO ENERGIA RINNOVABILE www.informatoreagrario.it Po st e Ita lia ne sp a - S pe d. in A. P. D. L. 35 3/2 00 3 (C on v. in L. 27 2-2 00 4 n . 46 ) A rt . 1, Co m m a 1, DC B V er on a • A nn o 68 ISS N 00 20 06 89 - C . P. 52 0 37 10 0 V er on a Po st e Ita lia ne sp a - S pe d. in A. P. D. L. 35 3/2 00 3 (C on v. in L. 27 2-2 00 4 n . 46 ) A rt . 1, Co m m a 1, DC B V er on a • A nn o 68 ISS N 00 20 06 89 - C . P. 52 0 37 10 0 V er on a SUPPLEMENTO AL N. 25/2012 Maggio - Giugno Quanto renderà il biogas con i nuovi incentivi Biometano, potenzialità a vantaggio delle aziende agricole LE REGIONI SI PRONUNCIANO SUI DECRETI RINNOVABILI: SÌ, MA CON RISERVA © INGO B AR TU SS EK - FO TO LI A. CO M
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SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI La scelta del grado di polverizzazione deve obbedire alla necessità di minimizzare la frazione di gocce ni soggette a deriva; sia nel caso di colture erbacee sia arboree sarà dunque necessario operare con pressioni di esercizio limitate in modo da ottenere gocce medie o grandi; di conseguenza, anche il volume dovrà essere individuato in funzione delle esigenze di copertura, che a sua volta dipende dal tipo di trattamento e dal meccanismo di azione del prodotto tosanitario. Indicativamente, per le colture erbacee si parla di volumi tra 100 e 250 L/ha, mentre per frutteti e vigneti ci si può riferire all'altezza della parete vegetale distribuendo 100-150 L/ha per metro di altezza. La velocità di lavoro dovrà tenere conto della stabilità della barra nel caso delle colture erbacee, dello sviluppo della vegetazione in funzione delle prestazioni del ventilatore nel caso dei frutteti e dei vigneti. In generale, velocità dell'ordine di 7-8 km/ora per le barre e 5-6 km/ora per gli atomizzatori consentono di ottenere ottimi risultati. Nel caso dei trattamenti su colture arboree è fondamentale il direzionamento del usso d'aria, che non deve oltrepassare la sommità delle piante e non deve essere tanto intenso da oltrepassare il lare trattato; per questo occorre regolare opportunamente eventuali de ettori e intervenire sulla velocità di rotazione, usando il rapporto più basso del moltiplicatore ed eventualmente riducendo i giri del motore. Una volta individuati i parametri operativi si procede a individuare gli ugelli, applicando la nota formula: q = V × v × L 600 × n dove: q = portata dell'ugello (L/minuto); V = volume (L/ha); v = velocità (km/ora); L = larghezza di lavoro (inter la dei frutteti e vigneti, distanza tra gli ugelli per le barre, in genere 0,5 m); n = numero di ugelli aperti (uguale a 1 nel caso delle barre) Se ad esempio si vuole trattare un frutteto con inter la di 2,7 m distribuendo 400 L/ha a una velocità di 6 km/ora e usando in totale 12 ugelli, la portata richiesta risulta: q = (400 × 6 × 2,70) / (600 × 12) = 0,9 L/min Consultando le tabelle tecniche, si osserva che tale portata si può ottenere con i seguenti ugelli: ISO giallo (110-02) a 4 bar; ISO verde (110-015) a 7 bar; ISO arancio (110-01) a 16 bar. A parità di portata espressa cambia ovviamente la qualità della polverizzazione. L'ugello arancio va scartato per la pressione eccessiva; tra le altre due alternative, nel caso di un trattamento con un prodotto ad azione sistemica si potrà optare per la prima soluzione, meno problematica anche dal punto di vista della deriva, mentre se si usa un prodotto di contatto è senz'altro più adatto l'ugello verde a 7 bar, che garantisce una polverizzazione soddisfacente per una buona copertura. Si può eventualmente ricorrere agli ugelli antideriva a cono, aumentando leggermente il volume per maggiore sicurezza in caso di densità fogliare elevata. • NOTA PRATICA Scelta dei parametri operativi recentemente emanato dall'Unione Europea che si occupa appunto della distribuzione dei prodotti tosanitari. Tale quadro normativo si concretizza nell'ormai famosa direttiva europea 2009/128/Ce sull'uso sostenibile dei prodotti tosanitari, approvata nel 2009 ed entrata in vigore presso gli Stati membri nel dicembre 2011, che contiene indicazioni precise in materia di macchine e tecniche di impiego dei prodotti tosanitari, norme che condizioneranno pesantemente la lotta antiparassitaria. I contenuti della direttiva La direttiva intende favorire la sostenibilità dell'uso dei prodotti tosanitari, riducendone i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull'ambiente promuovendo la difesa integrata e indicando misure per la mitigazione dell'impatto ambientale. Agli e etti della direttiva sono interessati tutti coloro che utilizzano i prodotti tosanitari nel corso di un'attività professionale. Trattandosi di una direttiva e non di un regolamento, essa non entra direttamente nella legislazione degli Stati membri, ma ognuno di essi deve elaborare un suo Piano di azione nazionale (Pan) che ne acquisisca i contenuti e costituisca la base per il recepimento, tenendo conto dell'impatto di tali provvedimenti dal punto di vista sanitario, sociale ed economico. Per questo motivo il testo della direttiva fornisce delle linee guida abbastanza generiche sul «che cosa fare», lasciando agli estensori dei Piani di azione nazionali il compito di stabilire «come farlo» in relazione alle speci che realtà agricole locali. Gli aspetti legati direttamente alla difesa tosanitaria, e di conseguenza all'impiego delle irroratrici, riguardano: i controlli funzionali periodici del buon funzionamento delle irroratrici in uso (art. 8); il divieto di irrorazione con mezzi aerei (art. 9); la protezione dell'ambiente acquatico (art. 11); la promozione di misure per ridurre l'inquinamento puntiforme (art. 13); Il volume di distribuzione per le colture arboree dovrebbe essere pari a circa 100-150 L/ha per metro di parete vegetale 4325/2012 • L'Informatore Agrario
