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?? tuire, dal 2015, i certificati verdi. «Le opzioni sperimentate in Europa», spiega Re Rebaudengo, «sono sostanzialmente due: la tariffa omnicomprensiva (feed-in tarif) e la feed-in premium. Nella prima lo Stato stabilisce per l'energia rinnovabile un prezzo che potremmo definire “all-inclusive”, che tiene conto cioè sia del prezzo dell'energia che dell'incentivo. La seconda è determinata dal prezzo di mercato dell'energia più un incentivo determinato dallo Stato. Questa tariffa consente al produttore di incassare l'incentivo e di vendere l'energia sul libero mercato, mentre con quella omnicomprensiva è obbligato a vendere l'energia prodotta al Gse. La proposta di Aper è di considerarle entrambe: la prima come soluzione preferita dagli operatori di minori dimensioni e la seconda per quelli di medio-grandi dimensioni. L'ultimo conto energia parla anche di aste tra produttori per la realizzazione di impianti, che con la normativa (e la prassi) italiana in materia determinerebbero non pochi problemi sia per la tempistica che per il controllo della trasparenza. Secondo noi il meccanismo delle aste, già sperimentato in altri Paesi senza troppo successo, dovrebbe - se proprio si volesse introdurlo - essere applicato solo agli impianti di grandi dimensioni, dai 55 MW in su, per i quali l'escamotage del massimo ribasso è meno influente». E LA PROGRAMMAZIONE? Sulla necessità, soprattutto dopo il referendum sul nucleare, di (ri)programmare in tempi rapidi il futuro energetico italiano concorda Marzio Galeotti, docente di economia dell'ambiente e dell'energia alla facoltà di Scienze politiche dell'Università degli studi di Milano: «L'Italia», afferma, «deve confrontarsi con due punti fermi. Il primo è il riscaldamento climatico che implica la necessità di tagliare le emissioni di gas serra. Il secondo punto sono gli obiettivi europei al 2020, relativi a emissioni, fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Ci restano nove anni di percorso che prescinde comunque dal nucleare, visto che la prima centrale avrebbe dovuto entrare in funzione non prima del 2020. Come rotta abbiamo gli obiettivi sottoscritti, poi occorrono scelte sul mix delle fonti di generazione e sugli strumenti da utilizzare e dosare (sussidi, sgravi fiscali, incentivi, investimenti nella ricerca) per raggiungere i diversi obiettivi». Altra considerazione su cui Galeotti invita a riflettere riguarda «l'orologio dei consumi elettrici, che nel nostro Paese è tornato indietro di una decina d'anni». Oggi ci troviamo dunque in una situazione di eccesso di capacità produttiva. Per cui ha poco senso affermare che assisteremo a un aumento delle fonti fossili e delle emissioni. Sarà forse un problema della Germania quando inizierà a chiudere, come ha deciso, le centrali nucleari. E anche prevedere quando l'Italia recupererà i consumi del passato non è semplice, visto che l'evoluzione della domanda sarà influenzata dall'efficacia delle misure di risparmio ed efficienza energetica che verranno adottate. Quale che sia la programmazione che verrà decisa, secondo il docente dell'Università milanese un ruolo importante dovrà essere svolto dalle infrastrutture, elettriche e del gas, sia per la trasmissione sia per lo stoccaggio. Magari per concretizzare, dopo anni che se ne favoleggia, quel ruolo di hub europeo del gas che l'Italia per la sua posizione geografica potrebbe assolvere al meglio. DOMANDA, EFFICIENZA E RISPARMI L'evoluzione della domanda di energia nel nostro Paese, oggi in contrazione, secondo Marzio Galeotti, docente di economia dell'ambiente e dell'energia alla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Milano, sarà influenzata dall'efficacia delle misure di risparmio ed efficienza energetica che verranno adottate. ???????????????? ????????????????
?? SETTEMBRE 2011 di meno di 200 mila abitanti per ciascuna struttura. E invece accade che in Toscana 1 dei 24 presenti in regione (media assistiti per singolo Dea di 155.598), dichiari un bacino di 14.551 abitanti, e in Lombardia 1 dei 56 presenti (media assistiti per singolo Dea 175.802), dichiari di assistere 1.301.855 utenti. Naturalmente il confronto avviene tra regioni con aree densamente popolate con regioni scarsamente popolate. Lo stesso vale per i centri operativi del 118, con variazioni che oscillano dai 127.836 abitanti per la Valle d'Aosta a 1.260.090 della Sicilia. «In Italia esistono pronto soccorso dove lavorano medici su turni di dodici ore consecutive», dichiara Anna Maria Ferrari. «Col rischio di accumulare stanchezza e di commettere errori anche gravi. Nel sistema di emergenza-urgenza lavorano circa 11 mila medici, ma avremmo bisogno di almeno 800 persone in più. Da tre anni è stata aperta, in 25 città, la scuola di specializzazione in medicina d'urgenza e dall'anno prossimo avremo a disposizione i primi tirocinanti, ma i contratti statali sono destinati soltanto a 50 studenti. Alcune regioni, come ad esempio l'Emilia-Romagna, il Veneto, la Sardegna e la Toscana riescono a dare altri posti di lavoro, ma arriviamo al massimo a un centinaio di persone. Che, appunto, non bastano ancora». Una buona percentuale degli ospedali del Sud (circa il 20%) ha dichiarato, nei questionari del Senato, di non seguire linee di indirizzo per la formazione e l'aggiornamento del personale. L'ingresso di medici giovani negli ospedali dà sicuramente una buona prospettiva, ma anche la medicina di base deve fare la sua parte. «Noi di Simeu», afferma Ferrari, «sosteniamo che la medicina del territorio debba offrire di più ai pazienti, sia in termini di orari, sia in termini di organizzazione, incrementando le aggregazioni di medici di famiglia o di continuità assistenziale (la guardia medica, ndr) che possano erogare prestazioni diagnostiche minime, come esami di laboratorio o elettrocardiogrammi. Solo così potranno diminuire i tempi di attesa. Altrimenti i cittadini continueranno ad affollare i Pronto soccorso o dovranno pagarsi prestazioni private». Teoricamente già dal 2009 il contratto di lavoro dei medici di famiglia prevedeva lo sviluppo delle cosiddette Uccp (unità complesse di cure primarie), ambulatori dove convivono medici generici, specialisti, infermieri, assistenti sociali, con orari di apertura più ampi e prestazioni varie. A tutto vantaggio dei pazienti. In realtà, a parte alcuni esempi (le Case della salute in Emilia o Toscana o le Utap, unità territoriali di assistenza primaria, in Veneto) siamo ancora molto indietro. Dal 2012, con la nuova legge finanziaria, torneranno, inoltre, i ticket di 25 euro per i codici bianchi (peraltro già presenti nel 2007, ma poco applicati), ovvero per i malati meno urgenti. Il ministro della Salute Ferruccio Fazio spera che questa manovra scoraggi l'uso inappropriato del Pronto soccorso, ma non è così scontato: «È una modalità di compartecipazione alla spesa e serve per acquisire finanziamenti», conclude Anna Maria Ferrari, «ma non riduce gli accessi al pronto soccorso. Il ticket agisce come deterrente al massimo per due anni, poi, di norma, si ristabiliscono le abitudini precedenti». ??? ??? ????????????????????????????????????? ??? ??? ?????????????????????????????????? ??? ??? ??????????????????????? ??????????????? ??? ??? ???????????????????????????????????????? ??? ??? ???????????????????????????????????? ??? ??? ??????????????????????????????????? ??? ?? ????????????????????????????????????? MINUTI CONTATI ??????? ?? ????? ???? ????????????? ??????? UN TICKET PER MALATI IMMAGINARI Il ministro della Salute Ferruccio Fazio vuole evitare l'uso improprio del pronto soccorso introducendo un ticket di 25 euro sui codici bianchi: casi non urgenti, risolvibili dal medico di famiglia. ?? ??????????????? ?? ?????? ??? ? ?? ?????? ??? ??????? ??????? ?? ??? ????? ??????? ?????? ??????
?? SETTEMBRE 2011 ????? loro solo occasionalmente e per profili non specifici, allettati dalla velocità con cui le agenzie possono filtrare i possibili candidati». LE INIZIATIVE DELLE AGENZIE Campagne pubblicitarie, sponsorizzazione di grandi eventi, incontri itineranti nelle scuole. Questi i principali espedienti con cui le agenzie per il lavoro cercano di attirare nuovi profili professionali e, al contempo, stringere partnership con le imprese che assumono. Tra le iniziative più curiose quella di Adecco, che nel mese di maggio ha sponsorizzato la maglia bianca (quella riservata al miglior giovane in classifica generale) all'ultimo Giro d'Italia. Così facendo la multinazionale svizzera ha girato lungo lo Stivale con i suoi stand aperti al pubblico, presentando città per città le possibilità di lavoro sul territorio e facilitando l'incontro tra aspiranti lavoratori e mercato del lavoro. Non sta a guardare nemmeno Randstad che, oltre alle campagne pubblicitarie nelle principali città italiane, si è fatta notare per la prima edizione italiana dei Randstad Award: il premio che valuta l'attrattività percepita di un'azienda all'interno di un vasto pubblico: quest'anno la premiato è stata la Ferrari, vista come esempio sia per quanto riguarda la competenza del management sia per le prospettive di carriera. Sugli altri gradini del podio Microsoft e St Microelectronics. Manpower, invece, punta sulle sinergie: solo negli ultimi mesi la filiale italiana dell'agenzia statunitense ha perfezionato delle collaborazioni con Esedra Formazione e Geminas Srl, l'ente accreditato presso la Regione Lombardia per la formazione e i servizi al lavoro. Inoltre Manpower ha sponsorizzato Fareturismo, l'iniziativa svoltasi ad aprile a Roma. ??? ??? ?? ???? ?? ???????? ??? ??????????????? ???????? ???? ??????? ??? ?? ?? ??? ????? ????????????????? ????????? ??????????????????????????????? ??????? ????????????????? ????? ??????? ??? ????????????????? ????? ????????????????? ??????????? ?? ?????????? ??????????? ????????? ?????????????? ??????????????????? ???? ????????????????????????? ???????? ???????????????????? ?????? ???????? ????? ???????????? ?????????????????????????? ????????? ?????? ?????????? ???????? ???????? ?? ?????? ????? ?????????????????? ???????? ?????????????? ?? ??????????? ???????? ????????????????? ??????????????????????????????????? ???????????????? ????????????????????????????????? ??????????????????? ???????????? ?????? ?? ??????????? ??????? ??????????????? ??????? ?????????????????????????? ??????????? ??? ???????????????????? ?????? ???????? ????????????? ??????????????????????? ?????? ??? ????????????? ?? ????????????????? ??????? ?????????? ???????? ????????????? ??? ?????????????????????? ?????????????????????????? ????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????? ???? ??????????????????????? ?????????? ??????????????????????? ???????????????????????? ?????????????????? ????????????????????? ?????????? ???????????????????????? ???? ????????????? ?????? ??????????????????????????????????? ????????? ?? ?????????????? ?????????? ?????????????????? ??????????????????? ????????? ??? ??????????????????????? ???????????????????? ????? ??????? ???????????????? ???????? ????? ???????????????? ????????? ??? ?? ????????????? ??????? ??????? ??????????????????????? ?? ??????????????????????????????????????????? ?? ?????????? ? ??????????? ???????????????????? ??? ??????????? ??????????? ??????? ??????? ??????????????????????????? ????????? ?????? ?????????????????????????? ??????????? ?????????????? ????? ????????????? ????????????????? ???????????????? ????????????? ?? ?????????? ?????????? ??????????????????????? ??????????? ??? ??????? ??????????????? ?????? ???????????????? ????????????? ?? ??? ??????????????????????????????????? ????????????????????? ??? ?? ????? ???????????????? ??????????????????????????????? ?????????????? ??????? ???????????????????????????????????????? ????????????????????????? ??? ????? ????????????????????????????? ???????????????????????????? ????? ????? ???????????????????????????? ?????????????? ?????????????? ?????????????????????????????? ????????????????????? ???????? ?????????????????????????? ????????????? ??????????????????????? ????????? ?????? ??????????????????????? ??????????????? ??????? ???????? ????????????? ?????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ???????????? ??? ????????????????? ?????????????? ?????????????? ????????? ???????????????????????????? ?????????????? ?????????? ???????? ??????????????????? ????? ???????? ?????????????????????????? ?????? ????? ???? ?? ????????????????? ????? ??? ??????????????? ???? ????? ?????????????????????? ????????????? ?????????????? ????? ???????????????? ??????????? LA RICERCA DI REPUTATION MANAGER ??????????? ??????? ??????????? ?????? ????????????? ?????? ? ?????????? La maggior parte di chi usa Internet per cercare lavoro fa parte del gruppo degli esperti, che navigano per cercare opportunità di carriera. Seguono gli junior, alla ricerca del primo impiego, e una minoranza di incauti, che con il web rischiano di fare danni e di perdere il lavoro che hanno già. 53% 16% 31% Junior Esperti Incauti ILA RICERCA COMPLETA È SU WWW.ESPANSIONEONLINE.IT/?P=4657?
?? SETTEMBRE 2011 MENO NAUFRAGI A metà degli anni ‘70 affondavano in media 24 grandi navi all'anno. Oggi si contano sulle dita di una mano. In foto, l'incidente di Msc Chitra - battente bandiera panamense - di fronte a Mumbai, India, nel 2010. affondamenti: se prima degli anni '70 ogni anno andavano a fondo 24 navi sopra le 700 tonnellate, ora sono scesi a meno delle dita di una mano. Le navi che fanno più paura sono le petroliere, ma le più moderne sono progettate per operare nel rispetto dell'ambiente o buona parte delle altre si sono adeguate alle nuove normative. L'Oil Production Act del 1990 ha difatti imposto il doppio scafo alle navi cisterna (maggiorando il costo di produzione del 15-20%) per quelle dirette nei porti Usa. L'International Maritime Organization l'ha imposto anche per tutte quelle ordinate dopo il giugno 1993 e il disarmo delle navi costruite precedentemente. I maggiori danni da inquinamento di idrocarburi generati dalle navi sono dovuti alle operazioni di carico e scarico, dal bunkeraggio (cioè l'operazione con cui si fa il «pieno» di carburante alle navi), lavaggi, perdite casuali e scarichi in mare delle acque di sentina, cioè la parte più bassa dello scafo dove si raccolgono i vari scoli e le infiltrazioni d'acqua. CROCIERE DA SOGNO E ACQUE LURIDE L'aspetto sereno delle navi da crociera non ci fa sospettare che possano essere molto inquinanti. Eppure proteggere l'ambiente dalle attività di questi alberghi galleggianti è difficile. Anche se a bordo si tratta e smaltisce la maggior parte dei rifiuti, comprese (spesso, ma non sempre) anche le acque grigie che vengono da lavandini, bagni, docce, lavanderia, cucine, e le acque luride della sentina, per cui non esistono obblighi, le ciminiere delle love boat liberano nell'aria emissioni elevate di CO2: Carnival Corporation, che raccoglie 11 aziende crocieristiche, afferma che le sue navi ne rilasciano mediamente 712 kg per chilometro. Il numero di crocieristi è enorme: nel 2008 solo dai porti del Nordamerica ne sono partiti 10 milioni. La Explorer of the Seas, della Royal Caribbean, produce ogni giorno più di 152 mila litri di acque reflue, 450 mila di grigie, 4 mila di acque di sentina e circa 19 tonnellate di rifiuti solidi. Una settimana di viaggio di una nave di medie dimensioni, con 3 mila persone a bordo, genera 210 mila litri di liquami, 8 tonnellate di spazzatura, più di 492 litri di rifiuti pericolosi e 9.460 di acque di sentina. Terrificante, se compagnie e cantieri non contribuissero mettendo in campo costose strategie verdi che ripagano, facendo bene anche al turnover. Una crociata di sostenibilità economica e ambientale che coinvolge anche i registri navali. Lloyd mette in campo il Clean Shipping Project e partecipa alla Sustainable Shipping Initiative di Forum per il Futuro, insieme a Maersk Line, BP Shipping, Morgan Stanley, Cargill, Daewoo e altri players. Le certificazioni Green Star e Green Plus del nostro Rina, il Registro navale italiano, insieme a Bureau Veritas e Lloyd, uno dei primi registri navali, accompagnano le navi dal progetto all'operatività e sono diventate un fiore all'occhiello per chiunque le adotti. ??? ????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????? ?????????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????? ???????????????????????????? ??????? ??? ????????????????????????????????????????????????? ????????? ?????????????????????? ???????????????????????? ????? ?????????????????????????? ??????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????? ????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ?????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????? ??????????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ??? ???????? INCIDENTI E RESPONSABILITÀ AMBIENTALE ??? ???????? ?? ??? ???? ?????????????????????
?? SETTEMBRE 2011 È FINITA LA CARTA? I giornali tradizionali si trovano spesso a dover gestire la transizione dalla carta al digitale con strutture pesanti e redazioni sovradimensionate o disallineate rispetto alle esigenze attuali. ??????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ???????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????? ??????????????????????????????????????????????? ???? ????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ???? ?? ??????????????????????????????????????? ??????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????? ???????? ????? ???????????????????????? ?????????? ??????????? ???????????????????? ??????????????? ?????????????????????????? ?????????????????????????????? ???????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ??? ???????????????????????????? ????????? ??????????????????????? ???????????? ???? ???????????????????? ??????????? ???????????????????????????????????????????????????? ????????? ???????????????????????????????????????????????? ?????????????????? ?????????????????? ??????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????? ?????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ???????????? ??????????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ???????? ?????? ?????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ???????????????????????????? APP DA SCARICARE GRATIS ??????????? ????????? ?????????????? ??????? ad avere alimentato le ostilità: c'è anche la spinosa questione della gestione dei dati personali degli abbonati. Apple pretende di averne il pieno e totale controllo, e ciò diventa un vero danno per l'industria editoriale, dal momento che nell'era digitale l'identità degli abbonati ha un elevato potenziale di rendita pubblicitaria. FINANCIAL TIMES CONTRO APPLE Il primo a ribellarsi contro il pericolo insito nella posizione dominante di Apple è stato il Financial Times, ma uguale pressione è stata esercitata dal New York Times e da altri importanti media. La protesta ha raggiunto un primo importante risultato: convincere Apple a modificare le regole d'ingaggio, ovvero far sì che gli abbonamenti alla versione dei quotidiani potessero essere attivati direttamente dal sito dell'editore, bypassando le forche caudine dell'iTunes Store. Un risultato che permette ora all'editore britannico di avere un rapporto diretto con i propri lettori ed essere il depositario dei loro dati personali. Rimaneva però aperta la questione economica. Come evitare di pagare la commissione del 30%? La soluzione del Financial Times è stata quella di creare una edizione digitale del suo giornale basata su browser e sullo standard HTML5, alternativa alla versione nativa per iPad. In questo modo l'utente accede alla versione digitale direttamente da web, senza passare attraverso Apple, assicurando così all'editore la propria completa indipendenza, commerciale ed economica. L'operazione ha poi un ulteriore vantaggio: rendere il prodotto disponibile su tutti i tablet. Sviluppata secondo una logica platform independent, l'applicazione in HTML5 diventa un servizio internet e vi si può accedere da un qualsiasi dispositivo sia esso Apple, Google o, in prospettiva, Microsoft. Su un modello simile a quello del giornale finanziario inglese si sta muovendo anche una componente importante dell'industria editoriale francese. L'idea è quella della creazione di ePresse, un'edicola digitale nata dall'associazione di più testate (i quotidiani Le Figaro, Le Parisien, Libération, Les Echos, L'Equipe e i settimanali Nouvel Observateur, L'Express e Le Point). Tutte iniziative che tendono a mettere in discussione il modello dell'ecosistema delle applicazioni creato da Apple e Google e, nello stesso tempo, una opportunità per avanzare ipotesi di sviluppo alternative e indipendenti.
Negli osservatori sugli impianti più osteggiati dalla popola-zione, le centrali elettriche sono quasi sempre ai primi posti in classifica. E se quelle a gas d'ultima generazione godo-no di una certa tolleranza, le centrali a carbone sono vi-ste peggio del fumo negli occhi. Oggi in Italia ne sono in funzione 13. La più recente, dotata delle tecnologie del “carbone pulito”, è quella Enel di Civitavecchia entrata in funzione dopo le consuete proteste nel 2009. Altre potrebbero essere costruite, soprattutto come riconversione di precedenti impianti alimentati a olio combustibile. Da segnalare in particolare due progetti. La proposta di una nuova centrale della società svizzero italiana SEI a Saline Joniche (due linee per una potenza complessiva di 1.320 MW) è in attesa del decreto VIA. Deve però vedersela con il no del ministero dei Beni culturali, malgrado la centrale debba sorgere su un'area industriale mai decollata ed estremamente degradata, e con l'opposizione annunciata di Legambiente e di una parte dei cittadini. Altri sono favorevoli, così come l'associazione Amici della Terra. Tra l'altro - va detto - il progetto della SEI è stato selezionato tra i più innovativi all'interno ????????????????????? ???? ????????????? ?????? ?? ??? ?? ?????????? ????????????????????????????? ????????????????????????? ?????????? ??????????????????? ????????? ???????? ????????????????? ???? ??????? ??????????????????????????????? ???????? ??
TANTO CHE NON C'È G iuseppe, 35 anni, un giorno accusa forte nausea, troppa. Chiama il 118 e l'ambulanza lo porta nel Pronto soccorso più vicino, a Piedimonte Matese, in provincia di Caser-ta. I medici vorrebbero ricoverarlo, ma lui non è convin-to. Così, dopo qualche ora, viene dimesso. Lui però non lascia la struttura ospedaliera, esce solo dal reparto di emergenza e si adagia su una barella parcheggiata in una stanza attigua. Evidentemente non riusciva a tornare a casa. Passano le ore, ma nessuno sembra accorgersi di lui. La mattina successiva lo trovano cadavere. ??????????? ?? ?? ???????????????????? ????????? ?? ????????? ???????? ?????????????? ??? ?????????? ?? ?? ??????????????? ??? ??? ??????? ?????? ??? ????????? ?????? ?? ??????????????????