imprese potranno a loro volta far ricorso alla controgaranzia del Fondo centrale a costo zero. Per gestire e monitorare gli interventi sarà costituito un apposito comitato in cui siederanno tutti i rappresentanti dei soggetti rmatari dell'intesa. Intanto procede a ritmo spedito la ricognizione sul territorio delle perdite subite dal settore agricolo. Un bilancio che si sta rivelando pesantissimo, stando alle segnalazioni pervenute nora agli u ci provinciali: sono 264 quelle relative alla provincia di Ferrara, per un danno stimato, per ora, di circa 34 milioni di euro. Quasi 300 le segnalazioni nel Modenese, la provincia più colpita, con perdite quanti cate in 50 milioni solo per le strutture fondiarie, a cui si aggiungono altri 55 milioni per i danni a casei ci, silos di stoccaggio, acetaie e altri impianti produttivi. Non va molto meglio nel Reggiano, con 140 segnalazioni nora pervenute e danni per decine di milioni. Meno grave la situazione nel Bolognese. Nel conto bisogna poi mettere anche i danni – altre decine di milioni – subiti dai consorzi di boni ca. G.Ma. LIGURIA Cassa integrazione per le associazioni allevatori L'assessore regionale al lavoro Enrico Vesco ha annunciato che è stato siglato accordo di cassa integrazione in deroga con l'Associazione regionale allevatori, le associazioni provinciali di Genova, Savona, Imperia e La Spezia e le organizzazioni sindacali di categoria. L'accordo è frutto di un'intesa sottoscritta lo scorso dicembre tra il Ministero del lavoro, l'Ass e le organizzazioni sindacali nazionali di categoria che prevedeva la possibilità di poter ricorrere agli ammortizzatori sociali da parte di queste strutture. La cassa integrazione in deroga riguarderà 24 dipendenti e prenderà il via dal 1° giugno no al 31 dicembre 2012, secondo principi di rotazione e alternanza. «L'Associazione regionale allevatori della Liguria – ha fatto sapere l'Aral – ha richiesto la possibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali in considerazione dei tagli statali a tutto il sistema allevatori operati nel 2011 per contenere la spesa pubblica e a causa del mancato co nanziamento da parte della Regione. Un contenimento di risorse che ha provocato gravi di coltà per il settore, già penalizzato da una costante e progressiva diminuzione dei nanziamenti». Purtroppo non è ancora stata individuata una soluzione per mantenere i servizi essenziali dei libri genealogici e dei controlli funzionali, il che comporta un ulteriore danno a un settore già pesantemente in crisi. G.B. PIEMONTE Pronto il nuovo calendario venatorio Superato lo scoglio referendum con l'abrogazione della legge regionale sulla caccia, l'11 giugno la Giunta regionale ha varato il nuovo calendario venatorio. La stagione 2012-2013 partirà il 16 settembre 2012 e si chiuderà il 31 gennaio 2013. Cambia il carniere: tra l'altro ogni cacciatore avrà la possibilità di poter abbattere stagionalmente 15 cinghiali (10 in precedenza) per cercare di limitare i danni causati all'agricoltura. Nel corso della stessa seduta sono stati approvati i piani di prelievo selettivo del capriolo, piani numerici basati su un preventivo censimento. La specie si può cacciare dal 16 giugno (l'anno scorso la data era ssata al 15 agosto). E.Z. Cresce l'agriturismo Agriturist Torino, con una conferenza stampa che si è svolta il 4 giugno nel capoluogo subalpino, ha presentato l'andamento dell'agriturismo piemontese. Paolo Denti, presidente dell'Unione agricoltori di Torino, e Rosanna Varese, presidente regionale di Agriturist, hanno evidenziato che emerge una leggera ma signi cativa crescita, con un trend positivo per il sud Piemonte e in particolare per il Cuneese, dove si concentra oltre il 30% del totale degli agriturismi della regione. Primi interventi per il dopo terremoto A l via i primi interventi economici a sostegno delle aziende dell'EmiliaRomagna danneggiate dal terremoto. Va in questa direzione il protocollo d'intesa sottoscritto tra Regione, banche, Consorzi di e associazioni imprenditoriali per la concessione di mutui a medio e lungo termine a costi e tassi estremamente favorevoli per favorire la rapida ripresa dell'attività produttiva delle imprese colpite, senza distinzioni di sorta tra i diversi comparti economici. L'accordo, immediatamente operativo, prevede l'utilizzo di un primo plafond di risorse messe a disposizione dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp) e dalla Banca europea degli investimenti (Bei), da concordare con gli istituti di credito che hanno aderito all'iniziativa (in pratica tutte le principali banche operanti sul territorio regionale), per la concessione di prestiti nalizzati alla ricostruzione e messa in sicurezza degli immobili, ricostituzione delle scorte, acquisto di attrezzature, nonché a processi di sviluppo delle imprese di tutti i settori produttivi. La durata dei nanziamenti è compresa tra 5 e 15 anni a seconda del tipo di intervento, con le banche che si sono impegnate a contenere i costi di istruttoria entro la soglia dello 0,25% del valore del nanziamento, con un tetto massimo di 2.500 euro a pratica. Ma, particolare ancora più importante, questi nanziamenti usufruiranno di un abbattimento dei tassi grazie all'intervento della Regione, in misura tale da ridurre il costo e ettivo a carico delle singole imprese a un livello equivalente al tasso Euribor a sei mesi: all'incirca il 2% ai valori attuali di mercato. È inoltre prevista una velocizzazione delle procedure burocratiche per la concessione dei mutui. Ancora: per questi nanziamenti le imprese potranno fare ricorso a costo zero alla garanzia del Fondo centrale di garanzia, no all'80% del valore del nanziamento concesso. Le imprese agricole, anche cooperative, potranno invece far ricorso allo speci co Fondo di garanzia Ismea-Sgfa a copertura dell'80% delle operazioni di nanziamento nel caso di aziende condotte da giovani, percentuale che scende al 70% per le altre imprese agricole. In ne, i con di che concorrono alla messa a disposizione di garanzie a favore delle EMILIA-ROMAGNA Grazie a un accordo tra Regione, banche e confi di le aziende che hanno subito danni dal sisma potranno contrarre mutui a tassi molto favorevoli in modo da accelerare la ripresa produttiva Un campo di soia nel Modenese, devastato dall'affi oramento di sabbia ATTUALITÀ DALLE REGIONI 24 25/2012L'Informatore Agrario •
Come sono state impostate le prove La sperimentazione è stata condotta in due meleti siti nel comprensorio frutticolo cuneese: il primo (Mariri Red Aporo®/M9, anno 2006, sesto d'impianto 4,5 × 1,6 m, 1.389 piante/ha), caratterizzato a inizio sperimentazione da dimensioni ridotte; il secondo (Golden B/ M9, anno 1998, sesto d'impianto 4,6 × 1,1 m, 1.976 piante/ha) caratterizzato da elevata vigoria e massa fogliare. Al ne di veri care l'e cacia del trattamento toiatrico e ettuato con di erenti volumi di distribuzione e dosaggi di agrofarmaco sono state realizzate 5 tesi, caratterizzate da: tesi 1: volume di distribuzione tipico della zona (1.300 L/ha), dose di agrofarmaco piena; tesi 2: volume e dose calcolate in base al Trv; tesi 3: volume di distribuzione molto ridotto (370 L/ha su Golden B e 300 L/ha su Mariri Red), dose calcolata in base al Trv (si voleva in questo modo provare a «mettere in crisi» il sistema); tesi 4: volume di distribuzione basso (540 L/ha su Golden B e 430 L/ha su Mariri Red), dose di agrofarmaco piena; tesi 5: stesso volume di distribuzione e stessa dose della tesi 4, ma con ugelli antideriva a iniezione d'aria. Le tesi sono state disposte nell'appezzamento a blocchi randomizzati, realizzando 4 ripetizioni per tesi, ciascuna costituita da 4 segmenti di lare lunghi 26 m. Dieci piante sono state lasciate senza trattamenti da inizio stagione, in modo tale da avere un riferimento sulla pressione delle diverse avversità. A titolo esempli cativo i volumi di distribuzione e le concentrazioni di agrofarmaco adottate nel 2011 sono riportate in tabella 1 e nella colonna «Riduzione dose agrofarmaco» è riportata la di erenza di dose di agrofarmaco rispetto alla tesi 1 delle Golden B, caratterizzata da volume di distribuzione tipico della zona e dose di agrofarmaco piena. Va precisato che nel 2008, quando è stata impostata la sperimentazione, le Mariri Red erano ancora in fase di allevamento e richiedevano quindi volumi e dosi inferiori. Le dosi e i volumi impiegati su Mariri Red sono volutamente rimasti invariati nei 4 anni di sperimentazione, risultando quindi nel 2011 con volumi notevolmente ridotti. Avversità monitorate Sono state monitorate tutte le avversità presenti, ponendo particolare attenzione a Venturia inaequalis, agente della ticchiolatura, Cydia pomonella (carpocapsa), tofago chiave per il melo, Eriosoma lanigerum (a de lanigero), Dysaphis plantaginea (a de grigio), Aphis pomi (a de verde) e Leucoptera malifoliella (cemiostoma). Nei 4 anni di sperimentazione non è mai stata applicata la confusione sessuale contro carpocapsa, al ne di eliminare una variabile in grado di in uire sulla presenza del lepidottero. Per ridurre al minimo i rischi di inquinamento tra tesi di parcelle con nanti, il rilievo della presenza di patogeni e parassiti è sempre stato e ettuato sul lare centrale di ogni blocco. Analisi statistica Le analisi statistiche sono state realizzate con il so ware SPSS v15.0, procedendo con la valutazione dei pre-requisiti di continuità e distribuzione normale dei dati e omogeneità delle varianze e quindi con l'analisi della varianza ANOVA per P < 0,05, test di Tukey. Qualora i pre-requisiti per l'analisi della varianza non fossero veri cati, si è proceduto con il test di Kruskal-Wallis, P < 0,05 seguito dal test di Mann-Whitney, P < 0,05 per confrontare le tesi a due a due. • TABELLA 1 - Tesi a confronto nel 2011 Tesi Volume acqua (L/ha) Concentrazione agrofarmaco (*) Riduzione dose agrofarmaco (%) (*) Golden B 1 1.300 1 0 2 900 1 –31 3 370 2,5 –29 4-5 540 2,5 –4 Mariri Red 1 900 1 –31 2 500 1 –62 3 300 2,5 –42 4-5 430 2,5 –17 (*) Rispetto alla tesi 1 che prevedeva la dose di agrofarmaco