?? SETTEMBRE 2011 ????? rantito il posto fisso. Questa realtà ha attirato critiche e incomprensioni da parte di molti, in quanto manca una selezione per quelli che sono rientrati. Il posto fisso non deve essere una condizione certa: servirebbero canali di selezione basati sulle capacità dei ricercatori, altrimenti si fanno rientrare persone che interrompono una carriera all'estero senza la possibilità di avanzamento in Italia. Ritengo sia un progetto importante, che ha riportato nel nostro Paese molte persone valide. I ricercatori italiani vantano risorse personali e molti di loro occupano posizioni importanti in centri importanti all'estero. Ed è un peccato che cervelli capaci siano costretti a dare il loro contributo professionale fuori dal proprio Paese». Oggi Bittelli è ricercatore all'Università di Bologna e sta lavorando a un sistema elettromagnetico a microonde per misurare il contenuto idrico terrestre dal satellite. I FINANZIAMENTI? CERCATEVELI Bene influenzata dalla sua esperienza di Erasmus in Olanda, Cristina Lemorini, di Legnano (Mi), classe 1963, dopo essersi laureata in Lettere a La Sapienza di Roma, decide per un dottorato in archeologia all'Università di Leiden (Olanda) e per un post-dottorato all'Università di Tel Aviv e al Politecnico di Tomar in Portogallo. «Ho lavorato in diversi laboratori tra Olanda e Francia, mantenendo sempre i contatti con l'Italia. Quando mi è stato chiesto di aggregarmi a un team che a Roma voleva sviluppare con tutta la strumentazione necessaria il mio filone di lavoro, ovvero l'analisi di manufatti dal paleolitico all'età dei metalli per interpretarne gli effetti sociali, sono tornata grazie al programma rientro dei cervelli», dice Lemorini, che da tre anni è professore associato a tempo indeterminato a La Sapienza, in contatto costante con gli ambienti di ricerca di Francia, Israele, Usa e Turchia. «Tornassi indietro ripercorrerei la medesima strada. Anche ai miei studenti consiglio di guardare oltre i confini nazionali. Oggi un ricercatore deve costantemente mettersi in gioco e cercare da sé i finanziamenti di cui ha bisogno. Per due anni ho lavorato qui in Italia grazie ai cospicui fondi provenienti dalla Wenner-Gren Foundation di New York. Per il futuro, cercherò di sviluppare qui il mio lavoro, ma non escludo di tornare all'estero, nel caso mi si presentino possibilità interessanti». Dopo il suo dottorato in Storia delle scritture femminili, Caterina Romeo, laureata nel 1992 in Lingue e Letterature straniere moderne a La Sapienza di Roma, non vedeva opportunità di lavoro in Italia. «Ho fatto domanda per la borsa di studio Transliteratures Fellowship alla Rutgers University, nel New Jersey, grazie alla quale ho conseguito un secondo dottorato in letterature comparate. Nel frattempo ho insegnato per due anni e mezzo tenendo diversi corsi in tre differenti dipartimenti. Due mesi prima della discussione della tesi, venni a sapere dell'opportunità di rientrare in Italia». Oggi Romeo è ricercatore a La Sapienza, è sposata e ha una figlia. «Se non fosse per gli affetti», prosegue, «non esiterei a tornare negli States, dove l'ambiente di lavoro è molto più confortevole e stimolante. Là i giovani vengono coinvolti immediatamente, non esiste il nepotismo e vengono incentivati l'iniziativa personale e lo sviluppo di progetti». E conclude: «Ancora oggi molti colleghi non vedono di buon occhio l'assunzione come associati di ricercatori rientrati col programma. Ma non riflettono sulle difficoltà che anche noi abbiamo dovuto affrontare come lasciare tutto per espatriare, imparare a usare con padronanza una lingua, ricominciare da zero in un altro Paese. Non si tratta di una strada più facile per fare carriera, è solo una strada diversa». La retribuzione di Romeo oggi come ricercatore assunto è inferiore a quella ricevuta nei quattro anni finanziati dal programma rientro dei cervelli. A sua volta molto più bassa di quella cui era abituata negli States. SPECIALIZZARSI ON THE ROAD Gabriele Grassi, genovese, classe 1964, si laurea in Medicina e Chirurgia a Trieste e consegue il dottorato presso la Sissa, Scuola internazionale superiore di studi avanzati di Trieste, uno dei maggiori centri italiani di ricerca e formazione. Dopo un periodo da visiting fellow al National Institutes of Health di Bethesda, nel Maryland, dal 1997 al 2003 è assistente nel dipartimento di Patologia molecolare dell'Università di Tubinga, in Germania. «Ho scelto di andare in Germania perché in Italia non c'era possibilità di lavorare. Decisi di tornare per motivi familiari: la mia prima figlia è nata in Germania, la seconda in Italia», racconta. «Su 500 studiosi rientrati nel 2003, circa 70 sono stati riconosciuti come ricercatori o associati con un contratto a tempo indeterminato. In Spagna, su 700 rientrati, ben 400 si sono sistemati». Negli Usa Grassi ha lavorato sullo sviluppo di farmaci per le malattie genetiche e in Germania ha studiato medicinali per la cura di alcune patologie cardiache/tumorali. Come professore associato con contratto a tempo indeterminato, oggi sta sviluppando farmaci antitumorali con applicazione nel camPROFESSORI ASSOCIATI... A TANTA PAZIENZA Marco Bittelli (in grande), Caterina Romeo, Gabriele Grassi e Federica Gemignani sono quattro dei 70 ricercatori rientrati dal 2003 in Italia con il programma Rientro dei cervelli, che hanno trovato un posto presso un'università o un istituto di ricerca italiano. In Spagna sono stati 400.
?? MW, a conferma di un trend di sviluppo di circa mille MW all'anno stabile dal 2004. A guidare la classifica delle regioni del vento è la Sicilia, con quasi un quarto del totale installato. Seguono Puglia, Sardegna e Calabria. PASTICCI SUGLI INCENTIVI Per l'indice “solare”, dopo l'introduzione del quarto conto energia, l'Italia è invece scalata di due posizioni dal terzo posto che occupava. C'è da dire che la riscrittura del precedente conto energia a pochi mesi dalla sua promulgazione (avvenuta già con ritardo), che ha comportato non solo tagli ma anche la revisione dei meccanismi di incentivazione, ha immediatamente fatto infuriare gli operatori del settore a cui si sono successivamente aggiunti i portavoce della comunità finanziaria internazionale. Una simile levata di scudi, con proteste giornaliere sulla stampa e su web, dove comitati ad hoc si sono creati per far circolare informazioni in tempo reale, non si era mai vista prima. Al di là del ridimensionamento degli incentivi, effettivamente generosi (ma si poteva già prevederlo col terzo conto) rispetto agli altri Paesi europei e il tetto di 8mila MW previsto (poi ritirato), le proteste appaiono fondate per una serie di motivi affatto trascurabili. Al primo posto sta la certezza delle norme, che invece in Italia - e non certo da ieri - si cambiano a ogni piè sospinto con motivazioni non sempre comprensibili: non è corretto cambiarle in corso d'opera e per di più con effetti retroattivi. Poi c'è l'assenza di una programmazione Paese e il ritardo che contraddistingue l'emanazione di decreti attuativi di leggi importanti in materia energetica. Da qui la reazione energica del settore delle rinnovabili, in questi ultimi anni cresciuto come giro d'affari e come numero di addetti. Negativo il giudizio del presidente di Aper Agostino Re Rebaudengo sul quarto conto energia: «Non solo perché si sono cambiate le regole mentre il settore aveva in ???????????????? ??????? ??????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ????????????????????? ???????? ?? ???????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ????????????????? ??????????????? ????????? ????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ? ????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ??????????? ????????????????????????????????? ???? ??????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? SCHOTT SOLAR ??? ??????? ????????? ????? ????????? ??????????????????? ????????? ??????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ????????????????????? ??????????????????? ???????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ??? ??????????????????????? ????????????? ??????????????????????????????????? ????? ????????????????????????? ????? ????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ????????????? ??? ?????????????????? ?????????? ???? ??????????????????? ?????????????????????????????????? ???????? ??????????????????????????? ????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????? ???????????????????????????????? ?????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ????????????????????????? ?????? ????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ?????? ?? ????????????????????? ?????????? ??? ?????????????????????? ???????????????? ??????? ??????? ????? ????????? ??? ????????????????????????? ??? SOLARI SI NASCE Dal 1958 l'azienda è impegnata a sfruttare l'energia prodotta dal sole, dalle cellule fotovoltaiche per l'industria spaziale fino ai moderni wafer, celle e moduli. ???????????????? ??????????????????
Avete già la sindrome da rientro? Nientew paura, ci pensano terme, spa, talassoterapia e centri benessere. Basta un weekend settembrino per recuperare lo smalto delle vacanze e prepararsi al cambio di stagione. Massaggi, bagni termali o in piscine di acqua di mare riscaldata (talassoterapiche), impacchi di fanghi e alghe aiutano a ritrovare energia e benessere. Senza nemmeno dover spendere un patrimonio. Che le spa siano un lusso è infatti un pregiudizio da sfatare: esistono ottimi centri che propongono pacchetti molto convenienti soprattutto fuori stagione. Eccone una selezione. CARAIBI IN COLLINA Sulle colline di Modena, la sapienza di antichi rituali sposa i profumi di cannella, cocco e niaouli in un'avvolgente atmosfera di luci soffuse e dolci musiche. Succede alle Terme della Salvarola con il weekend Tobago: un pernottamento con colazione, un massaggio olistico energizzante con un leggero fluido al caffè e al cocco, un massaggio «Ritual Caribe» che unisce avvolgenti manualità, fragranze caraibiche e dolci carezze per il benessere del corpo e dello spirito. Il tutto da 171 euro a persona immersi nei 2.300 mq dedicati al benessere nel centro Balnea che dispone di 5 tra vasche e piscine di acqua termale a diverse temperature, idromassaggi e giochi d'acqua, camminamenti vascolari, sauna, bagno di vapore aromatizzato, grande palestra, zona relax e solarium, assistenza medica. Info: tel. 0536.871788 www.termesal varola.it ARIA DI ZOLFO IN MONTAGNA La montagna è la protagonista allo Sport & Kurhotel Bad Moos di Sesto (Bz): un 4 stelle superior, all'inizio della Val Fiscalina, nel cuore delle Dolomiti, che ha costruito una suggestiva spa attorno a un'antica sorgente di acqua sulfurea. Tra i trattamenti da non perdere Vulcania, un bagno turco dove ci si cosparge di fango maturato a contatto con l'acqua di fonte. Fa bene alle vie respiratorie ma anche alla pelle la nuova grotta Sulfurea, alla circolazione il percorso Kneipp e al riposo la nuova area relax proprio sull'acqua. Il pacchetto “Giornate di coccole”, valido fino al 6 novembre, comprende: 2 pernottamenti con trattamento di mezza pensione, una bottiglia di prosecco in camera, un peeling corpo Vulcania per due, un bagno romantico all'olio di rose in coppia nella tinozza: a partire da 262 euro a persona. Info: tel. 0474.713100 www.badmoos.it MASSAGGI THAI SUL LAGO Adagiato sulle sponde del lago d'Iseo a poca distanza dal borgo medioevale di Sarnico (Bg), il Cocca Hotel Royal Thai SPA propone massaggi e trattamenti eseguiti da personale specializzato thailandese (accreditato presso la Royal Thai Embassy di Roma) in una spa raffinata con 16 cabine dedicate. Decorazioni e arredi sono originali thailandesi, i toni caldi e l'illuminazione creano un ambiente accogliente. A disposizione anche una piscina di 120 mq riscaldata e coperta con area relax, bagno turco e sauna. Oltre che nelle camere, tutte vista lago, si può soggiornare in 4 esclusive suite Riva, arredate con la supervisione della casa di motoscafi, e scegliere tra il ristorante italiano e il Bajirong Thai Restaurant. Il pacchetto Relax&Bellezza comprende 2 pernottamenti con mezza pensione, ingresso in piscina, 1 massaggio viso, 1 peeling corpo, 1 massaggio corpo: da 310 euro a persona. Info: tel. 035/4261361 www.cocca hotel.com IL VENETO DELLE ACQUE Cinque piscine termali esterne e interne, con oltre mille mq di superficie, alimentate da due sorgenti termali dell'hotel, aperte tutto l'anno, con ?????????? ?????? ??? ????????? ????????? ????? ???????????????????????? PERNOTTAMENTI, IDROMASSAGGI E CENE AL GIUSTO PREZZO In grande, l'idromassaggio alle Terme della Salvarola (Mo); in basso, da sinistra, una camera dello Sport & Kurhotel Bad Moos di Sesto (Bz) e la piscina del Cocca Hotel Royal Thai SPA di Sarnico (Bg), dove è possibile farsi massaggiare direttamente a bordo piscina. ??
SETTEMBRE 2011 RILASSARSI IN HOTEL LUSSUOSI SENZA SPENDERE UNA FORTUNA La piscina dell'Hotel Terme Mioni Pezzato di Abano (Pd) con acqua salso-bromo-iodica. Sotto, il complesso Sol Garden Istra che dispone anche di una banchina per attracchi di barche. ?? ????????? ?????? ??????????????????????? ????????????????? ???? ???????????????????????????? ??????????? ?? ???? ????? ?????????????????????????? ????? ???????????? ???????????? ??????????? ????? ?????????????? ????????????????? ????????? ??????????????????????????????? ????? ????? ???????????????? ??? ??????? ?????? ?? ????? ????????????? ?????? ?? ????????? ?????????????????????? ??? ??????? ???????????????? ???????????????????? ? ??????????????????????????? ???????????? ???? ????????????? ???????????? ??? ?????? ??? ???????????? ??? ????????????????????????????????? ????? ????? ?????? ????????? ?? ??????? ????? ????????????????? ????????????? ????????????????? ?????????? ????????????? ??? ?? ?? ???? ???? ???????????? ??? ??? ?????? ??????????????????????? ?????????? ???????? ??????????? ?? ?????? ???????????????? ???????????? ??? ??????????? ???????????????????????????? ?????????????? ????? ????????????? ?????????? ????????? ???????? ????????? ??? ??????????????????????? ???? ????? ??????????? ????????????????????????? ??????????? ?????????? ?? ??????????? ????????????????????? ?????????? ?????????? ??? ?????? ???????? ???????? ??????????? ??? ??????? ??????????? ???????????? ???????????????????????????????? ??????????????? ???????? ???????????????????? ???????????? ??????? ??????? ???? ???????????? ???????? ???????????? ???????????????????? ?????????????? ?????? ??????????????????????? ???? ??????? ?????? ?????? ???????????? ?? ???????? ?? ???????? ?????????? ???????????? ?????????????????????? ??????????????????????????????? ?????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ????????????? ???????????? ??????????????? ??????????????? ??????????????? ???????????????????????? ??????????????? ???? ????? ??? ???????? ??????????? ?? ??????????? ????? ??????????????????? ????? ?????????????????? ????? ???????????? ????????????? ??? ????? ?? ????????????? ?? ?? ????????? ????? ???? ??????????????????????????????????????? ??????? ??????? ? ?????? una temperatura che varia tra i 29°34° in estate e 34°-37° in inverno. È l'Hotel Terme Mioni Pezzato di Abano (Pd) un'oasi di pace dove ritrovare relax grazie all'acqua termale salso-bromo-iodica, dall'azione miorilassante, antalgica, decontratturante e rilassante. Fiore all'occhiello il centro benessere Tea Rose, in stile zen, dove viene proposto un ampio ventaglio di trattamenti, da quelli di ispirazione orientale a impacchi e massaggi golosi a base di miele e cioccolato. Easy wellness comprende 2 notti, un massaggio alle pietre calde, un massaggio corpo completo: da 329 euro. Info: tel. 049-8668377 - www.ho telmionipezzato.it UMAGO TERRA DI COCCOLE L'Istria delle coccole inizia qui, a 40 km dal confine con l'Italia, nel paese di Umago dove la catena spagnola Melià Hotel International gestisce e cura il brand delle strutture 4 stelle Sol Garden ? ???????????????????? Istra, Sol Umag e Melià Istran Villas e il 5 stelle Melià Coral destinate al benessere psico-fisico, relax, cucina gourmet e tanto divertimento anche per i bambini. La Spa Fusion beauthy&massage (www.fusionspa.eu) del Melia Coral propone settimane Detox con decine di trattamenti diversi tutti eseguiti da terapisti provenienti da India, Thailandia ma anche specializzati in Croazia. Dai massaggi ayurvedici, ai meno impegnativi Sandal, per decongestionare gambe e attivare la microcircolazione, ai trattamenti Relax per la schiena o alla talassoterapia e anticellulite. Sei suite e 244 camere lussuosamente arredate con gusto e alta tecnologia immersi in un parco sul mare (Bandiera Blu 20022010) vi accoglieranno per eliminare le tossine dell'estate e rimettersi in sesto dolcemente a partire da 1.300 euro a settimana all inclusive. Info: www.istra turist.com. tel 00385 52 700700 - 00385 52 701000 (Melià Coral). M us eo p et ra rc he sc o pi cc ol om ine o ??????
?? SETTEMBRE 2011 ???????????? ????????? ????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????? ??????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????? ??????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????? ?????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????? LA NUOVA NORMATIVA ??????????? ????????? DOVE OFFERTA E DOMANDA SI INCONTRANO Le "agenzie per la somministrazione di lavoro", come le chiama la burocrazia, sono nate con la legge Treu del 1997, che ha chiuso l'esperienza del collocamento pubblico. E prosperano con la legge Biagi del 2003, che ha introdotto i nuovi contratti flessibili. l'azienda, garantendo al lavoratore tutte le garanzie proprie di un rapporto di lavoro: stipendio e contratto nei termini di legge, assicurazione, infortuni e malattie oltre al versamento dei contributi previdenziali e assistenziali». DISOCCUPATO UN GIOVANE SU TRE L'agenzia può aiutare anche i lavoratori meno giovani che si trovano disoccupati all'improvviso? «La situazione economica ha visto crescere l'offerta di potenziali lavoratori legati a situazioni di mobilità, cassa integrazione e di età superiore ai 50 anni. Una situazione completamente nuova a cui abbiamo risposto varando il servizio Rentrée: un team, con una forte preparazione normativa ed economica, che da un lato aiuta i profili “over” ad aggiornare la loro formazione per renderla più appetibile al mercato. E dall'altro sensibilizza le aziende, facendo comprendere i vantaggi dell'assunzione dei lavoratori svantaggiati. La Finanziaria 2010, infatti, garantisce agevolazioni di ordine economico alle aziende che assumono coloro i quali hanno perso il lavoro, come la riduzione del 10% del contributo Inps e l'incentivo pari al 50% dell'indennità di mobilità del lavoratore assunto fino a un massimo di 36 mesi». Se i lavoratori più maturi faticano a rientrare in gioco, dati più preoccupanti riguardano però gli under 24 che, secondo l'Istat, nel mese di maggio vantavano un ben poco invidiabile 29,6% sotto la voce disoccupazione. In questo ambito non si muovono abbastanza né la politica né le agenzie interinali. Se le agenzie per il lavoro fanno poco altro che continuare nella loro opera di sensibilizzazione, organizzando convegni (l'ultimo dei quali allestito da Manpower lo scorso 4 luglio a Milano) o varando team specializzati nel supporto dei ragazzi alle prese con i loro primi curriculum da stilare e colloqui da affrontare, in ambito politico l'importante decreto legislativo sull'apprendistato procede a piccoli passi il suo iter parlamentare dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri dello scorso 5 maggio, rallentato dalle polemiche e da alcuni nodi cruciali da sciogliere, tra cui durata minima del contratto e ammortizzatori sociali (vedi box qui sopra). E dire che su questo provvedimento puntano sia le agenzie per il lavoro che le associazioni di categoria. «Per le piccole e medie imprese sarebbe fondamentale una nuova e duratura normativa», dice Stefano Di Niola, responsabile relazioni sindacali dell'associazione degli artigiani Cna. «I nostri associati ricercano figure ad alta specializzazione, forza lavoro già preparata da inserire in organico per un tempo continuativo. Trovare però simili profili è davvero difficile, anche per le agenzie per il lavoro: non è un caso che al momento i nostri associati si rivolgono a
IL MEDICO DI FAMIGLIA O IMPIEGATO? Fiorenzo Corti, responsabile comunicazione della Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg), denuncia la carenza cronica di finanziamenti per le strutture ospedaliere che costringe molti medici a svolgere anche mansioni di tipo amministrativo. ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????? ????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????????????? ??????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ???????? ??????????????????????????? ?????????????? ???????? ????????????????? ????????????????????????????? ????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????? ???????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ??????? ??????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ?????? ??????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ?????????????????? ??????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ????????????? ????????????? ????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ???????? ?????????????????????????????????????????? ??????????? ??????????????????????????????????????? ????????????????????????????? ESAMI SUBITO ???????????? ?????????????? Di fronte a questi dati nascono due interrogativi: sono forse troppi i pazienti che arrivano in ospedale e sono sempre reali i motivi di emergenza? «Il sovraffollamento», risponde Anna Maria Ferrari, presidente della Simeu (Società italiana di medicina d'emergenza-urgenza) che ha collaborato alla stesura del rapporto, «è proprio uno, se non il primo, dei problemi che affliggono i Pronto soccorso. In un anno si contano circa 30 milioni di accessi. Che in dieci anni sono aumentati del 50%». Quali le cause? «È cambiata l'esigenza di salute delle persone, che oggi vogliono avere risposte più rapide, cosa che non avviene se si va per le strade regolari. Basti pensare agli orari degli ambulatori dei medici di famiglia o ai tempi di attesa, a volte di mesi, per visite specialistiche ed esami. Ma non solo. Consideriamo l'invecchiamento della popolazione: la nostra è la più anziana d'Europa e presenta più di una patologia contemporaneamente. I “frequent users” dei Pronto soccorso sono proprio gli anziani». Secondo lo Spes (Sindacato professionisti emergenza sanitaria) solo d'estate sono migliaia. L'intasamento è creato anche dalla mancanza di posti letto negli ospedali. Secondo il rapporto Istat Noi Italia 2011 il nostro Paese nel 2008 disponeva di 3,7 letti per mille abitanti, contro una media europea di 5,6. E siamo gli unici in Europa ad averne dimezzato il numero dal 1990 a oggi. «Molti pazienti», incalza Ferrari, «sostano anche due o tre giorni in Ps – per esempio nel Lazio – prima di entrare in un letto ospedaliero. E così si crea un tappo per l'ingresso degli altri». Esiste una sproporzione fra regione e regione nella presenza di centri e ospedali, che appaiono dislocati quasi in modo casuale (o forse solo in base a interessi economici) sul territorio, senza corrispondere ai numeri della popolazione residente. A oggi i Dipartimenti d'emergenza attivi in Italia sono 332. Si potrebbe ritenere che i 60 milioni di italiani formino un bacino d'utenza medio ??? ????? ??? ?????? ??????? ????????? ? ????????? ??Tempi di attesa troppo lunghi ??Orari più ampi nella medicina del territorio ??Accessi impropri/sovraffollamento ??Dissuasione dei codici bianchi ???Diminuzione di posti letto ??Più risorse alle regioni ???Carenza di personale ??Più contratti per i tirocinanti della scuola di specializzazione ???Scarsa formazione ??Aumento dei controlli di qualità e dei corsi di formazione ?? SETTMBRE 2011
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?? SETTEMBRE 2011 ?????????????? A 400 ALL'ORA CON LA PILA Il vicepresidente per l'industra della Commissione europea, Antonio Tajani. In grande, la Kaan: un prototipo Mazda per un'auto da corsa elettrica che con 400 km/h di velocità lascerebbe indietro tutti i bolidi di F1 di oggi. «Gareggiare con auto con motore a freddo è un'idea che dovremo portare avanti nei pros-simi anni. Una formula che non dovrebbe sostituire l'attuale GP, ma affiancarlo, per mostrare le potenzialità dell'auto a emissioni zero e creare consenso attorno alla mobilità sostenibile. Chiamiamolo formula Uno perché è un nome affascinante, ma sarà una cosa completamente diversa», ci dice Antonio Tajani, il commissario europeo all'industria con un debole per l'auto elettrica. «La Commissione è neutrale rispetto alla tecnologia dell'auto ecosostenibile, l'importante è raggiungere l'obiettivo del 2020-20 (cioè ridurre del 20% le emissioni di gas a effetto serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo di fonti rinnovabili entro il 2020, ndr), non come lo si raggiunge. Ma io personalmente sono convinto che l'auto elettrica sarà protagonista, anche se il blocco dei nostri programmi nucleari influirà negativamente; difficile stimare di quanto, ma peserà certamente». L'idea delle gare di bolidi a batteria non entusiasma Bernie Ecclestone, direttore di Formula One Management, ma in compenso piace molto a Jean Todt, il presidente della Federazione automobilistica internazionale che organizza la Formula Uno: «Vogliamo avere al più presto nuove categorie con nuova energia», ha detto Todt. «E tutto quello che potremo fare in giro per il mondo, lo faremo». «Non ci sarà il rombo del motore, magari non faranno 30, 40 giri a trecento all'ora, ma un campionato per auto elettriche ci aiuterebbe a lanciare messaggi positivi», continua Tajani, «tanto che l'idea è finita in prima pagina persino sul Financial Times. Le auto a batteria cambieranno la nostra vita, proprio come hanno fatto i telefonini... in proposito, ricordo che proprio sul Giornale, ai tempi di Montanelli, avevo scritto che il cellulare avrebbe rivoluzionato le nostre esistenze. Al tempo sembrava follia, ma oggi è davanti agli occhi di tutti». La rivoluzione è dietro l'angolo? «Oggi nel mondo ci sono 800 milioni di automobili. Con i ritmi con cui crescono Cina e India, arriveranno presto a due miliardi e mezzo. Già oggi l'industria dell'auto assorbe enormi quantità di petrolio, chi potrà permettersela quando il bariIL GRAN PREMIO DEL SILENZIO ??? ????? ???? ??????????????? ??????????????? ??????? ????????????? ??????????????? ?????????? ?????????? ?????? ???? ??????????? ??????????? ????? ?????????? le arriverà a 200 dollari? Abbiamo chiesto molti sacrifici all'industria, imponendole di diminuire il rumore, il consumo, le emissioni. Oggi dobbiamo accompagnarla a sviluppare prima il motore ibrido e poi quello elettrico puro. Non sarà una cosa rapida: le prime elettriche le vedremo nei prossimi anni, per il 2020 saranno un'alternativa concreta, ma perché il motore a scoppio venga sostituito bisognerà aspettare il 2050». Cosa può fare l'Europa per velocizzare i tempi? «L'iniziativa Green Cars ha un budget di 6 miliardi, più 1 a fondo perduto per le auto pulite. Ma prima ancora serve una standardizzazione per la ricarica. Oggi ci sono due standard contrapposti, che significano grandi interessi per chi detiene i brevetti, ma che rappresentano un freno per lo sviluppo: non è pensabile che ci si fermi alla frontiera per questioni di forma dello spinotto. Quindi ho convocato le imprese perché trovino autonomamente un compromesso. Se non dovessero riuscirci, allora agirò personalmente, imponendo una soluzione. Ma le cose diventerebbero molto più difficili: l'ideale sarebbe un accordo volontario tra costruttori». Costruttori dove l'Italia brilla per la sua assenza: la Fiat sembra l'unica a non credere nelle elettriche... «Non ci crede in Italia, ma ci crede in America. Come dicevo, abbiamo chiesto molto alle industrie. Oggi con la crisi il loro problema è vendere per poter fare investimenti e assumere, prima ancora che cercare l'auto elettrica». ???? ?????? ???? ????????? ?????????? ?????? ? ??????