piena. miscela con 2 modalità diverse. In particolare, combinando opportunamente gli ugelli sulle raggiere e variando la pressione di esercizio è stato possibile distribuire volumi compresi tra 300 e 1.900 L/ha. La macchina è dotata di un ventilatore assiale a due rapporti di velocità. Con tale tipo di ventilatore la velocità dell'aria sul bersaglio risulta disomogenea alla diverse quote e, soprattutto in alto, è molto inferiore a quella presente alla quote più basse. Si tratta, tuttavia, di una situazione operativa oggi ancora molto di usa nelle macchine irroratrici impiegate per i trattamenti alla frutta e nella realtà in cui si è operato, ragione per cui si è volutamente deciso di mantenere tale ventilatore ( gura 1). Tutte le distribuzioni sono state e ettuate operando con una velocità di 6,5 km/ora e impiegando la prima marcia del ventilatore, corrispondente a una velocità dell'aria sul bersaglio pari a 5,7 m/s. Per consentire all'operatore una facile individuazione delle parcelle all'interno del frutteto, all'inizio e alla ne di ciascuna parcella sono stati posizionati dei cartelli riportanti il numero della tesi corrispondente (foto 2). Effi cacia biologica degli interventi Nei primi tre anni di sperimentazione (2008-2010) l'impiego di volumi d'acqua e dosi di agrofarmaco ridotti non ha causato alcun problema tosanitario, né in termini di avversità entomatiche, né in termini di patologie fungine. Le patologie fungine sono state controllate eccellentemente anche nel 2011, per no in quelle tesi caratterizzate da volumi di distribuzione molto bassi (circa 300 L/ha) e dosi di agrofarmaco ridotte (gra co 1). Problema fi tofagi Per quanto riguarda invece le avversità entomatiche, nel 2011 alcune tesi non sono state in grado di controllare e cacemente tutte le avversità. Su entrambe le cultivar non è stata riscontrata alcuna di erenza tra le tesi per quanto riguarda 4925/2012 • L'Informatore Agrario SPECIALE USO SOSTENIBILE AGROFARMACI
TABELLA 2 - Rilievi qualitativi eseguiti sulle carote raccolte nella prova di confronto varietale Varietà Qualità della parte edule (1) integrità (1-5) levigatura (1-5) spaccate (%) collettatura (1-5) colore (1-5) consistenza (1-5) omogeneità (1-5) Berlincum 2 4,5 3,3 ab 25,0 b 3,5 b 4,2 abc 4,5 ab 3,7 ab Berlinkumer 2 4,7 3,0 b 46,7 ab 4,0 ab 4,3 ab 4,7 ab 2,5 b Flakee 2 4,8 4,3 ab 60,3 ab 4,5 a 4,7 a 4,3 b 4,0 a Nantese 2 (O.S.) (2) 4,5 3,5 ab 53,7 ab 4,0 ab 3,6 bc 4,8 a 3,7 ab Nantese 2 (P.) (2) 5,0 4,3 ab 66,7 a 3,7 ab 4,3 ab 4,3 b 3,3 ab Nantese 2 (S.S.) (2) 4,5 3,5 ab 46,3 ab 4,0 ab 3,5 c 4,7 ab 3,0 ab Nantese 3 5,0 5,0 a 50,0 ab 4,5 a 4,0 bc 5,0 a 3,0 ab VAC 59 F1 4,8 3,0 b 50,0 ab 4,3 ab 4,3 ab 5,0 a 3,7 ab Media generale 4,7 3,8 55,6 3,9 3,8 4,6 3,3 Signifi catività (P = 0,05) n.s. * * * * * * (1) Tutti i valori, tranne quelli relativi alle carote spaccate, sono espressi con un punteggio da 1 a 5. (2) O.S. = Orto del Sole; P. = Pagano; S.S. = La Semiorto Sementi. VAC 59 F1 e Berlinkumer 2 presentano gli indici di levigatura più bassi, Berlincum 2 la minore incidenza di spaccature e il più basso indice di collettatura, mentre Berlinkumer 2 presenta la più bassa omogeneità. TABELLA 3 - Rilievi bioproduttivi e qualitativi eseguiti sulle carote raccolte nella prova di ammendamento con compost Rilievi Non ammendato (*) Ammendato (*) Piante (n./m) 49 38 Carote raccolte (g/m) 1.166 1.276 Carote tolettate (g/m) 860 875 Peso radice (g) 23,8 29,6 Lunghezza radice (cm) 12 12,3 Diametro radice (mm) 18 21 Radici deformi (%) 33,7 26 Danni biotici (%) 40 10,8 Danni abiotici (%) 40 38,3 Integrità (1-5) 4,8 4,3 Levigatura (1-5) 3 4 Rad. spaccate (%) 50 37,3 Collettatura (1-5) 4,3 4,8 Colore (1-5) 4,3 5 Consistenza (1-5) 5 5 Omogeneità (1-5) 3,7 4,3 (*) Signifi catività (P= 0,05). Non si sono riscontrate differenze statisticamente signifi cative per quanto riguarda i diversi rilievi eseguiti, eccetto che per il colore arancione più intenso delle carote ammendate con il compost. to che viene convertito, a livello epatico, nell'importantissima vitamina A. Pertanto, se questo dato venisse in futuro ulteriormente confermato, la carota biologica sarebbe un prodotto a valore aggiunto dal punto di vista nutraceutico. Qualora si ricorra all'ammendamento con compost poco prima della semina, bisogna comunque tenere presente che è molto importante utilizzarne uno ben maturo (che sia, cioè, formato da sostanza organica stabilizzata e ben umi cata) in quanto l'uso di un compost immaturo può favorire la formazione di radici biforcate. Massimo Zaccardelli, Giovanni Ragosta Catello Pane, Domenico Perrone Cra - Centro di ricerca per l'orticoltura Azienda sperimentale di Battipaglia (Salerno) Domenico Ronga Dipartimento di scienze agrarie e degli alimenti Università di Modena e Reggio Emilia Questa ricerca è stata supportata dal Mipaaf attraverso il progetto Pro.Vi.Se.Bio. linkumer 2 presentavano gli indici di levigatura più bassi, mentre la Berlincum 2 presentava la minore incidenza di spaccature e il più basso indice di collettatura; la Berlinkumer 2, inoltre, presentava anche la più bassa omogeneità. I risultati registrati in questa prova di confronto varietale evidenziano come, per questo ortaggio da radice, molto critica possa essere la densità reale e, quindi, la percentuale di germinazione dei semi e quella di emergenza delle piantine, sulla resa produttiva nale. Carota di varietà Flakee Effetto del compost su produzione e qualità Riguardo la prova di valutazione dell'e etto del compost sulla produttività e sulla qualità della carota (tabella 3), non sono state riscontrate di erenze statisticamente signi cative per quanto riguarda i diversi rilievi produttivi e qualitativi eseguiti, eccetto che per il colore arancione più intenso delle carote ammendate con il compost. Questo risultato è molto interessante se si considera che il colore arancione più intenso è legato al maggiore contenuto di β-carotene, pigmen Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it Per consultare gli approfondimenti e/o la bibliografi a: www.informatoreagrario.it/rdLia/ 12ia25_6344_web Carota di varietà Nantese 6125/2012 • L'Informatore Agrario
polare (o inferire) da questo le caratteristiche della popolazione che lo ha generato. Una popolazione può essere nita o in nita: ad esempio la popolazione costituita da tutte le piante di un appezzamento è nita; la popolazione costituita da tutte le possibili uscite di testa o croce dei lanci di una monetina è in nita. La necessità di ricorrere ai metodi della statistica inferenziale deriva dal fatto che per diversi motivi (fattibilità, costo, ecc.), soprattutto se la popolazione è in nita, è impossibile osservarne tutti i valori. Nella pratica si usa perciò un campione e si traggono da esso risultati riguardanti l'intera popolazione. I metodi della statistica inferenziale sono applicati per ottenere ad esempio la stima dei parametri di una popolazione come la media e la sua varianza o anche per stabilire se le di erenze osservate tra due campioni possono essere dovute al caso o se veramente essi appartengano a due popolazioni diverse (test delle ipotesi). Campione, campionamento, ripetizioni e media Il problema della selezione del campione (campionamento) è un problema centrale di ogni metodologia sperimentale: se il campione non è rappresentativo, i dati raccolti non potranno mai permettere nessuna conclusione in relazione al fenomeno in studio, proprio perché si sta lavorando con un campione diverso da quello che si crede. Casualità. Il principio informatore generale di un buon campionamento prevede di utilizzare lo stesso metodo dell'estrazione a sorte, ossia quello della casualità assoluta, in modo tale che ciascuna unità della popolazione abbia la stessa probabilità di entrare a far parte del campione. In tal modo il campione viene detto «randomizzato» o «casuale». A dandosi al caso si ottiene, in una qualche misura, la gaStatistica inferenziale: osservare un campione per capire la popolazione di Marco Delaiti, Mario Baldessari, Massimiliano Pasini D opo il primo sguardo alla variabilità dei dati, inizia-mo ad addentrarci nel cuore dell'analisi statistica: come si possono fare «generalizzazioni» osservando solo dei campioni. L'inferenza statistica è il procedimento per cui si deducono le caratteristiche di una popolazione dall'osservazione di una parte di essa, detta campione, selezionata solitamente mediante un esperimento casuale. Finora abbiamo visto che, dato un collettivo di dati ricavati da una serie di misurazioni in un esperimento, è possibile ricavare una serie di indicatori capaci di descrivere alcune delle caratteristiche dell'intero campione, come la tendenza centrale, la variabilità, ecc. Ovviamente ciò soddisfa solo alcune delle esigenze del ricercatore o del tecnico che ha a che fare con un insieme di dati sperimentali. È evidente che il suo interesse è rivolto alla popolazione, non al campione da questa estratto, come dire che si vuole arrivare a vedere se il comportamento della piccola parte di dati osservata nell'esperimento ri ette quello della popolazione da cui deriva. Ad esempio, come faccio a concludere che tutte le piante di mais esistenti al mondo che appartengono alla varietà XX, di cui coltivo una piccola parte nel mio campo sperimentale, hanno un'altezza a maturazione di 3 m? E ancora, come faccio a dire, con buona probabilità di non sbagliare, che l'altezza di questa varietà è diversa da quella di un certo ibrido che discende da essa? In buona sostanza, noto il campione, è necessario estraANALISI STATISTICA DEI DATI NELLA SPERIMENTAZIONE IN AGRICOLTURA Grazie alla statistica inferenziale si riesce a generalizzare le osservazioni fatte su dei campioni. Fondamentale risulta la scelta del campione che deve essere casuale e deve avere una suffi ciente ampiezza al fi ne di essere il più rappresentativo possibile Il campionamento va effettuato nelle maniera più casuale possibile (campionamento randomizzato) 5525/2012 • L'Informatore Agrario SPERIMENTAZIONE E STATISTICA