?? SETTEMBRE 2011 tempo dell'acquisto dell'olio nuovo a dicembre, che doveva durare per un anno, rientrava nelle usanze e i costumi locali e associava l'approvvigionamento familiare a una sorta di rito propiziatorio beneaugurale per l'intero anno, e indice di benessere economico», dice il presidente della Cooperativa Goccia di Sole, Giambattista Mastropierro, anche lui aderente a Fedagri-Confcooperative. «La vendita di prodotto sfuso in contenitori da 30/50 litri, riservato ai soci della cooperativa, oggi è marginale. Anche per esigenze di spazio, si è passati alla confezione in lattine o piccole damigiane in vetro da 5 litri a cui poi viene apposto il sigillo di garanzia, per evitare sofisticazioni, adulterazioni e sostituzioni». UNA VOCE CONTRO Ma non tutti sono favorevoli alla vendita del prodotto alimentare sfuso. Capofila degli oppositori Alberto Lupini, direttore del periodico Italia a Tavola: «Se un tempo era sinonimo di genuino o nostrano, oggi un prodotto sfuso non può non essere guardato con sospetto. La mancanza di tracciabilità ed etichettatura ci riporta indietro nel tempo. Tra le nostre battaglie quotidiane, quella VINO, OLIO, ACETO, BIRRA, LATTE, PASTA... E DETERSIVO In alto, Aaron Brussolo davanti al suo negozio La Vineria a Milano. In piccolo, l'acetaia di Vom Fass a Waldburg dove le botti di quercia sono poste all'esterno; grazie all'escursione termica tra estate e inverno, il liquido evapora lentamente, facendo rimanere in botte il concentrato aromatico. marsi, gioca moltissimo nelle scelte che favoriscono lo sfuso. Può essere forse un po' snob acquistare vini sfusi a 5 euro al litro, come il trebbiano Cerasuolo di Valentini, ma il sapore è diverso rispetto alle bottiglie della grande distribuzione, dove è il prezzo che la fa da padrone». L'idea dello sfuso è buona, ma va seguita con passione e professionalità, senza puntare al guadagno immediato, supportata da vera competenza, a cui può dare maggior sostanza una precedente esperienza che cattura la fiducia del cliente. ANCHE AI GRANDI PIACE SFUSO Player importante del mercato è Fedagri-Confcooperative, proprio per la capillarità della sua organizzazione e presenza sul territorio nazionale. «Vendiamo nei nostri 31 punti vendita (21 diretti e 10 indiretti), posizionati tutti nel nord Italia, tranne uno nel Lazio, oltre 50.000 ettolitri di vino sfuso», spiega Alberto Zarantonello, responsabile dei punti vendita di Collis Veneto Wine Group e del progetto Qui da noi, che li mette in rete. «Tutti i nostri vini sono Igt: dieci sono disponibili tutto l'anno, a cui si aggiungono altri sei stagionali, tra cui un novello, in una forbice di prezzo tra 1,10 e 1,50 al litro. I nostri clienti si differenziano in base alle zone di provenienza: i rurali legati alla tradizione comprano in damigiane di 30/50 litri mentre quelli di città vengono per scegliere vini di pregio in bottiglia e poi testano lo sfuso apprezzandone la genuinità e il fatto che nessun prodotto per arrivare da noi ha viaggiato per più di un'ora e mezzo dal luogo di produzione. Il consumo dello sfuso, proprio per le difficoltà economiche delle famiglie, è in crescita, così come è aumentato anche il bag in box in confezioni da 3/5 litri su cui abbiamo puntato da subito». «È passato il
?? SETTEMBRE 2011 I tempi dei mercantili sporchi, con equipaggi scalmanati dal coltello facile sono passati. Oggi le merci viaggiano su navi portacontainer modernissime e pulite, di proprietà di compagnie di navigazione che sono responsabili del carico dal ritiro alla consegna nelle città e nei luoghi più sperduti. E su alcune di queste navi, la Grimaldi organizza addirittura crociere per pochi eletti amanti della tranquillità. Il trasporto marittimo moderno è nato una cinquantina d'anni fa, quando l'americano Malcolm Maclean pensò che l'adozione su scala mondiale di container, cioè scatoloni di metallo tutti della stessa misura, avrebbe facilitato INQUINA COME LA GERMANIA Le navi scaricano nell'atmosfera il 4% del totale delle emissioni di CO2: più o meno quanto ne produce un Paese come la Germania. NAVIGARE SENZA SPORCARE ?????????????????? ?????? ??? ????????????????????? ? ?????????? ?? ???????????????????????????????? ?????? ????? ?????? ?? ???????? ????????????????????? ?????? ???????? i trasporti. Oggi le portacontainer muovono più di 500 milioni di Teu (un container è lungo 20 piedi, circa 6 metri). E il 90% del commercio mondiale va per mare, generando il 3-4% delle emissioni globali di CO2. Da Rotterdam, il maggior porto mercantile europeo, passano più di 11 milioni di Teu. In Italia questi traffici contribuiscono al Pil per oltre 6,8 miliardi di euro. Per fortuna il trasporto marittimo è sempre meno gravoso per l'ambiente: il futuro è nel Triple E, e cioè Economy of scale, Energy efficiency and Environmentally friendly, che si traduce in portacontainer lunghe 400 metri col minor impatto ambientale possibile. Il Mediterraneo è attraversato da grandi direttrici di traffico ma fortunatamente, come nel Baltico, nel Mar Nero e altri mari nel mondo, è protetto dalla Marpol, la convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento del mare. Nello shipping di ogni tipo, l'attenzione generale è rivolta all'inquinamento atmosferico, specie in prossimità dei porti. Questo anche se le emissioni di anidride carbonica delle navi per tonnellata sono minori di quelle di un aereo da carico. Va sempre meglio anche sul fronte degli
?????? Forti più della crisi ??????????????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????? ??????????????????????????????? ??????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? ??? ? ?????? ????????????????????????????????????????? ?? ????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ??????????? ??????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ????????????? ???????????????????????????????????? ??????? ???????????????????????????????????? ??? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????????? ??????? ?????????? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ???????? ??????????????????????????????????????????????? ???????????? ??????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????? ?????????????????????? ??????????????????????? ??????????? ?????????????????????????????????? ???????????????????? ?????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ??????????? ??????????????? ?????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ???????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????? ?????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????

?? corso importanti investimenti, modo di procedere inammissibile, ma anche per la quantità di burocrazia che è stata aggiunta, con l'introduzione di un registro e relative graduatorie, che complicano ulteriormente il sistema italiano delle autorizzazioni. Mi auguro vengano invece confermate le dichiarazioni dei ministri per introdurre una visione strategica e unitaria delle tecnologie “verdi” attraverso i decreti attuativi. Sono questi che regoleranno nel dettaglio la produzione di energia rinnovabile fino al 2020 e che ci consentiranno di rispettare gli impegni assunti in sede comunitaria con l'adesione al pacchetto 20/20/20. Le rinnovabili sono una grande opportunità per il nostro Paese: oggi danno lavoro a oltre 100 mila persone, destinate a quasi raddoppiare nei prossimi dieci anni. Supportare queste energie significa inoltre creare le basi per la nascita di una nuova industria legata a quella parte di componentistica che oggi proviene ancora largamente dall'estero». Urge quindi programmare in modo rigoroso, dando certezze a chi investe e senza manovre estemporanee. Ma ci vogliono anche tavoli di concertazione con gli operatori del settore, per confrontarsi sui decreti attuativi delle misure previste dal quarto conto energia. Un confronto auspicabile anche per i meccanismi che dovranno sosti???????????????? ???????????????? LIBERO MERCATO PER VIVERE Il fotovoltaico a tariffa all inclusive è quello che piace di più alle famiglie.?????????????????? ?????????? ? ???????????????????????? ???? ???????????????????? ? ?????? ????????? ??????????????????????????????????????? ? ??? ?????? ?????????? ???????????? ????? ??????? ???? ?????? ?? ???? ????????? ??? ????? ????????????????? ????????????????? ? ??????? ??? ?? ?? ????? ??? ????? ???????? ??????????? ?????????? ? ?????? ????? ??????? ????? ???????? ?????? ?????????????? ????????? ????????????????????????????????????? ???? ?????????? ????????? ??????????? ? ?????? ??? ?????????? ? ?????????? ????????? ??? ???? ????? ??????? ?? ?????????? ????????? ????????? ??????? ????????? ??????????????? ?????????????????????? ???????? ?????? ????? ?????? ????????? ???????????? ?????? ? ?????? ? ???? ?????? ??????????????????? ? ??????????????? ?? ???? ?????????? ?????????? ??????? ??? ??????? ????????? ???????? ?????????????? ? ?? ????????? RENAULT A EMISSIONI ZERO ???? ??????? ????????????? ?????????? ?????????? ???????????? ??? ???????????????????? ????????? ????????? ???????????????????????? ?? ????????????????? ? ?? ??? ??????? ????????? ???????????????????? ?? ? ??? ?? ?? ????????? ????? ?????????? ?????? ????????????? ???????????????????????? ??? ???????????????????????????????? ??????????? ??? ??????????? ??????? ??????????? ?? ???????????????? ??? ????????????? ??? ? ???? ????????? ????? ???????? ????? ????????? ?????????????? ???????????? ??? ??????? ??????????? ?? ???????????????????? ?? ?????????????????????? ????????? ????? ???????????? ??????????????????????? ?? ??????? ???????? ??????????????????????? ?????????????????? ???????????????????????? ??????????? ??????????? ? ?????????????????????????????? ??? ?????????? ????????? ? ?????????? ???????????????????? ???????????????????? ??????????? ??????????? ??? ?????????? ?????????????????????????????????? ??? ???? ???????? ??????????????????? ? ????? ????????? ?????????????????????? ???????? ??????????? ???????????????? ? ???????? ?????? ? ????? ?? ??????? ??????????? ???????????? ????????? ???????? ?? ?? ???? ?????????????? ????????????? ?????????????? ???????? ? ??????? ?? ????? ????????? ????????? ? ????????? ? ???????? ???????? ?? ????? ??????????? ????????? ???????? ????????? ??????????????????? ??????? ?? ?? ???? ?? ?????? UNA TWIZY PER AMICO Renault è stata tra le prime case automobilistiche a investire sulla mobilità elettrica di massa.
Si continua a parlare di boom delle rinnovabili, che effettiva-mente sono cresciute e molto, fotovoltaico in testa, nel giro di pochi anni. Cresceranno ancora e devono continuare a farlo perché nel futuro rappresentano un'ancora di salvezza contro le alterazioni climatiche causate dai gas serra prodotti dall'uomo. Intanto nel breve e nel medio (e del 9%, si siano consumati 2,7 milioni di barili di petrolio al giorno in più (+3,1% sul 2009) e sia cresciuta del 7,4% la domanda di gas, con quantità mai registrate prima. E proprio il gas, dopo l'annuncio di progressiva uscita dal nucleare da parte di una serie di Paesi, è destinato a crescere ulteriormente fino a rappresentare nel 2035, secondo le previsioni dell'Agenzia in????????????????????? probabilmente anche nel medio lungo), la parte del leone continuano a farla le fonti fossili, con consumi a livello mondiale cresciuti nel corso del 2010. Insieme alle emissioni di CO2, che con 30,6 miliardi di tonnellate hanno fatto registrare un record storico. Il bilancio 2010 indica come la produzione di carbone sia aumentata ??
???? Gestire il rischio del solare ?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????? ???????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????? ??????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????? ????????????????? ????????????????????? ??????????????????????????? ?????????????????????? ???????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????? ?????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????? ?????????? ????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ?? ???????????????????? ????????????????????? ?????????????????????????????????? ????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ??????????????? ??????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????? ???????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????? ?????? ????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ??????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????? ????????????????????????????????????????? ????????? ??????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ????????????????? ?????????????? ???????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ???????????????????? ??????? ??????????????????????????????????? ??? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ????????? ?????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???? ????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ????? ????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????
?? SETTEMBRE 2011 dell'etichettatura di tutti gli alimenti, per dare più forza alla filiera agroalimentare, garantendo i consumatori, è durata anni. Ci abbiamo messo decenni per passare dalla logica delle damigiane a quella delle bottiglie di vino Doc garantito dai Consorzi, e il miglioramento è stato assoluto, con vantaggi sul piano della qualità e della sicurezza alimentare. L'equazione “non confezionato” uguale a “non sofisticato” è errata. Si tratta di una delle tante stranezze di questo Paese, sempre in equilibrio fra regole e trasgressioni. Le stesse attività agricole basate sul bio o sulla biodinamica non avrebbero spazio se non potessero essere garantite con etichette, che certificano il rispetto di procedure corrette. Spacciare un prodotto sfuso oggi come esempio di qualità, perché non industriale, è spesso solo un colossale imbroglio, che sfrutta i sentimenti deboli del consumatore e la ricerca di qualcosa che ricordi un passato, svanito nel tempo. Certo non si deve fare di tutta un'erba un fascio, ma questo non è “il mercato” e soprattutto non è, salvo eccezioni, il modo migliore di pensare alla propria salute e al proprio tornaconto economico. L'alternativa alla sfuso, anche per chi deve fare i conti con un potere di acquisto sempre più ridotto, è di leggere con attenzione le etichette e scegliere il meno peggio, sapendo che dove sono indicati dei conservanti si può valutare e decidere. Quel che non si può, e non si deve fare, è mettere a confronto un'etichetta con il nulla, dove solo la fantasia (e spesso purtroppo la sofisticazione), la fa da padrone». MENO IMBALLAGGI La grande distribuzione, proprio per le sue specifiche caratteristiche, è la grande assente. O quasi. L'unico esempio viene da Carrefour che, nel suo Ipermercato di Burolo (TO), ha attivato dal 2009 il servizio di erogazione di vino sfuso, aderendo al progetto della Regione Piemonte “Come in Cantina”, che ha l'obiettivo di promuovere la cultura del vino piemontese Doc sfuso attraverso il canale della gdo. L'ipermercato ha un servizio completo per l'erogazione e il trasporto del vino, a partire dalle bottiglie di vetro che, riutilizzabili e riciclabili, permettono ai clienti di risparmiare sui costi e contribuiscono a limitare gli imballaggi usa-e-getta. Un display sull'erogatore permette di conteggiare le bottiglie di vetro riempite e di avere un'idea chiara dell'effettivo risparmio di contenitori immessi nell'ambiente. I clienti possono scegliere tra i rossi Barbera e Dolcetto (il preferito) o il bianco Cortese, forniti dal produttore locale Vinnova, tutti al prezzo di 2,49 euro al litro. L'iniziativa è stata accolta con favore: a fine 2010, erano state vendute 1.603 bottiglie di vetro, riutilizzate 2.347 volte. ???????????????? ?? ????????? ?????? ????? ?? ?????? FILIERA CORTA VITA LUNGA Sopra, il corner di vendita del vino sfuso al Carrefour di Burolo (To). A sinistra, un punto vendita della catena di negozi "Fcorta - Filiera corta Vita lunga". A destra, un punto di ricarica di detersivi in un negozio della catena bio NaturaSi. ????????
TROVA AI TEM ????? ??
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RE LAVORO PI DEL PRECARIATO Spesso chi si rivolge alle agenzie di lavoro interinale è perché non ha né una rete sociale (amici, parenti, conoscenti) né delle referenze che lo possano aiutare nella sua ricerca per un posto di lavoro. È il tipico caso degli stranieri e degli immigrati, come Ahmed Omar M., 30enne marocchino residente da cinque anni in provincia di Milano. «Sono arrivato in Italia alla ricerca di un posto di lavoro, contando sulla presenza in provincia di Bergamo di alcuni familiari. Il primo passo è stato rivolgermi ai centri per l'impiego, le cooperative e le agenzie di somministrazione del lavoro (così, un po' burocraticamente, si chiama il vecchio ufficio di collocamento), in modo tale da trovare al più presto un'occupazione stabile. Da allora tanti lavori più o meno continuativi in vari settori: edilizia, agricoltura, trasporto merci, pulizia». Oppure alle agenzie bussa chi, fresco di laurea o di diplo?????????????????? ???????? ????????? ?????????????????????????? ????????????? ???????? ??????????? ???????????? ??? ?? ?????????????? ?? ?????????????? ??? ?????? ?????? ? ?????????????????????? ??