svolgendo attività agricola, e ettuano anche altre attività. Altresì l'a tto di fondi rustici fa perdere l'esercizio esclusivo di attività agricola, e di conseguenza la quali ca che consente di disapplicare la disciplina sulle società di comodo, sebbene su questo, che è stato ribadito anche dall'Amministrazione nanziaria, i pareri e le interpretazioni siano però discordanti. Immobili storici Da quest'anno − e siamo al secondo argomento − in base alle ultime disposizioni (decreto n. 16/2012), relativamente ai fabbricati di interesse storico o artistico che vengono concessi in locazione, le imposte non sono più calcolate sulle tari e d'estimo più basse (vedi L'Informatore Agrario n. 21/2012), ma dal 2012 l'imponibile scale è rappresentato dal maggiore importo tra la rendita catastale e ettiva (rivalutata del 5%) e il canone di locazione, che viene ridotto in questo caso del 35% (anziché del 15% come gli altri fabbricati). Le nuove modalità di tassazione, essendo in vigore da quest'anno, produPer l'Imu la base imponibile degli edifi ci storici va ridotta del 50% SEMINARI GRATUITI GIOVANI IMPRENDITORI IN AGRICOLTURA: Il panorama delle opportunità D G E SY ST EM PROGRAMMA 9.30 Registrazione partecipanti - Welcome coffee 10.00 Apertura dei lavori 10.15 Interventi programmati OIGA - MIPAAF REGIONI ISMEA ISMEA Investimenti per lo Sviluppo SGFA INVITALIA 13.00 Dibattito e conclusioni 13.30 Chiusura dei lavori Incontri “One to One” (solo su richiesta) È possibile chiedere un incontro con i responsabili dei servizi ISMEA, ISMEA Investimenti per lo Sviluppo, per l'attività di tutoraggio connessa allo sviluppo del Business Plan (subentro in agricoltura primo insediamento giovani) e con i responsabili SGFA per l'attività di accesso al credito (garanzie, rapporti con le banche). Gli incontri prefissati si terranno nelle sedi dei seminari, al termine dei lavori. Per info e prenotazioni: www.oigamipaf.it numero verde 800 943242 Per conferma date, registrazione partecipanti e info www.oigamipaf.it 800 943242 info@dge.it OLBIA 7 MARZO Mercure Olbia Hermaea Hotel Via Puglie snc REGGIO CALABRIA 14 MARZO È Hotel Via Giunchi, 6 - Lido Comunale TERAMO 4 APRILE Hotel Sporting Via De Gasperi, 41 CESENA 18 APRILE Cesena Fiera Via Dismano, 3845 Pievesestina di Cesena (FC) AVELLINO 3 MAGGIO Hotel de la Ville Via G. Palatucci, 20 TREVISO 16 MAGGIO BHR Treviso Hotel Via Postumia Castellana, 2 Quinto di Treviso (TV) TRAPANI 30 MAGGIO Hotel Baia dei Mulini Lungomare Dante Alighieri - Erice Mare BERGAMO 13 GIUGNO NH Orio al Serio Hotel Via Portico, 75 - Orio al Serio (BG) PISTOIA 27 GIUGNO Hotel Villa Cappugi Via Collegigliato, 45 LECCE 12 LUGLIO Hilton Garden Inn Lecce Via Cosimo de Giorgi, 62 cono e etti dal modello Unico 2013, ma incidono n da subito sul calcolo degli acconti delle imposte 2012 che vanno versati quest'anno. L'Agenzia delle entrate nella circolare n. 19/E dell'1-6-2012 evidenzia tuttavia che il maggiore acconto che dovrebbe essere calcolato può essere interamente versato a novembre, entro il giorno 30, con la 2 rata, senza sanzioni ma solo con gli interessi. Se i fabbricati sono invece strumentali alle attività d'impresa seguono le regole di tassazione a bilancio. Questo ai ni delle imposte dirette (ad esempio l'Irpef); per l'Imu, invece, la base imponibile degli edi ci storici va ridotta del 50% anche per quelli non abitativi. Fabbricati fantasma L'Agenzia del territorio ha pubblicato l'elenco dei Comuni nei quali sono presenti fabbricati non dichiarati in Catasto per i quali è stata attribuita una rendita presunta, reperibile attraverso le speci che particelle catastali riferite agli stessi immobili. Gli elenchi sono consultabili no al 2-7-2012 presso i Comuni, oppure gli u ci provinciali dell'Agenzia del territorio, e sul sito internet della stessa Agenzia, con i dati relativi alla rendita presunta attribuita agli immobili. Entro lo stesso termine è possibile presentare relativo ricorso alla Commissione tributaria provinciale. I titolari dei citati immobili entro 120 giorni devono provvedere all'accatastamento de nitivo attraverso la procedura Docfa, pena l'applicazione delle sanzioni amministrative quadruplicate. Daniele Hoffer LEGGI TRIBUTI 34 25/2012L'Informatore Agrario •
Quasi pronte le norme applicative dell'art. 62 LIBERALIZZAZIONI VERSO IL TRAGUARDO di Ermanno Comegna A vanza secondo il program-ma formulato dal cosiddetto decreto liberalizzazioni (ar-ticolo 62 della legge n. 27 del 2012) il provvedimento nazionale che cerca di conferire maggiore potere contrattuale alla componente agricola della liera e rimuovere alcune intrinseche debolezze rispetto agli operatori dell'industria e della distribuzione. È già pronta infatti una versione avanzata del decreto applicativo che dovrebbe superare i rilievi più critici sottoposti all'attenzione del Ministero dalle organizzazioni di rappresentanza della catena alimentare, con particolare riferimento a chi opera a valle. Il mondo del commercio e, in misura inferiore, l'industria, dall'inizio si sono mostrati in una certa misura ostili alle nuove disposizioni sui contratti obbligatori, sulle pratiche commerciali sleali da combattere e sui tempi massimi di pagamento. Due ragioni per essere soddisfatti Gli agricoltori, al contrario, sostenuti in modo massiccio dalle loro organizzazioni sindacali ed economiche, hanno accolto con favore le disposizioni sulla disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione dei prodotti agricoli e agroalimentari, per due comprensibili ragioni. La prima perché la nuova legislazione va a incidere su alcuni tipici fattori di debolezza dell'agricoltura italiana. Ancora oggi sono frequenti i casi nei quali un imprenditore agricolo consegna materialmente la propria produzione a un acquirente (utilizzatore industriale o intermediario commerciale), senza sapere a priori quanto incasserà come contropartita. Nel latte, ad esempio, l'ultimo contratto u ciale per la determinazione del prezzo in Lombardia è scaduto il 31 marzo scorso. Gli allevatori hanno consegnato, dunque, praticamente al buio l'intera produzione di aprile e maggio e, nel momento in cui si scrive, quasi tutta quella di giugno. Il secondo motivo di soddisfazione per gli agricoltori è la giusti cata speranza che le disposizioni varate risultino effettivamente e caci, per la precisione e per la chiarezza con le quali sono state formulate e, non da ultimo, per la deDopo l'approvazione della bozza di decreto, diverranno operative l'applicazione delle disposizioni sul contratto obbligatorio, la lotta alle pratiche commerciali scorrette e quella ai ritardi di pagamento nizione preventiva delle sanzioni cui vanno incontro gli operatori economici che trasgrediscono le regole sulla corretta competizione e sull'equilibrio del potere negoziale nell'ambito della liera agroalimentare. Le resistenze che pure ci sono state da parte di chi ha accolto con ritrosia il nuovo sistema di regole sembrano in via di superamento, anche perché non ci sono state forzature da parte del Governo che ha proposto il pacchetto di norme. Peraltro, alcune correzioni sono state eseguite, superando qualche fattore di debolezza e, si spera, tutti i possibili elementi di contenzioso. A ciò si aggiunga che, a ben guardare, le regole sui rapporti commerciali nell'agroalimentare non sono una improvvisa invenzione italiana, ma, piuttosto, sono il punto di approdo di un dibattito ampio e condiviso svoltosi a livello europeo, con il cosiddetto Gruppo di alto livello, per migliorare il funzionamento del sistema agroalimentare. I frutti di tale confronto sono già molteplici, basti pensare al pacchetto latte approvato a febbraio scorso, al documento sui principi delle buone prassi nei rapporti verticali nella liera, alla scelta di puntare sull'aggregazione degli agricoltori e sulla di usione del cosiddetto modello delle op nell'ambito del processo di riforma della pac. Insomma, il nostro Paese è stato tempestivo nel fare proprio un approccio alla regolazione settoriale che ha preso piede a livello europeo e, inoltre, è stato sapiente, perché è riuscito a elaborare un approccio convincente, oltre che coerente con il pensiero dominante a livello Ue. Accade spesso, come nel caso del latte, che il produttore agricolo consegni il prodotto all'industria senza sapere quanto gli verrà pagato 925/2012 • L'Informatore Agrario ATTUALITÀ
Le attività per cui sono stati richiesti i fi nanziamenti Tipo di attività Risorse fi nanziarie richieste euro % Azienda agricola 34.982.156,98 70 Agriturismo 14.351.506,78 28,7 Silvicoltura 619.675,81 1,3 Totale 49.953.339,57 Per commenti all'articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivi a: redazione@informatoreagrario.it Il contributo per iniziare l'attività agricola è certamente importante, ma poi bisogna garantire alle giovani imprese i servizi e le infrastrutture necessari allo sviluppo dell'attività rendono necessario il concetto di diversi cazione. Ma vediamo un po' di numeri per capire meglio chi sono questi giovani che vogliono dedicarsi all'agricoltura. Delle 634 domande arrivate il 34% sono state inoltrate da giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni, il 30% tra i 26 e i 32, il 36% tra i 33 e i 39. Le donne rappresentano il 34% del totale, che non è una percentuale irrilevante, ma la cosa che più colpisce, come ha sottolineato Gianni Salvadori, è che di tutti questi giovani aspiranti agricoltori soltanto il 15% provenga da scuole e università di settore. C'è dunque da chiedersi che ne fanno tutti i laureati in agraria, che in Toscana sono molti e che possono contare su Facoltà importanti e di lunga tradizione. Questo fattore riporta probabilmente a quanto dichiarato dal presidente Rossi, ossia che l'agricoltura oggi viene vissuta dalle giovani generazioni anche come un'alternativa di vita, capace di dare prospettive socio-culturali diverse da quelle della città. Le diffi coltà del dopo-insediamento Tuttavia, questi giovani che ben presto si insedieranno nelle proprie aziende si troveranno a dover a rontare non poche di coltà, messe in luce, nel corso dell'incontro orentino, da Chiara Innocenti, presidente dell'Agia, l'associazione giovanile della Cia Toscana. Queste di coltà si chiamano credito, burocrazia, accesso al mercato e servizi. Insomma, il premio di primo insediamento è estremamente utile, ma deve essere seguito da tutta un'altra serie di azioni che mettano i giovani nelle condizioni di poter lavorare e di stare sul mercato. L'Agia chiede anche un censimento aggiornato sui beni regionali che potrebbero essere a ttati ai giovani, esattamente come avviene a San Rossore e ad Alberese, dove sono stati inaugurati due progetti pilota. Per quanto riguarda il problema del credito, l'assessore Salvadori ha già in programma un incontro con le banche per a rontare due temi principali: reimpianto dei vigneti e progetti di Giovanisì. Bisognerà poi far fronte alle altre richieste, in primis quella dei servizi, perché se questi ragazzi andranno a vivere e lavorare in campagna avranno bisogno di internet, come pure di tutte quelle infrastrutture di cui godono le famiglie cittadine: asili nido, bus, scuole, poste e così via. Salvadori ha anche annunciato l'imminente presentazione di una proposta per l'utilizzo dei 120.000 ettari di terreno regionale e ha ribadito il suo impegno per la de nizione di imprenditore agricolo attivo sul quale concentrare le La Guida con tutte le informazioni sulle opportunità offerte dal progetto è scaricabile dal sito www.giovanisi.it risorse, perché «in Toscana – secondo l'assessore – ci sono soltanto 17.000 imprenditori attivi contro i 71.000 stimati dall'Istat. Dobbiamo avere il coraggio di compiere la scelta di concentrare su di loro le risorse pubbliche». Pare dunque che il ritorno dei giovani alla campagna comporti un ripensamento della distribuzione di risorse e servizi, perché è chiaro che se vogliamo che i giovani in campagna rimangano la Regione non può limitarsi a dargli un premio di primo insediamento a fondo perduto. Anche Tullio Marcelli, presidente di Coldiretti e giovane under 40 – che nel suo intervento ha puntato il dito sull'eccesso di burocrazia quando invece nel mondo imprenditoriale il fattore tempo risulta fondamentale – ha ribadito che bisogna investire sui produttori agricoli veri, visto che per no a Bruxelles cominciano a pensare che i soldi non debbano più andare alle multinazionali. Ma quanti soldi otterranno i giovani toscani che hanno inoltrato la domanda di primo insediamento? Il premio, a fondo perduto, va dai 20 ai 40.000 euro a seconda degli investimenti previsti, che devono comunque essere almeno di 70.000 euro. Le domande, attualmente al vaglio dei responsabili, riguardano per il 70% la creazione (o il subentro) di aziende agricole, per il 29% il settore agrituristico e per l'1% la silvicoltura. Patrizia Cantini 3925/2012 • L'Informatore Agrario SPAZIO GIOVANI
bito una contrazione di circa il 10%. Insomma, anche ipotizzando rese sugli stessi buoni livelli dello scorso anno (o anche in leggero calo) è probabile attendersi un incremento dell'o erta di frumento duro nazionale, sebbene con una certa disomogeneità tra le diverse aree del territorio. Vediamo qualche anticipazione. Prime impressioni dai campi Nord. Al Nord si prevedono buone rese, che in diversi casi potrebbero superare le 6 tonnellate per ettaro. Quello che più preoccupa i «durocoltori» del Nord è la sanità delle granelle, ma chi ha e ettuato i trattamenti contro il Fusarium nel moGrano duro 2012: prime anticipazioni su rese e qualità di Lorenzo Andreotti P untuale come ogni anno è partito il «toto grano duro». Da Nord a Sud si rincorrono previsioni sul-le rese e sulla qualità del raccolto 2012: se quest'ultima non sembra eccellente dal punto di vista del contenuto proteico, per le produzioni quest'annata sembra invece promettere decisamente bene. Le prime impressioni «sotto trebbia» parlano infatti di rese tendenzialmente buone nella maggior parte delle aree, confermando quindi la previsione di un raccolto abbondante di grano duro e ettuata da Ismea a metà marzo. Superfi ci e produzioni stimate in crescita Secondo Ismea le semine a frumento duro 2011-2012 avrebbero fatto segnare un incremento di circa 150.000 ettari, portando la super cie nazionale a circa 1,35 milioni di ettari (+13% rispetto alla campagna scorsa). Sempre secondo l'indagine le regioni che più hanno aumentato gli investimenti sono Puglia, Marche (+15% circa) e Sicilia (+20%). In controtendenza, invece, la Basilicata dove gli ettari avrebbero suAL SUD PREVISTE RESE ALTE MA DI QUALITÀ MEDIO-BASSA mento giusto non ha niente da temere. Unica nota dolente sarebbero i di usi allettamenti causati dal maltempo che ha imperversato nelle ultime due settimane di maggio da ovest a est. Centro. Per quanto riguarda il Centro si prevedono buoni risultati produttivi in Umbria e nelle Marche, dove si partirà a raccogliere tra pochissimi giorni. Notizie meno buone da Toscana e Lazio, dove a causa delle prolungata siccità invernale si temono produzioni inferiori alle medie con problemi di fusariosi e cariossidi striminzite. La speranza è che i prossimi giorni non siano piovosi, in modo da limitare anche possibili problemi di slavatura. Sud. In Puglia il raccolto è già partito da qualche giorno e la situazione attuale segnala al 50% un grano con rese elevate e l'altro 50% con rese più basse (ma con partite in alcuni casi di ottima qualità). Ovviamente per le rese molto alte (in alcuni casi anche di 55 q/ha) il livello proteico non è elevato. In Sicilia le trebbiature sono partite la terza settimana di maggio e le rese segnalate finora sono attorno alle 3-3,5 t/ha, in linea con le medie produttive classiche dell'areale. • Al Centro e al Sud si parla di produzioni consistenti, in linea con il previsto aumento delle superfi ci. A livello proteico la situazione è disomogenea IL TEMPO È PREZIOSO, OTTIMIZZA IL TUO LAVORO SPRAYMIST.SC3 Testata scavallante a tre calate La soluzione migliore per l'irrorazione in agricoltura ATOMIZZATORI FLORIDA di Mantovani Giuseppe e Antonio s.n.c. Viale del Lavoro, 14 - 37050 Belfiore (Vr) Italy Tel. 045 6149033 - 045 6149017 - Fax 045 6149065 www.atomizzatoriflorida.it - info@atomizzatoriflorida.it TRE FILARI IN UN UNICA PASSATA = TRIPLO RISPARMIO - TEMPO - GASOLIO + QUALITÀ AGROMERCATI 30 25/2012L'Informatore Agrario •
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