MERCATONE UNO Potenza Installata 514,14 kWp SCIC Potenza Installata 2.915,55 kWp FERRARI Potenza Installata 198.87 kWp
?? SETTEMBRE 2011 Domani il maestro Perboni e la maestrina dalla pen-na rossa non potranno più mandare gli studenti somari dietro la lavagna per punizione, se davvero le modernissime Lim (lavagne interattive multimediali) prenderanno il posto della vecchia lastra di ardesia. E i nuovi Bottini, Garrone e Franti al posto di carta, penna e calamaio useranno computer portatili (netbook) e banchi interattivi touch screen. Ma gli scolari figli del progresso saranno più bravi dei loro nonni? Di sicuro sono più a loro agio nel mondo tecnologico. Noi siamo immigrati digitali, digital immigrant come dicono gli americani, nel senso che siamo nati e cresciuti in un modo analogico e solo di recente ci siamo trovati proiettati in un mondo ad alta tecnologia. I nostri figli invece sono digital native, nati e cresciuti con Internet, telefoni cellulari e mp3. Facciamo un esempio: se noi volessimo raccontare a un amico della nostra passione per le foto, probabilmente gli parleremmo della nostra nuova macchina fotografica digitale. Invece i nostri ragazzi racconterebbero semplicemente della loro fotocamera nuova, e non gli verrebbe nemmeno in mente che le foto si possano anche fare con la pellicola. «Gli scolari fin dalla nascita entrano in contatto con schermi interattivi», dice Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche e teoria e tecnica dei nuovi media all'università Bicocca di Milano. «Loro considerano Internet il principale strumento di reperimento, condivisione e gestione dell'informazione». Quella che va da 0 a 12 anni è la prima generazione veramente hi-tech: pensa, apprende e conosce in maniera differente dai fratelli maggiori. «Se per noi ??? ????????????? ?????????????????????? ?????? ????????? ??????????????????????? ???????????????????????? ??? ?????????? ??????????????????? ?????????????????????????? imparare significava leggere-studiare-ripetere, per i bambini cresciuti con i videogame vuol dire innanzitutto risolvere i problemi in maniera attiva», prosegue Ferri. «I bambini cresciuti con consolle e cellulare sono abituati a vedere la risoluzione di compiti cognitivi come un problema pragmatico». Innovare, innovare, innovare sembra diventato il mantra anche per la scuola italiana. Un anno fa è partito un pro?????????? IL GESSETTO DIVENTA INTERATTIVO
?? Il Principato di Monaco ha una nuo-va Principessa: S.A.S. Charlene Gri-maldi che poco più di un mese fa ha sposato il Principe Alberto II in una cerimonia che ha catalizzato l'attenzione mondiale. Matrimonio da favola, certamente, ma anche occasione per puntare i riflettori su Monte-Carlo e sul suo nuovo corso cominciato un anno fa con numerosi cambiamenti nel Governo princier. Tra i protagonisti di questa nuova “era” voluta dal sovrano monegasco, Henry Fissore, ambasciatore di Monaco in missione presso il ministro di Stato Michel Roger: tra le varie sue funzioni, quella di accogliere e assistere gli investitori nel Principato. GRAFFITI D'ARTE Alain Dominique Gallizia, collezionista di opere d'arte moderna e curatore della mostra L'Art du Graffiti, visitata da migliaia di turisti e appassionati di arte moderna. IL PRINCIPATO IN CERCA DI IDENTITÀ ????????????????????????? ?????????????????????? ????????????????????????????? Fissore, monegasco, 58 anni, ambasciatore di Monaco in Italia dal 2000 al 2006, è stato anche ministro dell'Economia del Principato (1995/2000) e ministro degli Esteri dal 2006 al 2007. Ci può dare un giudizio sulla comunità Italiana di Monaco e quanto influisce sul Principato? «Il fatto di essere stato ambasciatore del Principato di Monaco in Italia mi ha permesso di conservare legami forti e amichevoli con il vostro Paese e soprattutto con gli italiani residenti nel Principato. Frequento le associazioni italiane di Monte-Carlo, dal Comités all'Associazione degli Imprenditori Italiani di Monaco, alla Monaco-Italie, fino alla “Dante Alighieri”, tutte molto dinamiche e presenti nella vita monegasca. Gli italiani di Monaco rappresentano il 20% del?? ?????? ?? ?????????????????? ???????????? ????????? ????????? ???????? ?????? ????? ??? ?? ??????????? ????? ????????????????? ??? ???????????????? ???????? ???? la popolazione e per quanto riguarda le imprese circa il 30% del Pil monegasco. Dati che dimostrano l'importanza della presenza demografica ed economica degli italiani a Monte-Carlo. Inoltre la comunità italiana di Monaco influenza la vita del Principato anche dal punto di vista artistico e culturale grazie alla qualità degli avvenimenti organizzati». Quali misure sono state prese dal Governo per rilanciare il Principato? «Diverse e tutte mirate al rilancio della proposta economica di Monaco, le misure sono state decise subito dopo l'arrivo del nuovo primo ministro Michel Roger e rese note nell'ottobre 2010. Queste disposizioni sono per la maggior parte il frutto del lavoro fatto dal gruppo di studio condotto dal presidente del Consiglio economico e sociale André Garino con lo scopo di: favorire la creazione di nuove attività (ad alto valore aggiunto e non inquinanti) e il conseguente insediamento di stranieri che diventino veri residenti; modernizzare in profondità il diritto economico e degli affari e ottimizzare i redditi dello Stato. Le azioni concrete già prese dal Governo si sono
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www.salonefranchisingmilano.com tel. 02 4814110 mail: info@salonefranchisingmilano.com 47 novembre 2011
?? ??????????????????????????? ?????????????? ???????????????? ?????????????? ?????????? ??????? ????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????? ???????????? ?????????????????? ??????????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ????????????????????????????? ??????????????????????????????? ?????????????????? ????? ??????????????? ?????????????????? ????????? ??????????????????????? ??????????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ???????????? ?????????????????????? ??????????????? ???????????????????????????? ???????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ????????????????????????????????? ???????????????????????????? ?????????? ??????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ???????????????????????????????? ????????????????????? ??????? ESTATE MONEGASCA ????????? ?????? ????????? concentrate sul miglioramento della crescita economica (esaminando tutte le richieste per le autorizzazioni di carattere commerciale), riduzione dei tempi tra la domanda e l'autorizzazione per la creazione di nuove società, semplificazione delle procedure amministrative, creazione di un Istituto delle statistiche e degli studi economici, favorire la creazione di Family Office, riduzione delle tasse di transazione per le vendite degli immobili e nello stesso tempo determinazione di un tasso del 7,5% per le operazioni tramite società offshore. Ci tengo a sottolineare che è stato soprattutto il ministero delle Finanze e dell'Economia del Principato a mettere in pratica queste misure, presieduto da Marco Piccinini, italiano d'origine e monegasco d'adozione, persona di statura internazionale». Qual è il compito del Consiglio per lo sviluppo economico? «Questo organismo è stato costituito lo scorso 16 giugno alla presenza del Principe Alberto II e del primo ministro che ne ha assunto il ruolo di presidente. Nasce dalla necessità di associare il settore privato alla riflessione delle Autorità governative e ha come missione quella di analizzare tutte le questioni legate allo sviluppo economico del Principato. Potrà fare proposte su questi soggetti e nello specifico sullo sviluppo, sull'aumento dei redditi dello Stato, sul controllo della spesa pubblica e sugli orientamenti strategici. Il Consiglio è composto da ministri, rappresentanti del Parlamento, del Consiglio economico, della Camera di commercio, delle banche e delle istituzioni finanziarie e da 29 esperti con carica triennale. Tutti gli attori economici sono ben rappresentati. Per la prima volta in un'istituzione governativa, i residenti stranieri del Principato sono più numerosi (2/3) dei monegaschi». Rilancio dello sviluppo ma anche maggiore integrazione da parte dei residenti stranieri attraverso il Club dei residenti stranieri di Monaco... «L'integrazione dei residenti stranieri è fondamentale per la crescita di un Paese moderno e internazionale come Monaco. Al riguardo è stato creato un anno fa, Crem da Louisette Levy Soussan Azzoaglio, ex assistente della Principessa Grace, poi di S.A.S. Alberto II. Sostenuto dal Sovrano e da numerose personalità monegasche e internazionali Crem organizza manifestazioni culturali legate alle tradizioni e alla storia di Monaco, ma anche dei differenti Paesi, conferenze, concerti ed esposizioni, contribuendo a migliorare l'accoglienza e l'assistenza dei residenti stranieri. Le stesse autorità governative monegasche organizzano serate ufficiali come quella in calendario a ottobre con i membri del corpo consolare accreditati a Monte-Carlo. Crem è un esempio di ciò che si può fare in un piccolo territorio grazie a un'ottima organizzazione dei servizi pubblici. Al riguardo ricordo le parole del Principe Alberto II quando salì al trono 6 anni fa: «Monaco dovrà essere un modello di società e una società modello». Può sembrare un progetto molto ambizioso quasi utopico, ma non lo è in un territorio piccolo dove tutti si rispettano e seguono il capo dello Stato al quale l'intera popolazione è devota».?? ? MARIAGE E STRATEGIE S.A.S. Charlene Grimaldi e il Principe Alberto II, sposati solo da due mesi. A sinistra, l'ambasciatore di Monaco Henry Fissore, con la moglie Anne Marie. Tra i suoi compiti quello di accogliere gli imprenditori internazionali che desiderano investire nel Principato.
?? TUTTI IN CLASSE SETTEMBRE 2011 C'è aria di banda larga a scuola. E non è solo un gioco di parole, perché da quest'anno scolasti-co nelle aule sta arrivando in forze il WiFi, la tecnologia che consente di connettere a internet senza fili diversi tipi di dispositivi - dai tradizionali pc agli smartphone cellulari, fino alle lavagne interattive. Al Forum Pa dello scorso maggio, il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha illustrato il progetto Scuole in WiFi. L'iniziativa, in collaborazione con il ministero dell'Istruzione (Miur), prevede che entro il 2012 tutti gli istituti scolastici statali italiani siano dotati di “hot spot”, dispositivi con antenne in grado di trasmettere e ricevere comunicazioni WiFi. Gli hot spot, o “access point”, sono collegati al router/modem di istituto o di plesso attraverso cavi di rete o utilizzando la rete elettrica grazie all'impiego di specifici adattatori (Plc - Power Line Communications). Il piano punta al completamento della copertura di tutti i circa 40 mila edifici scolastici entro la metà del 2012. Il costo per lo Stato? 5 milioni di euro. E c'è anche un piano per arruolare sponsor disposti a donare parte delle tecnologie necessarie (per informazioni: scuo lamia.istruzione.it). ??? ???????? ??????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????? ??????????????????? ?????? ????? ????????????? ???????????? ??????????????? ?????? ?????????????? ?????? ?????????? ??????????????? ????????"?????????? ???". ????? ????????? Scuole in WiFi è solo l'ultimo di una serie di progetti che, a partire dalla metà degli anni Novanta, mirano a portare nelle scuole internet in banda larga, per trasferire velocemente contenuti multimediali. Il precursore del progetto risale al 2002, quando il ministero della Pubblica istruzione e quello delle Comunicazioni vararono il programma Internet@Scuola. Il piano prevedeva, fra l'altro, la graduale transizione, come tecnologia di connessione, del costoso e non più abbastanza performante Isdn con il più economico e veloce Adsl. Parallelamente in ciascun istituto si dovevano installare reti cablate per permettere il collegamento dei laboratori e delle classi al router/modem Adsl. Anche in questo caso era preso in considerazione l'utilizzo di tecnologie wireless per mettere in connessione diversi plessi di uno stesso istituto. Ma il progetto Internet@Scuola, concepito con la collaborazione della Fondazione Ugo Bordoni, aveva anche altre declinazioni innovative e ambiziose. Una era quella di favorire la teledidattica, utile per permettere agli studenti di mettersi in comunicazione con gli insegnanti anche da casa e di consentire ai ragazzi ricoverati in ospedale o residenti in zone geograficamente disagiate di seguire i programmi scolastici. La teledidattica prevedeva l'impiego di webcam e sistemi di apprendimento, approfondimento e valutazione interattivi. L'idea era di sfruttare ACCESSO VELOCE E CONDIVISO PER STUDIARE MEGLIO Scuole in WiFi è l'ultimo di una serie di progetti che puntano a portare nelle scuole la banda larga. I primi risalgono a quasi dieci anni fa. ?????????? CHE C'È LA BANDA!
?? SETTEMBRE 2011 Prima fu il web, con Google in veste di grande nemi-co degli editori. Poi il web parve sul punto di scom-parire (Wired, agosto 2010, titolava proprio The Web is dead), a favore di mondi chiusi di distribuzione di musica, giochi e informazione, soprattutto grazie a (o per ?????????????? ?????????????? ??? ????? ???? ???????????? ??????? ???????? ???????????????? ???????? ?????????????? ??? ??????? ????? ?????? ?????? ?????????? ????????????????????? ? ?????????????? ??????????? ?????????? ????? ? ??????????? ???? colpa di) iTunes. Ma adesso gli editori si ribellano e rivogliono il mondo aperto di internet. Ben prima dell'arrivo dell'iPad, il tablet Apple il cui battesimo commerciale risale alla primavera del 2010, l'editoria doveva fare i conti con il mondo digitale, potente rivale della carta. Per tutti il problema era mettere a punto un modello di business sostenibile che riuscisse a coniugare la redditività del sistema cartaceo con il nascente mercato online. Come rendere competitiva la propria presenza su internet? Come riuscire a traghettare i lettori dalla carta al web senza compromettere la quota di fatturato garantita da pubblicità, vendita in abbonamento e in edicola? E soprattutto, come monetizzare il traffico generato dall'informazione prodotta dalle testate online? Questioni tuttora aperte sulle quali gli editori hanno provato a dare delle risposte. Ma al di là di rare eccezioni, costituite essenzialmente dalla grande stampa finanziaria internazionale, Wall Street Journal e Financial Times in primis, da ??????? ALLA CONQUISTA DELL'EDICOLA DIGITALE
Informazione aziendal e ?????????? ???????????????????????? ???????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????? ????????????? ??????????????? ??????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ????? ????????????????????????????????? ???????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????? ???????????????? ??????????????????????? ???????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ???????? ???????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????? ???????????????????????????????????? ?????????????????????? ???????????????????? ??????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????????? ??????????????????????????? ????????????????????????????? ??????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????? ?????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ??????????????? ??????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ??????? ????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ????????????????????? ??????????????????? ????????????????????????? ???????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????? ????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ?????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????? ???????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????? ???????????????? ????????????????? ?? ?
? ???? SETTEMBRE 2011 ????????????????????????????? 20 56 VIENI A DIRE LA TUA SU WWW.ESPANSIONEONLINE.IT L'ESSENZA DELLE COSE ?????????? ??????????? ????????? ????????????? ???????? ?? ????????????? ???????????? ????? ?????? 3 6 8 9 10 31 32 33 RUBRICHE ?? ???????????????? ?????? ??? ?? ?????????????????? ??????? ??????? ??? ???????? ?????????????????? ?????????????????????? ???? ????? ?????????????????????????????? PERSONAL LIFE 19 20 24 26 28 PRONTO SOCCORSO/2 LEGGERE SCUOLA HI-TECH SCUOLA HI-TECH/2 TENDENZE ?? ???? ?????????????????? ??????????? ?????????????????????????? ???????????????????????? ?????? ? ????? BUSINESS LIFE 56 60 65 GRANDI NAVI AUTO ELETRICHE AUTO ELETTRICHE/2 ??COVER STORY ????????? ??? ??????? ???????????????45 ? ?????????? ?????? ????????????????????????????? ??????? ???????? ??????? ???????????? ??????????????? ????????? ??? ????????? ????????????? ?????? ??????? 36 66 SPECIALI

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SETTEMBRE 2011 ?????????? ???????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ???? ???????????????????????????????????????????????????? ??????????????????? ????????????????????? ???????????????????? ???? ???????????????????????????? ?????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ???????? ??????????????????????????????????????????????? ????????? ?????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ?????????? ????????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ?? ??????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????????? ??????????? ???????????????????????? ??????????????? ?????????????????????? ??????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????? ???? ???????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????? ????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? È, E RESTERÀ LA PRIMA FONTE ????????????????????????? ???????????? ??? ???? ta: dai costi a suo carico per la creazione e gestione di un Osservatorio ambientale ai finanziamenti per riqualificare zone del Parco ai progetti per utilizzare il calore della centrale per vivai e itticoltura. ARSENICO, MERCURIO E VECCHI SOSPETTI Emissioni sotto controllo e inferiori del 50% ai limiti di legge, innovazioni come la cattura e stoccaggio della C02, necessità di diversificare le fonti oggi sbilanciate sul gas, minori costi del carbone a favore di bollette meno care, maggior sicurezza negli approvvigionamenti sono gli argomenti a favore del carbone caldeggiati dalle società elettriche e dagli operatori del settore. Sull'altra sponda il muro del no al carbone, senza se e senza ma, da parte delle associazioni ambientaliste. Nessuna possibilità di mediazione: il carbone - concordano - è la peggior fonte possibile sia per l'emissione di sostanze tossiche (tra cui arsenico e mercurio) sia per la grande quantità di anidride carbonica che produce. Così Maria Grazia Midolla, responsabile energia e clima del WWF: «Sarò sempre e comunque contraria alle centrali a carbone. Per di più se viene proposto in un territorio come il Parco del Delta del Po. Come se non avesse già fatto abbastanza danni l'attuale centrale a olio combustibile. E non vedo perché dovremmo supportare le logiche industriali di chicchessia quando queste non coincidono con l'interesse generale della salute dei cittadini e del controllo dei gas serra». Se Midolla è favorevole alla sperimentazione delle tecnologie di cattura, in futuro da applicare anche agli impianti a gas, lo è meno Alessandro Giannì, direttore campagne Greenpeace Italia: «Ammesso che riescano ad azzerare le emissioni nocive, le centrali a carbone rimangono comunque il peggior killer del clima. E dubito che le tecnologie di cattura e stoccaggio della C02 possano essere messe a punto in tempi brevi. Le realizzazioni nel mondo si contano sulle dita di una mano, sono oltremodo costose e non sono mancati gli incidenti. E dato che con il riscaldamento climatico in corso non possiamo permetterci di perdere tempo, sarebbe meglio concentrare gli investimenti per l'energia in settori, come le rinnovabili e l'efficienza energetica, che possono offrire soluzioni a breve. E poi, gli impianti di stoccaggio dovranno essere monitorati a vita. Chi si farà carico del costo: i privati o come al solito il pubblico?». Entrambi gli ambientalisti sottolineano come al nostro Paese non occorra ulteriore capacità di generazione. Quella che c'è basta e avanza. Pure per i picchi di domanda. Che la situazione sia di «abbondanza di riserve e di capacità a disposizione su tutto il sistema» è stato detto lo scorso giugno anche dall'Ad di Enel Fulvio Conti e da quello di Sorgenia Massimo Orlandi. Per quest'ultimo inoltre il giusto mix di fonti in Italia dovrà essere costituito da rinnovabili e gas. Più articolata la posizione di Italia Nostra. «Se non possiamo fare a meno per un certo numero di anni delle fonSERVE PIÙ EQUILIBRIO Francia e Italia sono tra i Paesi con maggiori squilibri nella generazione di energia elettrica: loro sull'atomo, noi sul gas. RINNOVABILI** PETROLIO GAS NUCLEARE CARBONE* * Carbone, lignite ** Include produzione idroelettrica e biomasse Fonte: elaborazione Enel su dati Enerdata; per il dato Italia: Terna dati preliminari 2009; il dato EU-27 si riferisce all'anno 2008; mix Enel da bilancio ambientale 2009 ???? ??? ???????????? ??? ??? ??????????? ???????? CONFRONTO ITALIA - EUROPA 2009 17% 23% 1% 46% 13% 25% 18% 16% 35% 6% 24% 13% 52% 11% ITALIA GERMANIA SPAGNA FRANCIA EU 27 14% 75% 1% 28% 18% 28% 23% 3% 5% 5%
?? SETTEMBRE 2011 ??? ???????? ????? ??? ?????? ?????? esplode e si manifesta, è l'apertura di una valvola di sfogo alla nostra pentola a pressione. Classici esempi: in ufficio sorrido e poi vado a casa a picchiare i bambini, oppure dico sempre sì a mia moglie e poi vado a litigare allo stadio. Sono facili stereotipi, ma infinite piccole mancanze di attenzione a noi stessi sono così nascoste nelle pieghe del giorno da lavorare autonomamente dalla nostra capacità di rilevazione. In un fine marzo pieno di sole e sapore di primavera tornavo a casa dopo una giornata apparentemente felice, progetti approvati con entusiasmo dai clienti, niente traffico, figli e famiglia in salute, prospettiva per il week-end ottime, sole e mare con gli amici. Eppure dentro di me un senso di irritazione e rabbia si manifestava con crescente fastidio. Decisi di ripassare tutto, ma proprio tutto quello che avevo fatto dalla sveglia in poi. LA "COMPASSIONE" Finché... ecco il nodo: mentre mi recavo in auto a presentare un progetto mi sono fermato in autogrill per benzina e caffè. Alla cassa e al banco non c'è nessuno, aspetto mentre due commesse si raccontano storie personali senza curarsi della mia attesa, infine su esplicita richiesta mi battono lo scontrino. Una delle due, sempre con i suoi tempi e continuando il discorso a distanza con la collega, mi serve un pessimo caffè ponendolo al lato opposto del banco rispetto a dove mi trovo io. Per due minuti in più o meno e per qualche metro di spostamento sul banco potevo esprimere il mio disappunto? E potevo iniziare una discussione su una cosa così insignificante? Ma la mia rabbia era iniziata con quel caffè. Il semplice fatto di aver trovato la ragione della rabbia me la fece passare all'istante. Perché il problema non era litigare con le commesse ma riconoscere a me stesso anche le mie necessità espressive apparentemente più banali. Perché ognuno ha le sue e non sono mai banali. Un po' come in quel film di Woody Allen, Basta che funzioni, dove si può accettare qualunque diversità purché funzioni per l'individuo. Allora per crescere in creatività ed espressione possiamo usare le nostre rabbie. Possiamo iniziare a scrivere quelle che ci ricordiamo, gli aneddoti completi delle nostre arrabbiature più clamorose. Poi cerchiamo le piccole rabbie, quelle più vicine al nostro presente. Ogni rabbia ha al suo opposto la soluzione espressiva. Sono tre giorni che mi esprimo pienamente: mi prendo cura dell'impaginazione del libro, lo miglioro e spiego chiaramente le mie intenzioni alla grafica, rifletto su quello che mi dice mia moglie e perché me lo dice, accorgendomi delle mie dimenticanze alle sue richieste... Sembra difficile da credere, ma dentro ciascuno di noi esiste il nostro contrario, come un'impronta che lasciamo sul terreno o come un'ombra che ci segue e si allunga o si accorcia con la luce. Dentro ogni nostro desiderio esiste una paura e dentro ogni nostra paura si può trovare un desiderio. Proviamo così a prendere qualcosa di personale che abbiamo scritto e leggiamolo invertendone i contenuti, odio dove c'è amore, passione dove c'è indifferenza e così via. Scoprire che dentro la rabbia c'è la scintilla creativa porta alla compassione verso noi stessi e poi finalmente verso gli altri. Più pratichiamo la compassione e più trasformiamo il nostro vivere dal giudicante all'osservante, più scopriamo l'amore incondizionato e prima torniamo nel nostro giardino d'infanzia sotto quel salice piangente dove abbiamo sperato i primi baci da una bambina che faceva la ruota con la sua gonnellina a pieghe. Sono tre giorni che mi arrabbio. Mi arrabbio con chi mi sta impaginando il libro, mi arrabbio con mia moglie che mi critica, mi arrabbio con il condominio per lavori non concordati a mio carico, mi arrabbio con i miei compagni dell'associazione che hanno punti di vista diversi, mi arrabbio con la mia segretaria perché non mi dà il tempo di spiegare le cose, mi arrabbio perché le risposte sui progetti che ho presentato non arrivano, mi arrabbio perché in ascensore c'è puzza di sudore, mi arrabbio in macchina con chi mi suona dietro, mi arrabbio con un amico iuventino e con un altro di idee politiche diverse, mi arrabbio con l'idraulico che mi bidona. Insomma mi arrabbio con tutte quelle parti di me che non sono in grado di evolversi, di esprimersi senza paura, di farsi riconoscere invece di giocare a rimpiattino intorno al tavolo o peggio nascoste in un armadio tra mucchi di vestiti. Ripartiamo da capo e facciamo un'ipotesi: molto spesso la rabbia è la risonanza di una mancanza di espressione collegata direttamente o storica nella nostra esperienza personale. Quasi sempre la rabbia, quella che ????????????? IL BLOG DI CATULLO: WWW.ESPANSIONEONLINE.IT/CATEGORY/BLOG/BRAINSTORMING?
??????????? Appalti pubblici: meno burocrazia nel sistema di attestazione ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ??????? ???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ????????????????"????????????????????????????????? ?????????? ????? ?????????????? ???????????????????????? ? ???????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ?????????? ???????????????????????????????? ??????????? ???? ?????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????? ??????? ????????????????????????????????? ???????? ????????????????????????? ??????? ???? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????? ?????????????????????????????? ?????????? ???????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ? ???????????????????????????????? ??????????????????????????????? ??????????????????? ???????????? ????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ? ?????????????????????????????????????????? ????? ????????????????????????????????????? ? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????? ??????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ???? ???????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ??????????????????? ??????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????? ? ???????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????? ?????????????????????????????? ???????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????? ????????????????????????????????? ????????????????????? ??????????????????? ??????????????????? ????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????
?? SETTEMBRE 2011 PROVAMI! Ormai le auto elettriche sono una realtà concreta: sono comode e pratiche come le cugine a scoppio. Provare per credere! Carlo Corazza, Commissione Ue Se l'industria non troverà da sé uno standard di ricarica, ci penserà d'autorità l'Europa Marco Gatti, Espansione Gli italiani le vogliono, l'industria è pronta a venderle, manca una politica di incentivi Jacques Bousquet, Unrae Non c'è differenza di vedute tra il costruttore nazionale e le case estere: siamo nella stessa barca Andrea Baracco, Renault Abbiamo investito 4 miliardi. Entro il prossimo anno avremo una linea di quattro modelli vare gratis un'auto a batteria lungo un percorso urbano di un chilometro e mezzo nel cuore del capoluogo lombardo. Con noi a Palazzo Reale c'era l'industria automobilistica (tanta e di peso: Renault, Peugeot, Bmw, Mitsubishi Motors, Nissan). C'erano gli scienziati, c'erano le infrastrutture (Enel, Ibm e Bosch), c'erano le flotte aziendali, c'erano gli istituti di ricerca... In compenso non c'erano i politici nazionali, che evidentemente poco hanno da dire sulla mobilità sostenibile. Lodevoli eccezioni, Carlo Corazza, portavoce industry della Commissione europea, l'assessore Giovanni De Nicola della Provincia di Milano e il suo giovane collega del Comune di Milano Pierfrancesco Maran. Che ha movimentato la mattinata polemizzando a distanza con l'editore di Espansione, Paolo Berlusconi, che l'aveva esortato a riprendere il Gianni Oliosi, Bmw Dall'esperienza fatta con la Mini nasce “i”, sottomarchio Bmw per le auto elettriche
? ????????????? SETTEMBRE 2011 B6 e B12, per una miscela leggermente frizzante. La produzione resterà in Italia. Produrre e vendere in Cina non basta più. Per fare affari oggi occorre comunicare il Made in Italy. Per questo, Fondazione Italia Cina e Circle Line Marketing & Communication hanno siglato un accordo strategico di cooperazione, a lungo termine, con l'obiettivo di appoggiare le nostre imprese nello sviluppare e migliorare la propria immagine. Tra le poche agenzie italiane ad avere investito direttamente, con una propria sede, nel Paese asiatico, Circle Line conosce bene i meccanismi e i processi necessari per penetrare il mercato cinese; la Fondazione Italia Cina, presieduta da Cesare Romiti e con direttore generale Alcide Luini, possiede relazioni consolidate con gli attori politici, economici e culturali cinesi. Le due realtà uniranno, così, le forze per aiutare chi vuole fare business in Oriente a porsi e proporsi nel miglior modo possibile. Per raggiungere più velocemente i propri obbiettivi. ????????????? ??? ????????? ?????? ?? ????? ??????????????? ?????? ???????????? Un energy drink di lusso. Da sorseggiare nei locali più esclusivi. È quanto si appresta a lanciare in Cina Tonino Lamborghini, il brand di accessori di alta gamma legati al nome della storica casa d'auto bolognese. Mercato più azzeccato non poteva essere scelto. I cinesi sono grandi amanti delle bevande energizzanti e sono soliti consumarle in discoteche e club alla moda, meglio se mischiate con vodka, gin, rhum e altri superalcolici. Cocktail del genere imperversano nei tavoli dei privé e nei party, come da noi il cestello dello spumante (o champagne per gli esterofili), accompagnato da un vassoio di fragole. Tonino Lamborghini Energy Drink, già venduto in Italia e in altre parti del mondo, punta a diventare uno status symbol per un target medio-alto di giovani e adulti, con buone possibilità di spesa. Il prodotto adatto, insomma, per la nuova classe dei cinesi ricchi, cui piace distinguersi per ciò che si indossa, si mangia e si beve, meglio ancora se di origine italiana. Per il prezzo che si paga. E soprattutto per la notorietà del marchio che si sceglie. Un aspetto quest'ultimo, in cui Tonino Lamborghini va a colpo sicuro: l'azienda è conosciuta e apprezzata in Asia (dove è presente dal 1983), grazie ai 12 negozi monomarca sparsi tra Hong Kong, Cina e Macao che propongono orologi, gioielli, complementi d'arredo, articoli sportivi e gastronomia. La bevanda sarà distribuita in Cina all'inizio del 2012. Nel frattempo, lo studio legale Zunarelli, con sede anche a Shanghai, ha ricevuto il mandato per la gestione del posizionamento di mercato, dall'etichettatura alla contrattualistica, passando per la selezione dei locali: «Discoteche e circoli privati, principalmente», spiega l'avvocato Giampaolo Naronte, socio dell'ufficio cinese di Zunarelli. «Affiancheremo Tonino Lamborghini nelle operazioni di marketing, materie di diritto e contatti con le autorità locali», continua Naronte, «e offriremo una consulenza che va oltre quella tipica di uno studio legale. Siamo certi che il prodotto avrà successo, in quanto consoliderà la presenza di un brand già noto qui. Stiamo inoltre pensando di realizzare eventi che coinvolgeranno le istituzioni italiane, con feste, presentazioni e serate di gala». Occasioni mondane e di pubbliche relazioni che non mancano in una Shanghai dove un buon numero di locali notturni sono progettati e gestiti da italiani, che hanno già lanciato la moda dell'happy hour, del Carnevale e dei festeggiamenti di Ferragosto. Con un ottimo riscontro tra i giovani. COME COMUNICARE L'ITALIA Tonino Lamborghini Energy Drink veicolerà la propria immagine con i social network come Asmallworld e InterNation; creerà comunità virtuali dove iscriversi, partecipare ai party ed essere informati sugli appuntamenti in calendario. Quanto agli ingredienti della bibita, realizzata in collaborazione con Enrico Giotti, azienda specializzata in aromi e confezioni in lattina, difficile pensare che non incontreranno il gusto dei cinesi, appassionati di dissetanti dolci. Si tratta di taurina, caffeina naturale, vitamine SBARCARE QUI NON È DIFFICILE Giampaolo Naronte dello studio Zunarelli di Shanghai seguirà la Tonino Lamborghini nelle operazioni di marketing, diritto e contatti con le autorità cinesi.
?? SETTEMBRE 2011 ???????? ATTTRAVERSARE L'OCEANO SPINTI DAI GIRASOLI Una portacontainer di Maersk in partenza. La compagnia danese sta attuando un piano di sostenibilità che include l'uso di bio-diesel e prevede di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 20% tra il 2007 e il 2017. COSA SI PUÒ E COSA NON SI PUÒ FARE Si parla spesso d'inquinamento dovuto alle acque di lavaggio di petroliere, al punto da domandarsi se esistano regole per queste operazioni. «Le norme internazionali di Marpol prescrivono dove, come e quando queste acque possano essere scaricate in mare», spiega Andrea Cogliolo, responsabile del settore macchine e ambiente del Rina. «Le petroliere hanno cisterne di contenimento, dove i residui oleosi si separano dall'acqua. Poi il sistema rilascia in mare quelle con contenuti oleosi inferiori a una certa percentuale, solo in zone non particolarmente protette; gli oli invece si consegnano a terra. In aree speciali, come Mar Baltico, Mediterraneo e Mar Nero, nulla può essere scaricato». E le acque di sentina? «Le acque di sentina assomigliano a quelle di lavaggio delle cisterne ma sono molte di più, perché riguardano tutte le navi e non solo le petroliere. Vengono raccolte in una cisterna chiamata cassa morchia, dove avviene una separazione: quelle che vengono dal lavaggio macchine e non dai depuratori, vanno in mare dopo un filtraggio» Le acque grigie però finiscono in mare senza trattamenti pur contenendo di tutto, come mai? «Non sono considerate pericolose e non rientrano nella Marpol. Comunque esistono leggi nazionali o delle autorità portuali che prevedono una depurazione o ne vietano la discarica. Per esempio, in Mediterraneo, Mar Nero e Turchia devono restare a bordo, in casse ad hoc, dimensionate con criteri opportuni; le navi passeggeri, che ne hanno tante, possono stoccarle come zavorra». L'incenerimento dei rifiuti a bordo genera emissioni: a quali norme ci si deve attenere? «A quelle della Marpol. Devono essere utilizzati impianti specifici che raggiungono temperature superiori a quelle di formazione della diossina. Per quelli antecedenti il 2000 esiste il divieto di incenerire materiali plastici. Tutti fanno la raccolta differenziata e lontano dalle coste il cibo può essere smaltito a mare, gli altri rifiuti sono gestiti a bordo da un management plan definito dalla Marpol in base alla loro pericolosità. Ciò che non si può liberare in aria o in mare va consegnato a terra, seguendo leggi locali e nazionali». E le emissioni dei motori? «Le regole colpiscono essenzialmente i due maggiori inquinanti: gli ossidi di azoto (NOx) e quelli di zolfo (SOx). Per i NOx, il cui livello permesso è stato ulteriormente abbassato dal primo gennaio 2011, vanno usati motori che ne limitano le emissioni. I SOx dipendono dalla quantità di zolfo nel combustibile e anche in questo caso la soglia ammissibile è stata ridotta, passando dal 4,5% al 3,5%, nei porti, allo 0,1% e ancora meno nelle are a emissioni controllate. Per le emissioni di CO2, proporzionali alla quantità di combustibile bruciato, si cerca di consumare meno». In questo caso le strategie sono tante, e le navi cargo transoceaniche si aiutano con gli aquiloni Sky Sails, in grado d'abbattere i consumi del 30%. NAVI IN PORTO, SPEGNETE I MOTORI «Quando i porti sono in città, le navi in sosta con i motori accesi, durante le operazioni di carico e scarico, generano un considerevole impatto ambientale», ci spiega Roberto Perocchio, Ad di Venezia Terminal Passeggeri e presidente di Assomarinas e dell'International Marinas Group di Icomia, l'associazione mondiale dell'industria nautica. «Per le navi cargo, in Usa stanno ricorrendo all'alimentazione elettrica di banchina. Per quelle da crociera è più difficile: ciascuna richiede in media 10/12 Megawatt di potenza, quella di una piccola centrale elettrica. Alcune compagnie come Princess e Costa si sono attrezzate con impianti innestabili alla presa elettrica del porto, che armonizzano la corrente di bordo col sistema di alimentazione a terra. Un adeguamento che costa circa 1 milione di euro. Molto meno dell'investimento richiesto al porto: la creazione di un impianto d'erogazione di corrente elettrica sul molo per due accosti nave può arrivare a 10 milioni». Un bell'investimento, ma poi la nave non ha più bisogno di produrre energia tenendo accesi i motori, no? «Sì, ma in Italia l'elettricità è molto cara: quella autoprodotta dalla nave con i generatori è più economica di quella di terra. Dunque lavoriamo sul fronte delle accise per avere corrente elettrica agevolata. Anche in ambito europeo si sta cercando di programmare incentivi per l'introduzione dei sistemi di alimentazione a terra delle navi; la International Standard Organization sta studiando prese elettriche nave-porto uguali per ogni parte del mondo, in modo che le navi possano nascere con impianti adatti ai loro standard. Molti porti italiani ed europei si stanno impegnando su questo fronte: Venezia e Civitavecchia per prime e ora anche Monaco. Nello shipping, il dibattito in corso è sul tipo di carburante, in particolare quelli ad alto contenuto di zolfo che producono anidride solforosa. Esistono zone dove alle navi è imposto un carburante a basso tenore di zolfo chiamato Ptz, che costa dal 30 al 50% in più e non è facile da reperire. Naturalmente ci sono anche altri carburanti poco impattanti e meno costosi, come il gas naturale liquido. La tecnologia degli scrubbers invece nebulizza acqua, anche di mare, nel momento in cui il fumo esce dalla ciminiera, la risucchia, la filtra e poi la butta in mare pulita: Grimaldi Line la sta già sperimentando». Una nave davvero pulita è un sogno, ma ci si sta lavorando. Per esempio i coreani di Daewoo Shipbuilding, un cantiere che produce 80 navi all'anno, ritengono che una nave debba nascere verde già dal tavolo da disegno. E per dimostrarlo intende ottenere la certificazione Green Plus del Rina per le sue nuove portacontainer.
?? SETTEMBRE 2011 LIBERI DAI POLITICI, CHE TENTAZIONE! Un Paese può vivere senza politi-ca? O meglio senza politici che lo governino? La risposta, influenzata da un secolo di esecutivi costituzionali, e dall'idea tutta occidentale che alcuni signori sono da noi delegati per occuparsi del bene pubblico, ci porterebbe a rispondere di no. No, non è possibile immaginare uno stato moderno senza governo. Ma non è così scontato e pacifico. Può apparire un paradosso, ma l'idea di uno Stato senza governo rischia di diventare realtà. Il Belgio questo stato di cose lo ha vissuto per più di un anno. E sta dimostrando come un Paese non governato possa campare bene, anzi meglio. Per la verità il pensiero liberale nelle sue radici filosofiche non esclude quest'ipotesi. Si tratta ovviamente di una provocazione, ma conviene accarezzarla. Il Nobel per l'economia Milton Friedman, il padre del monetarismo e dei Chicago boys, sosteneva che non dovrebbero essere premiati i parlamentari che frequentano diligentemente le alte Camere, bensì quelli che non si fanno mai vedere perché, questi ultimi, almeno non approvano leggi (che sono sempre di spesa). La base teorica dell'economista è quella del male minore. Lo Stato è il male minore che ci tocca sopportare per la gestione di alcuni beni pubblici che il privato non è in grado di fornire. Adam Smith li identificava in tre categorie: Giustiza, Difesa e quelle opere pubbliche che i privati non hanno interesse a realizzare. Nel tempo lo Stato ha molto ingrandito il raggio d'azione dei suoi compiti. E i politici hanno alimentato la bestia statale, attribuendole funzioni improprie. Ma ritornando alla posizione di Friedman, il Belgio sembra rappresentare un esame di laboratorio perfettamente riuscito. Il Paese infatti avrà, nel 2011, un deficit sul pil del 3,3% che è addirittura in diminuzione dello 0,3% rispetto al 3,6% che era stato previsto. Insomma è riuscito senza governo a spendere di meno, mettendosi così in regola con i parametri europei. La politica ci ha convinto della sua ineluttabilità su una base discutibile. E cioè quella che spesso un'organizzazione terza (lo stato, il governo, la politica, le istituzioni) rispetto agli individui, faccia meglio in nome degli stessi. Un passo non scontato rispetto alla filosofia morale smithiana. La politica sa meglio dei suoi rappresentati cosa sia il bene del Paese. Conosce le soluzioni. Affronta le sfide per nome e per conto. La politica ogni tanto abdica a questa impostazione di principio. Per banalizzare, quando si richiede al cittadino una scelta diretta su un caso sentito ma tecnico (il nucleare per dirne una), la politica finge di chiedere un consiglio. Non richiesto. Ma la politica che pervade ogni attività umana resta un rischio, ben descritto da Friedrich von Hayek: «Quando il potere viene concentrato per essere impiegato al servizio di un singolo progetto, esso non viene soltanto trasformato, ma infinitamente accresciuto. Concentrando nelle mani di un singolo organismo il potere che veniva esercitato prima separatamente da molti, si crea un'enorme quantità di potere dalle dimensioni senza precedenti, dalle ramificazioni tanto estese da costituire quasi un genere di potere diverso» (La via della schiavitù, Liberi libri). Esattamente ciò che hanno fatto gli Stati moderni, con i loro apparati politici. A danno della libera organizzazione individuale. http://blog.ilgiornale.it/porro ???????????????? ??? ?? ??????? ?????? ??? ?? ?? ??????? ?????????? ?????? ???? ???? ??? ????? Anno 43, n. 9- Settembre 2011 DIRETTORE RESPONSABILE Marco Gatti REDAZIONE Luca Masali Domenico Megali (coordinamento) GRAFICA Silvio Assi (caposervizio), Barbara Pentrelli SEGRETERIA DI REDAZIONE Franca Iannici HANNO COLLABORATO R. Amaglio, A. Ananasso, M.Catullo, R. Cervelli, E. Colombo, F. R. Di Biagio, A. Ferretti, C. Forghieri, F. Iannici, P. Macrì, M. Molinari, G.C. Morelli, S. Passaquindici, N. Porro, B. Secciani, M. Severino, T. Tealdi, M.E. Virga, D. Zucca. REDAZIONE via G. Negri 4, 20123 Milano tel. 02 7218.717 - fax 02 7218.724 espansione@newspapermilano.it EDITORE Newspaper Milano s.r.l. via G. Negri, 4 - 20123 Milano direzione@newspapermilano.it STAMPA Mondadori Printing s.p.a., Verona DISTRIBUZIONE Press Di srl via Cassanese 224 - 20090 Segrate (MI) Concessionaria per la pubblicità M U L T I M E D I A Arcus Multimedia s.r.l. tel. 02 7218.1 - fax 02 7218.650 michele.gallo@arcusmultimedia.it Milano, Como, Roma Sped. in A.P.- 45% - art 2 comma 20/b legge 662/96 - Verona. 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ADS (Accertamenti Diffusione Stampa) certificato n° 6894 (Milano 21/12/2010) mensile distribuito con DIRETTORE RESPONSABILE Alessandro Sallusti Prezzo di copertina ? 1,00 Vendita abbinata obbligatoria a il Giornale il giorno venerdì 02/09/2011 a ? 1,20 (il Giornale ? 1,10 + Espansione ? 0,10) La tiratura di questo numero è di 200.000 copie ??? ?????? ????
?? SETTEMBRE 2011 delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità nazionale, per la mostra Stazione Futuro - Qui si rifà l'Italia. Altro progetto dalla storia travagliata, ma sembrerebbe con lieto fine, è quello della riconversione della centrale di Porto Tolle, nel delta del Po, da olio combustibile a carbone (3 gruppi per 1.980 MW complessivi). Qui, oltre a tecnologie di ultima generazione per il trattamento di fumi e polveri, doveva entrare in funzione la versione su scala industriale dell'impianto di cattura della C02, finanziato dall'Unione europea e in fase di sperimentazione pilota a Brindisi. Il progetto, grazie all'efficienza elevata, assicura basse emissioni di anidride carbonica e permette di abbinare al carbone fino al 10% di biomasse rese disponibili dal territorio. All'Enel, dopo sei anni dall'avvio dell'iter di autorizzazione, doveva essere sembrata ormai fatta. Il parere favorevole del ministero dell'Ambiente era arrivato nel 2009 e anche il ricorso al Tar del Lazio da parte di associazioni ambientaliste (Greenpeace, Italia Nostra e WWF) insieme a operatori turistici locali, era stato respinto nel 2010. Peccato che contro la sentenza del Tar i ricorrenti si fossero appellati al Consiglio di Stato che, lo scorso maggio, aveva dato loro ragione annullando il nullaosta del ministero. La decisione ovviamente non è affatto piaciuta a Enel, ma nemmeno ai lavoratori della centrale e dell'indotto né agli enti locali tanto che il governatore Luca Zaia si era impegnato per trovare una soluzione. Che difatti è arrivata, con l'impegno da parte della Regione di rivedere entro il prossimo autunno la norma oggetto dei ricorsi. Scontato il ritardo per l'avvio dei lavori, sul tavolo rimane l'investimento di 2,5 miliardi di euro previsti per la riconversione (più un altro miliardo per l'impianto di cattura e sequestro della C02), i bandi di gara già partiti per un valore di 1,8 miliardi, i 3 mila posti di lavoro stimati per i cinque anni della costruzione e i mille stabili a lavori conclusi. Più una serie di impegni che Enel si è assunINVESTIMENTI BLOCCATI E LAVORATORI A SPASSO Il pasticcio della centrale Enel di Porto Tolle dovrebbe trovare una conclusione proprio in questi mesi dopo che la Regione Veneto, governata da Luca Zaia, si è impegnata a rivedere la questione. Ma intanto le proteste continuano. ????????????????
?? SETTEMBRE 2011 ??????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????? ??????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ???? ????? ?????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ???????????? ????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????? ??????????????? ???????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ????????????? ????? ????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????? ?????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????? ?????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????? ?????????????? ??????????????????? ????????????????? COSTI, RICERCA E FUTURO ???????????????? ??????????????? ?? ti fossili, dobbiamo però evitare il carbone», dice Luca Carra, membro del Consiglio direttivo. «Che poi sia “pulito” mi sembra una mistificazione: ha emissioni di ossidi di zolfo e azoto superiori al gas e percentuali di metalli pesanti assenti nel metano. È quindi preferibile quest'ultimo, soprattutto dopo che la scoperta di quello non convenzionale ha aumentato il numero dei fornitori e abbassato i prezzi. Poi occorrono le rinnovabili, ma non senza averne prima valutato l'impatto sul territorio che, nel caso dell'eolico, può essere devastante. Da disincentivare anche le grandi centrali solari a terra a favore degli impianti integrati sugli edifici o, come abbiamo proposto, lungo le principali infrastrutture del Paese (rete ferroviaria e autostradale) che si sviluppano per migliaia di chilometri». Ma la carta più importante da giocare, secondo Italia Nostra, è quella del risparmio e dell'efficienza. «Occorre iniziare seriamente a immaginare modelli sociali e di sviluppo meno energivori: dall'abitare alla mobilità, dalla crescita della microgenerazione diffusa alla promozione di una cultura della sostenibilità». Infine, un punto fermo e inderogabile per Italia Nostra è la necessità di arrivare in tempi brevissimi a un Piano energetico nazionale, «basato sulla tutela dell'ambiente e del paesaggio, la cui mancanza è la maggior causa della speculazione, confusione e improvvisazione che domina l'attuale campo energetico». LA CULTURA DELLA SOSTENIBILITÀ NON PASSA DA QUI Il carbone pulito per molti è una mistificazione, in quanto produce ossidi di zolfo, azoto e metalli pesanti. Sopra, una immagine della centrale di Saline Joniche. L'area sta per essere recuperata con un impianto di cattura e stoccaggio di C02 dalla Foster Wheeler Italia, socia di SEI con Hera e gli svizzeri di REpower. ????????? ????????? ???????? ?? ???????? ???? ???????????? ???????? ?? ?????????? ?? ????????? ????????????????
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UNA SCOSSA ALLA CITTÀ ??????? ????? ???????? Pier Maran, Assessore Milano Dobbiamo far uscire l'auto elettrica dalla nicchia e renderla un'alternativa concreta ?? SETTEMBRE 2011 Paolo Berlusconi Il nostro evento è diventato un appuntamento fisso su temi che stanno a cuore ai cittadini ?????????????? ????????????????? ?????? ??? ????? ?? ???? ???????????? ?????????????????????????????????? ?? ???????? ??? ??????? ?? ????????????????????? ?????????????? ????????? Per il secondo anno consecutivo, lo scorso giugno Espansione ha organizzato il convegno “Una Scossa alla Città”, dedicato all'auto elettrica. Quest'anno abbiamo fatto le cose in grande, portando sotto il Duomo le automobili dei principali costruttori internazionali, quelle già in commercio e quelle che arriveranno nei prossimi mesi. Così abbiamo dato la possibilità a moltissime persone di pro-
?? ternazionale dell'energia, il 25% della produzione mondiale di energia con una produzione anno di 5.100 miliardi di metri cubi (oggi sono 1.800). Il ruolo prevalente spetterà sempre al gas convenzionale, ma cresceranno le quote di quello non convenzionale, fino a coprire il 40% dell'aumentata domanda, e le quote del gas naturale liquefatto. Tornando al 2010, gli incrementi maggiori sia di consumi sia di emissioni di gas serra, tanto per cambiare parlano cinese. Alle spalle della Cina troviamo, secondo i dati dell'annuale rapporto energetico della Bp, gli altri Paesi caratterizzati da crescita economica - nell'ordine Stati Uniti, Russia, Brasile - con aumenti quantitativi rilevanti. Per il gas da segnalare è anche la crescita registrata dagli Stati dell'ex Unione Sovietica. Se la Cina è al primo posto per i consumi di fonti fossili, è anche al primo posto dell'energia “green”: leadership che si è conquistata nel giro di pochi anni. È oggi il primo produttore di pannelli fotovoltaici, sta puntando sul solare a concentrazione e sviluppando centrali eoliche offshore. Ha pianificato per il 2015 di generare l'11,3% di energia con fonti non fossili. In seconda posizione gli Stati Uniti, dove però i prezzi in ribasso del gas legati alla crescita della produzione in casa di gas non convenzionale hanno penalizzato per il momento i progetti di sviluppo dell'eolico. A fotografare lo stato dell'arte delle rinnovabili nelle diverse economie mondiali è il rapporto trimestrale dedicato al comparto della Ernst&Young, che evidenzia come il disastro nucleare di Fukushima e le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e Africa del Nord abbiano spinto molti Paesi dello stesso Medio Oriente, ma anche il Giappone, ad aumentare gli incentivi per le fonti pulite. Le rinnovabili sono inoltre in crescita in India, Brasile e in molti Paesi in via di sviluppo, tra cui il Marocco. Stabile la situazione dell'Unione europea, da sempre il soggetto internazionale più virtuoso nel promuovere la progressiva uscita dalle fonti fossili. L'Italia, come indice generale relativo a tutte le fonti rinnovabili, è al quinto posto. E nell'energia eolica è al terzo posto, dietro a Germania e Spagna, con 5.797 MW di potenza installata. Secondo i dati forniti dall'Aper (l'Associazione che rappresenta oltre 460 produttori di energia rinnovabile), nel 2010 sono entrati in funzione 93 nuovi impianti eolici per complessivi 950 ?????????????????? ???????????????? ??????????????? ????????? ?? ??????????????? ?????????????????????? ?????? ?????????? ?????????????? ???????????????????????? ???????????? ???????? ?????? ??????????????? ????????? ?????????????????? ????? ???????? ???????????? ?????????????????? ?????????? ?? ??????????????????? ?? ?????????? ???????? ???????????? ?? ????? ???????? ?? ?????? ?? ?????????? ?? ????????? ??????????????????? ??????? ????????? ????????? ?? ???????? ????????????? ? ??????????? ? ?????????????? ????????? ??????????????? ??????? ??? ????????? ?? ?????????? ?? ??????? ? ???????? ??? ? ????????? ???????????????????? ?? ??????? ???? ???????????? ?????????? ?? ??? ?? ?????? ???? ???????????????????????? ??? ?????? ?????? ?????????????????????????????? ???? ??????????? ???????????? ????????? ?????????? ???????????????? ????? ???????????? ???????????????? ????? ?? ??? ?????????? ???????????????????? ??????????????? ??????????? ????????????????????????? ??? ??????????? ??? ?????? ?????????? ????????????? ??? ??? ????????????????????????? ?????????????? ?????????????????????????????????? ???????? ??? ??????????????????????? ????? ??????? ???????????????? ??? ???????? ????????? ???? ???????????????????????? ??????????????? ?????????????????? ???????? ????? ??????????????? ? ????? ????????????????? ???????? ????????? ???????? ???????? ???? ????????????????? ??????????????? ??????????? ? ??????????? ??????????? ???? ??????????????? ??? ??????? ????????? ???????????? ??? ???????????????????? ????????????? ??????????????? ?? ?????? ????????????????? ???????? ?????????? ????????????? ????????????? ????????? ?????????????? ???????? ?????? ??? ???????? ???????? ??? ????? ????????????? ????????? ?????? ??????? ??????????? ?? ????? ???????????????? ???????????????? ???????????? ? ?????? ????????????????? ???????????????? ?? ????????? ??? ??????? ????????? ?? ????????????? ??????? ??? ?? ? ??????????????? ????? ?????? ??? ?????? ??????? ?????????????? ????? ? ??????????????????????? ?? ??????? ??????? ???????? ?????????????? ?????????? ?? ???? ??????????? ??????? ??????????????? ?????? ???????????????????????????????? ? ????????????????? ?????????????????? ???? ? ?????????????????? ?????? ? ?????????????? ?? ??????? ????????????????????????????????? ?? ?????? ??????????????? ???????? ??????? ?? ???????????????????????? ?????????????????? ????????? ??? ???????????? ???????? SOLON MODULI INTEGRATI IN CATALOGO Wojciech Swietochowski, presidente e amministratore delegato di Solon.
RINNOVABILI: ORA O MAI PIÙ ??????????????????????? ?? ?????? ????? ?? ????????? ??????? ????? ????????? ??????????????????? ? ?????????????????? ????????? ????? ?????? ???????????????? ???????????????? ??

? SETTEMBRE 2011 ???????????????????? Dal dizionario Sabatini Colletti: “Precario: incer-to, aleatorio, malsicuro, soggetto a venir meno; in ambito lavorativo, provvisorio e privo di garanzie”. “Flessibile: elastico, capace di adattarsi alle diverse situazioni, duttile, che può essere piegato facilmente senza spezzarsi”. Insomma, “precario” è un termine fortemente negativo. Al contrario, l'aggettivo “flessibile” viene generalmente vissuto come positivo. Dal punto di vista della percezione lessicale almeno è così; anche se, quando si parla di lavoro, entrambi fanno riferimento alla stessa (spesso dura) realtà.Nel mio editoriale del giugno scorso “Una generazione fuori dalla porta” lo avevo promesso: manterremo un'attenzione forte al problema, che in Italia è particolarmente drammatico. E quindi dedichiamo la copertina di questo primo numero dopo l'estate all'Italia precaria, con due ampi servizi: il primo - scritto da un giovane giornalista precario - sui giovani (ma non solo loro) di fronte alla ricerca di un impiego in questa Italia di oggi; il secondo su una legge pensata per favorire il rientro dei cervelli in ambito scientifico e universitario, che in dieci anni ha prodotto appena 70 rimpatri (contro gli oltre 400 della Spagna). Per il Paese la questione lavoro significa produttività, sviluppo, sicurezza (e mobilità) sociale, crescita. In ultima analisi, futuro tout court. È una questione da affrontare in fretta con una profonda riforma dei contratti che vada a vantaggio sia delle imprese sia di chi oggi il lavoro non ce l'ha; o, se ce l'ha precario, è senza prospettive. Una riforma che, insieme alla necessaria flessibilità, faccia della mobilità il suo cardine. Mobilità vera significa facilità di uscita dal lavoro ma anche di entrata, accompagnata da reale crescita professionale per i migliori. Vado avanti con un'altra citazione, stavolta da Wikipedia: “Con il termine precariato si intende l'insieme dei soggetti che vivono una condizione lavorativa che rileva, contemporaneamente, due fattori di insicurezza: 1) mancanza di continuità del rapporto di lavoro e certezza sul futuro; 2) mancanza di un reddito adeguato su cui poter contare per pianificare la propria vita presente e futura”. LAVORO: SERVE SUBITO UNA RIFORMA CORAGGIOSA ??? ???????????? ???? ???????????????? ??? ?????? ??? ????? ???? È qui che vogliamo arrivare (in parte già ci siamo), dando a milioni di persone una prospettiva di vita fatta da una sequela di impieghi poco remunerati, scarsamente professionalizzanti e spesso senza nesso con le competenze, i talenti e le aspirazioni del lavoratore, magari sotto il cappello della libera professione? D'altronde basta farsi raccontare da un amico precario, obbligato a detenere una partita IVA, cosa succede quando va in banca per chiedere un prestito o un mutuo: proprio niente succede, visto che la sua “professione” non dà alcuna garanzia di solvibilità. E la flessibilità vera invece cos'è? La disponibilità - con adeguate garanzie - a lavorare magari più di 8 ore in certi giorni e in altri meno, a volte il sabato e nei festivi, a cambiare mansione, a trasferte anche di lunga durata. E a non fare un dramma se quel particolare lavoro non serve più, perché sappiamo che nel giro di pochissimo la nostra professionalità troverà una nuova collocazione fuori o dentro l'azienda. Una flessibilità così, da parte delle imprese e dei lavoratori, sarebbe un mezzo potente per incrementare l'occupazione, visto che la rigidità del sistema crea spesso alti tassi di disoccupazione. E potrebbe incentivare il lavoratore a migliorarsi di continuo fino a voler diventare in qualche caso imprenditore di sé stesso per davvero. La mobilità (e non il precariato) consente al lavoratore di investire su una professione e comunque costruire una propria carriera pur spostandosi da un settore all'altro sia all'interno di uno stesso ente sia da azienda a azienda, accrescendo il proprio valore professionale. In più, una persona che accetta di occupare una mansione alla quale è più adatta può liberare il vecchio posto per altri in attesa di impiego, aumentando nel contempo la produttività dell'azienda. L'Italia non è gli Stati Uniti, dove a un mercato del lavoro flessibile si accompagna dal dopoguerra una facilità a trovare un nuovo impiego in tempi rapidi per tutte le fasce di età che compongono la forza-lavoro. Ma una profonda e coraggiosa riforma delle forme contrattuali e delle relative garanzie per avvicinare i due modelli va fatto, da subito. gatti@newspapermilano.it
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?? SETTEMBRE 2011 Cristiano Paolini, Arval Il ruolo del noleggiatore è importantissimo per la gestione delle flotte elettriche Carlo Leoni, Peugeot L'auto elettrica non è “la” soluzione ma è “una” soluzione ai problemi ambientali Giuseppe G. Alesci, Nissan La nostra Leaf, auto dell'anno, nasce elettrica: non è la conversione di un'auto esistente Cristina Caniato, Mitsubishi L'auto elettrica è vera, concreta e la si capisce solo provandola. È un piacere di guida unico Bernardo Martano, Veteg I nostri furgoni a batteria sono riusciti ad arrampicarsi dove quelli a benzina faticavano progetto del maxi tunnel di Milano, la galleria sotterranea voluta dall'ex sindaco Moratti per collegare l'aeroporto di Linate con l'autostrada dei Laghi in vista dell'Expo 2015. Berlusconi ha precisato: «Io abito da un'altra parte e non lo userò mai. E né io né la famiglia Berlusconi abbiamo interessi economici nel tunnel». La risposta di Maran non si è fatta attendere: già nel pomeriggio con un comunicato l'assessore rispondeva che non ci pensava nemmeno, in quanto «il tunnel costerebbe dieci euro di pedaggio e non è un servizio di massa» e che la giunta Pisapia preferisce investire i soldi nel trasporto pubblico. Un confronto garbato, in ogni caso, lontano dai toni urlati della politica di questi tempi. Il perché ce lo spiega Pierluigi Bonora, caporedattore del Giornale ed editorialista di Espansione che ha animato la tavola rotonda dei costruttori: «L'auto elettrica in questo momento è tra i pochi temi che mettono d'accordo centrodestra e centrosinistra», commenta Bonora, che esorta: «Il decollo della mobilità a emissioni zero è però legato all'iter del testo unico bipartisan sul modo di incentivarne l'acquisto, annunciato per dopo l'estate. Le lobby dell'auto si diano subito da fare e comunichino all'opinione pubblica, step by step, i risultati delle pressioni». CHI INVESTE (QUASI TUTTI) E CHI NO A parole, destra e sinistra sono tutti amici della batteria, ma nei fatti le risorse chi le mette? Oggi due italiani su tre sono sedotti dall'auto elettrica, come si vede dalla ricerca esclusiva Espansione-Interactive su un campione di mille persone, e uno su dieci sarebbe già pronto a sostituire la macchina vecchia con una elettrica. Ma mancano infrastrutture, a cominciare dalle colonnine di ricarica, e soprattutto gli incentivi all'acquisto. «Non c'è dubbio che gli italiani sono pronti a dire addio per sempre alla benzina», dice Marco Gatti, direttore di Espansione. «Come si può vedere dall'approfondita indagine pubblicata sul nostro sito, negli automobilisti la voglia di cambiare c'è, ed è forte. Ma l'Italia è uno dei pochi Paesi sviluppati che in questo settore non ha ancora un piano di incentivi in I COSTRUTTORI La tavola rotonda dei costruttori. Tutti concordano sul fatto che l'auto elettrica ormai è una realtà concreta, ma perché possa decollare anche nel nostro Paese c'è bisogno di una politica di incentivi e di infrastrutture. ??????????????
?? SETTEMBRE 2011 Cosa pensano gli italiani del pronto soccorso? In esclusiva per Espansione, l'istituto di ricerca Reputa-tion Manager (www.reputazioneonline.it) ha setacciato il Web, studiando 1.270 pagine provenienti da 129 domini per scoprire cosa si dice del pronto soccorso. I tre canali principali di diffusione e condivisione di contenuti sui pronto soccorso sono i siti di notizie, i forum e i video online. La più alta concentrazione di opinioni negative si rileva in forum e blog, quindi principalmente nelle conversazioni tra gli utenti. In generale, la grande maggioranza degli italiani (oltre due terzi, quasi il 69%) parlano male del pronto soccorso, ma difficilmente si tratta di veri danni o di malasanità: «Le lesività non costituiscono il picco emotivo più alto», per dirla in termini tecnici, mentre «si rileva una diffusa insoddisfazione». Anche i siti di informazione non danno una visione positiva della medicina d'urgenza, e questo è vero a destra e a sinistra, da Nord a Sud: i primi tre domini da cui esce una visione negativa del pronto soccorso sono Repubblica.it edizione di Napoli, il Ilgiornale.it e la Lagazzettadelmezzogiorno.it. ??????????????? LA RETE LO VEDE COSÌ ???????????????????????????? ??????? ?????????????????????????? ?????????????? ? ????? ??????????? ???????????????? ???????????? ?? ??????????????????????????? ???????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????? ??????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ????? ???????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????? ALLARME COSTI ?????????? ??????? ?????? ?? LA RICERCA COMPLETA È SU WWW.ESPANSIONEONLINE.IT/?P=4649? ???? ?????? ?? ??????? ??? Pagine web analizzate: 1.270 Positivo 18,57% 68,57% 12,86% Negativo Neutrale ??? ??????? ??????? ?????? ???? ??????? ??? ?????? Personale 0,97 Servizi 0,58 Tempi di attesa -1,63 Strutture -0,59 Prezzi -2,14 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 -1,00 -2,00 -3,00 -4,00 -5,00 Personale Servizi Strutture Tempi di attesa Prezzi AREA POSITIVA AREA NEGATIVA A uscirne bene è solo il personale, medici e infermieri, valutati positivamente per competenza, efficienza e umanità. Li riteniamo in grado di erogare servizi di buon livello, visite specialistiche e analisi. Bocciati invece i ticket e tempi di attesa, specie in Abruzzo (ben 451 minuti l'attesa media).
SETTEMBRE 2011 ?? getto sperimentale che ha coinvolto tre classi (due terze e una quarta) di una scuola primaria dell'IC Baccio da Montelupo Fiorentino, in provincia di Firenze. Nel corso dell'anno scolastico gli studenti hanno utilizzato lavagne multimediali, banchi interattivi e netbook, uno per ogni studente, realizzati dalla canadese Smart Technologies. L'esperimento ha dato risultati molto interessanti: «I ragazzi hanno sviluppato una buona capacità di interazione sia con i mezzi tecnologici sia nei lavori di squadra, velocizzando i tempi di apprendimento», dice la preside Gloria Bernardi. SINDROME GIAPPONESE Dello stesso avviso è anche la preside della Scuola Media Beltrami di Milano, Marzia Zanolari, che parla di risultati molto positivi dal punto di vista didattico: «Abbiamo constatato che negli ultimi dieci anni sono cambiate le strutture intellettive degli studenti. I bambini di 4 o 5 anni hanno già acquisito molte competenze, rendendo più veloce il processo di apprendimento, soprattutto per quanto riguarda la storia e le lingue straniere». Anche i bambini affetti da dislessia, la difficoltà a leggere velocemente e correttamente ad alta voce, hanno mostrato un notevole miglioramento grazie all'aiuto della tecnologia. Ma c'è il rovescio della medaglia: alcuni insegnanti hanno rilevato difficoltà nell'area logica di apprendimento, in particolare nella risoluzione dei problemi di aritmetica, perché i ragazzi sono abituati a cercare le soluzioni velocemente senza elaborare un percorso logico. Cambiano i tempi e i mezzi di comunicazione, ma resta fondamentale la presenza dell'insegnante, che deve gestire le lezioni utilizzando i mezzi tecnologici che ha a disposizione ma anche garantire i necessari equilibri. Per Maria Rita Parsi, psicologa e psicoterapeuta, «l'approccio corretto al mondo informatico dei nativi digitali deve essere affidato a insegnanti preparati adeguatamente e con competenze specifiche. È molto importante che i genitori non lascino da soli i bambini di fronte alla tecnologia: l'uso scorretto e prolungato dei computer porta a isolamento e solitudine fino ad arrivare a uno squilibrio dei ritmi sonno-veglia. Sono stati rilevati numerosi casi in Giappone di ragazzi affetti dalla sindrome di hikikomori, che in giapponese significa ritiro e che porta all'isolamento dalla società e dalla famiglia». Ma la scuola italiana è pronta alla rivoluzione digitale? «L'Italia è allineata a Francia e Germania», dice Fabrizio Colombo, area manager per l'Italia di Smart Technologies: «Solo negli ultimi due, tre anni c'è stato un grosso impulso nell'adozione di prodotti tecnologici. Visti gli incoraggianti risultati, ne consigliamo l'utilizzo a partire dalle scuole primarie». Noi dal ministero dell'Istruzione vorremmo vedere investimenti significativi, ma su tutte le esigenze scolastiche, però: vorremmo evitare insomma il paradosso di avere lavagne interattive e dover portare la carta igienica da casa. ?????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ?????? ????????????? ???? ???? ????????????? ???? ??????????? ?? ???? ??????????? ??? ??????? ?? ???? ???????? ??? ?????? ???????? ?????? ??? ????? ???????? ?? ??? ?????? ?? ??? ???? ????????????? ?????? ?????? ???????????? ???? ???? ??? ?????????? ???????? ???? ?????? ?? ???????? ??? ?????? ?? ??? ??????????? ?????????? ???? ??? ???????? ???????????? ??????? ?? ?????????????????????????? ???????????????????????????????? ??????????????????????????????? ?????????????????????????????? ?????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??????????????????????????????? ???????????????????????????? IL LIBRO ???????? ???????????????????? ??? ?? ??????? ?? ? ? ?? ???? ???? ??? ?? ???? ??????????? ??? ?????? ?????????? ??????? ??? ???? ??????? ?? ??

TRADIZIONE E MODERNITÀ ???? ??????? ?????????????????????????? ???? ????? ?? ???????? ?? ????????? ??? ????????????? ?????????????????????? ??? ??????? ???????? ????? Riparte così come era termina-ta, ovvero sotto il segno dello straordinario viaggio attraverso opere, musiche e culture di differenti Paesi, la stagione 2011/2012 dell'Opéra de Nice. Un percorso partito da lontano quello del teatro nizzardo che da anni contribuisce all'incremento della cultura musicale in Costa Azzurra grazie a un perfetto equilibrio tra continuità di scelte e rinnovamento dei repertori, cercando di accontentare al meglio le richieste del pubblico che, per quanto riguarda Nizza e il suo teatro, è davvero internazionale. Una nuova e poliedrica stagione lirica e sinfonica, quella offerta dall'Opéra firmata dal maestro Philippe Auguin, direttore musicale dell'orchestra Filarmonica di Nizza e nome d'eccellenza nel panorama lirico internazionale che comincerà proprio in questo mese proponendo un calendario con 8 titoli dove si fondono alla perfezione tradizione e modernità e un perfetto equilibrio tra l'opera francese, italiana e tedesca. Il debutto della stagione, al Teatro dell'Opera, situato sulla Promenade des Anglais, spetterà alla Dannazione di Faust di Hector Berlioz, compositore francese che soggiornò a Nizza. L'opera, in calendario venerdì 16 e domenica 18 settembre, sarà presentata in una versione concerto con una mise en espace affidata a Yves Coudray sotto la direzione musicale di Philippe Auguin. Nel prossimo mese, venerdì 7, domenica 9 e martedì 11 ottobre, sarà in cartellone il dittico Le Chateau de Barbe-Bleue, unica opera lirica del compositore e pianista ungherese Bela Bartok con l'interpretazione di Francis Poulenc, uno spettacolo proposto in chiave moderna da René Koering. Non poteva mancare un importante tributo all'opera italiana, omaggio ai numerosi appassionati italiani che si recano al Teatro nizzardo. Quattro i titoli in programma: la Norma di Vincenzo Bellini, sul palcoscenico sabato 10 e giovedì 15 dicembre; Il Trovatore di Giuseppe Verdi, tra le opere più amate dal pubblico, rappresentata giovedì 16, domenica 19, martedì 21 e giovedì 23 febbraio 2012; la Bohème di Giacomo Puccini con una produzione del Festival di Torre del Lago in calendario domenica 11, martedì 13, giovedì 15 e sabato 17 marzo. E non poteva mancare Mozart, con Il Ratto del Serraglio diretto da Philippe Auguin che aprirà il 2012, mentre a chiudere la stagione sarà Il Tigrane di Alessandro Scarlatti, affidato all'Ensemble Baroque de Nice. Anche per i concerti si preannuncia una stagione sinfonica di grande livello per la qualità dei programmi e dei solisti invitati: Hollywwod in Nice all'Acropolis di Nizza propone uno straordinario mix delle più belle pagine musicali hollywoodiane: da Casablanca a Harry Potter fino al Ritorno al Futuro e al Signore degli Anelli. Non sarà da meno anche stagione del Balletto Nice Méditerranée diretto dall'ex-ballerino Etoile dell'Opera di Parigi Eric-Vu-An, tra i cui titoli spicca, dal 24 al 31 dicembre, la magia di Coppelia. IN PLATEA OLTRE CONFINE Philippe Auguin, direttore musicale dell'orchestra Filarmonica di Nizza. Ha curato il ricco e prestigioso programma della stagione 2011/2012 dell'Opéra de Nice. S TA G I O N E 2O11/2012 +33 4 92 17 40 79 www.opera-nice.org OPERA NICE COTE D'AZUR LA DAMNATION DE FAUST BERLIOZ WAGNER CONCERTO LIRICO LA VOIX HUMAINE POULENC & LE CHATEAU DE BARBE-BLEUE BARTOK NORMA BELLINI versione concerto DIE ENTFURUNG AUS DEM SERAIL MOZART IL TROVATORE VERDI LA BOHEME PUCCINI TRISTAN UND ISOLDE WAGNER IL TIGRANE SCARLATTI ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ?? ??? ?? ?? ?? ?? ?? ??? ?? ?? ?? ??

?? ?????????????????????? SOTTO IL SEGNO DI NIJOLE ??????????? ??????? ????? ??????????? ?? ??????????? ???????????? ????? ???? ? ??? Lusso e Costa Azzurra, un ab-binamento davvero perfet-to grazie a location esclusive e a ospiti provenienti da ogni parte del Pianeta. Nijole, marchio internazionale della pellicceria e della pelletteria di altissima qualità, con boutiques a Vilnius, Mosca, Kiev e Milano, unisce tagli rigorosi di gusto classico a forme innovative e dinamiche, ha scelto il mese d'agosto per presentare il meglio delle sue collezioni Autunno/Inverno 2011/2012 in due località simbolo della Costa Azzurra: l'Hotel de Paris di Monte-Carlo e il Majestic Barrière di Cannes, oltre a uno show-room italianissimo presso il Grand Hotel Imperiale a Forte dei Marmi. Le numerose signore presenti nelle località francesi, tra le altre l'attrice americana Uma Thurman, avranno potuto sicuramente ammirare una collezione di pellicce da sogno contraddistinte da un look “luxury-chic” elegante e mai ostentato, e da una manifattura di qualità straordinariamente elevata che trova nei chinchillà naturali, negli zibellini leggeri come piumini, nei visoni miscelati sapientemente al pizzo e nelle volpi il massimo nel campo della lavorazione e nella morbidezza avvolgente che solo un capo firmato Nijole può offrire. Da questo mese tutte le collezioni Nijole sono a disposizione della clientela nella boutique milanese su tre livelli situata nel core del famoso quadrilatero della moda, in via Manzoni 45, dove uno staff internazionale vi attende per visionare i capispalla di pelliccia più glamour, quelli in pelle pregiatissima e una grintosa collezione uomo, oltre a borse in struzzo e coccodrillo e una elegante ma pratica collezione per i più piccoli. Tra i capi più trend per il prossimo inverno, sicuramente il lusso di un cappotto, un giacchino o un gilet di zibellino, chinchillà o visone foderato in cachemire di qualità superiore totalmente reversibile per un caldo contatto con la pelliccia all'interno, reso ancora più esclusivo dai colori protagonisti nel cachemire che vanno dal blue iris all'avorio, fino allo zaffiro. Nijole propone anche una collezione di pelletteria: superlativi i trench e i blazer in coccodrillo con lavorazione naturale. Estremamente morbido al tatto, nel classico colore nero e grigio, men????????????????????????????? tre per la donna che vuole osare di più un rosso dal piglio protagonista e una serie di capi in edizione limitata in bianco e blu. Esclusivi, raffinati e moderni anche i tappeti lavorati come preziosi arazzi e i cuscini nelle gradazioni naturali o coloratissime, pezzi unici della collezione Casa di ispirazione Art-Deco completano il mondo prezioso e di superlativa qualità di Nijole. PEZZI UNICI DA INDOSSARE Con boutique a Mosca, Vilnius, Kiev e Milano, in via Manzoni 45, Nijole è uno dei nuovi marchi che contano.
? SETTEMBRE 2011 spiega l'ex butler della regina inglese, «mai rifare subito il letto la mattina, appena il signore o la signora si svegliano: prima bisogna arieggiare la camera. Se si lavora per un mister, bisogna lasciargli sempre la scelta di tre cravatte e la camicia stirata di fresco e non abbottonata. E anche qualsiasi indumento per la lady deve essere stirato 20 minuti prima. Infine bisogna essere perfezionisti e mai accontentarsi di un colletto di una camicia o di una giacca non perfettamente stirata», aggiunge. Una raccomandazione ai giovani maggiordomi ma anche alle americane in genere: il suo ferro da stiro a vapore preferito è un Rowenta Pro Master DW-8080 che costa appena 100 dollari. Ma il filo della corrente deve scendere dall'alto e come asse da stiro una vera e propria tavola ricoperta di teflon. Infine per tutti gli studenti c'è un libro da imparare a memoria, «The Butler's guide to clothes care, managing the table, running home e other graces», ossia la bibbia del perfetto butler scritto nel 1981 dal suo maestro, Stanley Ager, l'ex maggiordomo personale della regina Elisabetta. Quando si dice che la classe non è acqua. ??? ??????? ?? ????????????????? Un vero signore lo si giudicava dal suo maggiordomo diceva Lord Brummel, tra i primi dandy della storia. E Christopher Ely, il più famoso butler (maggiordomo) americano, in questo campo è una vera autorità. Per venti anni ha lavorato alle dipendenze della famiglia reale inglese a Buckingham Palace e al Castello di Windsor, e anche per la principessa Diana. Ritornato a New York nel 1984, dopo aver prestato i suoi servizi ad alcuni miliardari di Wall Street, nel '97 è approdato alla corte dell'aristocratica Brooke Astor, una delle donne più raffinate e ricche degli Usa. Nel giro di due anni però il figlio di lady Astor, Anthony D. Marshall, approfittando della senilità della madre le sottrasse 100 milioni di dollari. Ed Ely, vero gentleman e butler di stile e classe, fu allontanato perché rifiutò la complicità nel raggirare l'anziana che soffriva di Alzheimer. Stanco di vedere questi nuovi ricchi di Wall Street circondati di maggiordomi mediocri e con scarsa professionalità, Ely ha aperto la prima scuola americana per butler professionisti presso il French Culinary Institute a Manhattan. Un vero successo di critica e di iscrizioni con il master che si divide in tre corsi distinti e diversi, ognuno della durata di 25-30 ore di insegnamento. Ogni corso costa 1.900 dollari, per un totale di 5.700 dollari per avere il diploma. ??? ?????????? ?? ???????? Ma poi il lavoro è garantito. «Le richieste per un maggiordomo dallo spiccato english style forgiato dalla scuola di mister Ely superano le domande», spiega Keith Greenhouse, presidente della Pavilon Agency. «Nei primi 5 mesi del 2011 abbiamo ricevuto 500 richieste di butler professionisti, ma possiamo soddisfare appena 300 clienti e speriamo che la scuola di Ely possa creare nuove leve». L'ex maggiordomo di lady Diana e della regina Elisabetta ha così diviso il suo master: un corso sui «fondamentali culinari»; un altro sulla essenzialità «per l'organizzazione e pulizia della casa» (di solito si lavora in ville magnifiche e sterminate o pentahouse a Manhattan di più piani); il terzo seminario si occupa dell'abbigliamento e del vestire più in generale sia del mister che della miss da servire. «Ho dovuto aprire questa scuola perché sono stanco di vedere e sentire che a New York maggiordomi e personale di servizio hanno poca professionalità», spiega mister Ely, vestito sempre in modo impeccabile. Il motto della sua scuola è efficienza, decoro e discrezione, tre requisiti basilari da sempre richiesti a un vero butler. «Bisogna essere invisibili, ma fino a un certo punto ovviamente», spiega Ely. «Tre sono le piccole regole da osservare sempre», UN POSTO QUASI SICURO Qui sopra, Christopher Ely : dopo anni trascorsi alla corte inglese, ed essere stato butler di magnati e aristocratici di Manhattan, ha aperto una scuola per diventare maggiordomo. Il costo del corso completo è di 5.700 dollari, ma poi il lavoro è garantito.
?????????? ????????????? ??????? Nei Paesi emergenti circa 90-100 milioni di persone all'anno entrano a fare parte della classe media: 170 persone al minuto. Non solo. Il colosso cinese e in gran parte anche il Brasile stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dall'export e allo stesso tempo di fare crescere al massimo i consumi interni. Altri Paesi, come la Russia, questa strada l'hanno già imboccata da anni. In pratica la vera scommessa dei prossimi anni sarà proprio la crescita dei consumi interni negli emerging market, tanto è vero che ormai si parla apertamente di una nuova classe sociale che si sta creando sul pianeta: gli emerging consumer. Spesso persone che hanno lasciato realtà agricole all'interno dei principali Paesi in forte sviluppo e che oggi sono andati a cercare fortuna nelle grandi città cinesi, indiane o brasiliane. Si tratta perlopiù di famiglie che spendono una parte di ciò che guadagnano in beni di consumo talvolta di buona qualità e di alto standing. Secondo alcune previsioni, nella sola Asia (Giappone escluso) il numero di persone che avrà un reddito di almeno 3 mila dollari annui passerà dagli attuali 570 milioni di persone a 945 entro il 2015: quasi il raddoppio in tempi brevissimi. Nella sola Cina a raggiungere questo livello sarà il 44% della popolazione entro il 2014. Attualmente il mercato asiatico dei consumi ha una dimensione che corrisponde approssimativamente al 40% del mercato dei consumi Usa, il secondo più grande al mondo e si sta portando velocemente a ridosso del primo. Secondo alcuni analisti, il credito al consumo giocherà un ruolo chiave nella crescita della spesa per i consumi nei Paesi emergenti, con una forte ascesa del segmento dei mutui e di quello delle carte di credito. Sul piano degli investimenti a questo punto sta cambiando molto: se fino a qualche anno fa per cogliere la grande espansione dei mercati emergenti si puntava soprattutto sulle grandi imprese industriali focalizzate sull'export e sulla realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, oggi è molto più interessante posizionarsi su grandi catene commerciali, produttori di cibo e bevande di qualità, elettronica di consumo, credito al consumo, grandi marchi e tutto quanto può essere di interesse alla nascente classe media emergente. Ovviamente per un risparmiatore medio acquistare titoli legati agli emerging consumer individualmente è molto complesso e richiede competenze che sono riservate solamente agli specialisti. Ma non mancano i fondi comuni che puntano proprio su questo settore. Fra ?? SETTEMBRE 2011 ??? ????? ??????? questi sono interessanti Asia Consumer Demand A Acc. Hedged in euro, che ha ottenuto nel corso dell'ultimo anno oltre il 27% di rendimento, e Asian Consumption P Acc. della svizzera Ubs, che ha ottenuto l'11% negli ultimi 12 mesi, ma ben il 75% a tre anni. Per quanto riguarda gli Etf c'è un solo prodotto specializzato: il Lyxor Etf Msci Ac Asia Ex Japan Consumer Staples TR C, che è stato quotato sul mercato Etfplus di Borsa italiana solamente il 14 aprile di quest'anno e non ha quindi significative performance da esaminare. Comunque, quotato a 100 in quella data verso la metà di luglio viaggiava su una quotazione intorno a 110, con una crescita del 10% circa in tre mesi. La partenza è sicuramente ottima. ORA POSSO COMPRARE QUEL TELEVISORE È stata denominata emerging consumer la nuova classe sociale che in modo trasversale tra attraversando Paesi come Cina e Brasile ma che contagia tutta l'Asia. È composta da famiglie che per la prima volta in vita loro destinano parte delle loro entrate all'acquisto di beni di consumo. ANCHE ONLINE WWW.ESPANSIONEONLINE.IT/CATEGORY/BLOG/ALTO-RISCHIO? ????????????
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M en sil e di str ib uit o in ab bi na m en to g ra tu ito o bb lig at or io co n di ve ne rd ì 2 /9 /2 01 1. P os te It ali an e sp a S pe d. in A .P. D .L . 3 53 /0 3 ar t 1 , c om m a 1 , D CB V e ro n a COVER STORY ??? ???????? ? ???????? ?????? ?? ???????? ??? ?? ?????????? ?? ???????????????? ????? ??????? ?????????? ????? ???? ??????????????????? ?????????????????????? ???????? ????????? ?? ?????????????? ??? ???????????????? ??? ?????????? ??????????? ????? ??????????????? ?????? ?????????? ???? ????? ?????? ????????? RECARIA ITALIA L'ESSENZA DELLE COSE MENSILE ANNO 43 N.9 SETTEMBRE 2011
SETTEMBRE 2011 ?? un'architettura wireless a banda larga in grado di coprire distanze anche di qualche chilometro, sfruttando gli impianti tv esistenti per connettere anche località isolate e senza costi di collegamento o cablaggio a carico delle famiglie. Dieci anni sembrano pochi ma per l'evoluzione dell'informatica sono un'era geologica. Alcune tecnologie che sembravano avveniristiche all'inizio del nuovo millennio sono state sostituite da sistemi molto più potenti. Le vecchie infrastrutture in rame hanno iniziato a essere soppiantate da nuove reti in fibra ottica. Il risultato è una maggiore semplificazione della gestione e un aumento delle opportunità di integrazione di servizi diversi di voce e video. E dove non è agevole o economico stendere la fibra ottica, un accesso alla banda larga è diventato comunque possibile con la tecnologia senza fili WiMax. Gli obiettivi di Internet@Scuola sono stati integrati in una gamma di progetti nell'obiettivo scuola del piano e-government 2012 lanciato dal ministro Brunetta nel 2008, con l'obiettivo di rendere più efficiente e trasparente la pubblica amministrazione, migliorare la qualità dei servizi a cittadini e imprese e diminuirne i costi per la collettività. Fra questi, “Internet in aula”, che dovrebbe toccare 40 mila sedi per un totale di 175 mila classi, con un costo medio per aula di circa 2-300 euro. Oggi praticamente tutte le scuole italiane sono collegate a internet, ma molti dei collegamenti esistenti sono a fini amministrativi e non adatti a una didattica digitale. L'obiettivo intermedio di fornire collegamento internet al 40% delle istituzioni scolastiche principali entro la fine del 2008 è stato raggiunto. Ed è nell'ambito di questo progetto che si è inserita l'iniziativa Scuole in WiFi, cui ha aderito circa il 16% delle istituzioni. Fra queste la priorità nella consegna degli access point è stata attribuita a quelle che hanno aderito al progetto Scuola Mia, un sito - inserito nel più ampio portale Linea Amica per la Pa - pensato per permettere una comunicazione più rapida scuola-famiglia. Per esempio, avere informazioni sulla vita scolastica dei figli, prenotare colloqui con i docenti, ottenere certificati in formato elettronico. ??? ????? ????? ??? ???????? ??????? ????? ??? DUE MINISTRI SENZA FILI Il progetto Scuole in WiFi, sostenuto dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, è stato promosso in collaborazione con il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. guidato da Mariastella Gelmini. ?????????? ?? ??????????????????? ???????? ??? ????? ????????? ?????? ??? ??????????????? ?????????????????????????????? ???? ?????? ? ????? ?????????? ??? ????????? ???????????? ?? ?????? ?????????????????????????????? ??? ??????? ??????? ?????? ???? ??? ???? ???????? ?????? ??? ???????????????????????????? ???????? ??????? ????????????? ????? ?? ??? ????? ??????????? ?? ?????????????? ??????????????????? ?????? ????????? ???????????? ???? ??? ???????????????????????? ????????? ?? ??????? ???????? ????? ???????????????????? ?????? ??? ????????????????????????? ????????????????????? ?? ?????????? ??????????????????? ????????????? ???? ???????? ?????????? ?????????? ?? ????????? ??? ??? ???????? ??????? ?? ?????????????????????????? ?? ?????????? ?????????? ?? ???????????? ?? ????? ???????? ??????? ???????????? ??? ??????????? ????????? ????????? ???????? ??????????????? ?????????????? ????????????? ????????????????????????????? ?????????? ?? ????? ????? ??????? ??? ?????????????????????????????? ? ???? ?????????????????? ??? ???? ??????????????????????????????????????? ??? ?????? ????????? ?????????????????????????????? ?? ??? ??????? ??????????????? ??? ??????????? ?? ?? ???????????????????????? ????????????????? ?????????????????????????????????? ????????? ??????????????? ?????????????????? ??????????????????? ? ???????? ? ???????????? ????? ? ?? ??????? ??????????????? ? ? ??????? ??????????????? ????? ?????????? ??? ??? ?????? ?? ?? ??????????? ??????????? ???? ?????????????????? ???? ????????????????????? ????????? ??? ?????? ?? ??????????? ???? ??????? ??????? ?? ?????????? ????????????? ???? ????? ???????????????? ?????????????? ?????? ???????????????? ???????? ??????????????? ??????????????????????? ???????????????????? ?????????????? ? ???????? ???? ???????????? ???? ?????? ???? ????????????????????????? ???? ?? ??????? ???????????????????????? ???????????????????????? ???????? ?????? ???????????? ??????????????????????????????????? ????? ??????????????????????????????????? ????????????? ???????? ?????? ?????????????????????????? ?? ?????????? ??????????? ? ?? ???? ????????????????? ???? ??????????? ?????? ?? ??????? ??????? MA SE POI A CASA MANCA LA RETE? ??????????????? ??????? ????????
?? SETTEMBRE 2011 Francesco C. Dezza, Politecnico Grazie alle sue batterie, l'auto elettrica può essere un aiuto per la rete, non solo un carico Federico Cheli, Politecnico Per l'efficienza energetica nei trasporti occorrono sinergie tra imprese e università Barbara Covili, Clickutility In tutto il mondo sviluppato, eccetto che in Italia, l'auto elettrica viene incentivata Carlo Drago, Ibm In Danimarca, il nostro progetto Edison garantisce energia rinnovabile alle auto elettriche Giovanni De Nicola, Provincia Mi Nelle case cantoniere potremo lasciare l'auto a benzina e prendere un veicolo a batteria vare all'auto a emissioni zero». Ma anche senza aspettare il prossimo decennio, le auto elettriche ci sono già; macchine vere, con prestazioni e autonomia assolutamente adeguate all'uso urbano ed extraurbano entro un raggio di una sessantina di chilometri. I tanti milanesi che le hanno provate in piazza Duomo le hanno trovate comode proprio come le loro sorelle a scoppio, ma molto più piacevoli: più dolci nella guida, più pronte all'accelerazione, più silenziose... e chi ha provato il piccolo bolide della mini E ha scoperto che l'auto elettrica può regalare sensazioni forti in accelerazione, potenza e anche velocità pura, anche se naturalmente i 200 all'ora non si potevano toccare nel circuito cittadino nel centro di Milano. «Le auto ci sono, gli automobilisti le vogliono, ma la politica non c'è», sintetizza il direttore Marco Gatti. «Eppure si potrebbero fare anche incentivi a costo zero: molto bene il progetto della Provincia, che - come ci ha raccontato l'assessore De Nicola - prevede di usare le case cantoniere come punti di interscambio dove lasciare l'auto a benzina e prendere una macchina, una moto, una bici elettrica per entrare nei centri storici delle città. Ma non basta, è necessario che governo ed enti locali facciano molto di più». Tutti gli atti del convegno, le ricerche, le foto e i filmati sono scaricabili dal sito www.espansioneonline.it/2011/07/materiali ?????????????? CHI COSA QUANDO BMW i3 e i8 2013 BMW Mini E Mai Mitsubishi MiEV Già in commercio da gennaio 2011 Nissan Leaf 2012 Peugeot Ion Già in commercio Renault Kangoo Z.E. Novembre 2011 Renault Fluence Z.E. Inizio 2012 Renault Twizy Inizio 2012 Renault Zoe Metà 2012 Veteg Eco-Truck Fine 2011 Date previste per la commercializzazione in Italia dei modelli che i milanesi hanno potuto guidare a Una scossa alla città
?? SETTEMBRE 2011 ????? CREATIVITÀ IN RETE Social network e Internet spingono la creatività dei lavoratori più esperti, che cercano nuove occasioni di crescita professionale. E se non ci sono, specie i più giovani se le inventano. ma, si trova spiazzato, incapace di trovare qualcosa inerente al suo curriculum o, peggio ancora, incapace di trovare alcunché. «Nel 2005 ho preso il diploma di geometra», racconta Davide S., bergamasco di 25 anni. «Il primo passo per trovare lavoro è stato proprio quello di andare in agenzia. Nel giro di pochi mesi sono riuscito a trovare un contratto mensile in un'impresa che si occupava di computer, soprattutto nel settore della progettazione e dei disegni. Dopo due proroghe mese per mese ho deciso di cercare un altro posto». «A me è andata meglio», esordisce Anisa, albanese residente a Monza dove nel 2009 si è laureata a pieni voti in comunicazione interculturale. «Dopo aver perso un lavoro a causa della crisi in un'azienda leader nel settore dell'acciaio, da cinque mesi ho trovato tramite agenzia un contratto a tempo determinato in un'azienda del settore elettrico». Ma le agenzie non sono solo per giovani. Anzi, sempre più spesso arriva l'ultraquarantenne che, dopo lunghi anni di lavoro fisso in ufficio o in fabbrica, si trova col sedere per terra: troppo giovane per andare in pensione e troppo anziano (secondo molti) per aggiornare le proprie competenze professionali e rimettersi in gioco. «Ho lasciato il mio posto di lavoro a dicembre del 2010», racconta Antonella C., 45enne di Mezzago (Monza e Brianza), divorziata con figlia a carico e una maturità scientifica in tasca. «Mi sono rivolta subito alle agenzie interinali, trovando a giugno un'occupazione in un'agenzia assicurativa: complice la chiusura per le ferie estive, da allora il mio contratto viene rinnovato mese per mese». Sono solo alcune delle decine di storie che avremmo potuto farci raccontare dalle persone che sempre più massicciamente si affidano alle agenzie per entrare o per tornare nel mondo del lavoro. Secondo l'Istat sono 106 mila le persone che nel 2010 hanno trovato un'occupazione tramite questo canale. Un dato che fissa all'1,16% l'incidenza dei contratti interinali sull'occupazione complessiva (elaborazioni dell'Osservatorio nazionale del lavoro temporaneo). Ma che sale al 5% se lo si confronta con i contratti a tempo determinato, anche se i dati, in questo caso, non tengono conto delle persone momentaneamente senza occupazione. Alcune di queste storie hanno un lieto fine, con il contratto a tempo determinato che viene trasformato dall'azienda in un'assunzione diretta e più continuativa. Per molti però la situazione professionale resta in un limbo fatto di contratti a termine, insicurezza e precarietà. Le agenzie di somministrazione del lavoro hanno messo radici nella cornice legislativa italiana, che dal 1997 (approvazione della cosiddetta Legge Treu) ha subito una vera e propria rivoluzione: tramontato il regime del collocamento obbligatorio gestito dagli uffici pubblici, ha iniziato a farsi largo il concetto di lavoro interinale, di flessibilità nelle assunzioni e di diverse tipologie di contratti (part-time, stage, collaborazione, apprendistato). In questo habitat le agenzie per il lavoro prosperano: hanno avuto l'autorizzazione a fornire il lavoro nel settembre 2003, con la cosiddetta Legge Biagi, facendo incontrare la domanda del lavoratore con l'offerta dell'azienda in cerca di personale. «In poche parole», conferma Patrizia Origoni, marketing manager di Randstad Italia, «l'agenzia per il lavoro si pone come intermediario tra domanda e offerta, ovvero tra i candidati e le aziende clienti. Il rapporto di lavoro viene così costituito da tre figure chiave: il lavoratore, l'agenzia per il lavoro e l'azienda utilizzatrice, che incarica l'agenzia di trovare personale al fine di ricoprire una determinata posizione». In concreto cosa fa l'agenzia?? «Seleziona il candidato idoneo confrontando il profilo dei lavoratori con le richieste, facendo da filtro e scremando i potenziali candidati. Una volta trovato il candidato adatto al ruolo, l'agenzia perfeziona il contratto con
?? PRONTO? NON IL SOCCORSO ??????
?? SETTEMBRE 2011 In inglese si definisce «brain drain»: sta a indicare la migrazione di persone altamente qualificate che, for-matesi in un Paese, si trasferiscono e lavorano in un altro. Qui da noi il fenomeno è meglio conosciuto come «fuga dei cervelli». Le cause? Molteplici. Tra le principali, la carenza di finanziamenti per la ricerca, stipendi più bassi rispetto a molti Paesi stranieri, criteri non meritocratici di distribuzione dei fondi, assenza di infrastrutture adeguate. Sull'argomento il premio Nobel Renato Dulbecco nel 1998 scriveva: «A cosa è dovuta la fuga dei cervelli nel nostro Paese? (...) In Italia le strutture sono poche. Se un ricercatore ha la fortuna di entrarci può continuare benissimo a vivere qui. Ma siccome la maggior parte resta fuori, se vogliono fare ricerca queste persone devono andare all'estero. La cosa triste è che poi ci rimangono». Non sempre, per fortuna. Alcuni «cervelli italiani» a volte decidono di tornare indietro e stabilire in Italia la loro attività. Come Marco Bittelli, per esempio, classe 1967, IL RIENTRO DEI RICERCATORI PERDUTI L'Italia è uno dei Paesi europei avanzati che investe di meno in sviluppo e ricerca, costringendo molti tra i migliori ricercatori a emigrare. La legge sul «Rientro dei cervelli» doveva contribuire ad alleviare il problema. CERVELLI, A VOLTE RITORNANO ?????????????????????? ????????????????????????????? ??????? ??? ???????????????????????? ?????? ???????????????????????????????????????????? ?????????? ???? ??????????? ?????????? ????????????????????????????? ????????????? laureato in Scienze agrarie a Bologna, che nel 1996 vince una borsa di studio alla Washington State University, dove consegue il dottorato e sviluppa uno strumento innovativo brevettato poi da una ditta americana per misurare il contenuto d'acqua e ghiaccio nei suoli e nelle rocce. Trasferitosi in Germania, all'Università di Heidelberg, nel 2003 viene nominato adjunct scientist presso la Washington State University. «A portarmi all'estero», ci racconta, «è stata la borsa di studio. Negli Usa ho trovato un vero sistema meritocratico, ovvero criteri basati sulle capacità e l'impegno dell'individuo. Erano disponibili molti più fondi e le selezioni, anche per posizioni importanti, erano estese a livello internazionale. Perché lì cercano di assumere i migliori, indipendentemente dalla nazionalità o dall'appartenenza a determinati gruppi di ricerca e/o di potere». Bittelli è tornato in Italia nell'ambito del programma “Rientro dei cervelli” nato nel 2001 (D.M. 26/1/01 n.13), a cavallo tra la riforma Berlinguer e la riforma Moratti, per facilitare il ritorno dei ricercatori italiani dall'estero e per incoraggiare quelli stranieri a lavorare in Italia. «Dopo i tre anni di lavoro previsti dal programma non viene ga© G iul io La ur e n zi ?????
?? SETTEMBRE 2011 sempre favorevoli a un sistema di accesso a pagamento, la maggior parte degli editori ha ritenuto che l'unica forma praticabile fosse consentire all'utente pieno accesso ai contenuti e sperare nella crescita degli investimenti pubblicitari. Ma la pubblicità può garantire da sola la sopravvivenza dei giornali? Vi sono casi virtuosi - a livello internazionale il caso del blog Huffington Post ha fatto storia - che indicano come la creazione di strutture editoriali leggere, associata alla capacità di sfruttare al massimo le potenzialità multimediali del web, possa dare luogo a progetti sostenibili. Più complesso è invece il percorso che deve affrontare chi affonda le proprie radici nel passato, costretto a gestire un duplice business, quello cartaceo e quello online, con strutture editoriali che, nella maggior parte dei casi, sono sovradimensionate o disallineate rispetto alle esigenze di mercato attuali. Eppure i tempi per adeguarsi alle nuove regole sono stringenti. Come ha ricordato di recente Andrew Miller, ad dell'inglese Guardian, la finestra temporale concessa ai giornali per cambiare definitivamente strategia è solo questione di una manciata di anni; tre, cinque, forse appena qualcuno di più. TABLET E TELEFONINI DETTANO LE REGOLE Alla fine del decennio lo scenario dell'editoria sarà profondamente mutato. Se nella prima decade di questo millennio l'editoria si è confrontata con la diffusione di internet - con il web come finestra alternativa o complementare alla risorsa primaria dell'informazione cartacea - oggi si è consapevoli che il successo sarà determinato dalla capacità di assecondare la distribuzione di contenuti su più canali di comunicazione. L'affermazione di smartphone e tablet, cioè soprattutto l'iPad di Apple e il sistema Android di Google, ha aperto straordinarie opportunità. Gli editori intravedono i presupposti per ripetere il successo ottenuto sulla carta stampata e dare avvio a iniziative che, in prospettiva, potrebbero contribuire a riequilibrare le sorti dell'editoria e una futura, auspicata, sostenibilità economica. Non è quindi un caso che su questo fronte si siano accese nuove rivalità all'interno della filiera dell'economia digitale. Da una parte i distributori Apple e Google che, forti della posizione acquisita dalle loro edicole digitali, iTunes Store e Android Market, permettono il download delle apps e la sottoscrizione degli abbonamenti; dall'altra gli editori, vale a dire i creatori di contenuti e applicazioni digitali. Il rapporto è conflittuale a cominciare dal dazio sul costo dell'abbonamento: per distribuirlo nel suo store Apple chiede il 30% del prezzo di copertina, Google il 10%. Sotto accusa, soprattutto la casa di Steve Jobs, il cui prelievo è considerato davvero eccessivo. Gli editori insomma temono di perdere il controllo del proprio business e dover sottostare a un meccanismo perverso che privilegia gli interessi economici del distributore digitale a scapito dei propri. Quello proposto da Steve Jobs si è rivelato infatti un contratto capestro, perché non è solo l'odiata gabella QUEI DUE SI BATTONO, LEI HA GIÀ VINTO La guerra per il controllo del web mobile è ormai una questione tra Apple e Android di Google. Microsoft, Nokia e gli altri oggi sono outsider. Nella foto piccola, la blogger americana Arianna Huffington, il cui sito è tra i più seguiti al mondo. Un paio di mesi fa è stato comperato da Aol per 300 milioni.
SETTEMBRE 2011 ? I TAXI DI MILANO ? NUMERO DI AUTO 4.855 ? VITA MEDIA DELL'AUTO 4 ANNI ? MEDIA KM PERCORSI OGNI GIORNO 120 ?? KM PERCORSI ALL'ANNO DAI TAXI MILANESI 175 MILIONI ? TONNELLATE DI CO2 PRODOTTE ALL'ANNO 25.000 ? TONNELLATE DI CO2 CHE VERREBBERO RISPARMIATE CON UN PARCO DI TAXI IBRIDI 15.000 (nostre elaborazioni su dati dell'Ufficio Autopubbliche del Comune di Milano) Il successo dell'evento "Una Scossa alla Città", che Espansione ha organizzato per la seconda volta nel centro di Milano per fare il punto sulla mobilità a impatto zero o quasi, è stato tale che ho deciso di trasformarlo in un Osservatorio Permanente che ci accompagni fino al prossimo appuntamento del giugno 2012. Avevo definito il 2010 “l'alba dell'auto elettrica”. Quello in corso si sta dimostrando “l'anno della promessa dell'auto a emissioni zero” e spero proprio di poter definire il prossimo “l'anno del mercato vero”, politica permettendo. A Palazzo Reale, e poi per tutto il giorno in piazza del Duomo con la mostra e le prove su strada di auto “vere” (cronaca a pag. 60), è apparso chiaro che quasi tutti i costruttori - tolto il solito noto fabbricante d'auto di Torino - credono e investono nella prospettiva di una propulsione affidata in tutto o in parte alle batterie al litio. Enel e A2A stanno ultimando test per far partire infrastrutture vere e capillari. A questo triangolo virtuoso manca però un vertice, quello della politica nazionale. Politica che all'estero ha già lanciato quasi ovunque piani per la mobilità sostenibile a suon di incentivi di migliaia di euro e di facilitazioni di parcheggio, ingresso nei centri urbani, punti di noleggio e infrastrutture. E allora cominciamo con una proposta concreta - e soprattutto a costo zero - che faccio al nuovo e giovanissimo assessore al Traffico e all'Ambiente del Comune di Milano, Pier Maran, 31 anni, che il 30 giugno scorso ha inaugurato con noi Una Scossa alla Città. La scrivo in grande: ??????????? ?????? ??????????? ???????????????? ??????? ?????????? Introdurre nel regolamento per il servizio taxi l'obbligo per il titolare della licenza, al momento del cambio della vettura, della sua sostituzione con un veicolo elettrico o ibrido di seconda generazione, in grado cioè di percorrere con il solo ausilio della batteria un certo numero di km a una velocità massima di 50 km/h. IL BLOG SULL'AUTO ELETTRICA: WWW.ESPANSIONEONLINE.IT/CATEGORY/BLOG/SCOSSA? ??? ????? ????????????????????????? ZERO COSTI TANTI VANTAGGI Se applicasse la nostra idea, l'assessore alla Mobilità e all'Ambiente di Milano potrebbe abbattere di molto CO2 e polveri sottili. Con tanti vantaggi a costo zero per tutti, taxisti compresi. Tutto qui? Tutto qui. Assessore, ci risponde? E ci spiega perché una Giunta che tanto punta sull'ambiente non potrebbe adottare in tempi brevi un provvedimento semplice, non oneroso né per il Comune né per i taxisti, non penalizzante per il mercato (specie ora che l'offerta commerciale di auto ibride ed elettriche non è più limitata a un solo produttore), e che a fine mandato avrebbe come risultato di regalare ai milanesi un'aria un bel po' più pulita? In attesa di un piano nazionale, sono certo che una norma così comincerebbe a dare una bella scossa alla città. O “alle” città, se l'esempio di Milano venisse poi seguito anche da altri Comuni. ??
Italy Milano, Via Manzoni 45 - tel. +39 02 62087876 www.nijole.it
?? SETTEMBRE 2011 COSÌ FAN TUTTI Anna Maria Ferrari, presidente della Società italiana di medicina d'emergenzaurgenza, sottolinea come rivolgersi al pronto soccorso sia un'abitudine in forte crescita, raddoppiata negli ultimi 10 anni. Quando si è malati, il Pronto soccorso ospedaliero assicura accertamenti diagnostici e interventi necessari a risolvere il problema provvedendo, se necessario, alla stabilizzazione del paziente e al suo trasferimento in un Presidio Ospedaliero di livello superiore. Sembra la soluzione ideale: è aperto 24 ore su 24 e c'è sempre un medico di turno. Soprattutto sembra dare la sicurezza di essere curati, o per lo meno tenuti sotto osservazione, in tempi relativamente brevi. Eppure sempre più spesso il pronto soccorso darà anche una risposta, ma anche un senso di abbandono a chi deve attendere ore prima di essere visitato. Problemi che riguardano sia i pazienti sia i medici. Il 28 giugno scorso la commissione Igiene e Sanità del Senato, presieduta da Antonio Tomassini (Pdl), ha pubblicato l'Indagine conoscitiva sul trasporto degli infermi e sulle reti di emergenza urgenza, che ha coinvolto 461 strutture tra Dea (Dipartimenti di emergenza e accettazione, evoluzione del vecchio pronto soccorso, oggi suddivisi in due livelli in base alle specialità presenti in ospedale: ortopedia, traumatologia e cardiologia...), centrali operative del servizio 118, centri antiveleni e grandi ustionati. TEMPI (BIBLICI) DI ATTESA Se l'attesa massima per una visita nei pronto soccorso del Nord Italia è di 100 minuti, al Centro tocca i 451. Ma i numeri spesso nascondono realtà ancora più allarmanti. Le ambulanze stazionano troppo in ospedale: se 30 minuti è considerato un tempo accettabile per un codice verde (paziente che riporta lesioni o sintomi che non interessano le funzioni vitali ma che, comunque, vanno curati), alcune Regioni sforano ampiamente. L'insospettabile Liguria, con 46 minuti, e la Sardegna con 60. Sono improponibili, inoltre, i picchi che si registrano in alcuni Eas (dipartimenti di Emergenza ad alta specialità): 127 minuti in Lazio e 152 minuti in Puglia dove può capitare che i pazienti sostino fino a tre ore sopra una barella di autolettiga. Se si considerano, poi, le emergenze più frequenti in Italia, come quella cardiovascolare (la prima causa di morte nel nostro Paese), i dati sono più allarmanti: solo il 10% di chi subisce un attacco cardiaco arriva in unità di terapia intensiva coronarica entro le prime 2 ore dall'evento, e un altro 30% tra le due e le sei ore dall'inizio dei sintomi. Il tempo medio di attesa prima che intervenga un medico per emergenze cardiache, risulta di 200 minuti, con punte di 595 minuti in Sicilia. ??????
?????????????????? Urologia in continua evoluzione anche in sala operatoria ????????????? ????????????????? ????????????????????? ????? ?????????????? ???????????????? ?????? ????????????????? ????????????????????????????? ????????? ????????????????????? ??? ???????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????? ??? ??????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ????? ??????????????????????? ???????????? ??? ???????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ?????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ????? ?????????????? ??????? ????????????????? ????????? ??????????? ??? ????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???? ???????? ?????? ????????????? ??? ??? ????? ??????????????????????????????????????????? ???? ?????? ????????? ????????? ?????????? ?? ?? ??????????? ?????????????? ????????? ?????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????? ??????????? ?????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????
?? SETTEMBRE 2011 ?????????????"????????????????????"??????????????? ?????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????? ????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????? ?????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????? ?????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ????? ??????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ????? ??????????????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????? ??????????????????? ??????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? LE LEGGI DEL CONTROESODO ?????? ???? ????????? ????????????????? ? ???? ??? ????? ?????? ???????? ??? ???? ?? ?? ??????? ????????? ????????????? ???? ?????? ?????? ???? ???????????? ? ??? ????? po cardiovascolare. «Da noi la ricerca soffre ancora di scarse risorse, burocratismi e attese inutili», conclude. «È problematico anche solo rinnovare il contratto a un segretario per un corso di laurea. Se noi professori siamo così assorbiti dalla didattica, come potremmo fare senza i cosiddetti precari che restano indispensabili e, proprio per questo, andrebbero selezionati sul merito e poi stabilizzati?» . Federica Gemignani, originaria di Carrara, anno 1966, laureata in Scienze biologiche all'Università di Pisa, ha conseguito un dottorato nella medesima Università, in microbiologia e genetica. «Ho girato il mondo per ragioni scientifiche e sentimentali», ci racconta. «Il mio fidanzato, anche lui dottore di ricerca, ha vinto una borsa di studio nel North Carolina. Quando andai a trovarlo, pensai che l'America mi piaceva molto. Quindi, nel 1998 ho fatto domanda per una borsa al Lineberger Cancer Centre di Chapel Hill, University of North Carolina». Qui Gemignani ha svolto ricerche sull'utilizzo di RNA antisenso quali potenziali agenti terapeutici nella cura della beta-talassemia. «Dopo due anni il mio fidanzato vinse una borsa di studio a Lione. Così, dopo aver concluso il progetto di ricerca al Lineberger, anch'io mi sono trasferita nella stessa città per un “post-doc” presso l'International agency for research on cancer. Nel frattempo ci siamo sposati». Rientrati in Italia a fine 2003, Gemignani ottiene un finanziamento con il programma “rientro dei cervelli”, per poi ricevere la chiamata diretta a professore associato e lavorare sulla predisposizione genetica al cancro. «Quando si esce dall'Italia per lavorare si trovano tanti meccanismi efficienti. Ad esempio, avevo a disposizione ogni tipo di reagente che potevo ritirare personalmente anche nel bel mezzo della notte, lasciando soltanto una firma. Impensabile da noi. Di conseguenza, sono diventata più intransigente. Ma, tornando qui, ho almeno cercato di portare con me questa organizzazione e di applicarla nel microcosmo del mio laboratorio pisano, nella gestione dello staff e dei finanziamenti».
SETTEMBRE 2011 ???????? ?? le di legno o boccioni di vetro, ha trasformato in un piacere la routine della spesa. La progressione delle aperture in Italia è incessante: primo punto vendita nel 2007, otto a luglio 2011, undici entro l'autunno e sedici entro fine anno. Ma cosa si può comprare? L'offerta spazia tra 860 articoli sfusi diversi, tra cui 260 tra aceti di frutta e balsamici, olii d'oliva aromatizzati, olii di semi pregiati, liquori e distillati. «Manca l'olio di oliva extravergine», dice Riccardo Carlassare, licenziatario del marchio Vom Fass in Italia: «Un prodotto che vendiamo in tutta Europa e nel mondo ma non in Italia perché la legge non consente lo sfuso e che se volessimo preconfezionare dovremmo avere le autorizzazioni. Ci stiamo adoperando perché le leggi vengano in un certo qual modo “derogate” in modo da evitarci obblighi burocratici». PIÙ QUALITÀ SPENDENDO MENO Secondo l'Ismea, Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, la spesa alimentare degli italiani nel 2010 è in diminuzione, rispetto al 2009, sia in quantità (-0,6%), che in valore (-2,8%). La tentazione di tornare al prodotto sfuso è una alternativa economica che combina tagli della spesa e garanzia di qualità. «Acquistare vino, olio e altre gustosità sfusi è anche un modo per riscoprire sapori e odori della nostra terra, attraverso qualità, risparmio, rispetto per l'ambiente, genuinità e puntando sul rapporto diretto con i produttori», dice Andrea Marchesi, della Bottega del Vinaiolo di Milano. «Anche le abitudini alimentari sono cambiate», fa notare Aaron Brussolo, di La Vineria di Milano. «Nessuno più consuma così tanto da comprare 50 litri dello stesso vino. Al consumatore oggi piace cambiare, l'infedeltà nella scelta di alcuni prodotti, che sono diventati più un piacere del palato e del gusto che non cibo per sfaè chi lo fa per una coscienza ecologica, chi perché convinto di una maggiore genuinità del prodotto che sta acquistando, chi per risparmiare sulla spesa. Sta di fatto che l'acquisto (e quindi la vendita) di alimentari sfusi sta crescendo. Dati ragionati e di peso nazionale, su questa tendenza, per ora non ce ne sono. Ma gli elementi per acclamare questa che si presenta tutt'altro che una moda passeggera non mancano. Mentre il biologico cresce nella grande distribuzione (vedi le molte sigle che producono linee bio come Conad, Esselunga, Coop) o come NaturaSi che del bio è una bandiera, nascono localmente piccole catene alimentari della filiera corta che puntano proprio sulla vendita di prodotti sfusi. L'acquirente arriva con taniche, bottiglie e contenitori, sceglie il prodotto, paga e se ne torna a casa con la sua bella etichetta che racconta chi, dove e come è stato prodotto quel vino, olio, birra, detersivo. Accade non solo per gli alimenti liquidi ma anche per paste, farine, riso, saponi, detergenti, e non necessariamente biologici. Un altro indizio è il numero di nuovi punti vendita specializzati aperti negli ultimi anni in molte città soprattutto del nord Italia. «Ho aperto lo scorso anno e fuori ho avuto la coda per giorni», dice Sandro Mascolo, che gestisce il punto vendita Vom Fass di corso Genova a Milano. «Pensavo di avere più difficoltà inizialmente, e invece la risposta è stata da subito piena. Con tanta curiosità iniziale da parte di chi non era a conoscenza della vendita di prodotti sfusi. Con questa fomula molti si fanno tentare, provano alimenti da sempre pensati in confezione e poi ritornano perché scelgono qualità e convenienza». L'idea di Vom Fass nasce in Germania, dove la cultura dell'eccellenza alimentare dovrebbe essere inferiore a quella vantata da noi italiani, ma così non è, almeno per alcuni prodotti. Fondata a Waldburg nel 1994 da Johannes Kiderlen, Vom Fass è rimasta azienda a carattere familiare con un fatturato 2010 di 28 milioni. L'idea di vendere prodotti di alta e altissima qualità, spillandoli da botticel???????????????? PER NEGOZI CON LA TANICA ?????? ?????? ????? ????? ????? ???? ?????????????????? ?????? ??????? ????????? ??? ??? ??????????????????????? ????????????????? ?? ????? ??????????????? ? ?????????????? ??? ???? ????? ????????????????????? ??? ???????
UNA BOLLETTA SPORCA DI CARBONE ?? ????????????????
?? SETTEMBRE 2011 Alessandro Martello, Henkel Usiamo tutti i giorni un Kangoo elettrico per sottolineare il nostro impegno per l'ambiente Pierluigi Bonora, il Giornale L'auto elettrica è tra i pochi temi che mettono d'accordo centrodestra e centrosinistra Thierry Boch, e-move.me Il passaggio alla mobilità dolce richiede cultura e un cambiamento di mentalità Andrea Valcalda, Enel Abbiamo deciso di investire sull'auto elettrica prima ancora di capire qual è il business Romolo Biondi, Bosch Offriamo infrastrutture di ricarica chiavi in mano, già in funzione a Singapore e in Germania grado di dare una scossa al mercato». Forse perché il costruttore nazionale non è impegnato granché sul fronte della mobilità elettrica e quindi fa lobby al contrario? Mentre il Paese rischia di rimanere indietro, i nostri competitor internazionali aprono la strada alla rivoluzione della mobilità con sostanziosi aiuti di Stato: Barbara Covili di Clickutility ha fatto il punto su cosa fanno all'estero, ed è impietoso il confronto con l'Italia che parla molto e fa pochissimo (salvo esentare le auto elettriche dal bollo per cinque anni): la Gran Bretagna ha investito 230 milioni di sterline, la Francia 250 milioni di euro, la Germania addirittura 2 miliardi per arrivare a 1 milione di auto elettriche entro il 2020. La Spagna, alle prese con problemi economici fin peggiori dei nostri, ha messo sul piatto 590 milioni di euro in due anni. E persino il Portogallo fa la sua parte, incentivando 5 mila veicoli elettrici con 5 mila euro ciascuno. Fuori dall'Europa, la Cina incentiva con 9.200 dollari, mica poco per il reddito pro capite del gigante asiatico, gli Usa offrono un credito d'imposta di 7.500 dollari e il Giappone 770 mila yen, circa 6.500 euro. Secondo Frost & Sullivan, entro 5 anni nel mondo un'auto su tre sarà elettrica, ibrida o a carburanti alternativi. Siamo di fronte a un'imminente rivoluzione dell'auto come la conosciamo, e l'Europa vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista: nel marzo scorso la Commissione europea ha lanciato il progetto Greenemotion (www.greene motion-project.eu)con un budget di 42 milioni di euro (dei quali 24 di finanziamento comunitario e gli altri di privati) e coinvolge 42 partner tra industria, università, centri di ricerca, aziende municipalizzate per armonizzare le diverse esperienze di mobilità elettrica lanciate nei vari Paesi dell'Unione. «La Commissione europea pensa che sia indispensabile completare il passaggio alle auto del futuro entro il 2020», dice Carlo Corazza. «Non solo per la sostenibilità ambientale ma anche per la competitività industriale dei costruttori europei e per diminuire la nostra dipendenza dal petrolio. L'auto del futuro che non è solo elettricità, ma anche biocarburanti, e già stiamo lavorando ai combustibili di seconda e terza generazione». A spaventare è la velocità con cui le auto si moltiplicano: «L'industria cinese potrebbe superare quella europea nei prossimi anni», prosegue Corazza. «Oggi nel nostro continente si producono 15 milioni di auto all'anno, e la Cina già ci sta col fiato sul collo. Entro 20 o 30 anni potrebbero esserci nel mondo 2,5 miliardi di auto. Sarebbe impensabile non agire subito per renderle più sostenibili. Per i prossimi 10 anni dovremo lavorare a migliorare le tecnologie tradizionali, ma dal 2020 dovremo necessariamente arriPER OGNI ESIGENZA In piazza Duomo abbiamo portato modelli di tutti i tipi: berline come la Nissan Leaf (in alto), Auto dell'anno 2011, supersportive come la Mini elettrica da 220 all'ora, spider urbane, furgoni, bici e velocipedi pieghevoli.
Informazione aziendal e ?????????????????? ??????????????? ????????????????? ?????????????? ???????????? ??????????? ?????????????????? ???????????? ?????????? ??????????????????????????????????????????? ???????????????????????? ????????????????????? ???????? ??????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????? ???????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ??? ???????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????? ???????????????????? ?????????????????????????? ??????????????????? ??????????????????????????????? ?????? ???????????????????????????????????????? ????????? ?????? ????????? ?????? ???????????? ???????????????????????????? ??????????? ???????? ???? ?????? ?????????? ?? ???? ???? ?????? ???? ?????? ?????? ????????????? ???? ????????????????? ?????????????????? ??? ???? ??????????????????????????????????? ??? ???????? ??? ?????????? ????????????????? ????? ????????????????????????????????? ???????????????????? ???????? ??????????? ????????????? ???? ???????? ??????????? ?????????????? ?????????????????????????? ???????????? ??????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???? ???????????????????????????? ????????? ???????????? ?????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????? ??????????? ?????????????????"?????????????? ?????????"? ??????????????????????????????? ??????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????? ?????????????????? ????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ?????????????? ?????????????????????? ?????????????????????????????? ????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??? ????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ????????????????? ?????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????? ?????????????????? ?? ???????????????????????? ????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????? ??????????????????????? ????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ?????????????????????? ?????????????????? ????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????? ?? ???????????????????????????????????????????? ????????????????????? ?????????????????? ????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ???????????????????????????????????????????? ?????????????????????????????????????????????? ??????????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????????????????? ??
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